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La città come destino. Riflessioni a partire da Il campo di battaglia urbano (a cura del Laboratorio Crash, RedStarPress 2019)

di Alessandro Barile L’esperienza insegna che la “globalizzazione” – con tutto ciò che di generico rientra in questo termine abusato – può darsi senza “Stati guida” o drivers politici (vedasi i casi di Singapore, Taiwan, per certi versi Hong Kong, la Silicon Valley, ecc), ma non c’è globalizzazione senza città globali, luoghi particolari che ne […]

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Il tempo congelato in un eterno crepuscolo. “Noi diversi” di Veselin Marković

Quando Musil scriveva ne L’uomo senza qualità che esistono “problemi matematici che non consentono una soluzione generale, ma piuttosto soluzioni singole che, combinate, s’avvicinano alla soluzione generale”, conduceva le congetture di Ulrich a oscillare tra esattezza e indeterminatezza. “Egli possiede quella incorruttibile, voluta freddezza che rappresenta il temperamento che coincide con la precisione; ma all’infuori di tale qualità tutto il resto è indefinito”.

Il contrasto tra indefinitezza e ricerca di rigore, ordine, e la capacità di evidenziare una caratteristica sulle altre per renderne nitida la rappresentazione in chiave narrativa trova una nuova declinazione nella prosa di Veselin Marković, ritenuto uno dei più alti esempi di letteratura serba contemporanea.

Checco al lavoro in Lussemburgo

Riavvolgendo una storia a Mons

di Ciro Fanelli

Avec la mer du Nord pour dernier terrain vague
Et des vagues de dunes pour arrêter les vagues
Et de vagues rochers que les marées dépassent
Et qui ont à jamais le cœur à marée basse
Avec infiniment de brumes à venir
Avec le vent de l’est écoutez-le tenir
Le plat pays qui est le mien

Jacques Brel – Le plat pays

La prima volta che la vidi vivevo ancora in Belgio: un giorno mio padre mi disse che aveva acquistato online una cartolina del nostro paese, l’aveva presa perché non aveva mai visto una copia di quello scatto, preso in un angolo del centro che ora non esiste più.

Al di là della curiosità fotografica me lo disse perché la cartolina era stata spedita nel dopoguerra da una donna che la inviò a una famiglia italiana a Mons.

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Siamo librai, non simboli

Pubblichiamo una lettera aperta, frutto del lavoro collettivo di discussione e confronto sviluppato all’interno del gruppo LED – Librai Editori Distribuzione in rete, sperando di poter contribuire a un dibattito costruttivo sulla riapertura delle librerie a partire dal 14 aprile. * Il nuovo decreto preannunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte prevede per il 14 aprile […]

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Progettare tempeste

di Dario Valentini

E una foresta di mani bianche ghermì l’uomo dentro il palazzo. Ballerini finì di ascoltare la traccia. Le cuffie interrate nelle orecchie. Lo sguardo correva sulla gente della Padova bene che passeggiava davanti al duomo. Medi imprenditori fasciati da doppiopetti dall’indubbio charme destrorso. Insegnanti di filosofia infilati in maglioni austeri che si intonavano bene con i capelli bianchi. Torme di ragazze riccastre senza l’ombra di una paura negli occhi con le loro gonne di tweed.

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Mestruazioni, immaginario e vita pubblica

di Chiara Mogetti Le mestruazioni, di recente, hanno fatto notizia. A febbraio ha fatto scalpore il caso della protesta portata avanti da alcune studenti indiane, in risposta a una serie di limitazioni che, sulla base del ciclo mestruale, la scuola da loro frequentata impone alle ragazze. Sempre a febbraio, la Scozia ha approvato una proposta di […]

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Storie dall’ultimo giorno di set prima del coronavirus

Photo by Denise Jans on Unsplash

Una raccolta di testimonianze dei lavoratori del cinema e della televisione bloccati dall’emergenza Covid-19

di Andrea Caciagli

In questo momento difficile per l’Italia e per il mondo in tanti sono chiusi in casa a rivedere classici del cinema, a guardare film appena usciti, a fare binge-watching con le serie di Netflix e Prime Video. Ma chi c’è dietro tutto questo? Con la redazione della rivista L’Eco del Nulla abbiamo deciso di raccogliere le testimonianze dell’ultimo giorno di set e di preparazione dei lavoratori del mondo del cinema e della serialità televisiva italiana prima della sospensione decretata dal governo Conte.

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La promessa focaia: conversazione con Giorgiomaria Cornelio

La Promessa Focaia di Giorgiomaria Cornelio ha vinto il Premio Speciale di Bologna in lettere.

Il giusto riconoscimento a un esordio poetico degno di profonda attenzione. Ciò che colpisce nella poesia di Cornelio non sono solo il pregio stilistico o la già matura consapevolezza autoriale, più in profondità si intuisce una radicale aderenza esistenziale alla propria vocazione.

Cornelio è di per sé una creatura poetica: la sua eleganza androgina, la sua sprezzatura giocosa, il suo garbo d’altri tempi, il suo eloquio spontaneamente elevato, scevro da ricercatezze artificiose, la sua tensione mistica lo rendono un autore meravigliosamente inattuale, una voce giovanissima eppure antica, un pensatore con “i piedi fermamente poggiati sulle nuvole”, come scrisse Flaiano di Carmelo Bene.

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“Topeka school”, il nuovo romanzo di Ben Lerner

Pubblichiamo un pezzo uscito su Repubblica, che ringraziamo.

È un romanzo a chiave: in America, il paese degli avvocati, le scuole partecipano ai campionati di retorica. Non è la retorica di Cicerone, del ragionare e costruire un mondo, quella nel libro non compare; invece “un ragazzino con indosso un completo della misura sbagliata era in grado di parlare della crisi in Kashmir come se ne avesse un’idea precisa[,] la raffinatezza formale poteva compensare la scarsità della sostanza”. Nel 1997, Adam, maturando, cresce tra queste gare, l’affine gangsta rap, e la comunità di psichiatri di provincia cui appartengono i genitori, due ex newyorkesi sofisticati. Un giorno diventerà un poeta sensibile e impegnato, come Lerner, ora è un ragazzino con la parlantina che deve confrontarsi con temi oratori come: «La caduta del Muro di Berlino segna il trionfo globale della democrazia liberale?»

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I fumetti della quarantena – Conversazione con Dottor Pira

Dr. Pira è un fumettista geniale, il sito che raccoglie alcuni suoi fumetti, “I fumetti della gleba”, è diventato, ormai, un oggetto di culto per molte persone e alcuni protagonisti delle sue storie, come Sergio, sono ultracitati in giro per la rete. Si ride tanto con Pira e si ride perché i suoi fumetti sono impregnati di nonsense e di una totale libertà di ambientazione e costruzione delle storie.

E, in questo momento storico dove l’ultra-reale è penetrato nelle nostre abitazioni, ho voluto conversare con Pira sul senso e sul non senso del suo lavoro e di questi giorni.