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Quello che sapevamo, e cosa non deve accadere dopo la morte di Desirée

È un’area vasta, grande, che si estende per un isolato intero, che non riesco a quantificare in metri quadrati, con un perimetro che a percorrerlo a piedi ci metti parecchi minuti. Dall’alto di via dei Lucani si vedono, le vediamo da anni, le vediamo da sempre, baracche, tetti in lamiera, edifici abbandonati, scheletri in costruzione, qualche impalcatura e una gru smontata da poco tempo, rimasta in piedi a lungo, minacciosa, inutile e incombente. Tra gli edifici bassi spuntano alberi e vegetazione spontanea. Puoi immaginarci un parco, un’area verde, o uno spazio da riconsegnare al quartiere, alla città, senza neanche troppi sforzi visionari. Dovrebbero pensarci gli urbanisti. Invece è lì tra quelle postazioni sfatte che è morta per overdose una ragazza di sedici anni, si chiamava Desirée, dopo aver subito uno stupro di gruppo.

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Vivere e sparire a Venezia

Vivere e sparire a Venezia: un viaggio letterario in compagnia di Brodskji, Luiselli, Scarpa, Vasta, Barthes e Mario Soldati.

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Alienazione e anestesia. Capitalismi oggi

Photo by Jimi Filipovski on Unsplash

Parafrasando le parole di Karl Marx e Friedrich Engels, lo spettro che si aggira ormai da tempo nell’Europa risponde al nome del capitalismo: ma tanta ed estesa è la sua frequentazione con il mondo, che esso ha imparato ad assumere forme e sembianze sempre diverse, sottostando ad un diabolico principio di mutevolezza che mai si placa e che lo rende sempre più sfuggente. Se il libro del 2013, divenuto più che celebre, di Thomas Piketty Il capitale nel XXI secolo, mostrava come esso dominasse nell’andamento delle disuguaglianze tra i redditi, sono recentemente usciti due saggi che tentano di esplorare alcune delle forme che il capitalismo sta assumendo oggi, letture imprescindibili per comprendere le nuove forme attraverso cui esso appare.

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Storie scellerate: Flavio Bucci

(fonte immagine)

È stato presentato alla Festa del cinema di Roma Flavioh, un film-documentario su Flavio Bucci. Per l’occasione, pubblichiamo un estratto da Hollywood sul Tevere, il libro di Giuseppe Sansonna uscito qualche tempo fa per minimum fax: un ritratto dello stesso attore di origini molisane. Ringraziamo editore e autore.

“Nel dissoluto ambiente del teatro, pieno di pazzi e di stravizi, si ripete una massima, da sempre: C’è una cosa sola che ti ammazza. E non sai qual è, fino all’ultimo istante”. A rantolarlo a se stesso è Flavio Bucci, perso tra decine di tavolini vuoti, in un bar di Passoscuro, a due passi da Fregene.

L’insegna del locale, alle sue spalle, lampeggia insistente Moby Dick, cubitale come il cartellone di un teatro. Bucci la asseconda silenzioso, sprofondato in un filologico Achab, munito di cappellaccio a falde larghe, cappottone e il vago rimpianto di chi è scampato a malincuore alla propria intima balena bianca.

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Dentro «Il gioco del rovescio» di Antonio Tabucchi

Pubblichiamo un articolo a cura di Andrea Siviero uscito il 26 settembre 2018 sulla rivista Tre racconti, che ringraziamo.

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Viaggio americano. “Nel paese del Re Pescatore” di Joan Didion

Questo pezzo è uscito su Robinson, l’inserto culturale di Repubblica, che ringraziamo.

Sebbene gli argomenti dei saggi di Nel paese del re pescatore siano enormemente suggestivi – Reagan, il primo Bush, i terremoti a Los Angeles, il rapimento di Patty Hearst, l’influenza del Los Angeles Times sullo sviluppo immobiliare della città e molto altro – la scrittura pulviscolare di Joan Didion scende talmente nel dettaglio che la lettura non regala sicurezze o opinioni che il lettore possa far sue facilmente: è invece un esperienza letteraria. Reporter, scrittrice di finzione ma soprattutto di non-fiction personale e memoir, colonna del New Journalism e vate della California, Didion trasforma in letteratura ogni appunto sul taccuino: “Chi è cresciuto pensando che l’espressione «terra ferma» abbia un significato reale spesso fatica a capire l’apparente serenità con cui i californiani accolgono i terremoti, e tende ad ascriverla al carattere locale, tipicamente scollegato dalla realtà”. Queste le eleganti tessere del mosaico. Visto da lontano, il saggio in questione, Los Angeles Days, parla della bolla immobiliare di Los Angeles del 1988: visto da vicino, brulica della vita psicologica, economica, burocratica, relazionale della città.

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Le formiche

di Marco Mantello Si formano dal nulla le formiche te le trovi dentro il pane sbriciolarsi in file storte sono lunghe settimane. La zanzara tigre è destinata a governare il pianeta nasce sotto alle piante e se la schiacci lei ricresce perché di radici ne ha tante. I vermetti del parquet, poveracci affogano nel sapone […]

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Alan Rusbridger e la nuova era del giornalismo

di Francesca Borri

Molte notizie. Più notizie di sempre. Ma anche meno notizie. Siamo in molti a provare la stessa sensazione, oggi: avere allo stesso tempo più e meno informazione di prima.

Sapere di più, forse. Ma capire di meno.

Nel giornalismo, d’altra parte, è in corso una rivoluzione. Letteralmente. Il giornalismo è stato a lungo un processo verticale. I quotidiani avevano il monopolio dell’informazione, perché avevano il monopolio dei mezzi di produzione dell’informazione, intesi proprio come mezzi materiali: le presse. E quindi ogni notizia veniva trasmessa, appunto, in verticale: da chi scriveva a chi leggeva. Ora invece è tutto orizzontale. Chiunque, con il suo iPhone, può parlare alla sterminata platea di internet, aprirsi un canale Youtube, un account Twitter, un blog, e definirsi un citizen journalist – anche se nessuno di noi si affiderebbe mai a un citizen dentist. Però, è innegabile: prima, per dire qualcosa avevi bisogno dei giornali. Oggi, non più.

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Discorsi sul metodo – 25: Dacia Maraini

Dacia Maraini è nata a Fiesole nel 1936. Il suo ultimo libro è Il diritto di morire (SEM 2018, con Claudio Volpe) * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Hai orari precisi? Non ho delle regole fisse. Di solito comincio alle otto di mattina e vado avanti […]

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Fra le pagine chiare e le pagine scure. “Rimmel” di Francesco De Gregori

Pubblichiamo, ringraziando casa editrice e autore, un estratto dal libro Romantic Italia (minimum fax), di Giulia Cavaliere: un racconto della canzone italiana che va da Domenico Modugno ai Baustelle, includendo artisti diversi come Piero Ciampi e Antonello Venditti. Questa sera al Monk di Roma, alle ore 19, l’autrice presenterà il libro con Niccolò Fabi.

di Giulia Cavaliere

È il 1975 quando Francesco De Gregori fa di testa sua, si chiude segretamente nello studio meno moderno della RCA e dà vita a Rimmel. È il suo quarto album in studio e segna l’inizio della seconda rivoluzione romantica della storia della canzone italiana, rivoluzione più specifica ma analoga nella portata a quella innescata quasi vent’anni prima da Domenico Modugno.