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Se il mediatico è politico. Appunti sulla costruzione sociale del genere

Una visione del mondo puramente aristotelica ci suggerirebbe che l’essere umano è per natura un animale politico e che, conseguentemente, ogni azione ha un’origine e un significato, sul piano semiotico e nelle dinamiche di significazione, inevitabilmente politico. Non è la ragione o l’istinto a differenziarci dagli altri mammiferi ma la parola: affidare un significato politico ai linguaggi mediatici vuol dire comprendere che il tutto è più della somma delle singole parti, che quelle dialettiche creano – producono e riproducono – un immaginario vivo e pulsante che invece di distruggerla artisticamente asseconda la narrazione di un paese intento a riconfermare continuamente le proprie ipotesi, ma soprattutto vuol dire accettare che i vuoti politici non esistono.

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I nemici di stanza. Un estratto da “Los Sorias” di Alberto Laiseca

“Los sorias” è un romanzo di Alberto Laiseca. Si tratta di un’opera di culto in Argentina, definita da Ricardo Piglia “il miglior romanzo che sia stato scritto in Argentina dai tempi de ‘I sette pazzi’” – un’opera, tuttavia, poco conosciuta fuori dai confini nazionali, mai tradotta (la prima edizione argentina è del 1998). Qui vi […]

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Andreas o I riuniti, la grande opera incompiuta di Hugo Von Hofmannsthal

Hugo Von Hofmannsthal visse 55 anni (nato nel 1874 a Vienna e lì morto nel 1929 in circostanze tragiche, colpito da un’emorragia cerebrale mentre partecipava al funerale del figlio morto suicida due giorni prima): quasi metà del suo periodo di produttività come scrittore fu occupato da un singolo progetto, quello dell’Andreas, opera a cui dedicherà i suoi sforzi dal 1907 al 1927.

I momenti di felice ispirazione furono però pochi, tanto che il prezioso frutto del suo lavoro consta di non più di cento fogli, tanti sono quelli occupati dal testo compiuto. Ma tra le sue carte figuravano anche altre quattrocento pagine piene di appunti e frammenti che non trovarono una sistemazione definitiva, in quanto il lavoro dell’autore venne interrotto dalla sua morte.

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Del sé e del divenire. Svegliami a mezzanotte di Fuani Marino

Photo by Martino Pietropoli on Unsplash

Una donna seduta in una cucina, vede un sacco nero volare fuori dalla finestra. Poi sente un tonfo, un rumore sordo. Allora si affaccia e vede un corpo, schiantato al suolo.

Quel sacco nero ero io.

Inizia così, il secondo romanzo di Fuani Marino, Svegliami a mezzanotte, Einaudi. Assiste al suo suicidio come fosse uno spettatore e poi la ritroviamo, dopo una sola pagina, al centro dell’evento. Come corpo salvo: un io narrante assoluto. Ricorda tutto di quel giorno d’estate, la spinta che l’ha portata fin lì e la caduta, la vertigine.

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Sette poesie da “Hai fatto burrasca”

Pubblichiamo un estratto da “Hai fatto burrasca” di Rossano Astremo (Collettiva, 2020). di Rossano Astremo La prima immagine che ho di te è un occhio di candido smarrimento su un monitor divenuto prigione. La seconda immagine che ho di te è il tuo corpo perduto in un locale e poi il suo liquefarsi in mesi […]

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Dracula, elogio del tradimento

Quando tradire una trama significa celebrare la complessità delle storie. Un breve viaggio nell’archetipo del mostro, dal Dracula di Stoker a quello dell’omonima serie ideata da Gatiss e Moffat e ora disponibile su Netflix.  di Lorenza Ghinelli “Temi il lupo e fuggi da lui” scrisse Angela Carter in La compagnia dei lupi, “soprattutto perché il […]

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I cieli, il gioco sublime di Sandra Newman

Pubblichiamo un pezzo uscito su Robinson, che ringraziamo.

I cieli si regge su un felice paradosso: cos’è la trama di una storia se un cortocircuito spazio-temporale ne fa accelerare l’entropia? Una trama che ha alla base la teoria del caos è ancora trama?

Il congegno narrativo da cui parte il romanzo è il viaggio nel tempo: si va indietro, si agisce nel passato, si cambia il presente. La macchina del tempo, qui, è più calda del solito: Kate viaggia in sogno, e va sempre alla fine del Cinquecento. Non viaggia nel senso classico della fantascienza: lì, “La persona” in cui si incarnavaprovava paure, rancori e dispiaceri, ma anche questi erano una terra incantata di sensazioni, come una serie di colori brillanti”.

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Amarcord Fellini

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto da Amarcord Fellini. L’alfabeto di Federico, scritto da Oscar Iarussi e in libreria per Il Mulino. Il libro è una rievocazione alfabetica del genio di Fellini: abbiamo scelto la lettera Q, ed è il nostro omaggio nel centenario della nascita del maestro.

Un quid in Fellini? V’è «un certo che» di incantevole e pur sempre sfuggente nei suoi film, dove la felicità e l’angoscia sono le braccia di un unico amplesso. Svagato cronista come il Marcello di La dolce vita o narratore «proustiano» del tempo perduto (e perso), tuttavia Federico è – suo malgrado – l’autore italiano del secondo Novecento che forse più di chiunque ha interiorizzato, elaborato e oltrepassato il lascito delle avanguardie storiche.

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Perché leggere Anna Édes è leggere di tutti noi

di Anna Toscano

Un salto nel tempo e nello spazio per guardare dentro il cuore dell’uomo, un cuore che un secolo fa e in Ungheria sembra non molto distante dall’oggi. Il salto lo si fa grazie alla rilettura di un classico ungherese, il romanzo di Dezsó Kosztolányi dal titolo Anna Édes uscito in Ungheria nel 1926. Dezsó Kosztolányi è uno dei grandi classici della letteratura del primo Novecento ungherese, noto la grande pubblico italiano per alcuni titoli usciti per diversi editori italiani, tra i più letti Nerone con prefazione di Thomas Mann per Castelvecchi, Allodola per Sellerio e Il medico incapace per Rubbettino. È la prima edizione integrale di Anna Édes nel 2014 per Anfora Edizioni, e la seconda edizione nel 2018, che fanno finalmente conoscere ai lettori italiani questa grande opera.

Sanremo-2020-Conferenza-stampa

Quell’immagine di Sanremo è irremediabile

di Christian Raimo Il problema non sono le cose che ha detto Amadeus. Il problema è la televisione italiana, in cui la presenza femminile è praticamente sempre ancillare, in cui di questioni di genere non si parla mai, mai, in cui gli esperti, le persone autorevoli sono sempre uomini, in cui alle donne viene dato […]