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Parcheggi a Roma: il film horror di Ignazio Marino

Con Repubblica-Roma abbiamo concordato di scrivere qualcosa sulle nuove (assurde) norme sui parcheggi a Roma volute dal sindaco Ignazio Marino. Le persone intervistate, a domanda rispondevano con frasi irriproducibili a mezzo stampa. Visto che son giorni di festival, mettiamola così: il film horror di Marino scartato a Cannes e a Venezia sarà proiettato a Roma fino a cambio programma. L’articolo è stato pubblicato ieri su Repubblica-Roma in forma più breve. Il Codacons sta organizzando un ricorso collettivo al Tar, e invita tutti i romani ad aderirvi. Qui.

di Nicola Lagioia

“A questo punto me conviene de licenziamme. Co’ ‘ste regole la spesa per anna’ a lavora’ supera lo stipendio mensile. Ma te pare?”

Quartiere Pigneto. A parlare è Franco, regista radiofonico, uno dei tanti romani che non riesce a capacitarsi di come il Comune sia riuscito a trasformare una difficile battaglia quotidiana (trovare parcheggio) in una guerra già persa in partenza da ogni cittadino di buona volontà e reddito inferiore a quello del capo dei vigili urbani.

Se è vero che gli italiani son disposti a perdonare chi fa loro del male ma non chi gli rompe le scatole, il sindaco Marino potrebbe esser riuscito nell’impresa di incarnare il doppio ruolo di chi ti ferisce nello spirito e non contento rende impossibile anche la tua vita ordinaria. Ridotte alcune zone di Roma (Esquilino per giocare facile) a una malinconica desolazione da città dell’est Europa poco prima del crollo del Muro – con l’aggiunta di una sporcizia che guarda con rimpianto all’età d’oro del vespasiano –, la cosiddetta “tassa sulla macchina” rischia ora di diventare la conferma di come le istituzioni cittadine stiano mettendo in scena una sorta di comico rovesciamento del Faust di Goethe, che pure amò tanto la città. Vale a dire una forza che pur “desiderando eternamente il bene, opera eternamente per il male”.

“Talmente comico che nun ce se crede”, continua Franco, “per riuscicce me devo riguarda’ i numeri. Allucinante”.

Già, i numeri. Non solo i parcheggi sulle strisce blu sono aumentati dalla sera alla mattina del 50% (da 1 euro a 1 e 50 all’ora), ma sono stati eliminati gli abbonamenti giornalieri (4 euro) e mensili (70 euro) che consentivano ai tanti romani che ogni mattina devono attraversare in auto la città per andare a lavorare di poterlo fare senza rendere più economico il rimanersene a casa. Pallottoliere alla mano, se con il vecchio abbonamento mensile un giorno di parcheggio costava 2,3 euro, adesso per dieci ore sulle strisce blu (la sosta media di chi lavora 8 ore al giorno) si pagano 15 euro. L’aumento vale a dire è in certi casi del 600%. Parcheggi per ricchi. O, più crudelmente, per chi si può permettere di muoversi ogni giorno in taxi.

“Cioè, io vado a lavora’ in via Asiago, e questo se pare che vive nel migliore dei mondi possibili”.

Questo sarebbe sempre Ignazio Marino, e in effetti la vocazione leibniziana del nostro sindaco (o non piuttosto un Candide di guerra?) è proprio l’aspetto che andrebbe indagato a fondo. Interrogato sulla ratio del giro di vite, Marino ha dichiarato che l’aumento del costo dei parcheggi serve a incentivare l’uso del trasporto pubblico. Ora, possiede per caso Roma le 12 linee di metropolitana di Londra? Le 16 di Parigi? Le 12 di Madrid? Le 10 di Berlino? Evidentemente no, e in attesa che il quarto segreto di Fatima (linea C)  si avveri, per adesso persiste la miseria di due linee che – come nell’incubo di geometrica esclusività proprio di ogni croce – si incontrano in un solo punto. In compenso, il sistema di autobus e tram suscita l’ilarità di chi ha ancora in mente quel ministro dei trasporti giapponese che tempo fa si scusò perché in un anno tutti i treni del paese avevano accumulato un ritardo complessivo di 8 minuti.

Facendo l’esempio del povero Franco che abbiamo eletto a vittima paradigmatica del colpo di sole comunale, per rinunciare all’auto (“una Fiat 500”) e recarsi ogni giorno al lavoro da casa sua coi mezzi pubblici (“abito a via Teano”), il nostro amico dovrebbe: 1) prendere il 409 in via Dal Verme, 2) dopo nove fermate scendere ad Arco di Travertino, 3) raggiungere la metro Battistini, 4) scendere a Lepanto dopo altre tredici fermate, 5) prendere il 280, 6) scendere in via Oslavia dopo quattro fermate e da qui a piedi fino al posto di lavoro. Tempo di percorrenza tenendo conto di ritardi e imprevisti: quantificabile nel migliore degli scacchieri urbani possibili, ma non qui.

L’alternativa è la rivoluzione del car sharing. Ma con 25 centesimi al minuto (“nel traffico de Roma!”) l’uso quotidiano se lo può permettere solo chi guadagna bene.

A pensar male si dovrebbe credere a una manovra sleale per riempire le casse del Comune. A voler essere anche noi Candide, saremmo invece costretti a concludere che la fantasia al potere ha fatto immaginare al primo cittadino una capitale con i trasporti pubblici di Londra, gli stipendi di Berlino, il traffico di Stoccolma. Ma Roma è la culla del neorealismo, e tutti ricordiamo che fine fece Anna Magnani mentre inseguiva quel veicolo (oggi sarebbe un tram) in Roma città aperta.

Nicola Lagioia (Bari 1973), ha pubblicato i romanzi Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (vincitore Premio lo Straniero), Occidente per principianti (vincitore premio Scanno, finalista premio Napoli), Riportando tutto a casa (vincitore premio Viareggio-Rčpaci, vincitore premio Vittorini, vincitore premio Volponi, vincitore premio SIAE-Sindacato scrittori) e La ferocia (vincitore del Premio Mondello e del Premio Strega 2015). È una delle voci di Pagina 3, la rassegna stampa culturale di Radio3. Nel 2016 è stato nominato direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Commenti
53 Commenti a “Parcheggi a Roma: il film horror di Ignazio Marino”
  1. Leo scrive:

    È comunque interessante leggervi. Voi che incarnate questa stessa vecchia ideologia che ci ha portato a questo punto. Non ve ne rendete conto che per migliorare le cose ci vuole un sacrificio. Non lo capite adesso e non lo avete capito prima e per questo il prezzo lo paghiamo ora. È ovviamente un prezzo più alto. Ma tutti che ammirano i paesi scandinavi – non vi chiedete come ci sono arrivati? Mica con leggi scomodi, tasse piuttosto alte, autolimitazioni, e ovviamente efficienza, disciplina e prima di tutto investimenti – Investimenti non solo in forma di soldi, ma in forma di commodità!

    Sono sempre gli stessi che con la mente vecchia cercano di frenare il cambiamento verso un paese più civile, più pulito, più moderno. Criticano ripetendo sempre gli stessi argomenti ignorando palesemente la radice del problema.

    caro saluto a minima&Moralia!
    Leo

  2. Franca scrive:

    A Parigi e Londra le cose funzionano perché il servizio pubblico funziona. A Roma il servizio pubblico è uno schifo e così il comune lucra sulla impossibilità di tanti cittadini di fare diversamente.

    In più Roma è sporca come una fogna. Grazie Marino!

  3. Leo scrive:

    Cara Franca
    Non c’è dubbio su quello che dici. Però per fare funzionare il servizio pubblico ci vuole pressione da parte degli utenti, che fino adesso, evidentemente, non era sufficiente.
    Così anche le città nel nord hanno incrementato l’uso e la qualità del servizio diminuendo il traffico di automobili.

    Grazie

    @redazione
    tariffe parchieggio
    – Londra: 5€
    – Berlino: 1-3€
    – Parigi: 1-3€

  4. max scrive:

    ” il nostro amico dovrebbe: 1) prendere il 409 in via Dal Verme, 2) dopo nove fermate scendere ad Arco di Travertino, 3) raggiungere la metro Battistini, 4) scendere a Lepanto dopo altre tredici fermate, 5) prendere il 280, 6) scendere in via Oslavia dopo quattro fermate e da qui a piedi fino al posto di lavoro”

    avete scritto una marea di baggianate: da metro arco di travertino si raggiunge la metro battistini direttamente, ahah ma chi li scrive sti articoli? uno che non ha mai preso la metro di sicuro aahahah

  5. marco scrive:

    Non riesco a essere completamente contrario al provvedimento di Marino, pur consapevole della scarsità del servizio pubblico. Ci sono però delle alternative che l’articolo non contempla, e la prima è la bicicletta. Il regista radiofonico Franco potrebbe andarsene al lavoro in bici, o almeno portarla fino a una fermata della linea A dalle parti di San Giovanni e poi prendere la metro e farsi infine un pezzo a piedi. Da Lepanto a Via Asiago sono neanche dieci minuti.
    Io poi vedo sempre tutte macchine con un solo guidatore: non ci si potrebbe mettere d’accordo per condividere la propria macchina con altri che lavorano nella stessa zona? Sai quanti ce ne saranno, al Pigneto (tanto per continuare con l’esempio di Franco), di cinematografari, giornalisti etc. che lavorano in Prati.
    Insomma, a me questo provvedimento di Marino non sembra così malvagio, spero però che il ricavato dell’aumento del prezzo dei parcheggi venga investito sul trasporto pubblico.

  6. Norli scrive:

    Per rispondere a Max:
    Se posso permettermi, forse è lei che non ha letto bene. L’articolo dice che dopo 9 fermate di bus, non metro, esattamente il 409, il nostro Franco scende alla fermata (del bus) Arco di travertino; da qui raggiunge (a piedi) la fermata della metro con lo stesso nome e continua il suo viaggio. Ergo, non mi sembra sia un mare di baggianate…

  7. Zia Marina scrive:

    Ah Max, ma che cazzo stai a di’ – le fermate sono quelle!

  8. anna scrive:

    @Leo
    Lei è di Roma?

  9. Leo scrive:

    Credo che Marco abbia capito bene la situazione! Non bisogna essere 100% d’accordo col sincado, basta capire che così non si può andare avanti e che dobbiamo ridurre le macchine.
    Io non sono nato a Roma, ma mi interesso molto di quello che sta accadendo al di fuori della mia città natale. Non mi vuole mica disconoscere la capacità di valutare, Anna?

  10. mauro scrive:

    Per far funzionare i servizi, bisogna togliere i monopoli pubblici, è lì che si annida il marcio. Nelle società avnzate i monopoli pubblici non esistono, il cittadino + libero di scegliere, scelta = libertà, monopolio = regime. Viviamo in un regime mascherato dove le istituzioni statali massacrano i cittadini di tasse, tengono loro la cassa e redistribuiscono i soldi a chi gli garantisce il consenso elettorale per rimanere al potere. Così aumentano tasse e tariffe a proprio piacimento, nemmeno Mussolini era arrivato a tanto. Buona giornata.

  11. Lorena Melis scrive:

    uno di questi giorni capiterò a Roma e saprò di prima mano

  12. Marco scrive:

    Il costo del car sharing è di 2 euro l’ora e non di 25 cent al minuto.

    http://www.carsharing.roma.it/it/tariffe.html

  13. Nicola Lagioia scrive:

    Mi fa piacere che l’articolo susciti una discussione così accesa.

    Qualche puntualizzazione.

    Car Sharing. L’unico servizio per ora a funzionare davvero (cerchi un’auto al volo ed è a pochi metri) è quello Enjoy di Eni. Il quale purtroppo costa 25 centesimi al minuto: https://enjoy.eni.com/it/milano/tariffe

    Ti chiedo davvero (Marco) se il servizio comunale che hai linkato (dovresti comunque fare l’abbonamento non gratuito ecc.) tu l’hai mai usato (non per andarti a fare una pizza, ma per schizzare da una parte all’altra della città per lavoro, ripetutamente) e se funzionerebbe tenendo conto di come funziona il lavoro oggi in una grande città. A me non risulta proprio. Del resto, se il servizio comunale funzionasse Enjoy avrebbe già fallito. E invece Enjoy è il car-sharing che (guarda caso) utilizza il 90% della gente che usufuisce di questo sistema.

    Non ho l’automobile. MI muovo con lo scooter, i mezzi pubblici e a piedi. E ovviamente come si raggiunge via Asiago coi mezzi pubblici lo so, visto che uno dei miei lavori è proprio lì. Le controargomentazioni di Leo e Marco mi sembrano interessanti e sono utili alla discussione. Leo, io sogno una città dove le auto non esistono e la gente possa muoversi solo coi mezzi pubblici. Solo: questa città non è (ancora) Roma, e chissà se lo sarà mai. Mi pare difficile.

    L’uso della bicicletta. Roma è tutta salite e discese, e la bicicletta va bene se da Porta Maggiore vuoi arrivare in centro, o persino a Trastevere con un po’ di buona lena. Ma chi viene dalle periferie? E gli anziani? E gli obesi? E chi ha bisogno di muoversi continuamente per la città? E i giorni di pioggia? E chi va a lavorare all’alba svegliandosi alle 05.00 am?

    Il lavoro di oggi non è quello di 30 anni fa, 8 ore fisso in un luogo e stop. Oggi non di rado per mettere insieme uno stipendio devi fare due, tre, quattro lavori. Il che può significare muoversi continuamente per la città. A me in questi anni è capitato spesso. Alba nel luogo X, mattina nel luogo Y, primo pomeriggio nel luogo Z. Ovviamente nei luoghi deputati dovevo arrivare con puntualità. Le alternative, due sole: scooter, o automobile. Sapendo andare in scooter (c’è chi ha paura di andare in scooter, non sono pochi quelli che hanno difficoltà con le due ruote) quella è la mia scelta. L’auto l’ho abbandonata dopo i miei primi 6 mesi a Roma (oltre 15 anni fa) quando ho capito che (facendo la proporzione tra parcheggi disponibili, e auto in giro) farsi fare un tot numero di multe al mese per divieto di sosta era inevitabile.

    Con questo aumento terrificante, che succede? Che molti cittadini non potranno fare altro che pagare somme salatissime al Comune, o smettere di lavorare, se il gioco non vale la candela. Pensiamo ai tanti lavori precari e malissimo pagati. Sono d’accordo: rendiamo dispendiosissimo l’uso dell’auto, ma prima mettiamo a disposizione dei cittadini una rete di trasporti pubblici degna di questo nome. Prima, non dopo. Perché dopo significa aspettare anni. E i soldi? Be’, ad esempio ci sono gli oneri di urbanizzazione che i costruttori (vale a dire i veri padroni della città) hanno l’obbligo di versare al comune in proporzione a quanto costruiscono, e che in parte dovrebbero servire anche a pagare i trasporti pubblici. Come sono stati spesi negli anni questi soldi? Per creare una rete potente di trasporto pubblico o per tappare volta per volta le tante falle di bilancio?

    Aumentando i parcheggi così tanto senza offrire servizi alternativi che non rendano la vita penosa o impossibile a chi dovrebbe mollare l’auto per il servizio pubblico, si compie a mio parere solo un’operazione punitiva e padronale. Oppure, molto più verosimilmente, si trova un modo facile per fare un mucchio di soldi in un colpo solo.

    il costo dei parcheggi a Parigi/Londra/Berlino – “egraziearcazzo!” risponderebbe (ma senza necessaria cattiveria, a Roma si usa come intercalare anche amichevole) uno degli intervistati. Avete idea di cos’è il servizio pubblico in quelle città? Fatemi pagare 50 euro all’ora di parcheggio, ma detemi in cambio la rete di trasporto pubblico di Parigi o di Londra!

    Io no sarò danneggiato dal provvedimento. Come ho detto mi muovo in scooter. Ma forse ha senso farsi sentire anche quando un’ingiustizia colpisce altri o altro da noi.

  14. Graziano scrive:

    Da notare che il provveddimento che, aumentando i costi per gli automobilisti, vorrebbe disincentivare l’uso dell’auto in città non solo non avviene a fronte di un potenziamento dei servizi pubblici bensì dopo che alcuni mesi fa è stata decisa la soppressione di alcune linee Atac. Io lavoro da anni nelle borgate romane. Chi non conosce la realtà delle periferie di Roma, dove si raccoglie gran parte della popolazione e dei lavoratori della capitale, e non ha idea, diretta o indiretta, dell’inadeguatezza del servizio pubblico in quelle zone e, ancora, chi non ha i rudimenti dello scandalo – politico, amministrativo, pubblico – dell’Atac, semplicemente non sa di cosa parla.

  15. Nicola Lagioia scrive:

    Ringrazio Graziano.

    E ve ne prego – un messaggio in un blog è a buon mercato. Verificare come funzionano le cose è più faticoso, ma necessario a capire. Ve ne prego, fatelo direttamente (e non per aver letto un articolo qui), toccate davvero con le mani e con i piedi, anche solo per essere certi della vostra opinione.

  16. Maria scrive:

    Sono una delle cittadine romane danneggiate da questo provvedimento. Telefonando agli stessi servizi comunali ti rispondono loro stessi (non senza sarcasmo) che il servizio car sharing del comune di fatto non esiste, e che il provvedimento di Marino sembra assurdo anche a loro. Provate, a telefonare ai trasporti pubblici di Roma: vi farete una risata.

  17. anna scrive:

    @Leo non voglio disconoscere il suo diritto di valutare, ma credo che la valutazione sia appunto quella cosa che origina dalla conoscenza delle situazioni specifiche e non dalla messa in campo di un paio di affermazioni del tutto generiche. Non ne farei caso, se non fosse che codesti atteggiamenti, ottimi per fare una bella figura su un forum, sono poi quelli di cui i disgraziati come me (quelli che fanno tre lavori, che portano i figli a scuola e accompagnano la mamma a fare le terapie..ha presente?) pagano il costo tutti i giorni. Ringrazio molto Lagioia per questo articolo: ogni tanto è bello avere la sensazione di esistere.

  18. Leo scrive:

    Cara Anna

    Non mi sarei aspettato che con i miei commenti avessi fatto tanta bella figura, ma mi fa piacere e la ringrazio.
    Voglio comunque precisare che sin dall’inizio la mia intenzione non era quella di raccontare un episodio specifico della mia quotidianità, ma quella di affermare e analizzare delle differenze generali tra la nostra società e altre società che oggi come oggi sembrano essere più “evoluti”.

    Visto però che Lei ci tiene a dare degli esempi concreti per rendersi più credibili e farsi capire meglio, ecco qui il mio. L’altro ieri sono tornato dalla Finlandia. E se dico che era affascinante vedere loro, che 25 anni fà erano dei poveri contadini, e che ora si trovano tra i paesi con un sistema di istruzione tra i più avanzati, è poco. Sarà difficile capire ciò che è alla base del loro successo. È però un fatto che si danno delle leggi rigidi e scomode, con sanzioni severe che man’ mano portano al migliioramento della situazione. Credo che questa vista lungimirante sia una delle cose che noi italiani dobbiamo imparare.

    BUona domenica

  19. Maria scrive:

    Leo: quello che lei dice sulla Finlandia è vero, e può far giustamente riflettere quanto a mentalità da acquisire.

    E’ anche vero tuttavia che in Finlandia la popolazione totale è quella di un quartiere di New York. Per dire che forse il paragone è un po’ difficile.

  20. Federica scrive:

    Detto questo, forse è vero che si potranno incentivare forme diverse di condivisione, tipo andarci in quattro in una sola macchina al lavoro, e non uno per uno. Oppure usarla soltanto per le cose davvero necessarie, invece che per andare a comprare le sigarette a 100 metri da casa, oppure chiedere alle aziende di dotarsi di permessi di parcheggio per i dipendenti, visto che c’è anche questo da dire: negli altri paesi le aziende facilitano il trasporto dei lavoratori, in Italia siamo tutti schiavi cui fanno un favore a dare lavoro, ma questo è parte delle cose che devono cambiare o sì o sì. Le persone le cose le devono pretendere, quando sono giuste. Compreso di potersi muovere in bici o senza macchina per andare al lavoro (premesso che l’ostacolo principale allo spostarsi a Roma in bici sono proprio le macchine e la loro pericolosità).
    Da persona che vive a Roma e odia con tutto l’odio che è possibile le automobili, mi sembra che Marino stia andando dritto verso il suicidio politico per il bene della città. Non sarà rieletto mai, ma sta provando a non adeguarsi alla romanità più greve e coatta, mi sembra. Di cui le auto e il loro uso rappresentano il simbolo più importante. Alle persone comuni la faticosa responsabilità di provare a trovare modi creativi e diversi e meno gretti per spostarsi, risparmiando.

  21. Federica scrive:

    Che poi scusate, ma io conosco una valanga di precari, praticamente tutte le persone che conosco con meno di 50 anni lo sono, e nessuno di noi e dico nessuno ha l’automobile, perché nessuno di noi se ne può permettere i costi, assicurazione, bollo e benzina ben prima che il parcheggio. Sinceramente i precari ho qualche dubbio che saranno i primi a essere intaccati da questo provvedimento, io conosco molti più precari che si spostano in bicicletta e smadonnano per le macchine parcheggiate senza criterio o che non conoscono l’uso delle frecce nella vita, e ancora più precari che vanno in giro in autobus e in metro e che, nuovamente, detestano le auto che ostruiscono tutte le vie di passaggio dei mezzi pubblici non dotati di corsie (o anche dotati di corsie).

  22. Peter scrive:

    Ho letto da qualche parte che 25 anni fa i finlandesi erano un popolo di poveri contadini?

    25 anni fa la Finlandia era già il maggiore produttore di cellulari al mondo. Bevete meno

  23. Zante scrive:

    infatti, prima di sparare cretinate in libertà, leggetevi questo fedele resoconto della Lipperini (limitato solo alle due uniche misere schifose linee di metro, per tacer di tram e autobus) sul trasporto pubblico: http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2014/09/01/signor-sindaco-la-invito-in-metro/

    E’ il perfetto complementare del post di Lagioia – uniteli e capirete cos’è questa città amministrata da sindaci del quarto mondo.

  24. Manuel scrive:

    Caro Lagioia, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa lei e gli utenti della campagna di romafaschifo sulla costruzione di parcheggi pubblici sotterranei. Magari potrebbe essere utile unire le forze.

    Saluti,

    Manuel (Parigi)

  25. Boh scrive:

    Oh comunque di nord Europa, Londra, Berlino e Finlandia del cazzo davvero ne abbiamo le palle piene, Roma è una città da incubo governata da un folle ossessionato da stronzate tipo i Fori pedonali, le zone adiacenti coi 30km/h (paremo tutti stronzi a annà piano piano pe via Labicana), e ora questa mossa di pura crudeltà.

    Le “alternative” che molti elencano sono praticabili solo da gente (studenti, sfaccendati vari, chi non ha bisogno di lavorare) che, davvero, non ha titolo né diritto per parlare.

    Io penso che per certi versi le giunte passate siano state anche peggio di questa, ma Marino ha già scelto di non essere mai più eletto. In fin dei conti, annasse affanculo. Poveri romani.

  26. PRIMA i SERVIZI, santoiddio, poi norme per “obbligare” i cittadini a usufruirne.
    Se non mi dà mezzi pubblici decenti, coperture urbane adeguate, i bus anche la sera e la notte, la sicurezza nelle strade e via dicendo, quello che Marino sta facendo appare come qualcosa a detrimento della libertà individuale e per una sopravvivenza a Roma che SOLO I RICCHI possono permettersi.
    Barbara Martusciello

  27. ferter scrive:

    Non ho una buona opinione di Marino e detesto l’abusivismo e illegalità diffusa in cui la città sta affogando ogni giorno di più. L’aumento delle strisce blu e l’abolizione delle agevolazioni tariffarie (regalo di Alemanno ai “macchinari”) mi sembra tuttavia una decisione sacrosanta. Ovvio che se non si potenzia il trasporto pubblico si risolve poco, ma intanto si educa il cittadino a schiodare il culo dal sedile della macchina. Se non te fossi ancora accorto, Nicola La Gioia, noi romani siamo abituati a prendere la macchina anche per fare 100 metri e schifiamo il mezzo pubblico considerandolo da “poveracci”. Siamo fatti così: un popolo sottosviluppato e privo del minimo senso civico, fermo a 30-40 anni fa. L’Europa è andata avanti, noi invece continuiamo a comprarci i SUV per andare al lavoro e a parcheggiare sulle strisce pedonali o sugli scivoli dei disabili (“ao ma che voi e che nun ce passi?”). Roma ha urgentemente bisogno di essere liberata dall’arroganza degli automobilisti. Ben vengano aumenti tariffari, multe a strascico, ZTL e pedonalizzazioni a tappeto. Per ogni cambiamento importante sono necessari sacrifici, ma il beneficio sarà per tutti. Anche per quelli che non hanno la lungimiranza di capire che in una città con meno auto si vive decisamente meglio (tipo i comitati di commercianti che si oppongono alle pedonalizzazioni e difendono il “diritto alla doppia fila” davanti al negozio). Fa solo un po’ specie che un intellettuale non abbia la capacità di guardare al futuro ma cada nella trappola dell’ideologia “macchinara” più becera.

  28. ferter scrive:

    Quante volte un autobus rallenta la propria corsa per colpa della solita macchina parcheggiata in mezzo alla strada? Quanto incide il traffico privato sull’efficienza del trasporto pubblico? Il modello casa-lavoro-casa in macchina tutti i giorni – rigorosamente un passeggero per macchina – è un modello sostenibile che possiamo continuare a difendere?

  29. Luna scrive:

    @ferter: forse hai ragione a dire che voi romani siete sottosviluppati (per quanto io ho conosciuto e cnosco anche romani intelligentissimi): se non capisci che disincentivare le auto sena potenziare il servizio pubblico (anzi: riducendolo!) è un controsenso, una cosa totalmente fuori dalla logica, ti meriti di vivere nella merda in cui dici di vivere.

  30. Luna scrive:

    perdonate i refusi

  31. Michele scrive:

    Vi riscoprite così militanti appena aumentano il parcheggio a via Asiago. Mesi e mesi di sgomberi, speculazioni edilizie, tagli, aumenti delle tariffe dei servizi, licenziamenti non mi pare vi abbiano così mobilitato. Certo il provvedimento è sbagliato e le ragioni dell’articolo sono difficili da confutare. Ma mi piacerebbe vedere affilate le armi della critica anche in occasione di altre scellerate politiche della mobilità, politiche urbanistiche, politiche sociali, del comune di Roma e non solo. Perchè solo 2 anni fa non avete condiviso la rabbia di chi proprio a Roma ha lottato – nel silenzio generale – contro l’aumento del biglietto dell’autobus e della metro da 1 euro a 1,50 euro? Un po’ più di attenzione alle realtà sociali, a chi occupa le case, ai movimenti che lottano contro le nocività non guasterebbe.

  32. Nicola Lagioia scrive:

    @manuel: conosco il sito (“romafaschifo”) ma non chi se ne occupa. Non me ne sono fatto un’idea sufficiente per poterne parlare. Ho scritto (credo siano collegati) a chi gestisce il sito sul degrado dell’Esquilino, ma non mi hanno mai risposto. Sull’Esquilino (vivendoci) ci riproverò, anche consorziandomi con altri.

    @Michele: hai ragione, le cose di cui occuparsi sono anche altre. Molte altre. Solo che io non riesco a (non ho proprio le forze per) occuparmi di tutto ciò di cui sarebbe necessario occuparsi. Per dire – fare una battaglia su un bel film italiano (o su un libro) che altrimenti rischia di non essere visto, per me è altrettanto importante. Il tempo (in un senso e in un altro) non basta per tutto.

    agli altri – non ho scritto questo pezzo perché toccato in prima persona dal provvedimento. Come ho scritto qualche messaggio fa, ho rinunciato definitivamente all’automobile nel 1998.

    Mi sembrava tuttavia inutile scrivere un pezzo in cui mi autoproclamavo più in gamba di chiunque avesse rinunciato all’auto dal 1999 in poi.
    Parlare per contro dell’Altro da sé credo infatti sia il più sensato (e impegnativo) esercizio di retorica in un momento in cui quasi tutti sentono di essere singolarmente migliori di chi li circonda sulla base delle proprie abitudini e scelte. Mi sembrava ad esempio interessante mettersi nei panni di chi a Roma non può fare altro che usare l’automobile (e ce ne sono).
    Mi sembra scorretto e assurdo (anche giuridicamente) precludere a X persone qualcosa senza dar loro una reale opportunità di fare diversamente. Fossero anche le persone con cui dovessi andare meno d’accordo.

  33. SoloUnaTraccia scrive:

    A quelli che dicono: “Eh ma i Danesi, i Norvegesi, gli Svedesi e i Finlandesi sono pochi, è facile far rispettare le regole da quelle parti…” intanto potrebbero fare la somma delle popolazioni della Scandinavia intera, e poi ricordarsi che esiste anche la Germania.

  34. fidel80 scrive:

    aumentare la tariffa dei parcheggi per disincentivare l’uso dell’auto in cittá sarebbe un obiettivo nobile, auspicabile, se peró si accompagnasse contemporanemante con un incremento e riorganizzazione del trasporto pubblico, che a roma, notoriamente, é pessimo, scomodo, logorante, totalmente inaffidabile. peccato che l’annuncio degli aumenti per i parcheggi non sia stato anticipato da un pari annuncio per l’incremento dei servizi di trasporto. da cui deduco che la scelta fatta non ha affatto l’obiettivo di migliorare la vivibilitá e i servizi al cittadino ma solo fare cassa. quindi andare in cxxo al cittadino. come sempre

  35. Federica scrive:

    A me pare di aver capito, poi smentitemi se non è così, che l’aumento non interessa tutta Roma, ma solo la città attraversata dalla rete metro, che fa schifo e sono d’accordo, ma non è questo il discorso. Cioè se prendi l’auto fino al capolinea metro e poi da lì prendi la metro, non dovresti patire alcun tipo di aumento. Fatto salvo che esprimere la propria opinione anche differente da quella proposta non significa affatto ritenersi migliori di nessuno come sembra voler insinuare l’autore dell’articolo nel suo ultimo commento, io, mi dispiace, pur capendo perfettamente quanto sia impossibile spostarsi in questa città, ritengo che incentivare anche sottoforma di smadonnamento l’uso dei mezzi pubblici da parte degli automobilisti romani, i più maleducati e aggressivi d’Italia con largo vantaggio, sia una scelta giusta per quanto impopolare.

  36. fidel80 scrive:

    @federica a parte la solita confusione, le eccezioni, le deroghe, come puoi vedere dai link in basso, a me non pare che l’aumento interessi solo una parte limitata di roma, anzi, in generale é aumento ovunque, tranne alcune eccezioni:

    http://www.atac.roma.it/page.asp?p=23&i=15

    http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW697872&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId%3Ajp_pagecode

  37. Federica scrive:

    Ahia, dice “tutto il territorio cittadino” a partire da fine ottobre, hai ragione. Credo/Spero ci siano modi per pensare parcheggi di scambio gratuiti agli ingressi delle metro, se non sono già previsti.

  38. Francesca scrive:

    eh sì,

    1) gli aumenti riguardano tutta Roma.

    2) non sono scattati contestualmente a un potenziamento dei mezzi di trasporto pubblico.

    3) e soprattutto (forse la cosa più IMPORTANTE) sono stati aboliti tutti gli abbonamenti. Quelli che, come scrive giustamente Lagioia, consentivano con 70 euro di parcheggiare mensilmente sulle strisce blu. Insomma, il cosiddetto abbonamento dei LAVORATORI.

  39. Barbara scrive:

    @Leo @Ferter
    Fa sempre piacere leggere commenti di persone che, ben lungi dall’ avere esperienza diretta di un certo fatto si permettono di sparare emerite stronzate, basta su ‘valutazioni personali’, ovviamente astratte. Bello fare i superiori, i progressisti sulla pelle delle persone che vivono disagi costanti vero?
    L’articolo è sacrosanto.
    Voi due non avete MAI dovuto prendere i mezzi per spostarvi per Roma, e si vede.
    Io lo faccio da anni: il servizio è scadente su tutti i fronti. Attualmente per lavorare devo attraversare mezza città, e negli ultimi mesi la metro (sia a che b) ha avuto, in media, un guasto al mese. E non parlo di guasti brevi, ma di vere e proprie interruzioni del servizio, durati anche ore. Le navette sostitutive sono poche, insufficienti, affollate.
    Mi sono ammalata di agorafobia grazie a viaggi sovraffollati che ricordano i bus indiani.
    Gli autobus passano a intervalli variabili, in alcune zone (per esempio il centro) può capitare di dover aspettare più di 40 minuti. L’ideale per adempiere gli obblighi lavorativi vero?
    Per tacere dei notturni: la città di notte è impraticabile, a meno di avere la fortuna di abitare al centro, come l’egoista, cieco e tracotante Marino, (nuova) disgrazia della città.
    Sul serio, di che cazzo parlate?
    Le biciclette? Wow ho sempre desiderato occupare la carreggiata del raccordo o della cristoforo colombo rischiando di farmi arrotare, senza una striscia di pista ciclabile e uscendo di casa 2 ore prima, pedalando senza sosta per arrivare in tempo al lavoro. Ancora più delizioso uscire quando sto fuori casa 13 ore, una bella pedalata su e giù è tutta salute.

    La Finlandia sarà tanto bella, ma io devo vivere a roma.
    Dopo anni, ho deciso di comprare una macchina, almeno non rimarrò a piedi.
    E chi non sa di cosa parla dovrebbe tapparsi la boccuccia, ci fa migliore figura.

  40. Barbara scrive:

    p.s. il fatto che esistano automobilisti incivili non giustifica l’incapacità istituzionale di fornire un servizio pubblico di trasporto che permetta di spostarsi in una metropoli. Ribadisco, METROPOLI.

  41. barbara scrive:

    Cari tutti, non solo non ho la macchina ma neanche la patente, quindi posso esprimere un giudizio reale sulla città in cui vivo e lavoro da sempre. Anche se si vive in una zona priviegiata come la mia, ben servita anche da un bus notturno a Roma la macchina (o il motorino) è necessaria per qualsivoglia sopravvivenza. E’ un miracolo – date le condizioni cui sono costretti i viaggiatori – che non si registrino risse e violenze sulle metropolitane stracolme, alle fermate dei bus o dei rarissimi tram. Migliaia di cittadini costretti ad attendere per 30/40 minuti sotto il sole e la pioggia. Bisogna essere dei pazzi masochisti per costringersi a condurre una vita così. La mobilità non esiste. Bicicletta? Ma voi siete pazzi: le due ruote su strade come la Cristoforo Colombo sono un suicidio (quasi) certo. E la fortuna – purtroppo – non dura in eterno. Per tacere che presentarsi al lavoro – anche alla consegna di un lavoro – sudati e puzzolenti dopo aver pedalato come folli non costituisce di certo il massimo, né per il volenteroso ciclista né per i suoi colleghi. Certo, se poi la biclietta è usata per il tratto Trastevere-Piazza Navona, la musica cambia. Per disgrazia il numero dei romani che possono abitare il centro storico sono pochi e lo stesso centro non ha case a sufficienza per tutti i suoi cittadini. Pago sempre l’abbonamento per i bus pur pensando che dovrebbero pagare me e gli altri utenti per usarli. Quindi, prima di sputare sugli automobilisti, vivete qui per un anno o due, possibilmente fuori dal raccordo anulare, andate a lavorare, occupatevi di qualche vostro caro ricoverato in un ospedale dall’altro capo della città e poi commentate.

  42. Flax scrive:

    Grazie dell’articolo Nicola.

    Mi sposto in bicicletta da almeno dieci anni. Le bici stanno aumentando ma non la sicurezza sulle strade. Marino che s’era messo in posa col velocipede ha fatto una gran brutta figuraccia: aumentare il costo dei parcheggi senza dare nessuna alternativa. Sì, i sacrifici servono, ma non serve vessare le fascie più deboli. Perché poi a scomparire non sono solo i soldi per pagare il parcheggio, ma anche l’umanità di una città che sta diventando sempre più feroce e invivibile e dove le facce della gente sono sempre più cupe e arrabbiate.

    Ciao

  43. Marco scrive:

    Si , uso il servizio car sharing. Abbastanza comodo (per me) poichè abito a poche centinaia di metri dal parcheggio. Vero, bisogna pagare 100 euro l’anno di abbonamento ma il costo è quello linkato da me. Concordo su Enjoy, il prezzo è esorbitante.

  44. Lucia De Santis scrive:

    Volevo mettere questo commento sotto il post/articolo/anticipazione “La ferocia” del 21 settembre 2014, ma lì non mi si apre lo spazio per i commenti. Quindi lo scrivo qui, che non si sa mai.

    ***

    Leggendo l’annuncio della presentazione di stasera a Roma, mi ero fatta l’idea che il Salotto Caronte fosse un modo aristocratico di specificare uno spazio di un’ipotetica sede dell’Einaudi (un po’ come la Sala Azzurra, il Salone degli Arazzi, nei palazzi antichi). Scopro ora che trattasi dell’ennesimo posto dove si mangia e beve e ascolta qualcosa. Ma cos’è questa moda di fare le presentazioni nei locali invece che nelle librerie? Vi hanno fatto qualcosa le librerie?

    Siccome ci sono rimasta scottata la settimana scorsa con Raimo, mi permetto di chiedere: c’è il caso che si parli del nuovo libro di Lagioia? O se non de “La ferocia”, dei precedenti libri di Lagioia? O almeno genericamente dell’attività letterario-culturale dell’autore? Dell’attività culturale romana? Barese?
    La presenza di Goffredo Fofi eliderebbe questo pregiudizio negativo con uno positivo, ma metto lo stesso le mani avanti. Sono tempi feroci, dite.

  45. Nicola scrive:

    Cara Lucia. Ho fatto proprio l’altro ieri (a Milano) una presentazione in una libreria indipendente. E farò – nelle prossime settimane – decine di presentazioni del libro, quasi tutte in librerie indipendenti. Ad es., a fine mese, ne farò una sempre a Roma alla libreria (indipendente) Pallotta a Ponte Milvio. Stasera è diverso.

    Questa sera, durante la conversazione con Goffredo Fofi, si parlerà del libro e di letteratura in modo ovviamente serio. Poi si starà insieme, si festeggerà insieme l’uscita del libro. Ci ho messo quattro anni a scriverlo, lavorandoci giorni e notti senza sabati, domeniche, natali e ferragosti, e al momento dell’uscita, a due passi da casa mia, sono contento se c’è anche (dopo aver parlato di letteratura e di massimi sistemi) un momento per stare insieme, chiacchierare e così via.

    Nessun discorso o presentazione (e neanche una discussione di 20 ore con i migliori critici e scrittori e intellettuali immaginabili) può riassumere ovviamente un libro. Se si potesse esaurirlo parlandone, non ci sarebbe bisogno di scriverlo. Al libro, i libri, bisogna innanzitutto dedicare una cosa: la lettura solitaria. Se passi mi fa piacere. Altrimenti, va benissimo lo stesso. Spero di aver risposto alla tua domanda.

  46. Lucia De Santis scrive:

    Nicola, grazie della risposta, sei sempre molto cordiale.
    Certo che nessuna presentazione può o deve riassumere un libro. Però, dal parlarne in modo esaustivo al non parlare per niente di libri, c’è un vasto mondo in mezzo.
    E sempre contro i fondamentalismi… bella tutta questa indipendenza. Ma non è che così rischiate di diventare indipendenti anche da chi non vi conosce già? di evitare sguardi che non conoscete ancora?
    Penso di esserci, stasera. In ogni caso, in bocca al lupo per tutto.

  47. Raffaele C scrive:

    Mi vien da ridere quando si fanno paragoni con paesi Scandinavi, Inghilterra, etc. Il paragone dovete farlo con la Grecia la Romania, la Polonia, perche’ oramai e’ cosi’ che vi siete ridotti. Colpa dei politici? E chi li ha votati? Mica io sono vent’anni chi vivo all’estero. Poi diciamo anche che i mezzi di trasporto che vi sono dati in uso sono mezzi che non si trovano ovunque in giro per il mondo. Treni ed autobus che costano complessivamente milioni di euro, dopo due anni sono ridotti in spazzatura! Graffiti, sedili sfasciati,pezzi mancanti, spazzatura ovunque. La verita’ e’ che gli Italiani sono un paese di menefreghisti e falsi perbenisti ed ognuno pensa solo ai c…. propri!

  48. sergio scrive:

    Marino e PD, conto i giorni che ci separano dalle prossime elezioni comunali

  49. Federica scrive:

    Ecco, ora, voi tutti avrete senz’altro ragione, però capite che questa è la città di “Marino fatti un motorino?”. Come li fermi questi barbari che si inventano peraltro che sono le “fasce più deboli” a essere penalizzate da questa decisione, quando le fasce più deboli sono molto più penalizzate dal fatto di non potersi curare le malattie dovute allo smog del centro?
    http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/10/19/news/no_alla_chiusura_del_tridente-98502884/

  50. luca scrive:

    perché non la smettete con queste idiozie di fare sacrifici? ne facciamo già dalla mattina alla sera. il sacrificio in questa città è viverci. non funziona niente: la metro si ferma in continuazione, gli autobus passano quando gli pare, nel mentre dirigenti pèrendono stipendi milionari e come al solito si regalano appalti tra amichetti per servizi che non vengono nemmeno erogati. il parcheggio poi è una cosa che crea disparitò sociale: chi può permetterselo paga e va dove gli pare quando gli pare, fregandosene di tutto. chi invece non ha i soldi deve fare semplicemente una cosa: stare zitto in un angolo e attaccarsi. io vorrei togliere le automobili, ma questo non si può fare finché la città non è in grado di muoversi con i mezzi pubblici. e a pagare siamo sempre noi. i paesi scandinavi…il biglietto costa il doppio o il triplo! sì peccato che gli stipendi sono il quadruplo.
    vi schiavizzate da soli e baciate le mani del padrone e la sua catena

  51. leo scrive:

    Per favore spiegatemi una cosa perchè io davvero non capisco.

    Pochi giorni fa gente chiedeva le dimissioni al sindaco Marino. Il caso: mancato permesso ZTL e presunte multe non pagate (poi venne fuori che non c’era nessuna violazione tranne: 1 panda parcheggiata nel divieto di sosta – tra l’altro nemmeno sanzionata; il sindaco comunque pagò, anche se non doveva)

    POI
    Si scopre che un’altro primo cittadino per anni e anni sperperava MILLIONI e MILLIARDI aveva la mafia in casa, mi chiedo dov’era la gente in tutto quel periodo (e i media??) a chiedere le dimissioni per dei fatti di cui si sapeva già allora?

    Ancora meno comprensibile è come gente in questi giorni poteva citare quel sindaco lodando il passato per screditare il presente pur conoscendo dei fatti innegabili di costui (assunzioni di dirigenti amici con stipendi da millionari).

    FORSE bisogna prima di tutto stare più attenti a coloro che vogliono INFORMARCI.
    Ma ci rendiamo conto che il problema SIAMO NOI, e come siamo facili da INFLUENZARE?

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