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Ricordando Luca Rastello

Due anni fa ci lasciava Luca Rastello, intellettuale e scrittore capace come pochi di incidere sul nostro tessuto. Per ricordarlo, pubblichiamo la definizione della parola “penultime” scritta da Rastello per il Dizionario affettivo della lingua italiana, pubblicato da Fandango nel 2008, curato da Matteo B. Bianchi e co-curato da Giorgio Vasta.

di Luca Rastello

PENULTIME

Sono le cose di cui si può scrivere e di cui verosimilmente vale la pena scrivere. Forse le sole a soddisfare entrambe le condizioni. Non le ultime, perché non sono esperibili o, almeno lo sono quando è difficile ormai tenere una penna in mano o maneggiare una tastiera. Non le prime, perché avvolte in un passato immemore, anteriore al risveglio della consapevolezza.

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Il resto della tigre: un racconto di Raffaella R. Ferré

di Raffaella R. Ferré

Molti anni fa è successa una cosa per cui si è sempre detto: mi ricordo che. Ma se il tempo si confonde è forse colpa del caldo, il trucco di tenere le cose vicino agli occhi mi riesce ancora: per questo tengo il passato nelle dita di una mano chiuse a pugno e nell’altra, ben aperta, le cinque soluzioni. Metterle in pratica resta una difficoltà, ma tant’è.

Questo è un modo: raccontarlo.
Questa è una storia: quella di Irene.
Che poi è la mia, ma alle volte funziona meglio darsi un altro nome, tra quelli che ti piacciono.

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Pattinare su carta: intervista a Suzy Lee

Questo articolo è apparso su Robinson – la Repubblica. (Immagine: Suzy Lee)

Che succede se un illustratore sceglie di ignorare tutte le regole comunemente accettate da chi crea, pubblica, discute i libri per bambini? Nella peggiore delle ipotesi vengono fuori prodotti autoreferenziali, nella più sorprendente capolavori che ridisegnano gli orizzonti della tradizione un attimo prima che altri si accorgano di com’erano già invecchiati, serviva solo qualcuno che li scavalcasse.

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Il populismo antipedagogico, il controriformismo e il ruolo degli intellettuali

di Simone Giusti

In questi giorni di inizio estate, durante i quali assisto al triste rito della discussione pubblica sugli esami di maturità e provo a fare il punto su quanto ho letto e ascoltato in questi ultimi mesi su scuola e formazione degli insegnanti, mi capita di riaprire un libro scritto una decina di anni fa da Paolo Giovannetti, all’epoca uno dei pochi esperti di didattica della letteratura del nostro paese. Il libro si intitola L’istruzione spiegata ai professori (sottotitolo: Elogio dei saperi massificati nella scuola e nell’università), è stato pubblicato da ETS di Pisa nel 2006 ed è curiosamente passato quasi inosservato – forse perché, mi dico, metteva sotto gli occhi di tutti l’insipienza degli intellettuali di allora.

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“Vita e morte delle aragoste” di Nicola H. Cosentino: un estratto

È in libreria Vita e morte delle aragoste di Nicola H. Cosentino (Voland): ne pubblichiamo un estratto ringraziando l’editore e vi segnaliamo che mercoledì 5 luglio alle 18.30 l’autore presenta il romanzo alla libreria Assaggi di Roma con Paolo Di Paolo.

È in libreria Vita e morte delle aragoste di Nicola H. Cosentino (Voland): ne pubblichiamo un estratto ringraziando l’editore e vi segnaliamo che mercoledì 5 luglio alle 18.30 l’autore presenta il romanzo alla libreria Assaggi di Roma con Paolo Di Paolo. (Fonte immagine)

di Nicola H. Cosentino

Il toro e la bottiglia
2005, estate

Per un periodo, al liceo, gli piacque l’idea delle corride. A me no, a me hanno sempre fatto senso, ma per Vincenzo erano l’anima di sangue della Spagna, e la Spagna lo appassionava. Quando andammo a Siviglia non lo propose neppure, gli venne in mente la Maestranza che già eravamo di ritorno, ma a diciott’anni si arrampicava in rischiose metafore le cui parti erano il toro, il torero, le sue ragazze e lui. Sugli spalti nessuno. Diceva di amare in modo esagerato, e di gestire la passione come il matador col toro nell’arena, che provoca e rabbonisce fino allo sfinimento. Vero.

Paterson

Tutti i generi della poesia contemporanea

di Valerio Cuccaroni

La rivista «Poesia» festeggia trent’anni, la collana dello Specchio Mondadori si rinnova, il nuovo libro di Franco Arminio Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra (Chiarelettere, 2017) diventa un caso editoriale, soprattutto grazie al passaparola, confermato e rafforzato dal Premio Viareggio. La poesia italiana sembrerebbe vivere una nuova giovinezza, no?

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Sopravvivere all’assenza. “Il ritorno” di Hisham Matar

«Si ha bisogno di un padre a cui ribellarsi. Quando un padre non è né morto né vivo, quando è un fantasma, la volontà è impotente. (…) Le mie aspettative riguardo a mio padre erano molto normali. Come quel famoso figlio nell’Odissea – come la maggior parte dei figli, credo – desideravo essere “figlio di un uomo felice, che arriva alla vecchiaia con tutti i suoi beni”. Invece, a differenza di Telemaco, io continuo, dopo venticinque anni, a sopportare che mio padre sia “scomparso nel nulla, ignoto”».

In che modo si può sopravvivere all’assenza, quando il potere riesce a rendere ancora più labile il confine tra la vita e la morte? Hisham Matar aveva diciannove anni, era uno studente universitario già in condizione d’esilio, quando suo padre, Jaballa, fu rapito nel suo appartamento al Cairo e recluso nella prigione libica di Abu Salim.

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Shakespeare parla napoletano. Punta corsa reinventa la Commedia degli Errori

Difficile dire se è Punta Corsara ad aver sposato il genere della farsa o, piuttosto, è la farsa ad aver sposato la compagnia napoletana. Fatto sta che se oggi questo genere vive una nuova stagione fuori dai cliché e si innesta, pur restando un’operazione autenticamente comica, dentro i linguaggi del teatro d’arte più puro e attuale, questo lo dobbiamo soprattutto alla compagine di artisti diretta da Emanuele Valenti. Che nella sua riscrittura della “Commedia degli errori” di Shakespeare vede una drammaturgia collettiva (Marina Dammacco e Gianni Vastarella con lo stesso Valenti) a testimonianza della forte connessione creativa di questo gruppo, che è oggi una delle realtà più interessanti del panorama teatrale.

dei segreti

“Angelica e le comete” di Fabio Stassi: un estratto

Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dall’ultimo libro di Fabio Stassi, Angelica e le comete, pubblicato da Sellerio. Il libro contiene dieci illustrazione di Alfonso Prota.

di Fabio Stassi

Parte prima: La bottega di Clemente

Ogni sera, appena esco dalla biblioteca dove lavoro, mi fermo in una libreria d’antiquariato, a pochi passi dalla stazione. Prima che i miei malesseri me lo impedissero, in queste botteghe trascorrevo molte ore. Quando abitavo ancora a Roma, avevo costruito negli anni una geografia di amicizie e di nascondigli. Avevo punti di riferimento in ogni quartiere, e spesso, in posti diversi, incontravo le stesse persone. Il bene più prezioso era la facoltà di scialare il tempo, inoperoso. A volte, entravo in una chiesa, mi sedevo, mi mettevo a leggere. La mia libreria preferita la raggiungevo a piedi. Si trovava in un caseggiato a via della Lungara, sotto al carcere di Regina Coeli. Sull’argine del Tevere svolazzavano le rondini, con le loro ali nere. I platani erano pieni di foglie e si allungavano oltre i muri di contenimento, nel vuoto. Ma allora ero un ragazzo.

commedia

Teatro per ragazzi: “La divina commedia” e “Il Flauto magico”

La sezione Teatro Ragazzi del Teatro di Roma rappresenta uno dei laboratori attualmente più interessanti per introdurre i bambini alla scoperta della cultura.

Non diciamo alla scoperta dell’arte, perché come mi disse una volta il Premio Andersen Jutta Bauer: “I bambini hanno già in loro l’arte e la sensibilità estetica: va solo risvegliata e nutrita, senza reprimerla con schemi vincolanti o regole artificiose”.

Nel ricco cartellone della stagione passata, due iniziative in particolare hanno colpito la nostra attenzione, per l’ardua ambizione di tradurre opere di importanza capitale, e di complessa ricchezza simbolica, in una forma e un linguaggio comprensibili e coinvolgenti per i bambini, raggiungendo un degno equilibrio tra le necessità della divulgazione e il rispetto dei capolavori.