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L’incantesimo e l’arcobaleno. La fotografia di Piero Percoco

Un viaggio nella fotografia del pugliese Piero Percoco, che ha raccolto i suoi lavori nel libro “Prism interiors” (Skinnerboox).

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Vivere a New York, oggi: il racconto di Ana Asensio in “Most Beautiful Island”

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Opera prima e piccolo gioiello del cinema indipendente internazionale,  il lungometraggio Most Beautiful Island diretto dall’attrice, sceneggiatrice e regista spagnola Ana Asensio, è uscito l’estate scorsa per per Exit Media. Presentato al Torino Film Festival e al Festival di Cinema Spagnolo di Roma e vincitore del Premio speciale della Giuria all’ultimo SXSW di Austin, il film è un thriller semiautobiografico ambientato oggi a Manhattan (l’isola più bella del titolo).

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Giuseppe Pontiggia e la letteratura senza mediazioni

Corsi e ricorsi della letteratura italiana portano ad una frequentazione maggiore o minore con certi autori: nel caso di Giuseppe Pontiggia, purtroppo, questi meccanismi non hanno generato l’attenzione che l’autore si meriterebbe, certamente inferiore a molti pochi colleghi nel secondo Novecento italiano.

Fortunatamente però le sue opere continuano a venir pubblicate e ad avere un pubblico –  ed esiste anche un Meridiano a lui dedicato: si tratta di una fortuna perché molti dei suoi romanzi sono capaci di parlare in maniera profonda e centrata ancora oggi, uno su tutti lo splendido Il giocatore invisibile, insuperato ritratto di un mondo accademico narcisistico e tragicamente ripiegato su se stesso, raccontato con magistrale distacco ironico.

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José Muñoz, indagine su un disegno misterioso

Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

di Giulia Cavaliere

Nel quadrante a nord est di Milano, dove finisce la zona intorno a Piola e ha inizio l’immersione nel quartiere Lambrate, nel punto in cui via Vallazze incrocia via Capranica, c’è un vecchio bar che fa angolo e resta aperto praticamente sempre. Il suo nome è Hemingway ed è un locale per niente anonimo che sembra portare in sé gli ultimi segni mondani del riflusso milanese, congelato e impagliato in un look da aperitivo e nottata alcolica fine anni Ottanta.

Propone ai clienti un buffet con tartine che sembrano piccole e inscalfibili statuette dai colori pastello disposte in un’apparenza attraente, ospita camerieri ben vestiti e con barba accuratamente rasata e fa sedere i propri ospiti su divanetti in stoffa color rosa pennette vodka & salmone sporcato dal tempo e dagli avventori.

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Sorvegliare e punire in Cina

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

(fonte immagine)

Nella regione nordoccidentale cinese dello Xinjiang vive la minoranza uigura, un’etnia turcofona e musulmana. Attualmente gli uiguri nella regione sono circa 11 milioni. Da alcuni anni Pechino ha trasformato quel territorio, antico passaggio carovaniero della Via della seta, in un immenso laboratorio sociale che – secondo alcuni studiosi – sconfina ormai nell’esperimento totalitario puro e semplice.

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“Bruciare i giorni”, l’autobiografia tra realtà e finzione di James Salter

Perché si legge? Per trarre godimento da una storia? Per riflettere? Per sviluppare una coscienza critica? Per dimenticare la realtà? Per dilettarsi di un linguaggio e di uno stile accattivanti? Leggere Bruciare i giorni – l’autobiografia di James Salter pubblicata da poco da Guanda, con la traduzione di Katia Bagnoli – significa fare tutte queste cose: entrare in un universo narrativo solidissimo e verificare la consistenza delle sue fondamenta, saggiare la profondità del suo cielo, prendere possesso dei suoi spazi aperti, sperimentare i suoi contorni, camminare e respirare per i viali ombreggiati della sua narrazione.

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Discorsi sul metodo – 27: Michele Mari

Michele Mari è nato a Milano nel 1955. Il suo ultimo romanzo è Leggenda privata (Einaudi 2017) * * * Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura? Dipende: se non sto scrivendo un libro, cosa che può durare anche per un anno filato, la risposta è: zero ore; […]

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Il mondo che impazzisce: “La festa nera” di Violetta Bellocchio

Photo by Andrei Lazarev on Unsplash

Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Il dopo è adesso, il futuro è nel presente e, se pure può apparire paradossale, somiglia tantissimo al passato più arcaico, a una specie di preistoria, al grado zero delle cose: questi i presupposti da cui muove Altrove,la collana diretta da Michele Vaccari e inaugurata di recente da Chiarelettere con un primo titolo, Il grido di Luciano Funetta.

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L’arte di LRNZ in mostra a Lucca

In occasione dell’edizione 2018 di Lucca Comics & Games, pubblichiamo alcuni estratti dei testi che guidano la mostra principale dell’evento, LRNZ- la visione rinascimentale di un artista contemporaneo (a cura di Guido Martini, testi di Adriano Ercolani). LRNZ, oltre ad aver realizzato il poster della mostra di quest’edizione (un poster, come spiegato nei testi,senza precedenti per modalità di realizzazione) è anche il curatore grafico del progetto Fumetti nei Musei, premiato quest’anno col Gran Guinigi come Miglior Iniziativa Editoriale.
La mostra è visitabile al Palazzo Ducale fino al 4 Novembre 2018.

La mostra

Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, è uno degli artisti italiani più stimati nell’ambito dell’arte visuale.
L’intento di questa mostra è indurvi ad andare oltre rispetto alla bellezza, di per sé evidente, delle sue immagini.
La straordinaria versatilità artistica che emerge anche solo a un rapido sguardo delle sue opere, infatti, non è figlia di una mera attitudine eclettica.

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Dalla parte di Baboucar

Un gruppo di ragazzi nel centro Italia, tra Perugia e Falconara Marittima, colti in due giorni, nell’attesa che il loro destino di richiedenti asilo venga sciolto dai cosiddetti organismi preposti. Baboucar, uno dei ragazzi, è alla testa della banda, come scrive all’inizio di ogni capitolo Giovanni Dozzini, l’autore di E Baboucar guidava la fila (minimum fax), un romanzo di azioni e movimenti, di pensieri e di libertà nella giovinezza, mentre il territorio intorno a loro oscilla tra curiosità, diffidenza, ostilità nei loro riguardi.

Nella narrazione quotidiana contemporanea, come sappiamo, la questione dei migranti occupa uno spazio consistente. E non occorre riportare qui un campione di titoli di giornale o di servizi televisivi per sostenere come in queste narrazioni venga messo in luce, a stragrande maggioranza, l’aspetto di minaccia che gli stessi migranti rappresenterebbero per Gli Italiani. Di tutto il resto – delle vite, ad esempio – sembra importare davvero poco.