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Heil Vegan – Paura e delirio nel social network

di Angelo Orlando Meloni

“Le mamme vegetariane non sono buone mamme”. Questa storia e il desiderio di raccontarla sono nate dopo la conferenza di un nutrizionista rivolta alle donne e in generale alle famiglie in attesa di un bambino, che si è svolta a cura di un’azienda sanitaria e che avrebbe dovuto insegnarci qualcosa sul rapporto con il cibo durante gravidanza e allattamento, e che invece si è aperta così. Cioè con un esperto che afferma con malcelata soddisfazione: “le mamme vegetariane non fanno il bene dei loro bambini”. Affermazione a cui è seguita una altrettanto malcelata ondata di soddisfazione da parte della platea rapita e complice; e forse affamata. Sembrava di essere al Bagaglino, ma non era il Pippo Franco nazionale, quello sul palco.

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“L’amore a vent’anni”: un estratto

Per Tunué è uscito il romanzo L’amore a vent’anni, di Giorgio Biferali: pubblichiamo un estratto, ringraziando editore e autore.

Mi mancherà fare colazione con te il sabato mattina, i nostri silenzi, come mi guardavi quando non potevo vederti, mi mancheranno le cose che non ci siamo detti, mi mancherà perdonarti. Perché, no, tu non mi mancherai. Mi mancherà l’infanzia però, quando ogni cosa era ciò che sembrava, quando d’estate andavamo al mare tutti insieme, quando si moriva solo di vecchiaia, quando ero a cena con i grandi, in un tavolo a parte, e non mi guardavano mai mentre parlavano di cose serie. Mi mancherà rimanere a casa a vedere un film, con te che non sentivi bene e con mamma che si addormentava, tutta accovacciata nella sua poltrona, e io che finalmente potevo svegliarla. Mi mancherà vederla leggere quei mattoni di filosofia, come se dovesse prepararsi ancora la lezione per il giorno dopo.

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Il fumetto, la malattia, la vita: intervista a Marco Galli

Marco Galli si è imposto da anni come uno degli autori più riconoscibili e spiazzanti del fumetto italiano. L’autore bresciano, di cui ricordiamo Oceania Boulevard (Coconino)nel 2013, tra un’apprezzata apparizione sul Dylan Dog Color Feste il recupero della vecchia storia Le Chat Noir, non si è certo annoiato: è risorto artisticamente dopo una rara malattia invalidante per la sua attività, ha pubblicato nuove storie ed ora è al centro di un nuovo, interessante progetto editoriale.

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La marcia di Martin Luther King, 50 anni dopo

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

La sera del 4 aprile 1968, il trentanovenne Martin Luther King Jr, guida carismatica e decisiva per l’affermazione del Movimento per i diritti civili in America, era a Memphis per sostenere uno sciopero dei lavoratori neri della nettezza urbana e vi trovò la morte, ucciso a colpi d’arma da fuoco da James Earl Ray sul balcone del Lorraine Motel.

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La terrazza

Pubblichiamo una suite di sette prose brevi di Andrea Donaera.
“Dal Ventiquattro all’Uno era un da fare sempre, le nostre madri più stanche, i nostri padri ricaricati di tredicesime fumavano, chi non fumava beveva, noi eravamo in qualche modo uniti, dal Ventiquattro all’Uno tutto un da farsi, tutte le sere le carte, i fagioli, le regole, le monetine, le tovaglie, le briciole, non avremmo più ricordato niente, nemmeno l’epica dell’anello perduto, l’anello di chi, non si ricorda nessuno, un anello perduto nel lavandino, era scivolato, poi recuperato, sporco di qualcosa, verdure bagnate, pelle di pesce, era un ridere inorridito, la madre stanchissima piangeva di schifo e sfortuna.”

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Faremo foresta: Milano toccata e fuga

Provare a raccontare il dolore dal suo inizio, provare a raccontare come il dolore scivoli nelle cose che lo precedono inquinandole, ma spesso anche restituendo una forma allo sguardo capace di superare il dolore stesso. Lo strazio per la perdita, la disperazione per il male che si fa fisico e lacerante. Ilaria Bernardini parte da […]

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La natura del denaro. Su “Pagare o non pagare” di Walter Siti

In un piccolo quanto denso libro pubblicato dalle edizioni Dehoniane di Bologna qualche anno fa, due filosofi, Peter Sloterdijk e Thomas Macho, si interrogavano sulle radici religiose del nostro rapporto attuale con il denaro, incalzati dalle intriganti domande di Manfred Osten. Il dio visibile, questo il titolo del libro, mostrava come i soldi figurassero nella nostra contemporaneità come quanto di più vicino ad una divinità tangibile per l’uomo, tangibile perché proprio da lui costruita: le radici religiose del nostro rapporto con il denaro invece sono tali perché il suo utilizzo o il suo possesso sono legati ad un’idea di miglioramento che modifica chi lo maneggia.

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Ratatà, un festival da preservare a ogni costo

Macerata / RA-TA-TA. Potrebbe sembrare un’assonanza un po’ infelice dopo quel tragico fatto di cronaca che qualche mese fa ha colpito al cuore la cittadina marchigiana, come fosse il protrarsi di un’eco infausta. E invece… Ratatà è sì l’onomatopea fumettista di una mitragliata, ma simboleggia la capillare azione culturale di un festival basato su disegno, illustrazione, fumetto, street art, autoproduzione ed editoria indipendente che già da cinque anni – ogni aprile – spara proiettili caricati a salve e fatti di segni e colori in giro per Macerata arricchendone ogni angolo.

Il Ratatà è uno degli appuntamenti imperdibili per tutti gli appassionati delle arti visive: quattro giorni (12-15 aprile) di mostre ed esposizioni di importanti artisti internazionali dislocate in varie location della città e una mostra-mercato dove trovare il meglio dell’autoproduzione artistica italiana e non solo.

(From L-R): Edward Norton as “Rex,” Jeff Goldblum as “Duke,” Bill Murray as “Boss,” Bob Balaban as “King” and Bryan Cranston as "Chief" in the film ISLE OF DOGS. Photo Courtesy of Fox Searchlight Pictures. © 2018 Twentieth Century Fox Film Corporation All Rights Reserved

Ballata di Hazel Motes

di Marco Mantello I quarant`anni sono scomparsi dopo l`ultima tornata elettorale Così dissi una sera a un Merkel che sussurrava alla fidanzata in tiro e che a tavola c`è chi mangia e chi guarda mangiare c`è perfino chi ti saluta sempre e chi aspetta di brindare con la sua ombra. Per far rimare un baro […]

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Fuga e ritorno. “Le case del malcontento” di Sacha Naspini

La prima volta che ho sentito parlare di Sacha Naspini è stata al telefono; un Luigi Bernardi molto brillante, come gli capitava spesso di prima mattina, mi disse: “Devi, il prima possibile, leggere Naspini, non te ne pentirai”. Era il 2011. Registrai il dato perché del parere di Bernardi mi fidavo ciecamente. Mi procurai I cariolanti (Elliot, 2009), ma per un motivo o per l’altro non lo lessi subito, lo accantonai per diversi mesi. A maggio del 2012 mi trovai a dividere una stanza con Bernardi a Sarzana; rideva con il volto illuminato solo dalla luce del suo Ipad, gli domandai cosa stesse facendo e perché ridesse, rispose: “Sto litigando con Naspini”. Naspini! L’avevo dimenticato, la settimana successiva lessi il romanzo, in due sere soltanto.