Un colpo: teatro evoluto e consapevole

di Nicola Villa

In tempi di cocci e macerie si cerca un teatro non pacificato, che sappia mettere in discussione le false certezze di un presente frammentato, di cui l’intero è andato perduto, se è mai esistito. Ci si muove alla ricerca di un’arte che possa assumersi la molteplicità di questo presente, che si prenda la responsabilità di non voltare lo sguardo, di non rimpiangere i bei tempi andati, che sia in grado di fare esperienza delle rovine, della mutazione, ma che allo stesso tempo non ne faccia motivo di resa, al contrario provi ad alzarsi sopra le superfici, sopra quello che si vede, il già noto, le apparenze.

Su Elisabeth di Paolo Sortino

di Christian Raimo C’è una cosa che mi fa star male in questi giorni. Alcune tra le persone che stimo di più, e anche e soprattutto tra i critici e gli scrittori, tra i lettori forti e tra quelli atennti, dicono che questo libro, Elisabeth, di Paolo Sortino sia un libro bellissimo. Il romanzo che […]

L’odore della resina pastosa della classifica della narrativa straniera di certi cerulei pomeriggi di maggio

1. Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh. 2. Le luci di settembre di Carlos Ruiz Zafón. 3. Il profumo delle foglie di limone di Clara Sánchez. 4. Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson. 5. Tutto per amore di Catherine Dunne. 6. L’atlante di smeraldo di John Stephens. 7. […]

sherwood anderson

Sherwood Anderson: un maestro del racconto americano

Questo articolo è uscito sulla rivista Blow Up.

di Liborio Conca

C’è stato un tempo in cui, entrato in qualsiasi libreria, dalle più grandi alle più piccole, andavo al bancone narrativa, o narrativa straniera, alla lettera A, e cercavo uno scrittore, tra Andersen e Andric, ma non trovavo mai quello che cercavo: Sherwood Anderson. Neppure il suo libro più noto, vecchio classico della letteratura americana, pubblicato in Italia con il nome di Racconti dell’Ohio.

Buon compleanno Bob (una lettera in 33 tempi)

Caro Bob Dylan,
1. il primo tuo disco che è entrato a casa mia me lo sono dovuta comprare da me. Avevo tredici anni, mia madre ascoltava solo Lucio Battisti, mio padre era in fissa coi Pink Floyd, e mia sorella era innamorata di Bruce Springsteen. Il giorno che ho deciso di trovare anch’io la mia musica, sono entrata in un negozio di dischi e ti ho visto sulla copertina di Blonde on Blonde: è stato amore a prima vista.

pallina

Open. La storia di Andre Agassi

Questo articolo è uscito per Alias – Il Manifesto.

di Stefano Gallerani

Dopo aver regolato in semifinale un affranto Guillermo Vilas, nel giugno del ’74 un diciassettenne svedese riposa solo due ore prima di spuntare una ad una tutte le armi del rumeno Ilie Nastase, per una volta più irritato che irritante. Sui mattoni sbriciolati del Foro Italico, Björn Borg incanta gli specialisti con un gioco solido e originale:

La parola con la N

Questo pezzo è uscito nel numero 13 della rivista Loop.

di Daniele Manusia

È del febbraio di quest’anno una nuova edizione delle Adventures of Huckleberry Finn in cui le parole “nigger” e “injun” vengono rimpiazzate rispettivamente da “slave” e “indian”. All’origine della decisione di Alan Gribben, professore e studioso di Mark Twain che ha curato la versione in questione per la NewSouth Edition

Alle volte, la pagina degli esteri di Repubblica come un esercizio di bellettrismo

Dopo aver ricostruito il caso Futoshi Toba, e dopo che né Giampaolo Visetti né Massimo Gramellini hanno chiesto semplicemente scusa, abbiamo preso una topica, abbiamo colorato un bel po’ la notizia; ecco che Matteo Bordone qualche giorno fa ha un altro strano rigurgito per un indefinibile reportage di Andrea Tarquini, corrispondente da Berlino per Repubblica. […]

Delfini di Banana Yoshimoto

di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta Questa recensione disegnata è uscita su D di Repubblica. Cliccando sull’immagine è possibile ingrandirla.

Un progetto permanente di disordine

Questa settimana è in edicola con Gli Altri un libro che raccoglie gli articoli scritti da Edoardo Sanguineti per il settimanale. Il libro esce in occasione del primo anniversario dalla morte di Sanguineti (18 maggio del 2010) e contiene, tra l’altro, anche questa presentazione.

di Stefano Jorio

Otto anni fa, alla domanda “Qual è il disordine da cui oggi dobbiamo uscire? Quale palus putredinis? Quali modelli?” Sanguineti rispose: “La poesia deve rifiutare i modelli.