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“Lei”, un estratto
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Pubblichiamo un estratto dal libro di Nicolò Targhetta Lei, uscito per Becco Giallo: ringraziamo editore e autore. di Nicolò Targhetta In ordine sparso, cose che secondo lei fanno di un adulto un adulto: Una carta di credito • Un materasso proprio • Mangiare fibre • Bere vino • Pagarsi le vacanze • Un contratto con la banca • Un punto di vista sul mondo Un lavoro Quando le chiedono che... (Continua a leggere)

elezioni

Afghanistan: quale società civile?

Questo testo, uscito sul Manifesto, è una versione ridotta della ricerca La società civile afghana: uno sguardo dall’interno, realizzata nell’ambito di un progetto promosso dal network italiano “Afgana” con il sostegno della Cooperazione allo sviluppo. La ricerca è scaricabile gratuitamente su www.afgana.org.

di Giuliano Battiston

Studiato dagli accademici e invocato dai politici, almeno a partire dalla fine della guerra fredda il concetto di società civile ha acquisito una nuova “ubiquità globale”:

Nuovo cinema paraculo: “Corporativismo celeste”

di Christian Raimo E in questi giorni mi sto chiedendo: magari è colpa mia? Magari è un mio malumore di questo periodo di inizio estate che io non riconosco e che mi porta a irritarmi per dei libri, degli spettacoli, dei film che invece riescono a colpire favorevolmente, se non a entusiasmare moltissimi altri. L’ultimo […]

«Analizzava tutto nei minimi dettagli»: ricordo di Gil Scott-Heron

Questo articolo è apparso il giorno successivo alla morte di Gil Scott Heron sul blog NewBlackMan. La traduzione è di Dario Matrone.

di Adam Mansbach

Sono passati quindici minuti da quando ho saputo che Gil Scott-Heron non c’è più. Un tempo sufficiente per riascoltare «Winter in America» e «Pieces of a Man», e piangere, e convincermi che la sua morte è una delle più grandi tragedie che io abbia mai vissuto.

vinicio

Marinai, profeti e balene

Un grande artista procede sempre un passo avanti ai propri fan. Ne scuote le certezze, evitando di ripetersi, di farsi cliché, di erigersi a monumento di se stesso. Il suo obiettivo non è mai quello di piacere a tutti i costi. Vinicio Capossela oggi è uno dei pochissimi cantautori italiani a poter essere definito un grande artista. La sua sgangherata follia, anarchica e meridiana, poetica e arcaica, è stata in grado – di album in album – di aprire nuovi spiragli. E di scuotere molte certezze.

Alle origini della graphic novel: i taccuini di Spiegelman

di Marco Pacioni

Tra gli anni settanta e ottanta Art Spiegelman lavora a Maus I e II, fumetto che ha per tema una storia famigliare polacca yiddish raccontata a New York e intrecciata con la Shoah. Nel fumetto gli ebrei sono rappresentati come topi, i tedeschi come gatti e i polacchi non ebrei come maiali per parodiare il modo in cui i nazisti definivano queste persone.

Intervista a Michael Stipe e Mike Mills

Questa intervista è uscita per Rolling Stone.

Ho così tanti ricordi legati ai REM che mentre passeggio nella neve, scivolando sui marciapiedi ghiacciati, per andare ad ascoltare Collapse Into Now e intervistare Michael Stipe e Mike Mills al Gramercy Park Hotel di New York, mi vengono le lacrime agli occhi. Ho praticamente imparato l’autostima dalle mosse di Stipe sul palco e nei video, ho corteggiato per anni la stessa donna associando a lei – a volte a sua insaputa a volte no – Be Mine, Tongue, (Don’t Go Back To) Rockville, At My Most Beautiful, Electrolite.

Personaggi da romanzo

Dopo l’uscita l’anno scorso di Holden, Lolita, Zivago e gli altri, Fabio Stassi continua il suo lavoro di riscrittura e archiviazione dei personaggi di romanzo.

Jacques Deza (Javier Marias, Il tuo volto domani)

Per la verità, la mia voce fu già registrata in un altro libro, tredici anni fa, ma non avevo nome e nessuno sapeva ancora chi fossi. Ora posso finalmente dire di chiamarmi Jacques, anche se in molti mi conoscono come Jaime o Jacobo o Santiago o Diego o Yago.

Oh Maria

di Tiziana Lo Porto

C’è nella storia del New Yorker una copertina talmente famosa che basta dire il nome perché i newyorkesi la visualizzino a mente. Si chiama New Yorkistan, è datata 10 dicembre 2001, e al momento vanta un quattordicesimo posto nella classifica delle 40 copertine di riviste più belle degli ultimi quarant’anni. Disegnata sopra c’è una mappa di New York nei colori pastello con nomi inventati e multiculturali

Disumane lettere

Oggi diamo spazio a nuove voci. Di seguito trovate due articoli di nostri affezionati lettori che abbiamo selezionato tra i tanti che arrivano alla redazione. Il primo è una recensione al libro di Carla Benedetti, Disumane lettere, di Eloisa Morra; l’altro una riflessione di Filippo Bizzaglia sul cinema di Christopher Nolan. Buona lettura.

Una riflessione su Christopher Nolan

di Filippo Bizzaglia

I film di Christopher Nolan possiedono tutti – dopo i primi lavori Memento e Insomnia – una loro densa spettacolarità: costruiti meticolosamente sulla carta prima ancora d’essere girati, sono lo sviluppo sistematico e definitivo di un’idea. Il cinema con Nolan fa ritorno alla sua missione originaria, quella di sviluppare l’elemento visuale, e visionario, dell’uomo, quello di essere una sorta di protesi della sua immaginazione