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Discorsi sul metodo – 28: Valerio Magrelli

Valerio Magrelli è nato a Roma nel 1957. Il suo ultimo romanzo è Geologia di un padre (Einaudi 2013)

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Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

“Scrittura”, oggi, è per me ciò che riesco a ricavare tra un formulario e un modulo della mia guerra contro la burocrazia. Sono infatti vittima di due burocrazie: quella del corpo e quella amministrativa. Mi spiego: ho subito dieci operazioni con anestesia totale e venti operazioni normali, in media ogni sei mesi sono ricoverato, e quando non lo sono devo fare fisioterapia. Tutto ciò che mi resta, è solo ciò che strappo: ormai direi una mezz’ora al giorno. Non c’è più libertà nella mia vita e mi regolo di conseguenza.

Dove scrivi? Hai orari precisi?

Essendo letteralmente un carcerato senza neanche la certezza dell’ora d’aria, mi sono adattato a prendere appunti sul telefonino, e conquistare così minuti di scrittura nelle sale d’attesa, nelle stazioni, alle fermate degli autobus, senza più alcuna possibilità di fissare un luogo o un orario.

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L’imprendicariato, ovvero il farsi progetto

Pubblichiamo un estratto da “Entreprecariat. Siamo tutti imprenditori. Nessuno è al sicuro” (Krisis, 2018) di Silvio Lorusso, che ringraziamo.

di Silvio Lorusso*

Iniziamo con una breve confessione. Qualche anno fa, per ragioni che riguardano più gli appartamenti in cui ho abitato che i successi da me ottenuti, fui intervistato per uno dei più importanti quotidiani nazionali.

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Il genio di William Blake, da Dante a Alan Moore

In occasione dell’anniversario dei natali del poeta e artista inglese, affrontiamo due volumi a lui dedicati: La Divina Commedia di Dante illustrata da William Blake della Taschen e From Hell (di Alan Moore e Eddie Campbell) della Magic Press.

William Blake, uno dei geni più ispirati della storia dell’Arte,è stato sempre preso per pazzo.

Destino comune a molte intelligenze infuocate da visioni extra-ordinarie, è vero. Ma nel caso di Blake, il giudizio dei contemporanei appare concorde con quello dei, pur ammirati, critici successivi.

Ben nota è la definizione di Wordsworth: “Non c’è dubbio che questo poveraccio fosse pazzo, ma c’è qualcosa nella sua pazzia che attira il mio interesse più dell’equilibrio di Lord Byron e Walter Scott”.

Chesterton, col suo adorabile gusto del paradosso arrivò a dire: “Io dico che Blake era pazzo perché la sue visioni erano vere”. Edward Fitzgerald lo definì “un genio, senza una rotella”.

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Sulle spalle dei giganti: Kareem Abdul-Jabbar

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Nel 1971 Ferdinand Lewis Alcindor Jr., newyorchese classe 1947, cambiò il nome in Kareem Abdul-Jabbar, dopo la conversione all’Islam nel 1968, il boicottaggio dell’Olimpiade per protestare contro la discriminazione razziale negli Stati Uniti e la conquista del titolo Nba con i Milwaukee Bucks. Alcindor era il cognome dello schiavista, che portò in America e oppresse nelle piantagioni i familiari del campione.

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“Ossa di sole”. La visione di Mike McCormack

di Giorgia Tolfo

Immaginate un uomo al centro di una stanza della casa in cui ha vissuto gli ultimi venticinque anni. Immaginate che sia il 2 Novembre, il giorno della commemorazione dei morti, in un piccolo paese della contea di Mayo (Irlanda). Il rintocco della campana dell’Angelus, “tonfo sistolico” di una “parrocchia ai margini di questo mondo conosciuto”, si diffonde nell’aria, attraversando il villaggio, i campi circostanti, i boschi, e poi lentamente, ritmicamente, le stratificazioni geologiche e le ere che le hanno adagiate, unendo tra loro il presente, il qui e ora di quest’uomo, con l’origine del mondo.

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Ciao Bernardo. Bertolucci racconta la sua magnifica ossessione

Ricordiamo Bernardo Bertolucci con un’intervista raccolta da Chiara Nano per il volume Capitani Coraggiosi – Produttori Italiani 1945-1975, curato da Stefano Della Casa e uscito per Biennale Venezia Mondadori Electa nel 2003.

(fonte immagine)

Era il 2003. Incontrai Bernardo Bertolucci per la prima volta quell’anno in occasione dell’intervista qui sotto, che realizzai in forma di monologo. Fu uomo generosissimo, subito. Osservatore attento, mi sentivo scrutata a fondo. Una sensibilità ed una curiosità elevatissime che raramente mi capita d’incontrare. Lo andai a trovare nella sua casa altre due volte, nel 2007 e 2008. Quando mi ripresentai non avevo più solo la penna, ma la telecamera. Qualche anno dopo, la sua macchina da presa venne inconsapevolmente a visitare gli esterni della mia casa per il set di “Io e te”, un dolly divenuto poi la scena finale del suo ultimo film. Quella volta lo salutai con un certo imbarazzo, per quell’intimità forzata permessa solo al cinema. Dopo, incontri solo casuali –  ma quei primi tre e quel dolly finale sono stati un magnifico regalo. Grazie Bernardo.

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Dalla costruzione dell’Italsider al disastro dell’Ilva: storia di Taranto

Ripubblichiamo questo pezzo di Alessandro Leogrande per ricordare, a un anno dalla sua scomparsa, un grande giornalista e scrittore italiano. Alessandro era anche un nostro collaboratore e amico, e ci manca molto. Questo pezzo è forse tra i più belli che ha scritto: apparso inizialmente su Pagina 99 nel gennaio 2016, lo avevamo postato qui su Minima&Moralia il 16 ottobre 2017.

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Miniature III

di Emanuele Modigliani   Sui monti   Le montagne li contornavano con il loro potere di svettanti masse colorate, trampolini estremi verso mondi estremi. L’aria era così chiara e pulita che un sorso attento nei polmoni dava un capogiro controllato di felicità e la visuale si arrotondava addolcendosi sulle forme di quelle pietre invece così […]

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“Ragazze cattive” per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e del Festival La violenza illustrata di Bologna (7 novembre/4 dicembre 2018) abbiamo il piacere di proporre una sintesi degli incontri pubblici a cura di Canicola con Ancco, autrice coreana del graphic novel Ragazze cattive (Canicola, 2018), che ripercorre il quadro oscuro e brutale dell’adolescenza coreana negli anni Novanta, tra soprusi di violenza in un periodo di forte crisi economica e morale del paese.

Nell’aprile di quest’anno Ancco, premio rivelazione al Festival di Angoulême, è stata ospite del Far East Film Festival a Udine con una mostra personale presso Casa Cavazzini – Museo di arte moderna e contemporanea e per un incontro pubblico condotto da Darcy Paquet, successivamente a Bologna l’autrice ha incontrato le ragazze e i ragazzi dell’Istituto professionale Aldrovandi Rubbiani e Fabiola Naldi in un incontro pubblico presso la Biblioteca Italiana delle Donne e Centro delle donne e in collaborazione con il festival La violenza illustrata.

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L’avvenire secondo Julien Gracq

Pubblichiamo un pezzo uscito sul Sole 24 ore, che ringraziamo.

La ricezione in Italia di Julien Gracq (1910-2007), tra i massimi prosatori francesi del ‘900, impareggiabile stilista, narratore irriducibile a ogni canone di genere o corrente, non è stata delle più fortunate. Le sue opere tradotte in italiano, passate sotto silenzio anche le rare volte che furono edite in collane di prestigio, sono oggi quasi tutte fuori commercio.

Meritoriamente, da un anno a questa parte, L’orma editore sta tentando di reintrodurre Gracq nel novero dei classici novecenteschi fruibili ai lettori italiani. Dopo avere riproposto nel 2017 quello che è considerato il capolavoro dello scrittore francese, La riva delle Sirti, L’orma torna in libreria con una gemma della bibliografia gracchiana: Acque strette (1976), un breve testo narrativo d’intonazione autobiografica, sinora inedito in Italia, e presentato nella sontuosa traduzione di Lorenzo Flabbi.