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Sull’editoria di poesia contemporanea: – #9: Collezione di poesia Einaudi

Riprendiamo la serie di interviste curate da Francesca Sante sulla poesia contemporanea italiana. Qui tutti gli articoli precedenti.

Possiamo dire senza troppe remore che Einaudi è l’unico grande editore storico che continua a puntare, se non con spericolatezza almeno con cocciutaggine, sui libri di poesia. In «Collezione di Poesia» è evidente il lavoro di equilibri certosini con cui si inanellano nuove uscite e ripubblicazioni dirette verso un obiettivo duplice, di sostenibilità economica e arricchimento culturale. Chiaramente i suoi poeti non sono esordienti assoluti, ma capita che l’editore favorisca il loro ingresso generalmente alla terza o alla quarta pubblicazione, accanto a nomi importanti e apprezzati nel tempo. Agli autori italiani e alle riscoperte del passato vanno aggiunti i poeti stranieri.

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Salotto (un racconto di Gregorio Magini)

Questo racconto è uscito sul numero 5 della rivista “The FLR”, che ringraziamo. * * * Salotto di Gregorio Magini S’incontrano in salotto, lei che rientra mentre lui, correndo per evitare d’incrociarla, fa per uscire. Ma troppo tardi. Si ferma a fare due chiacchiere per non insospettirla. Si posa sul divano lasciandole la seggiola. Il […]

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Esquilino: il Cristo morto tra i rifiuti

Questo lungo reportage fu scritto, e poi pubblicato, nel 2016. Adesso credo sia il momento di condividerlo anche on line. di Nicola Lagioia A pochi passi da dove abito, nel quartiere Esquilino, a Roma, il giorno dopo il solstizio d’estate, alle tre del pomeriggio, tornando a casa trovo un vecchio signore gettato per terra, mezzo sepolto […]

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Andrea Camilleri, “Il casellante” e le metamorfosi

di Virginia Fattori

Era il 2008 quando Andrea Camilleri, scomparso il 17 luglio scorso, scrisse Il Casellante, una storia che verrà pubblicata da Sellerio (sua fidatissima casa editrice palermitana). Nello stesso anno il governo Prodi cade; un asteroide passa vicino alla Terra, mentre in Germania, Francia e Portogallo entra in vigore la legge che stabilisce che non si può fumare nei luoghi pubblici. Intanto, la saggezza di Camilleri sfocia in una trilogia che tratta le metamorfosi; il Casellante si inserisce al secondo posto in ordine di elaborazione e pubblicazione.

La genesi del romanzo viene raccontata dallo stesso Camilleri in un’intervista a l’Unità, che introducendo la nascita del primo romanzo della trilogia, quello dedicato a Maruzza Musumeci, la cui metamorfosi in sirena è riuscita, prosegue (anche narrativamente) con la significativa sinossi della metamorfosi non riuscita di questo secondo romanzo.

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Prima e dopo la caduta del muro di Berlino. Intervista a Bernhard Schlink

Questo pezzo è uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

Bernhard Schlink, uno dei maggiori scrittori tedeschi contemporanei, ha vissuto in prima linea soprattutto nella veste di costituzionalista l’autunno del 1989, che condusse alla caduta del Muro di Berlino e alla riunificazione della Germania.

Sino al 2006 Schlink è stato giudice presso la Corte Costituzionale della Renania Settentrionale-Vestfalia. Lo stesso anno è stato ordinato professore di Filosofia del diritto presso la prestigiosa Humboldt Universität di Berlino, situata nella zona orientale della città, sotto il controllo sovietico dopo la Seconda guerra mondiale. Il suo primo contatto con la più antica università di Berlino avvenne nel cruciale autunno 1989, quando accettò l’incarico di visiting professor.

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Una nota amara sulla Risoluzione del Parlamento europeo

Riceviamo un contributo di Massimo Amato, professore di Storia economica e del pensiero economico all’università Bocconi di Milano.

di Massimo Amato

Ci ho messo un po’ a vincere la repulsione, ma alla fine ce l’ho fatta, e ho letto il testo integrale della Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019. Come molto probabilmente non si sa, il testo è stato “blindato” da riunioni dei gruppi parlamentari e trasmesso ai deputati solo un’ora prima della votazione, che peraltro lo ha approvato a larghissima maggioranza.

Da ex candidato a quel Parlamento mi sono chiesto che cosa avrei fatto se fossi stato eletto e fossi stato là. Ebbene, né il voto contrario né l’astensione mi sarebbero bastati, poiché in qualche modo essi avrebbero ancora legittimato l’operazione rappresentata della Risoluzione.

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Glossario minimo sul “fine vita”

di Marco Mantello Cari lettori abituali di questo sito, Cari operatori culturali e giornalisti uniti dalla religione dei motori di ricerca, Certe letture online possono uccidere e me ne rendo conto, ma su alcuni profili del “fine vita” occorre essere consapevoli delle distinzioni di temi e problemi e quindi farsi delle idee, specie se si […]

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Scrivere di cinema: It capitolo due

di Matteo Arfini

IT capitolo due, seguito dell’enorme successo cinematografico della pellicola precedente e libero adattamento del capolavoro horror (ma non solo) di Stephen King, non è un film facile da giudicare. Le grandi aspettative derivate da una prima parte buona se non eccellente sotto molti punti di vista, la difficoltà di trasporre un romanzo ricco e variegato, oltre alla precisa scelta di mantenere una netta divisione tra passato e presente (in continuo intreccio nel romanzo), rappresentano tutti ingredienti ardui da amalgamare per potere dare forma ad un buon prodotto finale.

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Trance. La lettura come arte d’intonazione, sincronismo e unisono secondo Alan Pauls

“No, non si legge con lo stesso corpo con cui si vive.[..] Questo trionfo sul corpo è forse la prova più irrefutabile dell’intensità della trance in cui cade chi legge, nonché, per quanto sia una parola di cui diffida e che tende a escludere dal suo lessico personale, della sua autenticità: solo ripiegamento e oblio, l’indifferenza quasi zen in cui la lettura avvolge chi legge”.

L’omaggio di Alan Pauls alla lettura con Trance (Sur, trad. Gina Maneri), risiede anzitutto nella necessità di riconoscere il grande debito che la scrittura, che definisce una “compulsione strategica”, ha nei confronti di essa. Una forma di autobiografia resa con un parziale distanziamento nella scelta della terza persona per parlare di sé attraverso il lettore-protagonista.

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Tre quadernetti indiani, una prefazione di Valerio Magrelli

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Valerio Magrelli, che ha scritto una breve premessa ai Tre quadernetti indiani (postillati ancor più brevemente da Chandra Livia Candiani), offre qui una versione maggiorata della stessa. Il libro esce oggi nelle librerie.

di Valerio Magrelli

Un’estate di quasi mezzo secolo fa due ragazzi italiani si incontrarono per caso al Crown Hotel di Delhi. Reduci entrambi da un altro classico viaggio di iniziazione, negli Stati Uniti, fraternizzano subito, partono insieme per Benares, da lì a tappe raggiungono il Nepal, dove si separano: Pietro Spica torna a Milano, Dario Borso prosegue da solo per Calcutta, dove scopre di avere la malaria, e da lì per Madras, dove ha l’idea di tenere un diario.