PAPAYA SALAD18

“Papaya Salad”, l’epopea orientale di Elisa Macellari

PAPAYA SALAD18

Se la letteratura vive d’immagini, il fumetto vive di suoni. Ed è per questo che i fumetti più belli sono quelli che riescono a generare una musica attraverso il segno, a rendere tattili le parole e vibranti i rumori – come in quelle stanze insonorizzate in cui anche l’andamento di un respiro può essere in grado di comporre una melodia.

Questa specie di magia è una delle peculiarità più lampanti di Papaya salad, la graphic novel di Elisa Macellari che BAO Publishing ha pubblicato a settembre 2018, e che in nei giorni scorsi è stata ospite del Festivaletteratura di Mantova (sintomo che le cose preziose hanno di solito vita lunga).

La papaya salad – un piatto tipico della Thailandia a base di lime, peperoncini, zucchero di palma, arachidi, pomodorini, gamberetti e papaya acerba – è il fulcro da cui si snoda la colorata epopea del giovane Sompong, che negli anni Trenta decide di abbandonare la facoltà di medicina per arruolarsi nell’esercito, imparare le lingue e scoprire il mondo. Il suo viaggio ha inizio però quando in Europa sta per scoppiare la seconda guerra mondiale, che travolgerà molto presto quel ragazzo curioso e gentile che porta su di sé la condanna di essere uno straniero “della peggior specie”.

COVER PAPAYA SALAD

Sompong è una sorta di Marco Polo moderno che richiama l’acume e la delicatezza delle pagine di Persepolis di Marjane Satrapi (Rizzoli Lizard), e a quel fumetto si accosta grazie a una leggerezza che disegna una mappa non solo geografica ma emotiva, giocata sull’equilibrio tra dramma, memoir e narrazione storica.

A raccogliere l’eredità del suo vissuto è la giovane nipotina Elisa durante un pranzo di famiglia a Bankgok, nel 1985, quando ormai Sompong e sua moglie Lek sono tornati da tempo a casa: la preparazione dell’insalata alla papaya, come nelle migliori tradizioni familiari, è solo un pretesto per rievocare un destino che rimette al centro il tema di quelle migrazioni che a un certo punto sembrano farsi inevitabili, per quanto dolorose. Con una gran voglia di riscatto, Sompong attraversa un continente in subbuglio, da Roma a Venezia, da Berlino all’Austria, fino ad Ellis Island, dove pur senza colpa diventa solo uno dei tanti anonimi «giapponesi» sconfitti dall’esercito americano.

L’ambasciata è il suo nascondiglio, un luogo di inaspettata pace dove gli incontri sanno diventare spettacolari, consolanti o decisivi: è infatti proprio tra le sue mura, che richiamano a distanza la selvaggia Bangkok che in occidente non può esistere, che Sompong incontra la bellissima Lek, figlia di un importante diplomatico, e se ne innamora.

Ed è con un segno particolarmente gioioso che Elisa Macellari dà vita a un’eredità che è intimamente sua: in questo esordio dopo anni di successi come illustratrice per il New York Times, Women’s Health UK e molte altre testate illustri, convergono i tratti di un’autrice fresca e preziosa che attraverso il disegno rispecchia l’interessante commistione delle proprie origini italo-thailandesi. Non è un caso che le pagine del libro si sviluppino tra i toni azzurri, verdi e viola di quel mondo fiabesco ed esotico che ci riporta ai racconti mozzafiato di Salgari; soprattutto grazie a un arancio Pantone personalizzato che riporta al colore profondo e pulsante della papaya matura, in pagine in cui spesso il conflitto resta sospeso, dando invece spazio a una luce interiore che rende vitali le tavole di cui è composta questa graphic novel.

«In qualsiasi direzione vai, vacci con tutto il cuore», diceva Confucio. E tale imperativo punteggia costantemente il fumetto di formazione che Macellari ambienta in quel modo così diverso da quello in cui ci muoviamo, addolcendolo con segni morbidi e raffinati. Papaya salad è uno scrigno che contiene memoria; una memoria che, essendosi formata in viaggio, del viaggio conserva la più intima essenza: restare eternamente viva attraverso il ricordo.

 

Gaia Tarini è nata a Perugia nel 1989. Nel 2011 ha fondato il blog letterario Le ciliegie parlano insieme a Giorgia Fortunato, e nel 2015 il sito di letture ad alta voce pioggia&polenta. Vive a Roma e scrive due newsletter, scemenze e grazie per il latte, sotto lo pseudonimo di Cazzotti.
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