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La fine di Roma

di Christian Raimo Roma città esplosa, città sfinita, arida terra guasta, falsa movida, Roma monnezza, fogna a cielo aperto, città di papponi e papi, deserto, Roma truffa, mafia palazzinara, città violenta, che non perde: bara, Roma magliara, vile capitale, porto nero, spiaggia senza mare, città bugiarda, che ti spara in testa, Roma clanica, figliastra di […]

minatore [m&m]

La quarta dimensione. Un racconto di Mauro Tetti

Una piccola anticipazione dal prossimo numero de L’Inquieto, in uscita a novembre (maggiori informazioni in calce all’articolo). L’illustrazione è di Bernardo Anichini. Buona lettura. * La quarte dimensione di Mauro Tetti Sulle carte. Tutto ciò che rimane del giovane Sinforiano Séquélas, minatore a Monteponi dal 1872 al 1874 (Sardegna sud-occidentale), è la sequela di domande […]

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Le cose imperfette

Pubblichiamo due poesie tratte da Le cose imperfette, l’ultimo libro di Gianni Montieri uscito per LiberAria. Ringraziamo editore e autore.

Qualcuno ha telefonato, eri tu.
La fortuna è poter sentire la tua voce
in tutte le varianti, ho pensato
ma è meglio da vicino, così
che quel suono possa guardarmi.

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I mondi paralleli

di Marco Mantello Cari lettori, oggi vi offro in sacrificio l´incipit del quarto romanzo del mio ciclo di sei. La società europea comincia a scoprire il Lone Wolf Terrorism, e sembra percepirlo come qualcosa di staccato dalla sua organizzazione, dalle sue percezioni di un´identità culturale, dalla sua struttura economica, dai suoi sistemi educativi. Fantasmi singoli […]

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Benedizione. Patti Smith a Stoccolma

di Domitilla di Thiene

Travolta dall’emozione, lì di fronte a tutte quelle persone. E non è una novellina, sono quasi cinquant’anni che canta in pubblico. È vero che la canzone che sta cantando è una canzone di lui. Sì proprio di quell’uomo, di cui ha avuto una fotografia appesa al muro da quando aveva sedici anni. Di cui in realtà ha avuto non una sola fotografia, ma tante fotografie appese al muro.

Su tanti muri diversi, in tante diverse fasi della vita, con i diversi uomini con cui ha vissuto. Con Robert, che capiva le passioni ma il cui gusto estetico certo non passava verso quel musicista così basso un po’ storto, con quel modo di porsi quasi sbilenco davanti al microfono, appeso all’armonica o alla chitarra.

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Cosa succede in Cile: un’intervista a Alejandro Zambra

Pubblichiamo un articolo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

«L’adolescenza era vera, la democrazia no». Alejandro Zambra, classe 1975 e scrittore cileno, ha posizionato questa frase in uno dei suoi libri più potenti, I miei documenti (Sellerio), una raccolta di racconti – per lui si sono scomodati riferimenti non banali, da Bolaño a Cortazar – all’interno dei quali l’esperienza dell’adolescenza vissuta nel regime di Pinochet prende forza, andando a comporre quella danza cangiante, tortuosa e soave, che compone l’universo letterario di una voce speciale, considerata oggi una delle più originali in tutto il Sudamerica.

Zambra ha la forza di imporre una scrittura nitida, scattante e in grado di aprire squarci in ogni momento, solcati dalla straordinaria capacità di riflettere l’io nel noi e l’esperienza personale in quella di un’intera popolazione.

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Il fascino senza tempo di “Something” nei cinquant’anni di Abbey Road

di Simone Bachechi

Piccoli editori crescono e cercano nuove strade e sbocchi negli impervi percorsi e nel mare magnum dell’editoria, piccola, media o grande che sia, già di per sé quello dell’editoria settore economico di nicchia, almeno nel nostro paese, al cui interno l’editoria musicale riveste un ruolo ancor più di nicchia. Da prendere quindi con grande curiosità e rispetto la coraggiosa intrapresa di una piccola casa editrice del Sud come quella della GM Press, che traendo spunto da un leggendario brano dei Beatles, nel cinquantesimo anniversario della sua pubblicazione all’interno di Abbey Road – il loro ultimo album – gli dedica un breve ma intenso saggio, il primo seguendo la ratio della collana “songs” che lo ospita e che dovrebbe portare ad altre pubblicazioni dello stesso tenore.

Nelle cicatrici dell’America odierna. Intervista a David Means

Riprendiamo un’intervista uscita sul blog Altri Animali, che ringraziamo. Foto di Beowulf Sheehan.

di Marco De Laurentis

Cominciamo dalla tua ultima raccolta di racconti, pubblicata da poco anche in Italia, Istruzioni per un funerale. La raccolta inizia con “Confessioni”, una sorta di lettera aperta dell’autore ai lettori e al tempo stesso una difesa della narrazione.

Principalmente, la considero come una lettera indirizzata a me stesso – si tratta comunque di una lettera immaginaria – da usare come promemoria, per attenermi ai miei princìpi, dopo anni passati a scrivere racconti. Quando mio padre è morto, qualche anno fa, ho avuto l’urgenza di iniziare a parlare pubblicamente del mio punto di vista come scrittore. Ma è importante sottolineare che in un certo senso anche quelle “confessioni” sono fittizie. Se avessi iniziato a raccontare la storia vera della mia vita nessuno mi avrebbe creduto.

In “Confessioni” troviamo subito due temi ricorrenti nella tua opera, la violenza e la perdita. Cosa rappresentano nel tuo immaginario?

Vado ovunque posso per trovare storie nuove e mi capita spesso di trovarle in momenti di violenza e morte, ma solo se quest’ultime sono combinate con l’amore.

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Delitto alla fiumara

di Stefano Petrocchi Se fosse una notizia di cronaca sarebbe un caso di violenza sulle donne. Se fosse scritta in inglese sarebbe una “murder ballad”, come Where The Wild Roses Grow (Nick Cave & The Bad Seeds, 1995). È la canzone di un uomo che uccide una donna dopo aver avuto una relazione con lei, […]

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Il calcio moderno secondo Paolo Condò. Cinquanta ritratti per un’unica storia

di Federico Vergari

Un 4-3-3 decisamente votato all’attacco, come se il modulo di per sé non lo fosse già.
In porta c’è Yashin, fino ad oggi unico portiere della storia ad aver vinto un pallone d’oro. Calciatore russo negli anni in cui essere o non essere russi faceva la differenza e ti posizionava da una parta o dall’altra del mondo. Per intenderci – nell’anno in cui si festeggia il mezzo secolo dell’uomo sulla luna – Yashin era uno di quei russi che non dicevano astronauta, ma cosmonauta.

La difesa richiede qualche sacrificio: Tardelli terzino destro, Beckenbauer centrale, libero di impostare il gioco e al suo fianco Maldini, quello degli ultimi anni che non starà nel suo, ma garantisce ordine, tigna, pazienza e personalità. Terzino sinistro Giacinto Facchetti, rigorosamente col numero tre sulle spalle. Il centrocampo è un mix di estro, piedi buoni e geometri: Guardiola, Iniesta e Boban. Infine l’attacco, scritto e cancellato circa dieci volte: George Best e Roberto Baggio leggermente dietro e punta centrale Marco Van Basten.
Amen.