Zeman e il flipper dei lillipuziani

di Giuseppe Sansonna

Giuseppe Sansonna, autore del documentario Zemanlandia, sta seguendo il campionato di Zeman col Foggia in Lega Pro. L’intento è quello di realizzare un secondo documentario per raccontare il calcio lontano dai riflettori. Intanto, questa cronaca è stata pubblicata recentemente sul Manifesto.

Ti chiami Corona e per molti tifosi sei Re Giorgio, in omaggio a una carriera da sovrano nomade dell’area di rigore. Stagioni volate via troppo in fretta, a troneggiare sui campi di provincia, rimpinguando i magri compensi con serate da cameriere.

La fenomenologia dello spirito

di Christian Raimo

La ragazza è tornata dal mare
tutta bruciata, aveva gli occhi assonnati
e le mani cadenti, e anche nessuna
voglia di mangiare o fare la doccia.

Sei giorni prima la sua casa era grande,
e l’armadio pieno di vecchie camicie
da uomo, la tv un maxischermo
con duecento canali sintonizzati.

Antropologia berlusconiana

Questa è la trascrizione di un contributo alla tavola rotonda sull’antropologia berlusconiana che si è tenuta lo scorso ottobre al Salone dell’editoria sociale a Roma. Tutti i contributi del dibattito sono stati da poco pubblicati sull’ultimo numero della rivista Lo Straniero.

di Nicola Lagioia

Credo che un’antropologia berlusconiana esista, e tuttavia mi sembra che sia solo l’ennesimo anello di una lunga catena, un episodio (benché importante, il più prossimo a noi) della lunga, sorprendente, spesso inquietante mutazione antropologica di cui il popolo italiano è stato protagonista nell’ultimo secolo e mezzo.

La strategia delle emozioni. L’io dal reality show ai social network

di Manolo Farci

Dopo il 2000, e Grande fratello, sono esplosi i confessionali e le bacheche, il “mi piace” e il “mi sei arrivato”, gli stati aggiornati di continuo e i provini, The Club e Small World. Sul piccolo schermo come sui media che ci ostiniamo a definire “nuovi”, gli Zero sono stati anche gli anni dell’emozione. Dai reality a Facebook, tutti vogliono raccontare la loro storia. Questo pezzo è stato pubblicato su Link Mono – “Ripartire da Zero”.

L’angelo del mio angelo

di Emanuele Trevi Che lo si intenda come un particolare genere letterario, dotato di sue leggi nell’apparente improvvisazione, oppure come una pratica di vita affine alla meditazione, o addirittura come un sintomo nevrotico e una superstizione, un diario è sempre un gesto di sfida, una ribellione all’Insensato. Prima ancora che sugli eventuali lettori, agisce su […]

Va bene. Però allora impara a esprimerti meglio

Sulla scuola pubblica che inculca valori sbagliati sono stato travisato, sull’idea che il Parlamento sia inutile e dannoso sono stato travisato, sull’Alitalia da svendere a Putin sono stato travisato, sulla discriminazione contro i bambini immigrati sono stato travisato,sulla giustificabilità dell’evasione fiscale sono stato travisato, sugli stupri che non si possono evitare perché altrimenti ci vorrebbe […]

Lo stesso coinvolti

di Francesca Serafini

Un viaggio tra remote città fantasma, dove aleggia ancora la speranza, e le nostre città, al cui posto sembra aver attecchito “l’indecenza della non rabbia, della non bestemmia, della rassegnata assuefazione”. Parole di De Andrè, attraverso le quali mettere in crisi il nostro presente.

lettera22

Scrittori giornalisti: una gara di sputi?

Gli scrittori sono animali anfibi, animali che prediligono vivere nei territori della letteratura ma che durante l’età adulta migrano spesso verso il giornalismo, dove trovano alimento con cui nutrirsi e soprattutto molta fama, che anche per la loro attività principale di poeti o romanzieri, non fa mai male. Di solito, lo scrittore italiano mantiene un atteggiamento beffardo verso l’attività giornalistica, considerandola sostanzialmente un ripiego, ma di frequente l’atteggiamento beffardo diventa disprezzo . «Tutta la stampa italiana, tranne rarissime eccezioni, è inquinata, in mano a bestie presuntuose, ignoranti e in malafede, corrotte e servili, a cui con niente si può far dire bianco il nero e nero il bianco», scriveva Luigi Pirandello in una lettera indirizzata alla sua cara Marta Abba, per consolarla. Tanto dire dell’amore tra i giornali e i loro collaboratori.
Ricostruire il complesso e labirintico rapporto tra gli scrittori e la loro attività giornalistica è il compito che si è scelto Carlo Serafini che ha curato un monumentale volume per l’editore Bulzoni che si intitola Parola di scrittore. Letteratura e giornalismo nel Novecento (Bulzoni, pp. 704, euro 50). Ognuno dei trentasette saggi che compongono questa raccolta si occupa di uno scrittore diverso, che nella vita ha dedicato le proprie energie e le proprie parole per cimentarsi in un “secondo mestiere”, quello dell’elzevirista, del reporter di viaggio, del polemista, del commentatore, del recensore o di altro ancora. Si va da Pirandello a Flaiano, da D’Annunzio a Landolfi, da Eco a Buzzati, da Soldati a Montale, da Savinio a Moravia, da Bacchelli a Parise, e poi Pasolini, la Ortese, Calvino, Sciascia, Bianciardi, Flaiano e molti altri.

bandiera israele

Intervista a Shlomo Sand

Volevo scrivere un libro che avesse solidità storica ma conclusioni politiche, perché sono uno storico, e in quante tale sono tenuto a cercare la verità, ma rimango comunque un cittadino israeliano, vittima di una politica identitaria statale del tutto catastrofica.

Così Shlomo Sand, professore di Storia contemporanea all’Università di Tel Aviv, ci presenta il suo ultimo lavoro, L’invenzione del popolo ebraico (Rizzoli, pp. 540, euro 21.50, traduzione di Elisa Carandina). Un testo che in Israele, come in molti dei paesi in cui è stato tradotto, ha alimentato discussioni spesso virulente, facendo meritare al suo autore la “ferocia accademica degli storici autorizzati’”.

Interstellar Burst – sull’ubiquità dei Radiohead

di Liborio Conca

Probabilmente i Radiohead sono morti. Da qualche parte, nell’estate del 1995, hanno lasciato il nostro mondo.

È stato dopo la pubblicazione di The Bends, il loro ultimo disco da vivi, durante il tour che raggiunge in agosto i margini dell’Impero per una notte che raccontano sia stata memorabile, a Catania, in un clamoroso concerto allo stadio Cibali, di spalla ai Rem. L’occidente vive in quegli anni un momento di serenità diffusa, Clinton a Washington e Blair in arrivo a Londra, a Roma che importa.