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Miniature

di Emanuele Modigliani La tassa – L’ho fatto, mi lascerete stare adesso. L’ho fatto per voi. – Una cucina inondata di sole di mattina, si preparano frittelle. Un pugno di giovani rappresenta qualcosa di oscuro, che non c’entra nulla o quasi con il mondo e che è lontano, che in fondo non si capisce, ma […]

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Storia di Matilde, la disperata felicità del linguaggio

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Si intitola Storia di Matilde, ma il titolo che scorre in filigrana è Storia di una frase, perché il romanzo di Giovanni Mariotti – apparso per la prima volta nel ’93 per Anabasi, nel 2003 per Adelphi che lo ripropone oggi, a venticinque anni dalla prima edizione – può venire considerato come un’esplorazione, lunga oltre duecento pagine, di che cosa può essere la lingua letteraria, un’indagine ludica e commovente della sua duttilità, della sua strategica imprevedibilità, della sua forza e del suo inesauribile desiderio d’avventura. Lo spettacolo magnifico della disperata felicità del linguaggio.

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I sorrisi sono di D.

Photo by Kyle Caraher on Unsplash di Massimiliano Governi Devo vestire il corpo. Siamo in primavera, quindi servirà qualcosa di leggero. Se fosse inverno, gli metterei un bel maglione blu di cashmere che gli avevo regalato a Natale qualche anno fa, quando ancora ci facevamo i regali. A metà mattina comincio a tirare fuori dall’armadio magliette e felpe […]

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La narrazione poderosa e lieve di Hanya Yanagihara

Ero al Salone del libro di Torino quest’anno, e un’amica di cui mi fido mi aveva parlato bene di un romanzo, Una vita come tante di Hanya Yanagihara (pubblicato da Sellerio con la traduzione italiana di Luca Briasco). Mi aveva detto di quanto fosse avvincente, di come fosse difficile allontanarsene durante la lettura, e di come fosse – in un certo senso – un libro classico e insieme contemporaneo. Allora mi sono avvicinato allo stand dell’editore e ho cominciato a sfogliarlo. Mentre lo tenevo tra le mani, tentando di non lasciarmi impressionare dalla mole imponente (è lungo circa 1100 pagine), una ragazza sconosciuta mi chiese se fossi interessato al romanzo. Io la guardai con un misto di curiosità e diffidenza, tentando di capire se fosse una commessa dello stand (non lo era), e le risposi di sì. «No, perché è bellissimo», mi disse lei.

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made in italy

di Marco Mantello Il bollino di certificazione autentica dei nostri valori e delle nostre leggi pare per un errore di stampa lo produrranno di forma identica a un chianti doc. Sarà simile quanto a spessore alle vetrine di Ferragamo e ai taleggi a chilometro zero alle ultime rilevazioni sulla presenza di pesci esotici nel mediterraneo […]

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Nostra signora dei Turchi, cinquant’anni fa

In occasione del recente anniversario della nascita di Carmelo Bene vi proponiamo una riflessione sul suo primo lungometraggio presentato alla Laguna 50 anni fa.

50 anni fa usciva Nostra Signora dei Turchi.

Un film letteralmente extra-ordinario, destinato a divenire al contempo opera di culto assoluto per una nicchia di eletti adoranti e sinonimo di cinema inintellegibile per la stragrande maggioranza degli spettatori, talmente respingente nella sua aristocratica autoreferenzialità da destare intolleranza anche in cantori esoterici della cultura alternativa come Battiato (“Giù dalla torre butterei tutti quanti i teatranti e Nostra Signora dei Turchi”).

In omaggio alla visione dell’autore, tributeremo il nostro amore per l’opera con un primo oltraggio, ovvero inserendo un manifesto antistoricista (quale l’opera è) nel contesto culturale ad essa contemporaneo.

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Suspiria, 1977

Qualche giorno fa alla settantacinquesima edizione della Mostra del cinema di Venezia è stato presentato Suspiria, il remake di Luca Guadagnino dall’omonimo film girato da Dario Argento nel 1977. Di seguito vi proponiamo due pezzi usciti sul Mucchio che raccontano il film originale, con un’intervista al regista romano.

di Rosario Sparti

Il 1977 non è un anno come gli altri. In Italia si apre il processo per la strage di Piazza Fontana; il sindacalista Luciano Lama viene duramente contestato durante un comizio a La Sapienza; le morti di Francesco Russo e Giorgiana Masi danno vita al Movimento del ’77; la televisione avvia le trasmissioni a colori mentre Carosello va a nanna; la legge 903 sancisce la parità di trattamento tra uomo e donna in materia di lavoro; Monicelli sopprime la commedia all’italiana con il suo Un borghese piccolo piccolo. Intanto, alla guida del paese resiste il “Governo di solidarietà nazionale” presieduto dall’immancabile Andreotti. Si respira ancora un’aria che puzza di stantio, ma qualcosa sembra essere cambiato definitivamente. Il paese è giunto al capolinea.

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La Puglia profonda e rabbiosa di Omar Di Monopoli

Ho avuto sempre un’idea Faulkneriana della Puglia, di una terra aspra e selvaggia, battuta, scaldata e consumata dal sole. Una Puglia gialla e verde e misteriosa. La Puglia come gran parte del nostro sud nasconde e mostra contemporaneamente, a ogni angolo, qualcosa di cupo, un buio pronto a risucchiarti alla prima distrazione, al primo segno di abbandono. Ho detto Faulkner ma avrei potuto dire Mc Carthy, o Joe R. Lansdale. La Puglia è infinita e ci si può perdere, c’è qualcosa di oscuro nei piccoli paesi, ai confini delle masserie, nei muri screpolati, nei bar costruiti sotto case abusive, qualcosa che si avverte ma subito passa via perché poi si arriva al mare, e lì lo splendore per qualche istante ti rapisce e dimentichi il resto.

Pericle e la politica del consenso

Mentre impazza la ricerca del consenso a tutti i costi e ogni decisione politica è determinata dal livello di “piacere” che essa può generare, il primo storico moderno ci illumina con il suo giudizio sul primo politico che dominò nella prima forma di democrazia.

Tucidide (460-circa 400 a.C.) così racconta e spiega la forza del potere che si conquistò Pericle (495-429 a. C.) a Atene.

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Chi ha paura dell’uomo nero? Roberto Minervini racconta il declino americano

Il risveglio del Klu Klux Klan, il declino delle Black Panthers. Roberto Minervini, a venezia con “What you gonna do when the world’s on fire?”, in concorso a Venezia, racconta il declino dell’America contemporanea.