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Il paradigma dell’assenza in “Fioriture capovolte” di Giovanna Rosadini

Cosa accade quando le parole perdono di punto in bianco il loro significato e divengono dei simulacri che non rimandano più a nulla? Quando gli oggetti non trattengono più il senso quotidiano dell’esistere e si trasformano in vani simboli di qualcosa che non è più comprensibile? Quando l’accadere cessa di lasciare una traccia riconoscibile nella storia e si trasforma in una mera e inutile successione di eventi? Sono queste alcune delle domande che capita di rivolgersi leggendo Fioriture capovolte, l’ultima raccolta di poesie di Giovanna Rosadini da poco uscita nella «Bianca» einaudiana.

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Breve trattato di storia naturale

Eccoli lassù, in cima alla montagna. Nelle brevi estati scintillano al sole, nei lunghi inverni avvertono il peso della neve.

Ma tra loro non parlano, parlare non serve, ascoltano, questo sì, notte e giorno, senza lasciarsi sfuggire nulla, cogliendo la realtà lì dove la realtà svanisce, nel rumore del mondo.

E milioni di anni passati a perfezionarsi, moltiplicarsi, schierati e compatti, in lunghissime file, ricoprendo la cima della montagna.

Sembra ieri, loro lassù, e i dinosauri a valle, con i versi irritanti, le zanne sfoderate in ogni occasione.

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“Cuore, sopporta”: un estratto

Pubblichiamo, ringraziando editore e autrice, un estratto dal romanzo di Francesca d’Aloja Cuore, sopporta, uscito per Mondadori. di Francesca d’Aloja Da bambina temeva di perdersi per il dedalo di stradine, ci aveva messo un bel po’ a memorizzare le direzioni. Da adulta le sarebbe rimasto lo scarso senso dell’orientamento, non si avventurava mai su percorsi alternativi, […]

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Dichiarazioni d’amore a Yoko Ono

Performer a tutto tondo, maestra di irrequietezza e di indipendenza, vituperata musa di uno dei più grandi Geni della storia del rock, per lungo tempo non è stato facile essere Yoko Ono. L’artista giapponese, dal 1968 al fianco di John Lennon, ha vissuto un destino da strega: l’ha riconosciuto lei stessa intitolando due dei suoi album più recenti Yes, I’m A Witch e Yes, I’m A Witch Too.  Matteo B. Bianchi le ha dedicato un libro appena pubblicato nella collana Incendi di add editore, Yoko Ono. Dichiarazioni d’amore per una donna circondata d’odio, nel quale spiega al lettore perché dovrebbe amarla.

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Eravamo e non siamo più. Sopralluoghi per un documentario sul bacino del Lago Chad

di Angelo Loy

(in calce le traduzioni da T.S. Eliot)

Where is the Life we have lost in living?
Where is the wisdom we have lost in knowledge?
Where is the knowledge we have lost in information?
(T. S. Eliot, cori da: “The Rock”, 1934)

… e allora questa nostra epoca, così fiera della propria consapevolezza, verrà definita l’epoca della Grande Cecità.
(Amitav Ghosh, “La Grande Cecità”, Neri Pozza, 2017)

25 maggio

Una partenza con la testa piena di letture (e il corpo prosciugato dalla frenesia e dalla routine) che compiono orbite ellittiche intorno all’argomento: più o meno attinenti, indicando a volte falsi tracciati, altre funzionando in senso evocativo. Alcune orbite sono più emotivamente vicine al tema, altre tendono a disperdersi in uno spazio fuori controllo e apocalittico.

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Simone Lisi e l’irrealtà socievole dei trentenni

Quella dei pasti, del trovarsi seduti a tavola, in compagnia, a mangiare e a chiacchierare, è una circostanza ampiamente sfruttata, a partire dalla tradizione (prima) teatrale e (poi) cinematografica, specialmente in determinati contesti nazionali, ne sia un esempio quello transalpino: è il caso di qualche anno fa della pièce di Matthieu Delaporte e Alexandre de la Patellière il cui titolo originale era Le Prénom, tradotta come Cena tra amici e trasposta su pellicola dagli stessi autori nonché, nel nostro Paese, da Francesca Archibugi (Il nome del figlio), ma si può ripensare anche al meno recente Le dîner de cons (La cena dei cretini) di Francis Veber, opera di origine drammaturgica, francese anch’essa.

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Sull’incompiuto, in Italia

Pubblichiamo un pezzo uscito su Repubblica, che ringraziamo.

Una scala mobile. La base poggia su un frammento di terreno cespuglioso, l’estremità opposta si allunga in alto fino al nulla: nessun piano da raggiungere, neppure una briciola di pianerottolo. Immersa in un’atmosfera magrittiana, questa «stairway to nowhere»si trova a Roseto Capo Spulico, in Calabria; tutt’intorno dovrebbe esserci un supermercato, o forse un ufficio pubblico o un teatro, che però, semplicemente, non è stato costruito: la scala mobile che punteggia il vuoto sereno della campagna è di fatto l’unica struttura realizzata di un progetto che per il suo 99% è rimasto sulla carta.

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Le troiane

di Valeria Parrella

È la seconda volta in pochi giorni che il ministro dell’interno di uno Stato democratico si libera della responsabilità di governare degli esseri umani. Nella vicenda Aquarius si è delegittimato della responsabilità di salvare delle vite umane: di accoglierle per poter poi decidere del loro bene. Nel caso di Saviano si è delegittimato della responsabilità di difendere un suo cittadino.

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La foto della domenica

Pubblichiamo un racconto dalla raccolta “Libro dei dispersi e dei ritornati” (Musicaos) di Lea Barletti, ringraziando autrice ed editore.

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Bob Dylan e l’epos del Novecento

Bob Dylan, la poesia, il Nobel, il suo tour infinito. Un approfondimento di Teresa Capello.