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My Patti Smith – Some Memories

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Pubblichiamo la prefazione di Tiziana Lo Porto a Patti Smith. Danzando a piedi nudi di Dave Thompson (Odoya).

“Se Gesù fosse tra noi e se io fossi una groupie, lo seguirei ovunque. Ecco perché penso che Maria Maddalena fosse così figa. È stata la prima groupie. Nel senso che era veramente pazza di Gesù e lo seguiva dappertutto, è un peccato che si sia pentita: avrebbe potuto scrivere un fantastico diario”

Patti Smith intervistata da Lisa Robinson, Hit Parader, giugno 1977

Le cose da sapere su questo libro le scrive Dave Thompson nella sua introduzione. Le cose da sapere su Patti Smith le scrive sempre Dave Thompson in questo libro. Le cose che scriverò adesso sono una sequenza di ricordi personali ma non privati, in soggettiva, microscopici al confronto con la grandiosa vita di Patti Smith ma non per questo meno veri, miei, ora anche vostri.

#1

Se abiti a New York e ti piace un certo tipo di musica e di libri non è cosa rara imbatterti in Patti Smith. L’ultima volta m’è capitato una mattina dello scorso marzo. Leggeva un racconto per bambini al Lincoln Center accompagnata dalla Little Orchestra Society. Una performance pensata per i bambini e bella anche per gli adulti. L’ho raggiunta a fine spettacolo nei camerini. Volevo regalarle un libro che non avevo con me. Le ho detto: voglio regalarti un libro che non ho con me. Poi per darmi un senso ho aggiunto: però te lo posso spedire. Lei m’ha sorriso e m’ha dato l’indirizzo. Questa è Patti Smith.

#2

Patti Smith ha suonato a Roma la notte del G8 di Genova. Il concerto era a Valle Giulia, solo posti seduti, io e pochi altri abbiamo superato le transenne, siamo arrivati sottopalco e siamo rimasti lì in piedi fino alla fine. Quanto segue è quel concerto nei miei quasi affidabili ricordi.

Poco prima del tramonto e di cominciare a suonare, Patti Smith arreda il palco. C’è già un tappeto persiano e un mobile, una specie di cassettone basso, o forse soltanto una cassa. Patti Smith ci mette sopra una lampada a forma di tartaruga bianca (ne avrei comprata una uguale anni dopo) e l’accende. Di colpo ci sentiamo tutti nel soggiorno di casa sua. Il concerto comincia. Patti Smith dice che è felice di essere in Italia perché da bambina cantava le opere di Verdi sognando a occhi aperti di essere su un palco di un teatro italiano. Essere lì a Valle Giulia per lei è proprio un sogno che si avvera, dice. E noi le crediamo. Delle canzoni che ha cantato non ne ricordo praticamente nessuna, però so che a un certo ha chiamato sul palco uno della crew, lei e la band hanno iniziato a cantare tanti auguri a te e qualcuno ha portato una torta con le candeline. Grande commozione anche per noi pubblico nel soggiorno di casa sua. Circa un’ora dopo, a concerto avanzato, è Patti Smith a dirci che a Genova c’è stato un morto. Che il morto ha ventitre anni e si chiama Carlo Giuliani lo scopriamo più tardi a casa. Il concerto va avanti, e l’ultima cosa che ricordo è Patti Smith che distribuisce fiori. Forse erano già sul palco dall’inizio, insieme a tappeto, tartaruga e cassa, oppure li ha portati qualcuno alla fine. Da dove sono arrivati non me lo ricordo. È un mazzo di rose rosse. Alcune le lancia a chi è seduto più in là, altre le passa a noi devoti di sottopalco. Me ne dà una, la ringrazio. La rosa è ancora a casa mia, appesa in cucina a testa in giù, in buona compagnia della lampada tartaruga. Ogni volta che la vedo penso a Carlo Giuliani.

#3

Quando è uscito Banga ero a New York. Sono andata a sentire Patti Smith che presentava il disco da Barnes & Noble di Union Square. Sono arrivata in anticipo. Il negozio era semivuoto, il pubblico ancora non c’era, Patti Smith era già lì. L’ho incontrata sulla scala mobile tra il terzo e il quarto piano. Le ho detto ciao, poi non sapevo bene che fare e le ho chiesto un autografo. L’autografo è su una cartolina di Malcolm X che ho rubato sul momento, la cartolina è dentro il libro che stavo leggendo quel giorno ma non ricordo più che libro è. 

#4 

Qualche giorno dopo avere presentato Banga, Patti Smith è andata al Book Expo America a presentare l’autobiografia di Neil Young. Il libro non era ancora uscito, con lei c’era anche Neil Young. Erano seduti su due poltrone da talk show in una sala convegni troppo illuminata. Patti Smith ha detto: è la prima volta che intervisto qualcuno. Poi ha cacciato fuori un foglio su cui s’era segnata le domande. Più o meno alla terza domanda Neil Young le ha tolto il foglio di mano, lo ha appallottolato e ha detto: questo non ci serve. I due hanno cominciato a chiacchierare e quel luogo è diventato qualcos’altro. 

#5

Parigi diversi anni fa. Non c’è Patti Smith ma c’è una mostra su di lei alla Fondation Cartier. È una mostra bellissima, in pratica il suo mondo ridotto in scala e adattato agli spazi della fondazione. Video proiettati alle pareti, polaroid dentro teche di vetro, dischi, oggetti, libri. I libri sono i suoi e quelli dei suoi scrittori prediletti. Li vendono anche al bookshop al piano di sopra. Ne compro uno in tre volumi. Il primo è uno scrapbook ed è su Charleville, la città di Rimbaud, ci sono pagine di diario, foto, flyer, cose così. Nel secondo ci sono polaroid di statue. Il terzo è vuoto. Dentro ci posso scrivere e incollare quello che mi pare. Dentro ci posso scrivere un fantastico diario.

New York City, 26 marzo 2013

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Commenti
Un commento a “My Patti Smith – Some Memories”
  1. davide young scrive:

    Ottimo pezzo

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