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La festa di Roma. Una notte in fila davanti a Equitalia.

di Christian Raimo Oggi è la festa de Roma, oh. Devo daje quattrocentocinquantamila euro io. A Napoli non je frega n’cazzo perché le multe n’ee paga nisuno là, capito che vojo dì, co chi te la piji? Aho, ma ieri invece non ce credevo, due zingari napoletani so’ arivati, m’hanno chiesto er numeretto, so’ rimasto […]

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La velocità dei personaggi dei libri, ossia sugli ultimi libri di Antonella Lattanzi, Michele Mari e l’autobiografia di Carla Lonzi.

di Christian Raimo Il nostro tempo della lettura è rosicchiato da quello che passiamo su Facebook o nel migliore dei casi in un zapping famelico di serie tv, ed è sempre più difficile immaginarsi di restare a letto una lunga domenica ipnotizzati da un libro invece che da uno schermo. Però può accadere. Se per […]

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Un’educazione milanese, operaia

(nell’immagine: Officine a Porta Romana, di Umberto Boccioni)

«Allora non sapevo che la mia era una famiglia proletaria. L’aggettivo mi sarebbe suonato ostico. Perché mio padre preferiva l’aggettivo “operaia”. Sapevo che da una parte c’erano i poveri dall’altra i ricchi, e in mezzo noi». Un’educazione milanese (Manni, 317 pagine, 16 euro), tra i dodici titoli in lizza per il Premio Strega, è il romanzo intimo di Alberto Rollo, che sa mantenere la responsabilità di raccontare una città, Milano, che fatica a dirsi.

Rollo ha camminato e cammina per la città, esprimendo «la certezza che Milano mi ha voluto, che appartenevo ai suoi sobborghi. Al suo popolo».

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Giorni, nuvole, lettere: il museo delle penultime cose

«Da quel momento avrebbe custodito per sempre il loro ricordo [dei Giusti italiani, nda] e quello di tutti gli altri». Questo custode è il museo della Shoah che, in una Roma di qualche anno più vecchia di oggi, si incastona nella «parte di villa Torlonia che si allunga verso piazza Bologna» e tra le pagine del romanzo di Massimiliano Boni, Il museo delle penultime cose, edito da 66thand2nd.

Il suo giovane vicedirettore è Pacifico Lattes, che ha anche il compito di ricostruire le storie degli ebrei della Shoah dando un nome ai numeri nei registri nazisti. Lavora principalmente con i morti, Pacifico, e con le loro memorie. Disperse nelle transoceaniche (e negli errori ortografici degli impiegati degli uffici immigrazione), nei fascicoli, in tutto quel tempo che è esistito prima dei campi di sterminio.

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Nel Cile degli ultimi: una conversazione con la scrittrice Arelis Uribe

di Sara Zucchini (fonte immagine)

Preferiremmo non porci il problema, invece che ritrovarci così spesso ad avere a che fare con forme più o meno lampanti di ingiustizia. È questa la parte brutta del femminismo: dover diventare ipersensibili a quello che non ci piace.

Nel suo blog, Arelis Uribe, una giovane giornalista e scrittrice militante, parla di quello che la riguarda più da vicino, ma senza mai scadere nei personalismi. Le differenze di classe, il Cile, il suo barrio pobre, i cani randagi che si trascinano per le strade di Santiago: tutto fa da sfondo ai suoi racconti. A Santiago del Cile, nelle librerie e (nei bar delle) università, si parla molto di lei e della sua raccolta di racconti, Quiltras, uscita per Los Libros de la Mujer Rotaa novembree diventata subito un caso editoriale.

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La politica del mestiere. Ritorno a Rocco Scotellaro

Nasceva oggi, il 19 aprile 1923, lo scrittore e attivista Rocco Scotellaro. Per l’occasione riproponiamo un pezzo originariamente uscito su Lo straniero.

A Palazzo Lanfranchi, a Matera, è conservata Lucania 61, la grande opera pittorica di Carlo Levi lunga 18 metri e mezzo e alta più di 3, che rappresentò la Basilicata alla “Mostra delle Regioni” organizzata a Torino nel 1961, in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia. Lucania 61 racconta in cinque pannelli, che probabilmente costituiscono la summa del Levi pittore, la storia della Lucania contadina e di Rocco Scotellaro, il poeta in bilico tra mito e oblio, che ancora ci interroga, non solo attraverso quel quadro.

Scotellaro nacque il 19 aprile del 1923 a Tricarico, da padre calzolaio e da madre sarta e “scrivana” del vicinato. Morirà il 15 dicembre del 1953, stroncato da un infarto, a Portici. Nei trent’anni della sua breve e intensa esistenza sono racchiusi tutti i segni del più grande sommovimento che abbia travolto il Sud nel Novecento: il ridestarsi di un mondo contadino e bracciantile per certi versi fino a quel momento “fuori dalla Storia”, o comunque relegato ai suoi margini.

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Scrivere di cinema: In Between

minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Mariangela Carbone

Il primo lungometraggio di Maysaloun Hamoud, prodotto da Francia e Israele e distribuito in Italia da Tucker Film, si fa spazio nella complessità dello scenario mediorientale per portare sul grande schermo la vita quotidiana di tre giovani donne.

Le palestinesi Leila (Mouna Hawa), avvocatessa affermata, Salma (Sana Jammelieh), barista e dj, e Nour (Shaden Kanboura), studentessa di informatica, condividono un appartamento a Tel Aviv, in una convivenza che diventerà anche legame affettivo, nonostante le differenze di origini, culture e stili di vita.

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Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica: un estratto

È in libreria Geoanarchia. Appunti di resistenza ecologica di Matteo Meschiari, edito da Armillaria: ne pubblichiamo un estratto e vi segnaliamo che oggi, martedì 18 aprile, alle 18.30 l’autore presenta il libro da Modusvivendi a Palermo. (Fonte immagine: NASA)

di Matteo Meschiari

Primitivo/Primario

L’arte pensata al di fuori di un ecosistema è astratta. La sua astrazione può avere senso, può essere coerente, può avere un valore estetico, ma tagliare i legami con la terra equivale a tradire una parte essenziale di noi. Significa escludere un’area del cervello che proprio sul modello del mondo naturale ha sviluppato la propria ecologia.

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Un ragazzino che disegna, da solo: Avigdor Arikha

“Un grande maestro del Novecento”: così recita la fascetta del ponderoso volume La pittura e lo sguardo. Scritti sull’arte, pubblicato da Neri Pozza, che raccoglie integralmente le riflessioni da teorico e storico dell’arte del pittore Avigdor Arikha, nato nel 1929 e morto nel 2010, sulla cui vita, però, occorre soffermarsi.

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Cosa fare dei padri? Un Edipo contemporaneo secondo Oscar De Summa

(fonte immagine)

Oscar De Summa è uno degli autori più ispirati di questi ultimi anni. Tempo fa “Stasera sono in vena”, straordinario esorcismo teatrale attraverso il fiume in piena del racconto-confessione, ne ha consacrato le doti di monologhista. “La cerimonia”, che ha debuttato in prima assoluta al Teatro Metastasio di Prato, nello spazio del Fabbrichino, lo fa ora per i testi con più personaggi.