fulminiroma

Roma attraverso i fulmini
di

Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo. ROMA. “A Roma tutto quello che c’è di vero sta sottoterra”. La frase lapidaria arriva alla metà perfetta di un libro che sfugge a ogni definizione, esordio di un non romano alle prese con enigmi e incubi che a Roma valgono oggi come duemila anni fa. Romanzo esoterico, misterico, di formazione, per... (Continua a leggere)

lotman

Le lezioni di Jurij Lotman

«Gente. Destini. Quotidianità», «I rapporti tra le persone e lo sviluppo delle culture», «Cultura e intellettualità», «L’uomo e l’arte» e «Puskin e il suo ambiente»: sono questi i titoli dei sei cicli di incontri tenuti da Jurij Lotman, tra i più grandi pensatori e studiosi del Novecento, tra il 1986 e il 1992, ideati per una serie televisiva dal titolo Conversazioni sulla cultura russa, che aveva il non facile compito di offrire al popolo russo un ritratto e la loro memoria, e che adesso Bompiani propone in libreria nella sempre tanto algida quanto felice collana degli Studi, con la traduzione di Valentina Parisi e la cura e l’introduzione di Silvia Burini, appassionata studiosa di Lotman che omaggia con un saggio introduttivo che restituisce i movimenti principali del suo pensiero.

leonard cohen

Ero un estraneo: Leonard Cohen e il modo di dire addio

Una versione più lunga di una recensione pubblicata sul Mucchio, che ringraziamo (fonte immagine).

Ho letto Il modo di dire addio, il libro che raccoglie diverse interviste rilasciate negli anni da Leonard Cohen, ascoltando allo stesso tempo le sue canzoni, disordinatamente, a volte riascoltandole anche due o tre volte in seguito, facendole ripartire un istante dopo l’ultima nota. Ci manca Leonard Cohen e nelle pagine di questo libro, a dispetto del bellissimo titolo, il modo di dirgli addio proprio non si riesce a trovare. Vien voglia di cercare L.C. da qualche parte dove è passato, nelle città dove ha vissuto, Montreal – in due strade a suo dire “meravigliose”, Belmont e Vendome – Londra, New York, Los Angeles, ma anche l’isola greca di Idra, e a Cuba, a L’Avana. Lo ritroviamo nelle canzoni, certo, e nei libri che ha scritto. Curato dal giornalista americano Jeff Burger, questo volume (pubblicato in Italia dal Saggiatore) è, come dire, una panoramica d’artista.

blade runner 2049

Scrivere di cinema: Blade Runner 2049

minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017.

di Eugenio Radin

Dell’ultima fatica di Denis Villeneuve si è già scritto anche troppo rispetto a ciò che di una simile opera si potrebbe dire nel breve termine: al di là dell’evidente spettacolarità visiva della pellicola, nella quale l’occhio di Roger Deakins sfida la cinepresa di Villeneuve in una gara di bravura senza esclusione di colpi, Blade Runner 2049 è un film che necessita di essere meditato, rivisto, ripensato, digerito, inserito all’interno di un contesto tecnologico-sociale, ma anche considerando il percorso artistico e autoriale di un regista tra i più interessanti della hollywood contemporanea. Ci dobbiamo certo aspettare altre analisi su quest’opera e sul modo in cui essa ci parla di noi come uomini e come abitanti di un presente tecnologizzato.Ma questo domani, a mente fredda.

linguaggio giovanile

“Prof, sei proprio un bufu!”. Breve viaggio attorno al linguaggio giovanile

di Rossano Astremo

Che bella l’etimologia del verbo insegnare! Insignare, composto dal prefisso “in” unito al verbo “signare”, con il significato di segnare, imprimere e che a sua volta riconduce al sostantivo “signum”, che significa marchio, sigillo. Il nostro lavoro di insegnante non è quindi solo un atto volto alla trasmissione del sapere, ma, stando all’origine del suo significato, un’attività più affascinante e articolata, che consiste nel segnare la mente dello studente, comunicandogli un metodo di approccio alla realtà, che va ben oltre lo studio finalizzato all’ottenimento di un voto.

piperno

Il manifesto del libero lettore (e scrittore): quando il diletto di Piperno diventa anche il nostro

Aspettavo da tempo un testo di Alessandro Piperno che riprendesse e ampliasse gli articoli usciti negli anni sul supplemento culturale de Il Corriere della Sera (La Lettura), ‘camere con vista’ sulla vita e le opere di grandi autori dell’Ottocento e del Novecento, che ho imparato ad aspettare come un piccolo dono domenicale alla mia sete di scrittura appassionata. L’incipit de Il manifesto del libero lettore (sottotitolo: otto scrittori di cui non so fare a meno), da poco pubblicato da Mondadori

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Ciao ciao eteropatriarcato

Finalmente sta crollando un muro, una diga, affonda un continente. Quel caricaturale potere patriarcale che è stato il presupposto di qualunque relazione – politica, professionale, artistica – patapam! ogni giorno ne vien giù un pezzo. E questo è un bene per le donne e per gli uomini. Ed è un risultato che sta arrivando tramite […]

aquarium

L’immobilità del passato. Su “Etica dell’acquario” di Ilaria Gaspari

Per i pesci, l’acquario è un luogo protetto, un territorio tutelato in cui essi possono nuotare – al riparo da invasioni o minacce esterne – senza temere per la propria incolumità. È un ambiente artificiale che simula solamente la vita vera, senza esporre a rischi i suoi abitanti, e nel quale, dunque, i pesci possono evitare di mettere in atto gli stratagemmi di cui la natura li ha dotati per difendersi dai pericoli. In tal modo essi non solo perdono l’attitudine alla salvaguardia di sé, ma si abituano a un’esistenza falsata, che non gli consentirà mai più, in futuro, di tornare a vivere nel loro ambiente naturale.

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Tracce di Bene

Dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, questa sera debutta su Sky Arte il documentario di Giuseppe Sansonna su Carmelo Bene. Questo articolo è uscito su Robinson  – La Repubblica di Nicola Lagioia “Sono un anarchico. Sono fuori da ogni problema politico. Credo negli uomini, i cittadini mi fanno schifo. I ministeri mi fanno […]

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Che Guevara: perché ancora ha valore il senso di quella lotta

di Francesca Coin Ho scritto questo testo nel dicembre 2009, durante un lungo viaggio in America Latina. Era parte di un testo di racconti a questo affini che non ha mai (ancora?) visto la luce. In occasione del cinquantesimo anniversario dell’uccisione di Che Guevara, ho pensato di riprendere questo breve racconto, puntellato dalle parole di […]

andanza

Annotare la vita: su “Andanza” di Sarah Manguso

Questo pezzo è apparso su Repubblica, che ringraziamo.

«Potevo attribuirmi un ricordo anche senza accedervi con il linguaggio?» Vale a dire: che cosa succede al tempo, sia esso il presente o il passato, se le parole non gli danno scheletro e forma, se la scrittura non evidenzia e trattiene ciò che è accaduto, arrivando addirittura a inverarlo?

Sono le domande che scorrono in filigrana in chi, affidandosi alla pratica quotidiana del diario, si ritrova a pensare che fin quando i cosiddetti fatti non si materializzano in frasi potrebbero anche non essere reali, addirittura potrebbero non essere accaduti davvero.