Ali Rap

Questo intervento di Tiziana Lo Porto è apparso sulla rivista XL nell’aprile del 2007. Ve lo proponiamo oggi perché ricorre l’anniversario dello storico incontro a Kinshasa, nello Zaire (30 ottobre 1974), in cui Muhammad Ali batté George Foreman riconquistando il titolo mondiale. La prima cosa è la bellezza. Una bellezza talmente folgorante che a metà […]

Come un pellicano che si strappa il cuore

Nel giugno del 2005, all’apice del fenomeno dei blog, quando a dettare legge erano i commenti ai post e ai racconti o alle opinioni anziché alle fotografie e agli status, fece la sua comparsa nella rete un blog, un altro, uno tra centinaia di migliaia: cadmio. La prima differenza tra cadmio e il resto degli […]

Il male minore

Questo articolo di Alessandro Leogrande è apparso sul Riformista. Lo scrittore israeliano Eyal Weizman affronta la questione dei conflitti giusti e ingiusti: come porre fine ai massacri di massa. La sua è una prospettiva radicale: che ogni aut aut nasconda in realtà una soluzione debole a tal punto da essere un viatico per la leggittimazione […]

Voli low cost

Tempo fa qui avevo parlato di una falsa poesia di Borges (Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita) che circolava da anni in rete nonostante le numerose e autorevoli smentite. L’avevo definita una versione edulcorata della poesia dell’argentino, un Borges come si vorrebbe che fosse Borges, banalizzato in formule facilmente digeribili, qualcosa di simile a […]

Il sogno di H. O. Earwicker. Una lettura di Finnegans Wake di J. Joyce

Sono anni che amo girovagare tra le pagine de La frusta, una delle riviste letteriarie on line costruite con più passione e generosità. Merito di Alfio Squillaci, visto che La frust regge sulla sua dedizione. Un ringraziamento dunque ad Alfio per averci concesso di ripescare dal suo sito questo importante pezzo di Edmund Wilson sul […]

Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria

Questo testo è la seconda parte di un’introduzione alla collana di narrativa Novevolt, curata da Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi, a partire dal 2011, per la casa editrice Zona. Il primo testo può essere letto qui, ed ha il carattere di un’apertura violenta del vaso di Pandora. Questo secondo testo, dopo l’apertura del vaso, ci […]

A me gli occhi

Questo pezzo di Chiara Valerio è apparso sulla rivista Nuovi Argomenti e su Nazione Indiana. di Chiara Valerio Noi, gli uomini, chi siamo? Siamo veri, siamo dipinti? Tropi di carta, simulacri increati, inesistenze parventi sul palcoscenico d’una pantomima di cenere, bolle soffiate dalla cannuccia di un prestigiatore nemico? G. Bufalino, Le menzogne della notte I […]

L’arte di non essere punk

Erano bellissimi nella loro oltraggiosa imperfezione. Se ne infischiavano del mondo, e la stessa musica punk suonava alle loro orecchie troppo convenzionale. Dipingevano, fotografavano, riprendevano, cantavano, urlavano, più di ogni altra cosa si esibivano, e il loro palcoscenico era la fin troppo celebrata New York di fine anni Settanta. La New York del CBGB, per […]

Il monumento all’amante ignoto

Intervista a Eraldo Affinati

Da Veglia d’armi al recente Berlin, l’opera di Eraldo Affinati mostra una compattezza e una coerenza che ne fanno, piuttosto che una collezione di libri indipendenti, un campo di ricerca poetica, etica e politica in continuo movimento. Invece di fermarmi sulle soste obbligate, sui tagli che il momento della pubblicazione rappresenta all’interno della continuità di questo già lungo percorso letterario, nella mia intervista ho preferito osservare il disegno complessivo. Quello che mi è parso più interessante, nel lavoro di Affinati, è il modo in cui esigenze e pulsioni apparentemente contraddittorie si affrontano, confliggono e agitano una scrittura tra le più originali e stimolanti della nostra attuale scena letteraria. Il tema del meticciato, dell’ibridazione, dell’intersezione dei modi e delle misure antropologiche, culturali e stilistiche, è forse il tratto più caratteristico di una visione che dal piano delle forme letterarie si riflette in una viva volontà di scommettere, nonostante tutto e senza rinunciare a sciogliere i grovigli più inquietanti, sul futuro del mondo e della globalizzazione. La vocazione pedagogica di Affinati, la sua esperienza d’insegnamento alla Città dei ragazzi e alla scuola Penny Wirton, da lui recentemente fondata nella capitale, riassume e rilancia la «promessa di felicità» che riconosciamo nei suoi libri. Forse per questo, oltre che per la ancora recente pubblicazione del romanzo, La città dei ragazzi è il libro al quale nell’intervista lo scrittore si rivolge con più frequenza, premura e fiducia. Non soltanto è uno dei suoi libri migliori, è anche quello dove «le ragioni del ritorno» si presentano con più chiarezza, più calore e con la fermezza che soltanto la coscienza di un’esperienza assolutamente necessaria può donare alla parola scritta.