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“I colpevoli”, il nuovo libro di Andrea Pomella

di Marco Renzi

Nell’Uomo che trema (Einaudi, 2018), Andrea Pomella aveva raccontato la depressione maggiore e affrontato la «lotta col padre» da un punto di vista che poneva il narratore in una duplice posizione: quella di abbandonato e di abbandonante.

Suo padre lasciò la moglie e il figlio per andare a vivere con un’altra donna, e allo stesso modo Andrea, ancora bambino, scelse di non rivedere mai più il genitore, quantomeno fino a un certo punto della sua vita. Divenuto a sua volta padre di Mario, spinto anche dal desiderio del figlio di conoscere il nonno, deciderà di ricongiungersi alla persona che per più trent’anni aveva cancellato dalla sua vita, come narrato nei capitoli finali del suddetto libro.

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Vocabolario dei desideri: intervista a Eshkol Nevo

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

Che cosa spinge uno scrittore israeliano di caratura internazionale come Eshkol Nevo ad accettare i tempi narrativi di una rubrica giornalistica? Mosso dalla curiosità di misurarsi con una sfida nuova, all’inizio del 2019, l’autore di Simmetria dei desideri e Tre piani Nevo ha accettato di scrivere per la rivista Vanity Fair una serie di racconti brevi, ispirati da una parola per oggi lettera dell’alfabeto, che ora sono diventati un libro Vocabolario dei desideri (Neri Pozza, 110 pagine, 18 euro, traduzione di Raffaella Scardi dall’ebraico) con le illustrazioni di Pax Paloscia. Nevo, con la consueta abilità nel tessere mosaici di storie, parte dalla parola desiderio per esplorare un ampio spettro dei sentimenti e delle relazioni umane.

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Le lettere scontrose di Giovanni Arpino

“La vita o è stile o è errore”, si legge in Passo d’addio (Einaudi) di Giovanni Arpino, un bellissimo romanzo del 1986 che tratta il tema dell’eutanasia. Un libro, come spesso è accaduto con quelli scritti da Arpino, che ha anticipato i tempi. Questa frase mi è tornata in mente intanto che leggevo Lettere scontrose (minimum fax, 2020), raccolta della rubrica che l’autore tenne per Il Tempo, settimanalmente, tra l’ottobre del 1964 e il novembre del 1965. Nel caso di Arpino, la vita e la scrittura molto hanno avuto a che fare con lo stile, non conosco l’aspetto che riguarda (o che possa riguardare) l’errore, ma qui questo aspetto non ci interessa.

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Fellini come demiurgo: dal sogno alla realtà

Ricorre quest’anno il centenario di uno dei maestri del cinema italiano, che con il suo modo unico di guardare alle cose ha cambiato la storia della settima arte nel nostro paese e non solo: Federico Fellini. Per celebrarne l’eredità, Popsophia, il festival nazionale della Filosofia del Contemporaneo, ha dedicato al regista la sua decima edizione […]

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Le parole del carcere fuori dal carcere: reclusione, isolamento, distanziamento sociale

di Giada Ceri Custodire i corpi, cautelarsi contro il rischio del contagio; contenere la vita – quella del virus e la nostra. E la lingua si adegua. Arresti domiciliari, distanziamento “sociale”[1], misure di sicurezza… Le parole d’ordinanza nel mondo penitenziario sono diventate di uso comune anche fuori, il vocabolario del mondo “libero” si è appropriato […]

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Un canto sommesso sull’America del miraggio. Cuori affamati di Anzia Yezierska

“Allora, quell’antica fiducia nell’America – la ‘terra dell’oro tanto amata, invocata, era stata solo un sogno, un miraggio vagheggiato dalla gente dal cuore affamato, nel deserto dell’oppressione?”.

È un grido tra i tanti a risuonare dalle pagine di Anzia Yezierska, che affida allo sguardo di figure femminili il racconto del paese delle minoranze del primo Novecento, con una particolare attenzione agli ebrei che lasciano l’Est Europa per immaginare una nuova vita oltreoceano.

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Le Terre basse sono ancora fertili: l’”Officina” di Michele Prisco

In attesa che si ridefiniscano nuove date e riprendano i programmi in calendario delle manifestazioni celebrative per il centenario della nascita di Michele Prisco, nato a Torre Annunziata il 4 gennaio del 1920 (l’ultima iniziativa si è tenuta a fine febbraio, a Napoli, con la presentazione del volume Michele Prisco fra letteratura e cinema, a cura di Pier Antonio Toma)  e nell’auspicio che, dopo la pandemia, il turismo culturale fra regioni italiane venga rilanciato, offrendo così l’opportunità di attraversare fisicamente almeno alcuni di quei luoghi dell’anima come le zone boschive alle pendici del Vesuvio, Leopardi, Trecase, Torre del Greco, Vico Equense, sorgenti di tante sue pagine ispirate, mi limiterò a segnalare alcune mie brevi recenti perlustrazioni letterarie, volte a confermare l’ ammirazione che ho sempre nutrito per questo scrittore.

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“Per un pugno di like”: intervista a Simone Cosimi

Tra le riconfigurazioni portate dall’avvento dei social network (un fatto su cui ormai è possibile avviare un discorso critico anche in senso storico, considerando che dalla fondazione di Facebook sono passati ormai più di quindici anni), la questione del “likable”, dei “mi piace” da assegnare o ricevere nelle innumerevoli interazioni quotidiane, è assolutamente centrale. Forse, in un senso psicologico-antropologico, è persino la più delicata e interessante.

A questo argomento, e alle direzioni che stanno prendendo piattaforme come Facebook, Instagram, Twitter, Simone Cosimi, giornalista per Wired, Esquire, Vanity Fair e altre testate, ha dedicato un saggio approfondito e snello, da leggere per farsi un’idea su aspetti che… piaccia o non piaccia fanno parte (e non da oggi) delle nostre vite.

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Le università devono riaprire in autunno?

di Cinzia Arruzza Le università devono aprire in autunno? Per diverse settimane questa domanda mi ha lasciata un po’ paralizzata. Non perché le due opzioni disponibili mi sembrassero ugualmente attraenti, ma perché entrambe mi sembravano ugualmente dannose. Tuttavia, come regola generale, credo che la linea di condotta moralmente prudente sia quella di andare online. Qui […]

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Un’emulsione narrativa: su “La mischia” di Valentina Maini

di Camilla Marchisotti Si chiama tecnicamente emulsione, quel miscuglio ottenuto amalgamando dei fluidi in teoria immiscibili tra loro. Prendendo in prestito il termine dalla chimica, si può dire che anche La mischia, romanzo d’esordio di Valentina Maini per i tipi di Bollati Boringhieri, si presenti sin dal titolo come una sorta di emulsione narrativa. Dentro […]