Faulkner nel cuore umano e dell’America

di Nicola Lagioia

A Cambridge, nel Massachusetts, poco distante dalle celebri università di Harvard e del M.I.T., passeggiando sul fiume Charles attraverso il Memorial Bridge Anderson può capitare di imbattersi in una targa commemorativa. I caratteri scolpiti nel bel metallo opaco recitano: “Quentin Compson, drowned in odour of honeysuckle. 1891 – 1910″.

Antonio Pennacchi e la costruzione di una memoria collettiva

di Nicola Villa Se l’Agro Pontino è per Antonio Pennacchi una musa (Magrelli), un fantasma (Pavolini) o la sua Yoknapatawpha – la contea di provincia americana dove Faulkner ha scritto e ambientato tutte le sue opere e vicende umane universali – allora Canale Mussolini, l’ultimo romanzo dello scrittore sessantenne di Latina, è il suo destino […]

Il termometro e il termostato

di Giorgio Vasta

Da circa quindici anni l’Occidente letterario domanda a Michel Houellebecq di funzionare come un termometro. La sua scrittura – nella quale la percezione molecolare delle cose prende forma attraverso l’immaginazione narrativa – deve servire da strumento di misurazione del tempo, da registrazione della Stimmung epocale.

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eBook: l’insostenibile leggerezza della lettura digitale

È passato un anno dal lancio sul mercato americano dell’Ipad: un anno di pubblicistica sovreccitata, attese circospette, grandi speranze. Un anno in cui i problemi concreti sono spesso finiti in secondo piano di fronte al registro propagandistico (e comprensibilmente, visto lo stato dell’industria editoriale e il miraggio di una risurrezione digitale) delle discussioni relative. Davanti al recente scatenarsi di tante passioni e interessi, un libro come La quarta rivoluzione, sei lezioni sul futuro del libro (Laterza) di Gino Roncaglia, per lucidità teorica e completezza documentaria pare quasi un esercizio di stoicismo intellettuale.

Caino

di Christian Raimo

Facciamo una cosa? Una moratoria? Un accordo per cui
gli spettacoli a teatro non si chiamano più “eventi dell’anno”?
Considera solo quest’anno, appunto: è già la seconda volta che ci casco:
rimasto seduto dodici ore per i Demoni di Stein,
e alla fine a mezzanotte l’applauso all’Auditorium era uscito
come lo sfiato di un pallone.

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Ultimo post a Parigi

di Massimiliano Nicoli

Lo studente di dottorato italiano – il dottorando di ricerca, come si dice abitualmente – arriva a Parigi per la seconda volta ai primi di marzo, dopo aver abortito un primo viaggio causa furto di documenti. Se tutto andrà come deve andare, rimarrà per un paio di mesi e poco più. Abita in un appartamento in pieno centro, uno studio al piano terra, in una corte interna. Il piccolo appartamento è carino, ma avvolto in una penombra perenne.

Dalla parte sbagliata

Sembra che per almeno una settimana, anche nel discorso pubblico, si parli di politica, si faccia teoria, si discuta di idee… La manifestazione indetta dalle donne per domenica è passibile di mille critiche ma forse proprio per questo sta avendo il merito – all’interno di un’opinione mainstream quasi sempre risucchiata dall’indignazione a comando o dall’abitudine al cinismo – di dare la stura a un dibattito vivo, con contrapposizioni accese intorno ai corpi, ai desideri, ai modelli di vita, ai rapporti tra i generi e tra le generazioni, e anche alle questioni educative, a quelle morali, etc…

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Imparare da Las Vegas

Se oggi un architetto proponesse di “imparare da Dubai” si solleverebbe un brusio, non sarebbe però uno scandalo. Nel 1972 invece, quando fu pubblicato il libro Learning from Las Vegas, il mondo degli architetti ne rimase sconvolto e la storia dell’architettura deviò il suo corso. Adesso che tutto ciò che c’era da apprendere da Las Vegas è patrimonio comune, viene proposto in Italia quel leggendario libro di Robert Venturi, Denise Scott Brown e Steven Izenour Imparare da Las Vegas, edito dalla casa editrice Quodlibet e curato da Manuel Orazi.

Hip Hop Rock against NOIA!

di Simone Caputo

“Buona parte del punk-rock è costituita dal Grande Ritornello Americano (o Inglese, a dir la verità) della Sublimazione Adolescenziale. Tutti quelli che hanno tra i dodici e i vent’anni vogliono fare sesso, anzi, non pensano ad altro tutto il giorno, ma la maggior parte delle loro riflessioni sono robaccia nevrotica che prosciuga le energie, col risultato cha abbiamo Due Principali Scuole di Punk Rock. Una compensa per eccesso la nevrosi adolescenziale con un’esibizione esagerata di arroganza da macho sottolineata da giri di basso vendicativi come un cazzo in tiro

Generazione Otaku

di Giorgio Falco

Il 6 agosto di ogni anno guardiamo le immagini televisive del fungo atomico nel cielo giapponese. Siamo ancora ipnotizzati dalla fissità di quella geometria mobile, che risucchia e racchiude ogni potenziale forma. Quale umanità poteva uscire dalla consapevolezza e dalla rimozione di quel trauma? Una possibile risposta la indica il saggio Generazione otaku, di Hiroki Azuma.