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“Lei”, un estratto
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Pubblichiamo un estratto dal libro di Nicolò Targhetta Lei, uscito per Becco Giallo: ringraziamo editore e autore. di Nicolò Targhetta In ordine sparso, cose che secondo lei fanno di un adulto un adulto: Una carta di credito • Un materasso proprio • Mangiare fibre • Bere vino • Pagarsi le vacanze • Un contratto con la banca • Un punto di vista sul mondo Un lavoro Quando le chiedono che... (Continua a leggere)

In morte di Michel Houellebecq

Questo articolo è uscito sul Riformista

di Francesco Longo

Chi teorizzò la famigerata “morte dell’autore”, non avrebbe mai pensato che un giorno Michel Houellebecq sarebbe stato ucciso nel cuore di un suo romanzo. Ogni volta che esce un libro di Houellebecq la comunità letteraria internazionale si prepara a leggere una sua nuova provocazione, che arriva regolarmente.

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Il fenomeno Franzen

Questo articolo è uscito sul Sole 24 Ore.

di Francesco Pacifico

Jonathan Franzen torna nelle librerie americane con un nuovo romanzo, Freedom, a un decennio dal successo delle Correzioni, e in America si formano due fronti rumorosi di detrattori e sostenitori, mentre Time gli dedica una copertina, come a uno scrittore non capitava dal 2000.

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Pane nostro

Questo pezzo è uscito sul Corriere del Mezzogiorno.

di Alessandro Leogrande

Con uno straordinario saggio di storia culturale e materiale Predrag Matvejevic si è incamminato sulle vie del pane, il principale dei nostri alimenti, il fondamento della nostra civiltà. “Il paese dove siamo nati e dove siamo cresciuti”, scrive, “ci ha donato il sapore del suo pane.

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Storie nelle storie: Inception e John Barth

di Liborio Conca

Per chi è divertente Inception, il film di Christopher Nolan?
Filmone dall’immaginario labirinitico e potente, fitto di rimandi interni sin dalle prime battute, ricco di sfumature e di storie intrecciate e inscatolate al loro interno, Inception può far venire più di un grattacapo a chi se ne sta seduto in sala, per quanto possa essere comoda la poltrona che lo ospita

Seminario sui luoghi comuni

32. Impicci

di Francesco Pacifico

Frédéric ha un credito di 15mila franchi con Arnoux, il marito della donna che ama: gli ha prestato quei soldi perché ha percepito, da un semplice biglietto dello stesso Arnoux, che la richiesta urgente di denaro – denaro che si deve l’indomani a un notaio – è formulata sia da Arnoux che dalla moglie.

Cristiano de Majo, il suo romanzo, i personaggi e io

di Fabio Viola

Dopo meno di due mesi in Italia ero già clinicamente depresso. La robotica nostalgia della mia vita giapponese e un vago, superficiale disgusto nei confronti di quella italiana mi avevano portato a isolarmi. Non rispondevo più al telefono, lasciavo lapidari commenti alle foto e agli status su Facebook, mangiavo un’ora prima dei miei per evitare il dialogo

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Italia media

Questo pezzo è uscito per il Manifesto

di Giorgio Vasta

C’è una vecchia striscia di Quino nella quale – vado a memoria – Mafalda riflette sull’importanza del dito indice, a livello personale ma soprattutto politico. L’indice – come del resto il suo stesso nome chiarisce – indica, dunque orienta, si assume la responsabilità di proporre una direzione.

Microfinzioni: bando per un nuovo concorso di scrittura creativa

Dopo l’enorme successo del concorso per microfinzioni di agosto, abbiamo deciso di lanciare un nuovo contest: per noi della redazione di minima&moralia è un modo per aprirsi a contributi esterni e arricchire la giovane webzine con interventi di pura fiction, per voi aspiranti scrittori e critici, invece, l’occasione per dare visibilità alle vostre idee e […]

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Tutti i mistici di Roma Nord

di Marco Mantello

Passavano in camicie a scacchi, pantaloni neri e Doctor Martins. Con Rumore Bianco nella mano destra, con i loro denti spezzati a dieci anni durante la partita di minibasket trascorsa in panchina, con le loro braccia bloccate a quarantacinque gradi, dentro un gesso coperto di firme con le stelline e disegni di Paperino,

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Un autore a molte dimensioni

Questo articolo è uscito sul numero di ottobre dello Straniero.

di Nicola Lagioia

Come tracciare una mappa che dia almeno l’illusione di poter padroneggiare l’universo a molte dimensioni di uno come Roberto Bolaño, il quale, proprio sullo sconfinamento e sui salti spaziotemporali ha innalzato buona parte della propria poetica?