Manifesti TQ – generazione trenta quaranta

Sono giorni, mesi, che i membri del gruppo TQ – i lavoratori della conoscenza della generazione dei trenta e quarant’anni – si confrontano e dibattono per definire e approvare i tre manifesti usciti oggi (qui). Noi vi invitiamo a leggerli e, se siete interessati a partecipare alle loro iniziative, a aderire al movimento. Christian Raimo ci presenta il gruppo e la loro attività in questo articolo uscito oggi per il manifesto.

Italia, amore

Gli ultimi interventi di Christian Raimo e Marco Mancassola nella rubrica Italia, amore, tutti i mesi su Rolling Stone. CR >> Crono che divora i suoi figli, Medea che li uccide per vendicarsi del padre, il conte Ugolino, Pollicino, Hansel e Gretel… il nostro immaginario ha da sempre dato forma alle nostre peggiori paure infantili. I […]

Matite copiative

Pubblichiamo di seguito un intervento di Stefano Laffi, autore e ricercatore sociale, uscito sull’ultimo numero della rivista Gli Asini (quest’anno insignita del premio Lo Straniero nella sezione riviste). Laffi fa una riflessione sul ruolo che hanno avuto i giovani nella vita politica e sociale degli ultimi mesi, sulle azioni, di cui si sono effettivamente resi protagonisti, nel tentativo di cambiare una realtà e una democrazia che non garantisce loro alcuna prospettiva e alcun futuro.

Intervista a Lorin Stein

Vi accompagniamo nel fine settimana con un’intervista di Francesco Pacifico a Lorin Stein, il Don Draper dell’editoria, come lo definisce il nostro, da poco nuovo direttore della storica rivista Paris Review e per molti anni editor da Ferrar, Straus & Giroux. L’intervista è uscita sul numero di maggio/giugno di Rivista Studio. Buona lettura.

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Trascendenza capovolta

Uno degli scopi della letteratura è quello di aiutarci a smontare gli stratificati meccanismi ideologici su cui si basa la conoscenza per rivelarci qualcosa di più autentico sulla nostra natura; e dunque metterci in discussione, scardinare certezze, provocare nei lettori uno spaesamento.

Giustizia ecologica e sociale

di Giuliano Battiston

Il reportage è un genere caduto in disuso: troppa fatica costruire un percorso coerente e solido, rinunciare all’effimero per un’unica, costante idea di fondo, macinare chilometri, accumulare materiali e interviste, per poi trasformare il tutto in una forma compiuta. Soprattutto, troppa fatica partire da domande vere, piuttosto che da pretesti per ribadire le proprie certezze.

D’amore si vive

Spesso succede che nelle parole dette da qualcun altro trovi esattamente quello che avresti voluto dire tu ma che invece non riesci a esprimere. Immagino sia quello che accade a chiunque veda e ascolti per la prima volta le testimonianze raccolte da Silvano Agosti in D’Amore si vive, un suo film-documentario del 1984. Questa pellicola (nove ore di girato), originariamente pensata per la televisione, contiene sette lunghe interviste in cui i personaggi che lui è riuscito ad avvicinare e conoscere in due anni di lavoro e ricerche, affrontano argomenti come la tenerezza, la sensualità, l’amore e il sesso senza paletti mentali o vincoli di alcun tipo, con incredibile trasparenza e candore.

La difesa di Bobby Fischer

Il campione del mondo Garry Kasparov racconta del personaggio più talentuoso e mitologico della storia del gioco degli scacchi, Bobby Fischer, e lo fa partendo da un libro di Frank Brady da poco uscito negli Stati Uniti, Endgame. Bobby Fischer’s Remarkable Rise and Fall. From America’s Brightest Prodigy to the Edge of Madness.
Questo articolo è apparso su The New York Review Of Book ed è stato tradotto e pubblicato in Italia sul numero 7 (giugno 2011) della rivista 451 via della Letteratura della Scienza dell’Arte.

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Alcune modeste proposte per le case editrici, a cominciare dalla mia

di Marco Cassini

Negli ultimi anni, quando mi è capitato di parlare agli studenti del Master in Editoria dell’Università La Sapienza o agli allievi del corso di editoria di minimum fax degli aspetti commerciali di una casa editrice, ho più volte espresso un concetto (interiorizzato negli ultimi tre anni passati a fare il direttore commerciale, e della cui intuizione ero piuttosto fiero) che qui sintetizzo in brevi affermazioni:

Gli scarabocchi degli scrittori

Abbiamo pescato questo curioso articolo da Flavorwire. Cultural News and Critique e ringraziamo l’Archivio Caltari per averci concesso la traduzione di Giusi Palomba e Antonio Caruso. Tutti scarabocchiano. C’è qualcosa tra un momento di inattività e lo spazio vuoto di una pagina che incoraggia un disegnino o due. In più, ci sono prove che gli […]