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Le troiane

di Valeria Parrella

È la seconda volta in pochi giorni che il ministro dell’interno di uno Stato democratico si libera della responsabilità di governare degli esseri umani. Nella vicenda Aquarius si è delegittimato della responsabilità di salvare delle vite umane: di accoglierle per poter poi decidere del loro bene. Nel caso di Saviano si è delegittimato della responsabilità di difendere un suo cittadino.

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La foto della domenica

Pubblichiamo un racconto dalla raccolta “Libro dei dispersi e dei ritornati” (Musicaos) di Lea Barletti, ringraziando autrice ed editore.

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Bob Dylan e l’epos del Novecento

Bob Dylan, la poesia, il Nobel, il suo tour infinito. Un approfondimento di Teresa Capello.

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Il Sogno di Nietzsche: il capolavoro messo in scena dai Coltorti

di Chiara Babuin e Adriano Ercolani

Il Sogno di Nietzsche: il capolavoro messo in scena dai Coltorti.
Non esiste figura più indegna di rispetto di chi manipola il pensiero di Friedrich Nietzsche, una delle menti più alte e abissali della storia della filosofia, forzandolo a letture biecamente fascistoidi.

O meglio, a ben pensarci, qualcosa di peggio esiste: coloro che ne fanno un fautore dell’immoralismo tout court, che lo erigono a emblema di una visione egotica e rapace dell’esistenza, quasi fosse un profeta dell’edonismo pseudolibertario che domina e intorpidisce le coscienze in questa fase decadente del capitalismo.

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Viaggio a Flint, Michigan

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Benvenuti a Flint, 66 miglia a nordovest di Detroit, Michigan. Nel 2017 ha conquistato il nono posto nella classifica dell’FBI delle città più pericolose del Nord America, e a detta dell’ultimo censimento è la città più povera del paese. Fuori dal Michigan è conosciuta soprattutto come la città di Michael Moore, che da Roger & Me, il suo film d’esordio del 1989 ambientato lì, l’ha immortalata in quasi tutti i suoi documentari, raccontando al mondo miseria, criminalità e tutti i problemi quotidiani che da una quarantina d’anni a questa parte (in pratica dalla chiusura degli stabilimenti della General Motors che ha fatto perdere il lavoro a più di 35mila persone) rovinano la vita dei suoi concittadini.

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Transpoesia: la tredicesima edizione del festival Punta della Lingua

di Valerio Argo

Il viaggio è uno dei temi preferiti dalla poesia, specie quella epica, dall’Odissea all’Eneide, dalla Commedia fino alla Ballata del vecchio marinaio e al ponte della ferrovia dove c’è la casa della Ragazza Carla. E al viaggio chiama la tredicesima edizione del poesia festival La Punta della Lingua.

Il programma è un’applicazione di una precisa politica culturale, attuata dall’organizzazione Nie Wiem, che, invece di sbandierare forti poetiche per deboli pratiche, preferisce la teoria della prassi. Il festival non è quindi solo un inno al transito, ma la pratica che lo rende possibile, a partire dall’uso delle risorse pubbliche per eventi senza scopo di lucro, nella maggior parte dei casi gratuiti.

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Disperazione e speranza nella poesia di Agota Kristof

La vita di Agota Kristof è segnata come quella di molti altri intellettuali, scrittori, poeti dell’Europa orientale ed esuli, sin dalla giovinezza dalla necessità della partenza e della fuga. Nata in Ungheria nel 1935, nel 1956, in seguito e a causa all’intervento dell’Armata Rossa in Ungheria, fuggirà con la famiglia in Svizzera, nella città di Neuchatel, dove vivrà fino alla fine dei suoi giorni.

In un bellissimo volume edito dalla casa editrice svizzero-italiana Casagrande, dal titolo Analfabeta, Kristof ripercorre alcuni dei momenti più importanti della sua vita, dalla felice spensieratezza dell’infanzia agli anni di solitudine durante gli studi: uno dei momenti più interessanti di questa narrazione autobiografica è la parte che si concentra sulle lingue («All’inizio, non c’era che una sola lingua.

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“L’amore all’inizio”: l’ossessione secondo Judith Hermann

Pubblichiamo un pezzo uscito su Repubblica, che ringraziamo.

Cosa succederebbe alle nostre vite se da un giorno all’altro un estraneo si mettesse a guardarci dietro il cancello della nostra casa, reclamando l’unica cosa che sappiamo di non volergli né potergli concedere: il nostro tempo? Tempo di ascoltare un uomo che non conosciamo, tempo di guardarlo negli occhi, accogliere un’alterità folle e indomabile che esige divederci ed essere vista, parlare ed essere ascoltata. Tempo di donare un’identità allo sconosciuto che vuole un posto nella nostra vita, lo reclama come se fosse semplice ottenerlo, come se stesse chiedendo qualsiasi altra piccola cosa.

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La merda di Salvini non rovinerà il mondo

di Christian Raimo La differenza delle orrende politiche di Berlusconi e le orrende politiche di Salvini che in Berlusconi c’era un immorale, libertino, narcisista, sregolato, istinto di vita, una libido da vecchio satiro che cerca le pozioni magiche per non invecchiare e non morire e per sedurre le ragazzine, applicata a una società da ammaestare […]

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Slittamenti di significato e coscienza. Su “Cometa” di Gregorio Magini

di Stefano Felici

C’è uno sfiancante sottofondo da realismo isterico nella lingua, nella mente, e quindi nelle peripezie raccontate dalla voce narrante di Raffaele, ed è il sottofondo che apre Cometa – il nuovo romanzo di Gregorio Magini uscito per Neo  con le sue Pseudologie Fantastiche; un’apertura di romanzo il cui nome è ben lontano dall’essere una garanzia.