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Pomeriggio del 15 ottobre – Una lettura dei fatti

La prima cosa che mi viene da dire contro i fascisti, gli infiltrati, il blocco nero, cioè tutti coloro che hanno rovinato la manifestazione del 15 ottobre a Roma, è che avete profanato Piazza San Giovanni, un luogo cardine della storia del movimento operaio italiano.

Lo avete fatto pensando che l’unica manifestazione buona è quella violenta, che l’unica cosa che conta non sia affermare quello in cui si crede, elaborare una strategia matura di lungo periodo, ma scontrarsi con violenza contro la polizia. E non capite che, così facendo, avete distrutto tutto. Non solo una manifestazione che poteva essere bella e invece è stata brutta, ma soprattutto la possibilità che un movimento al pari di quello spagnolo o americano potesse pacificamente sorgere in Italia.

La seconda cosa che mi viene in mente è che siamo qui a dire e ridire cose che diciamo da dieci anni. Basta con la spirale “violenza di pochi-repressione per tutti”. Basta con i soliti vicoli ciechi. Basta con la coreografica messa in scena di chi organizza la propria violenza, in molto talmente coreografico, nel suo gioco delle parti con le forze di polizia, da non avere niente di spontaneo. Neanche la minima traccia di spontaneità…

Eppure siamo qui a dire sempre le stesse cose. E francamente ci siamo un po’ stancati. Siamo stanchi di ragionare sulle vostre non ragioni. Non siete compagni che sbagliano. Siete fascisti, e della peggior specie: distruttori sistematici di tutto quello che potrebbe nascere in modo diverso.

La terza cosa che mi viene in mente è una riflessione sulle vostre facce, le vostre urla, la vostra foga piccolo-borghese di chi in realtà ha poca esperienza del mondo. Mi ha colpito il fatto che molti di voi fossero ragazzini di 16-17, al massimo 20 anni. I cani sciolti e i capi ambigui tra voi erano molto più anziani, come sempre, ma molti di voi – ho visto le vostre facce dietro i fazzoletti e le maschere, sotto i caschi – non avevano più di 20 anni.

E allora mi sono chiesto: da dove uscite fuori? In quali luoghi, su quali libri, attraverso quali lotte vi siete formati in questi anni? Cosa pensate della politica, dal momento che non avete altre idea di manifestazione politica che questa?

C’è una parte di questa manifestazione in cui, per chi come me ne ha viste molte di storie andare a male e di movimenti nascenti evaporare sotto la violenza di pochi, non ci si può riconoscere. Siete nemici e provocatori, sfascisti, il miglior regalo per il governo Berlusconi, niente di più. Eppure non possiamo non pensare ai più giovani tra loro. Non possiamo non interrogarci sul fatto che la loro foga muta, che non ha niente di genuino, in questi anni non abbia incontrato alcuna forma di rappresentanza. Si è avvitata su se stessa, in assenza di un confronto reale, e oggi – come ieri – dà la stura a questa isteria. Purtroppo non siete soli. Purtroppo ci metterete molto tempo a capire che chi esorta le vostre azioni non ha niente di rivoluzionario. Fa il gioco antico dell’infiltrato. Fa il gioco antico della melma ai bordi dei movimenti. Alimenta il gioco antico delle cariche e della militarizzazione delle nostre città. In favore di chi?

Il convulso blocco italiano degli ultimi mesi è fatto anche di questo.

Commenti
53 Commenti a “Pomeriggio del 15 ottobre – Una lettura dei fatti”
  1. Fabrizio scrive:

    Scusami, ma invece io mi chiedo sempre la stessa cosa:
    visto che viviamo tutti sul pianeta terra, nello stesso contesto spazio temporale, visto che tutti sappiamo quali sono i rischi di una manifestazione del genere in un periodo oscuro come il nostro, come mai su 200 mila persone (se i numeri sono esatti) una percentuale così bassa di teppisti prende il sopravvento? Come mai tutta l’organizzazione degli indignati non prevede un servizio d’ordine che invece di chiedere “per favore” di smetterla, prende di petto i teppisti e li riconduce alla ragione (o alle forze dell’ordine) con la sacrosanta forza necessaria? Gli appelli alla non violenza sono un po’ il ritornello di certe forze politiche e sociali, ma il manifestare comporta anche l’assumersi di certe responsabilità secondo me, chi manifesta DEVE assumersi delle responsabilità al pari delle forze dell’ordine. In questi anni ho visto amici pestati dai fascisti all’università anche solo perchè distribuivano volantini, picchiati da gente organizzata con tanto di tattiche e schieramenti degni di un esercito, e mai una volta che li abbia visti organizzarsi per difendersi. la pace è un privilegio che solo in una società evoluta si mantiene da se, in un periodo barbaro come questo chi vuole affermare i propri diritti deve essere pronto a difendersi ed essere preparato a farlo.

  2. elullu scrive:

    Ciao Fabrizio, è compito delle forze dell’ordine garantire “l’ordine”, era una manifestazione autorizzata e concordata assieme a tutte le parti e in tal caso impossibile che sfuggisse al controllo, in teoria… Quella era guerriglia urbana organizzata ed equipaggiata…Pensi che rispondere allo stesso modo possa impedire che accada? Io penso che sarebbe peggio. I manifestanti sono CITTADINI e non è loro compito ma di polizia/carabinieri che hanno i mezzi e la cognizione di ciò che accade per contenere simili violenze.

  3. Fabrizio scrive:

    Eh, infatti vedi come sono andate le cose, vogliamo fare una dissertazione sui principi e i massimi sistemi o cambiare le cose? Se continuiamo a ragionare sui principi di uno stato sano e democratico allora ci saranno altre mille manifestazioni mandate in vacca dai soliti noti. Se la polizia interviene in maniera efficace magari ci scappa il morto, e domani stavano tutti a piangere un altro Carlo Giuliani, se la polizia non interviene non lo fa nessuno? Se tu vedi uno scippo, provi a fermare il ladro o chiami la polizia perchè non è compito tuo? E’ compito nostro, mio, tuo, di TUTTI I CITTADINI ONESTI, intervenire per difendere i principi che regolano la nostra società civile, anche con la forza quando necessario.

  4. elullu scrive:

    mo non s’interviene picchiando lo scippatore! L’Italia è un paese democratico è bene che ce lo mettiamo tutti in testa e la smettiamo di darci delle scuse per fare cose incivili.

  5. Fabrizio scrive:

    Si si, giusto! Per carità, nessuno tocchi Caino, anzi, visto che ci siamo inculiamoci pure noi Abele tanto al massimo protesta civilmente per la cessazione della sodomia non richiesta.
    Lasciamo scippare la vecchia, picchiare gli indifesi, devastare la città, violentare i principi democratici che chiami in causa, lasciamoci sopraffare dai chi è più forte, violento e determinato di noi.
    POI, quando la dittatura sarà bella che completata, chiediamo PER FAVORE, se è possibile far come se nulla fosse accaduto e tornare alla normalità.
    La tua teoria fin’ora non mi pare supportata dai risultati, tutti belli incravattati a fare comizi e a pontificare su come dovrebbe essere la nuova società dei giusti, poi però nessuno che si vuole sporcare le mani per costruirla davvero. Dove la voletà fa sta nuova società in paradiso o nell’iperuranio? io la preferirei sulla terra, e adesso!

  6. elullu scrive:

    io non ho teorie…ma non andrò in strada a picchiare qualcuno se posso fare diversamente, non sono nella situazione di non avere scelta. Così si alimenta un qualunquismo della diperazione che non è reale in Italia, mi spiace.

  7. elullu scrive:

    Lo scrivo da lavoratrice precaria e studentessa fuori sede.

  8. Fabrizio scrive:

    Il “qualunquismo della disperazione” ??? Bello, lo dovresti brevettare.
    Poi che non sia reale in italia.. non so, forse dalla finestra da cui guardi le cose non ti sembra reale, quà fuori è un brutto mondo.
    Certo che hai la possibilità di scegliere, anche non scegliere è fare una scelta, anche abbandonare l’aula quando il dittatore fa il suo discorso è una scelta, e a distanza di 90 anni vedo le stesse patetiche scene di aule mandate semi deserte e i brindisi dei rimanenti politicanti soddisfatti, di persone smidollate che si indignano invece di incazzarsi come belve, che cercano di ragionare coi prevaricatori, una democrazia in cui la maggioranza delle persone è civili ed onesta ma viene soverchiata da una minoranza violenta e decerebrata perchè continua a cercare di ragionarci civilmente, ma cosa credete che ad Atene non avessero l’esercito?

  9. elullu scrive:

    senti….non pretendo di sapere cosa sia la DISPERAZIONE ma di difficoltà……ne ho…..davvero tante e se non sono potuta tornare a roma è perchè ero a lavoro perchè altrimenti non sopravvivo altrimenti sono in piazza, in entrambi i casi so di poter migliorare le cose, di certo non ad una finestra….capisci che è diverso dal uscire con l’idea di violenza necessaria? Credi che non sia arrabbiata? Credi possa essere una scusa per spaccare la faccia a un ragazzino mascherato che non capisce nulla di cosa sta facendo e perchè?

  10. elullu scrive:

    Ciao Fbrizio. Vai in pace! =D

  11. mauro scrive:

    Ad ogni manifestazione che rientri nell’ambito della sx o dei movimenti compaiono a degenerare i “blek Blok”.Ma siamo proprio sicuri che da tutta Europa piovono proprio quì,che non sia una strategia già vista come Genova?Mi chiedo e Vi chiedo non vi sembra strano che questi vanno e vengono come vogliono e le nostre Forze dell’ordine e l'”intelligence” non siano in grado di intercettal o di prevenirli ,pensando al nostro passato recente ancora molto BUIO questi potrebbero essere degli infiltrati a DOCi

  12. Fabrizio scrive:

    Al ragazzino teppista non dovresti necessariamente spaccare la faccia, magari il padre avrebbe dovuto dargli un ceffoni da piccolo, sempre che non sia stato il padre ad educarlo al vandalismo e che un padre ce l’abbia avuto, mater sempre certa est, escluso per questi grandissimi figli di madre ignota.
    Oggi ho visto solo poche persone prendere di petto i teppisti e consegnarli alla polizia e tanta gente che invece ha lasciato i loro amici e compagni rischiare il pestaggio senza muovere un dito.
    Il fatto è che a queste manifestazioni ci va un sacco di gente un po’ pecorona, che partecipa per i motivi più disparati ma con poca consapevolezza, le violenze si potrebbero arginare sul nascere se ci fosse una organizzazione più consapevole e disciplinata. Ma no, canti e balli mentre i simpatici amici tirano su i cappucci e sfoderano le mazze, alle prime vetrate delle banche che vanno in frantumi, alle prime auto di lusso date alle fiamme, ai primi lanci di sassi contro la polizia c’è anche qualche simpatizzante che ride e applaude, poi quando le cose precipitano tutti “cascano dal pero” e scappano!
    Se proprio non si può disperderli prima, una volta che i teppisti si radunano il corteo si dovrebbe fermare almeno in parte, circondarli, e stringere il cerchio.. secondo me gli eroici black block a quel punto si arrendono, se non lo fanno li conduci a più miti consigli con amichevoli pacche sulle spalle e amorevoli scapaccioni, come farebbe ogni buon fratello maggiore, magari se poi avanza tempo, una identificata ai black block di 50 anni che radunano e coordinano i giovincelli la darei, potrebbero saltare fuori simpatiche sorprese sulla loro identità.
    Io vorrei andare in pace, ma da solo la pace non la posso certo conquistare giusto quella interiore, forse.

  13. Franco scrive:

    Sarà una questione di lana caprina, ma non capisco perché insisti a chiamare “fascisti” gente che viene dichiaratamente da aree di sinistra, o vogliamo tornare ai tempi in cui chiamavamo le Brigate Rosse “fasciste” perché non accettavamo che la violenza potesse provenire da sinistra? E ti parlo da antifascista convinto.

  14. laura scrive:

    frabrizio..grazie per aver parlato anche per me.. sono profondamente d’accordo.. grazie ancora.

  15. Si, è vero, hanno fatto il gioco dell’avversario. Si, è vero, la violenza fine a sè stessa non porta da nessuna parte. Si, è vero, ancora una volta si è assistito al gioco delle parti……. ma, c’è un ma.
    E’ proproprio tutta colpa di questi ragazzi? Chi ha fatto sì che non abbiano non solo un futuro ma neanche la speranza di poter cambiare le cose? Da un lato un governo che propone manovre che vessano i poveri a favore dei ricchi, dall’altro lato una sinistra povera di idee, incapace di farsi veicolo della protesta, di fare opposizione e si divide sul nulla e accetta la deriva dei buoni sentimenti in salsa PD. Non scuso i violenti ma non riesco a condannarli, capisco la loro rabbia. Chi ha acceso la miccia non sono stati loro ma questo ceto politico, loro, i violenti della manifestazione, hanno solo lanciato “la bomba” armata da altri.

  16. Andrea scrive:

    Ma come hanno fatto questi qua ad arrivare a piazza san Giovanni mascherati come Batman, armati e sfasciare tutto? Si sono materializzati dal nulla? Possibile che i nostri servizi di intelligence non li avessero neanche notati? Non serve rispondere. Le domande, ovviamente, sono retoriche quanto amare.

  17. Luigi scrive:

    Giudicare la cose della storia al plurale è da sempre il metro più utilizzato, ebbene, sarebbe il caso di riuscire a fotografare la storia presente al singolare e allora io dico che chi decide di partecipare a una manifestazione, dovrebbe segnare in calce il proprio nome e cognome e raccontare chi è e pechè si trova lì, anche perché mi piacerebbe sapere i nomi e cognomi dei black bloc e sapere cosa fanno nella vita, che lavoro svolgono, dove abitano, che macchina hanno, dove vanno in ferie. Insomma un po’ di singolare. Ma per fare questo, oltre che il braccio ci vuole una mente. Una guida, una teoria filosofica, una “politica” in grado di canalizzare chi è “indignato” e ritiene utile e necessario comunicarlo.

  18. tonino scrive:

    Forse quello che è successo può essere spiegato cercando di allargare un po’ lo sguardo. L’Italia ha la particolarità, pur essendo immersa nella crisi alla pari degli altri paesi dell’occidente (e non solo), di non avere un’opposizione, di non avere nessun serio punto di riferimento conflittuale. La storia dell’organizzazione di questa manifestazione qualcosa dovrebbe dire… Il solito personale politico ex arcobaleno, ex sinistra “radicale”, ecc. ha imposto la solita passerella tradizionale:sfilata fino a san giovanni, balli e canti, palloncini, dopo di che saluti e tutti a casa fino alla prossima passeggiata (o alle prossime elezioni)… Nessun obiettivo, nessuna proposta minimamente radicale. Ecco lo spazio immenso per chi era incazzato e non sapeva cosa fare e per quei pochi che lo sapevano molto bene. Scommettiamo che se il corteo avesse avuto un obiettivo forte, che so, occupare uno spazio simbolicamente significativo, non sarebbe volata una mosca in tutto il corteo fino al raggiungimento di quell’obiettivo (e poi magari avremmo visto i veri violenti in azione, siamo sempre l’Italia di Genova 2011).

  19. tonino scrive:

    2001 ovviamente

  20. enrico scrive:

    Bhe sì Fabrizio, il servizio d’ordine – perché no, in fondo? Tornerà in auge come nei ’70? Io dico: se c’è n’è il bisogno perché no?
    Occorrerà anche “congedare” il copione di Genova 2001… le martirologie… le violenze da stadio, tutto questo “eroismo” della violenza che fa così presa sui giovanissimi (succedeva anche “ai miei tempi”: il sapore dell’avventura), le azioni “di successo” degli infiltrati ecc. come si fa?
    è che – Fabrizio – pochi… tra gli “indignati” italiani (ma queste “importazioni” di etichette giornalistiche non fanno sorridere?) parlano, lavorano creativamente, mettono al centro le modalità “estetiche” e di performance delle manifestazioni, per esempio, dove parole d’ordine, e riflessioni intellettuali e analitiche divengono il gioco della rappresentazione… una domanda: dove si vede un “cervello” delle manifestazione, dove la loro “poesia”?… in Spagna gruppi di flamenco facevano coreografie nelle banche… entrati come clienti, i performer indignati iniziavano a battere i tacchi e le mani, in dieci, in venti… torniamo a discutere su “come” stare in piazza?

  21. mauro scrive:

    Ma, poliziotti,carrabinieri,GdiF e altri quando sono in atteggiamento ANTISOMOSSA sono UMANI (DEMOCRATICI).Fronte unito a condannare la violenza e GENOVA già archiviata, dimenticata? CARLO GIULIANI ? Placanica,le BOMBE alla Daz,quante bugie.I BLEK BLOK entità evanescente,si smaterializzano e si materializzano dietro i blindati delle FORZE DELL’ORDINE.Forse il capitano KIRK dell’enterpraise ci potrà aiutare o KOJAK o COLOMBO o DERRIK,ma no, questi sono tutti morti e come si sà i morti non parlano

  22. mauro scrive:

    Avete letto ACAB?Se no, leggetelo non sarà la bibbia ma aiuta.Sono “amico” di diversi poliziotti ma credetemi quando vestono la divisa sono altra cosa

  23. enrico scrive:

    una precisazione mauro: il copione di Genova era anche (tu dirai forse: soprattutto) questo: forze dell’ordine scagliate contro tutto e tutti, incapaci di discernere, impreparate, violente e persino fraudolente (caso Diaz insegna). Se vuoi in una parola: fascistiche, se mi passi il termine. Fuori dalla legalità. Questa è UNA PARTE del copione. L’altra? Secondo me oggi questi “neri” che sfasciano o incendiano (due dita perse di un esponente di Sel!!! Ma è possibile?) sono UNO DEI PROBLEMI dei movimenti che si ritrovano in piazza. E, mi dispiace, non crederò a nessuna dietrologia (sono pagati, sono frutto di montature del “nemico”, sono frankenstein di poteri forti) troppo stringenti, mi paiono, semplicemente, false e semplificatrici…

  24. enrico scrive:

    … i black block sono pagati dalla Cia… e l’11 settembre è stato organizzato dagli israeliani… o non è mai avvenuto… se si va a guardare bene…

  25. Salvo scrive:

    Una riflessione: cosa è più violento? un gruppo di ragazzi aggressivi che si scagliano contro oggetti e simboli istutuzionali (la polizia) o le leggi di un governo che tolgono lavoro e possibilità di autosussistenza alle persone, che porta la gente all’esasperazione, che porta al suicidio genitori che non riescono a dare da mangiare ai figli?
    Il fuoco e le pietre sono evidenti e scenografiche e fanno male, le leggi che negli anni agiscono come un veleno silenzioso ed arrivano pian piano alla vita delle singole persone e le fanno morire lentamente fanno altrettanto male..fanno vittime…
    Toccati nel profondo, nel rischio di sopravvivenza, l’istinto vitale viene fuori,perde controllo, diventa pericoloso per l’altro..
    Banalizzo: il sovrano schiavizza e uccide, il popolo si incazza e diventa pericoloso..
    Siamo sicuri che i ragazzi che hanno fatto danno ieri siano condannabili in tutto e per tutto, solo perchè hanno “agito” un’aggressività che tutto il popolo italiano si porta dentro?
    Ci rifletto e ascolto quello che sento..c’è una parte di me non riesce a non essere solidale con loro…

  26. lorella zanardo scrive:

    “Mi ha colpito il fatto che molti di voi fossero ragazzini di 16-17, al massimo 20 anni. I cani sciolti e i capi ambigui tra voi erano molto più anziani, come sempre, ma molti di voi – ho visto le vostre facce dietro i fazzoletti e le maschere, sotto i caschi – non avevano più di 20 anni.

    E allora mi sono chiesto: da dove uscite fuori? In quali luoghi, su quali libri, attraverso quali lotte vi siete formati in questi anni? Cosa pensate della politica, dal momento che non avete altre idea di manifestazione politica che questa?”
    Io ce l’ho la risposta: sono i ragazzini che hanno vissuto la crisi della famiglia e lo sfascio della scuola. Ragazzini che hanno avuto la tv come balia. Passate 4 ore al giorno davanti alla tv italiana, poi un paio allo sbando su internet, poi altre 2 su un videogioco. Poi capirete. Nessuna luogo di elaborazione del disagio, nessuna alternativa.
    Poi non chiediamoci chi sono. Chiediamoci invece dove siamo stati noi adulti negli ultimi 30 anni

  27. lorella zanardo scrive:

    ecco cosa scrive una giovanissima al mio blog http://www.ilcorpodelledonne.com: “Volevo andare a Roma ma poi ho rinunciato perchè nei giorni scorsi si era capito come sarebbe andata a finire; bastava cercare su Google “15 ottobre roma” per trovare post che parlavano di guerriglia e insurrezione, al fine di alzare il livello dello scontro, da parte di entrambi gli schieramenti. Peccato che la spinta principale sia data dall’esasperazione di una generazione, la mia, che davvero non riesce a immaginarsi un futuro, soprattutto in questo Paese; noi giovani facciamo fatica a fare proposte perchè non ne abbiamo le competenze, però quello che abbiamo chiaro è che bisogna cercare una strada nuova, un’economia che sia al servizio dei cittadini e non viceversa; che l’inclusione sociale, l’ecosostenibilità debbano entrare nel linguaggio economico, che urga una pulizia della politica, che l’essere onesti debba essere un prerequisito per essere eletti e non un punto del programma; che l’antimafia e la lotta alla corruzione siano indispensabili perchè esista una vera libertà d’impresa. Cerchiamo di fare nel nostro piccolo quello che possiamo per cambiare la mentalità e per catalizzare le energie che ci sono, per costruire. Ma mancano riferimenti ai piani alti.”

    ” noi giovani facciamo fatica a fare proposte perchè non ne abbiamo le competenze” e allora dobbiamo noi mettere a LORO DISPOSIZIONE le ns competenze, divenire il loro PONTE

  28. enrico scrive:

    Ho sentito la riflessione di Salvo tante volte, non una.
    Chi è più violento?
    Deve circolare dagli anni ’70 almeno.
    Così dico: la comparazione non ha senso. La violenza che strappa le dita con una bomba carta o che uccide nella filiale di una banca (Grecia) non è accettabile, è disutile, danneggia i movimenti, strappa e calpesta, è immorale; è figlia di una voglia (pare insopprimibile) di trovare capri espiatori e attaccarli con furia tribale.
    La vetrina della banca di Rimino SONO le banche.
    L’impiegata in banca che soffoca SONO i banchieri colpevoli della crisi.
    Senta Salvo, la prego.
    Basta! Perché, ditemi perché, oggi in Italia, la non-violenza ANCORA non è un valore assodato e condiviso?

  29. "Poverodiavolo" scrive:

    Lo stipendio dei Parlamentari in Italia è quasi il doppio, il triplo di tutti gli altri colleghi dei paesi europei. Recentemente i nostri Parlamentari, su oltre trecento votanti di tutti i schieramenti politici, solo 20 si sono espressi a favore di una diminuzione del loro stipendio. Questo cosa vuol dire? O che sono quasi tutti d’accordo e ci prendono in giro, oppure noi italiani siamo complici del sistema: un sistema corrotto a tutti i livelli. Si salvano i giovani però facili da plagiare da predicatori e furbastri di turno.

  30. Robbi scrive:

    Se è vero che ieri li hanno lasciati fare “perchè ci scappava il morto”, ora dove sono?Ne avranno preso almeno due o tre? E le vedremo mai le “condanne esemplari” di Maroni?Questi vanno in giro con tutto quell’armamentario, ma x fare ciò che fanno hanno una diaria? E da chi?Devastazione in cambio di cosa?chissà se lo sapremo mai..
    Se questa volta vedremo una storia diversa, mi ricrederò, altrimenti rimane la sconvolgente ricetta di Cossiga su “come si ammazza un movimento” riferendosi se non sbaglio all’Onda:
    “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. […] In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… […] Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. […] Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri…”

  31. veronica scrive:

    E tra le altre domande che mi viene da farmi a parte quelle di Leogrande c’è: cosa stanno facendo oggi quei ragazzi con passamontagna e caschi comprati negli stessi negozi che avrebbero devastato se li avessero trovati su via Cavour? Come stanno passando la loro giornata? Perché non sono tornati oggi in strada a finire quello che avevano cominciato? Perché non ci tornano domani e dopodomani e fino a quando non avranno la sensazione di aver vinto? O forse quella di ieri è stata una vittoria e non una sconfitta? Come fanno a distinguere fra le due? Sulla base di quali dati? Anch’io mi chiedo su che libri e su che lotte si siano formati, perché, voglio dire, non mi aspetto una sofisticata elaborazione teorica ma quanto meno un indizio minimo su qualcosa che vada oltre il catartico e immediato sfogo di violenza. In cosa consiste questo oltre, questa prospettiva? C’è una qualche idea di futuro, o di società o di alternativa vagamente realizzabile? Ecco cosa vorrei sapere, qual è il disegno, l’utopia mancante? Perché nelle poche verbalizzazioni che mi è capitato di sentire da parte di chi scassinava un bancomat con le spalle coperte da migliaia di manifestanti, non c’era niente di tutto questo. Nessun senso di una possibilità diversa.

  32. Domenico scrive:

    La confusione che si è sviluppata nel corteo è la stessa che vive la sinistra da trent’anni circa e che si conferma in tutti questi post e nell’articolo di Alessandro.
    E’ la confusione che abbiamo tutti noi sul significato di Violenza e della sinistra antagonista che non ha tratto ferre conclusioni sull’argomento. A questo aggiungiamo come slogan divulgativo la società liquida e dei movimenti e partiti leggeri: ed ecco la frittata. Bastava chiedere alla Fiom ( e non alla polizia o a Maroni ) una parvenza di servizio d’ordine e le cose non sarebbero andate come sono andate.
    Per quanto riguarda quei 500 ragazzetti vestiti di nero, ma è possibile mai che una area politica pur frammentata ma numerosa e storica non riesca a conversare con loro e ad indirizzare quela rabbia da stadio in altre direzioni ? Siamo così sordi o ciechi ? Non chiamateli fascisti, pezzi di merda, nemici. Altrimenti la confusione avanza ancora di più. I nemici sono altri, sono i Draghi, i Trichet, la tecnocrazia europea, i banchieri, la finanza e i nani della politica mondiale.

  33. Robbi scrive:

    No, la sociologia applicata alla criminalità “poverini, hanno avuto un’istruzione scadente”,”cerchiamo di dialogare” questa volta, NO.
    BASTA.
    La sx – e pure la dx -, L’italia tutta, non hanno bisogno di questa gente. Per i “ragazzini disadattati” che hanno letto poco e bruciano le auto pagate a rate dei lavoratori io vedo solo una buona dose di carcere e tanto lavoro socialmente utile e gratuito con la ramazza e secchio x rimettere a posto tutto ciò che hanno distrutto (a spese delle loro famiglie, of course).
    Dimenticavo: i danni di Roma ammonterebbero ad un milione di euro, ma quanto costa avere ucciso nella culla un movimento di idee bello e importante come questo?
    Sarebbe ora di fare giustizia, questi ci hanno rubato la piazza, la libertà di espressione e regalato a Gasparri parecchi brividi di piacere

  34. Indignati? Indignato io.

    Ancora una volta un bluff. Radunare una massa di insoddisfatti e manipolarli per i propri tornaconti.
    Ancora “gli indignati” non hanno capito che il problema non è il debito, ma è la moneta. La moneta che dovrebbe appartenere allo stato, non a banche private, oppure dovrebbe essere sottomessa agli orientamenti statali, e non viceversa.

    Il problema della banche è il signoraggio bancario (come aveva già profetizzato Pound e Auriti) ma, a chi tiene le redini della protesta, ha fatto comodo tacere il vero problema e parlare di “cancellazione del debito”.

    Ovvio, “cancellazione del debito” lo capiscono tutti, è molto “televisivo” come spot, e riesce ad attirare una serie di istintivi malcontenti, facili da gestire, da strumentalizzare.
    La regola è vecchia quando il mondo: creare disordine per agire di soppiatto.

    Cito:

    #
    Il movimento Occupy Wall Street, gli indignados che in USA dimostrano contro la Borsa di New York e che si espande velocemente in altre città, non è poi tanto spontaneo.
    Ad affermarlo sono due amici stimati e studiosi attenti dei poteri oligarchici americani: Wayne Madsen e Webster Tarpley.
    Madsen è il più esplicito ad indicare in George Soros il manipolatore del movimento: Occupy The Wall Street.
    Il miliardario ebreo-ungherese, attraverso la sua fondazione culturale Open Society Institute, ha notoriamente promosso e finanziato innumerevoli rivoluzioni colorate nell’Est.
    […]
    Quell’1% – contro cui i manifestanti gridano di rappresentare il 99% – «quell’1% ama la crisi… per loro, [per i potenti] è il momento ideale per far avanzare le loro politiche: privatizzare l’istruzione e la sicurezza sociale, tagliare i servizi pubblici, togliersi di torno gli ultimi lacci al potere delle corporation».
    (Di Maurizio Blondet, Effedieffe.com, 13 Ottobre 2011)
    #

    [qui un sunto della vicenda:
    http://www.esteriblog.it/2011/10/16/i-banchieri-sostengono-gli-indignati-anche-economicamente/

  35. enrico scrive:

    @ Domenico: pensi davvero che indicare i “nemici” come fai (“i Draghi, i Trichet, la tecnocrazia europea, i banchieri, la finanza e i nani della politica mondiale”) dissipi la confusione? Cioè, lo pensi davvero?
    Ah che bello pensare che ci sono i cattivoni (i nemici) che bisognerebbe far fuori e poi siamo tutti contenti, perché i buoni trionfano (! ah sì?)… ma scusa: questo è un pensiero davvero Americano, da Film di Cassetta Hollywoodiano! Chissà che qualche Black Block non abbia preso spunto da un qualche film di Bruce Willis, ah l’attrazione per la bella esplosione, per il fuoco, che fa audience. Vi ricordate la Guerra all’Impero di Casarini (ancora fantasmi genovesi)? Il nemico? Darth Vader!

  36. mauro scrive:

    Robbi sono d?accordo con te,ieri sera facendo zapping fra,TG3-LA7e RAI NEWS,ho visto e sentito delle cose oscene,proprio da quei giornalisti(parolai)di area progressista,tutti ad accusare il movimento di incapacità e dilettantismo e a chiedere un “NO ALLA VIOLENZA SENZA SE E SEZA MA”.Tutti in pista per amazzare il movimento perchè “E’PERICOLOSO” perchè non è controllato,non è sotto tutela,daltronde se ci sbarazziamo di queste classi politiche,economicofinanziarie,industriale e intellettuale a chi mai potrebbero poi leccare il culo.Non facciamo morire il movimento sosteniamolo ,continuiamo in ogni dove a farlo crescere,ad aprire le coscienze della gente i debiti se li paghino loro e ilfuturo ce lo costruiamo da noi

  37. Alessandro scrive:

    io non colgo proprio l’utilità di un articolo del genere, se non quella di dire che ci sono persone brutte e cattive.
    Che utilità ha? Che profondità di analisi propone?
    Sicuramente farà sentire molte persone dalla parte del bene, del giusto. Magari nella riduzione di complessità del mondo, permetterà a molti di dormire meglio. Buon per loro. A livello politico, mi pare inconsistente.
    Peraltro, la precisazione sull’ipotetica età degli ipotetici black bloc, non riesco proprio a capirla se non come espressione di quella mentalità che porta i giovani ad essere schiacciati da vecchi (giovani e vecchi non solo in senso cronologico) che si ergerono su sgabelli che simulano troni, e pontificano, quasi avessero la verità in bocca, su qualunque cosa.

    Peccato, per minima&moralia un’occasione persa per discutere seriamente di cose importanti.

    A.

  38. Larry Massino scrive:

    Lorella Zanardo che incolpa la tv anche in questo caso nun se po’ senti’… Poco convincenti anche le tesi dietrologiche. Più realisticamente i grandi raduni, in mancanza di seria organizzazione, rischiano tutti di andare a finir male. Piuttosto mi domando perché non desta scandalo manifestare con il casco, ma lo desta camminare per strade velate… E mi domando come mai i manifestanti ” corretti ” non abbiano chiesto immediatamente lo smascheramento di chi sfilava protetto dal casco: potevano farlo in modo civile, semplicemente circondandoli, magari fotografandoli.

    In ogni caso, il problema vero è che si è manifestato senza avere alcuna idea di società alternativa a questa: deresponsabilizzarsi dal debito come generazione non mi pare una soluzione, a meno che contemporaneamente non si rinunci a eventuali eredità da parte di parenti inevitabilmente arricchitisi in maniera più o meno importante, per non dire ad eventuali protezioni familiari in quanto studenti… La barca è una sola… e credo siano i benestanti a doverla rimettere in posizione corretta, anche impegnandosi a ridurre il debito pubblico impegnando una parte dell’eredità dei loro figli (ipotecare il 10% del valore catastale degli immobili a favore della riduzione del debito pubblico non è affatto una cattiva idea). Insomma, mi pare che alla fine alla fine lo sciagurato esito della manifestazione ha provvidenzialmente coperto anche la scarsezza di contenuti dei suoi promotori, del resto in gran parte gravitanti attorno all’inconcludente centrosinistra italiano, da SEL all’ARCI (per non dire far diventare voci rappresentative quelle di occupa i teatri, come ho visto anche oggi da Lucia Annunziata, non può che aumentare la confusione degli italiani medi, quelli che votano, per intendersi, che a teatro ci vanno poco…).

    Mi scuso per il cinismo, ma preferisco Mario Draghi (piccoletto anche lui: so’ tutti piccoli…), che sarà una testa di cazzo ma una soluzione ce l’ha, e anche il potere che serve per attuarla: tagliare spesa pubblica e rafforzare lo welfare… Vi ricordo che la spesa pubblica italiana ammonta a circa 800 miliardi annui, più del 50% del PIL: una vera follia. E che, infine, del tutto assurdamente, in questo grottesco paese i governi considerati di destra aumentano la spesa pubblica e i governi considerati di sinistra risanano. Tra poco tocca alla sinistra…

  39. lorella zanardo scrive:

    @larry massino
    domani sono in una scuola incontro 300 ragazzini di 16 anni, larry massino vieni ? dai così capisci cosa intendo. e non ho parlato solo di televisione ma di vuoto, di nulla. parlaci con i ragazzini e così capisci.

  40. Alessandro, sai che ti seguo e ti stimo, ma forse questa volta ti sei lasciato prendere dalle emozioni a caldo. Francamente non credo che la prima cosa che venga in mente in merito ai fatti di ieri sia la profanazione di un luogo importante per movimento operaio. Prima ancora Piazza San Giovanni è un luogo di cultura per altri motivi, e in ogni caso le operazioni nostalgia vanno bene nei contesti che le valorizzano, non in un’emergenza sociale come quella che è in incubazione in Italia e non solo. Devo fare una premessa: non ho partecipato e non partecipo a manifestazioni simili a quella di ieri perché ritengo obbediscano, a sprezzo di qualunque strategia che possa produrre risultati, al grande meccanismo d’impostura a cui tutti, quotidianamente, ci ancoriamo. Mi spiego meglio, se ci riesco: è ormai assolutamente comprovato che qualsiasi tipo di manifestazione pacifica si svolga in qualsiasi parte del mondo non ottiene alcun risultato se non l’enunciazione di una serie di criticità che si ritrovano esattamente identiche leggendo articoli di Pasolini degli anni 60. Ed è ormai assolutamente comprovato che qualsiasi atto di violenza, in un contesto sociale in cui l’unica violenza pubblicamente accettata e accettabile è quella perpetuata dall’alto verso il basso, è un regalo al proliferare del pensiero reazionario, non solo di chi fa parte della recita politica-istituzionale, ma anche di chiunque è, o si sente integrato nel meccanismo sociale o ambisce a stabilirvisi secondo le modalità oggi più in voga (cooptazione, esercizio del privilegio, invio di curriculum, quello che vi pare). Per tutto questo ritengo che manifestazioni del genere possano avere un senso solo come pura espressioni di vitalità critica da contrapporre all’entropia della maggioranza del paese, nient’altro. Credo che sia folle attribuire loro qualsiasi speranza di cambiamento. Detto questo, mi chiedo a cosa serva ignorare che il progressivo peggioramento delle condizioni di larghe fasce di società italiana, il progressivo disagio di due, tre generazioni illuse, sedotte, e tutt’oggi severamente frustrate dalla persistente iniezione di modelli di consumo ed edonismo assolutamente irraggiungibili, accumuli una rabbia sufficiente a spingerli alla battaglia radicale. Semmai è stupefacente il contrario, ovvero che nonostante la narcosi perenne di nulla in cui siamo immersi, in cui sedicenti intellettuali si percepiscono come intellettuali e poi firmano i propri propositi di cambiamento con frasi di Steve Jobs, si arrivi a mettere a rischio il proprio futuro con azioni che lasciano pensare all’inesistenza del futuro, chiunque ne controlli l’inerzia. Inutile, dunque, bollare o etichettare chi passa all’azione come delinquente, black bloc, terrorista o sciocchezze irrealistiche che vanno bene in un editoriale di Eugenio Scalfari e provare ad analizzare la realtà al meglio, senza temerne le zone di non conoscenza o le energie incontrollabili. Io credo che il dovere mio, tuo, di chiunque voglia porsi come reale agente di cambiamento sia quello di percepire davvero il disagio di chi non ha nulla da perdere e non ha, forse, gli strumenti critici per percepire uno sfalsamento tra il proprio sentire e l’azione, e in qualche modo, tenerne conto. L’alternativa, mi pare, è arrivare col pensiero in colpevole ritardo sugli accadimenti.

    Un caro saluto, Giancarlo.

  41. Luciano scrive:

    se si vuole mantenere attiva e viva la nonviolenza, occorre che venga praticata laddove serve, non solo per fermare le guerre e se non si riesce neanche a fermare coetanei o ragazzini allora inutile opporsi alle guerre:
    http://gliecologisti.wordpress.com/2011/10/16/gli-scontri-a-roma-e-la-nonviolenza/

  42. Alessandro Leogrande scrive:

    Cari Giancarlo, Lorella, e tutti coloro che sono intervenuti,
    innanzitutto vi ringrazio di aver partecipato a questo scambio di opinioni.
    Vorrei fare alcune precisazioni, e rispondere ad alcune delle domande da voi sollevate. Scusate sin da ora la prolissità.
    Io credo che la politica, e il far politica, abbiano ancora un senso in questo paese. Non penso che una singola manifestazione possa da sola cambiare il mondo, l’assetto politico o lo scenario in cui viviamo, ma allo stesso tempo ritengo che – in alcuni casi – possa costituire una piccola tappa all’interno di un percorso più complesso. Non occorre fare esempi storici. Ci sono manifestazioni che costituiscono un passaggio importante verso un miglioramento collettivo, e manifestazioni fallimentari che rischiano di essere una pietra tombale. Quella di ieri, purtroppo, rischia di essere un precedente molto grave.
    Non si tratta di una questione di moderatismo-radicalismo. Questa estate ho seguito da vicino lo sciopero dei braccianti africani a Nardò contro i loro caporali. Si è trattata di una lotta radicale (è durata oltre due settimane); in un contesto di violenza (sono stati minacciati di morte dai loro caporali); e di fame (non avevano letteralmente un euro in tasca). Eppure è stata una lotta incredibilmente matura, dura e matura. Ha ottenuto dei risultati e non è mai sfociata in un nichilismo distruttivo. E, credimi Giancarlo, la rabbia sacrosanta di un bracciante nero sfruttato è a ragione molto superiore di quella di qualsiasi ragazzo di periferia o di buona famiglia che allo stesso modo non intravede un futuro dignitoso. Quindi credo che non possiamo limitarci ai soli aspetti sociologici.
    Ho chiamato i responsabili degli scontri: fascisti, infiltrati, blocco nero. E alcuni (anche su altri blog su cui questo pezzo è stato postato) hanno pensato che fossero generalizzazioni, luoghi comuni. Non lo penso. Li ho definiti “blocco nero”, è vero. Ma se vedi 500-1000 persone vestite tutte interamente di nero, dalla testa ai piedi, pensi oggettivamente che siano un “blocco nero”. Se si fossero tutti vestiti di verde, gli avrei definiti “blocco verde”.
    Li ho definiti “infiltrati”. E anche questo è oggettivamente vero. Non nel senso che siano stati infiltrati deliberatamente da qualcun altro (poi magari qualcuno potrà anche pensarlo), ma nel senso che si sono appropriati di un corteo (occupandone la parte centrale) i cui partecipanti hanno provato in tutti i modi ha provato a metterli fuori, ricevendo in cambio calci, schiaffi, sputi. È stata colpita anche una donna di 50 anni accanto a me…
    Li ho definiti “fascisti”, e qui vorrei spiegare perché. Non l’ho fatto per preservare la purezza della sinistra, qualsiasi cosa questo termine voglia dire, dal loro comportamento. Ma perché ieri, in piazza, ho provato un profondo disagio: tra me e loro non c’era di mezzo nessun “album di famiglia”, come invece poteva esserci fino a qualche anno fa con settori della cosiddetta sinistra rivoluzionaria di cui potevo disapprovare in toto i metodi. Questo aspetto di fondo (l’assenza di un album di famiglia, e so benissimo il peso che questa definizione evoca) credo debba spingerci tutti a riflettere seriamente su quanto accaduto. E sul fatto che forse è avvenuta una frattura nel modo scendere in piazza e/o elaborare il dissenso. E tutto ciò è nato da luoghi-libri-esperienze con cui io non ho minimamente proprio nulla a che fare, e su cui oggi mi interrogo. Il loro modo di agire mi ha fatto davvero venire in mente una certa euforia squadrista.
    Un’ultima cosa. Il fatto nuovo di ieri, in Italia, è stato questo. Non c’è stata una manifestazione che è degenerata in scontri. Non c’è stato neanche un assalto a qualche zona rossa o centrale a carbone o poligono militare, o invece un picchetto duro davanti a una fabbrica, che è finito in malo modo. C’era solo una manifestazione molto plurale e molto pacifica, che poteva segnare l’inizio di un percorso politico. Poi, al suo interno, c’è stato un gruppo consistente che per 4 chilometri di corteo 4, dall’inizio alla fine, ha deciso sistematicamente di spaccare tutto, senza una logica apparente. Questo modo di stare in piazza è oggettivamente nuovo. È oggettivamente un fatto nuovo. E come persona che di manifestazioni ne ha fatte tante, e di lotte altrettante, non può non interrogarmi.
    Un caro saluto,
    Alessandro

  43. walter scrive:

    Eh! no scusate ma l’indirizzo di questi signori lo
    conoscono tutti, andate un po’ a vedere nei centri sociali, li trovate tutti lì. Basta prendersi in giro con la scusa degli infiltrati e dei “compagni che sbagliano”!!! (leggere comunicato di Askatasuna di Torino per chi ha dei dubbi… )

    Ah! per vostra informazione, il movimento degli indignados nostrani penso sia finito qui. Mi spiace solo per i giovani che si sono fatti ancora una volta fregare.

  44. Fabio Brotto scrive:

    Occorre comprendere, pensando anche agli scontri tra ultras calcistici e polizia, che un gruppo di qualche centinaio di persone equipaggiate per la guerriglia urbana, ben organizzate e decise a spaccare tutto, attualmente può distruggere il significato di qualsiasi manifestazione, anche di milioni di persone. E’ poi assolutamente evidente che il blocco nero è militarmente superiore alla polizia, essendo ovviamente e giustamente escluso da parte di quest’ultima l’uso delle armi da fuoco. Finché la strategia delle forze dell’ordine sarà quella attuale, che chiaramente è perdente, il blocco nero vincerà qualsiasi prova di forza.

  45. Gaetano Stella scrive:

    IL MIO RACCONTO –

    IL 15 OTTOBRE DEL 99% E QUELLO DEL REGIME E DELL’1% –

    MARX diceva che “ tra essere sociale e coscienza c’è azione e reazione reciproca “. Tra un giovane di 20 anni che si sente senza “futuro”, un precario plurilaureato , un operaio che perde il posto di lavoro a 50 anni …e un mezzo-busto televisivo in carriera una figlia d’arte in carriera un padrone che compra una pagina sui giornali …non c’è proprio lo stesso modo di declinare la parola CRISI e di viverla . A questo mi sentirei di aggiungere “anche” che l’immagine e il racconto della realtà dipende dal “punto di vista” e dal “punto di osservazione”. Sabato , io e la mia compagna , abbiamo deciso “coscientemente” di vedere sfilare tutto il corteo . Per sentire le voci , per vedere i corpi, per ascoltare , per guardare i colori, per notare analizzare le parole le frasi “ gli slogan” i cartelli le immagini l’auto-rappresentazione delle differenze e delle diversità. E’ così ,che abbiamo visto sfilare una manifestazione “bellissima”. Mi rendo conto della parzialità del nostro punto di vista .Ma non mi sento di condividere la depressione e il lutto che vedo e sento in giro . Anche perché è l’effetto della TOTALIZZAZIONE realizzata ad arte dai gestori e dai servi del REGIME e dalla dittatura planetaria della finanza . Che è anche gestione delle immagini del linguaggio della percezione del senso e del significato della realtà e dei suoi passaggi. SABATO LORSIGNORI HANNO PERSO L’EGEMONIA e il controllo dell’immaginario collettivo e planetario . E il movimento ha cominciato a disvelare e a raccontare . Il 99% ha cominciato a prendere coscienza…ma la strada è lunga .
    Abbiamo visto sfilare la vera opposizione . La nostra via campesina , i referendari dell’acqua pubblica numerosi e determinati a non lasciarsi scippare il risultato referendario con padre ZANOTELLI in testa , i No TAV i No PONTE i No Dal MOLIN , le mamme vesuviane , i referendari del No al nucleare e gli ambientalisti delle energie alternative, gli operai della FIOM e di POMIGLIANO , la “precarietà” variamente autorganizzata , gli studenti gli universitari gli insegnanti …e tanti tanti cartelli fatti in casa…e poi abbiamo visto IL TEATRO VALLE in strada…fantasioso colorato festoso aggregante immaginifico affascinante …Ma ciò che colpiva come una ventata di vitalità era la massa enorme di giovani e giovanissimi . Un’invasione . L’anima vera del corteo . Abbiamo assistito anche all’inserirsi di qualche centinaio di giovanotti che si facevano strada bruscamente per “andare avanti”. Ma ciò che era evidente ed entusiasmante era lo sfilare dei tanti singoli e piccoli gruppi e famiglie con cartelli e messaggi scritti a mano . Si vedeva e si capiva che l’indignazione la rabbia la sofferenza di questi mesi e anni…trovavano luogo forma espressione. Ma non tutti hanno la stessa capacità di analisi di linguaggio e di gestione della rabbia …
    Non siamo andati oltre S. Maria Maggiore perché abbiamo continuato a guardare e a vedere . Così abbiamo visto anche i Cobas e l’Usb numerosi…fino alle organizzazioni in coda della “sinistra” . Siamo ripartiti alle 17,45 col treno . Ed è lì che abbiamo saputo di ciò che era successo e stava succedendo più avanti di dove eravamo noi. A casa abbiamo acceso la televisione e abbiamo riavuto l’esatta percezione di cos’è IL REGIME mediale unificato e trasversale. Lo speciale della Sig.a Berlinguer e quello della 7 facevano a gara nel “rovesciare” il senso della giornata , non mettendo in primo piano la manifestazione dei 500.000 (IL 99%!) ma mostrando e rimostrando come prioritario e predominante l’operato di quell’1% …che tra l’altro per alcuni erano 100 per altri 500 e per il fascista sindaco di Roma 5000 . Così l’operato di quelle poche centinaia serviva ottimamente per nascondere manipolare il vero dato della giornata . Dopo i mesi delle manovre lacrime e sangue auspicate da Napolitano per la “coesione sociale” ( tra vittime e carnefici!) passate in un paese espropriato di voce e rappresentanza e in un parlamento di venduti comprati e silenziati . Dopo il terrorismo quotidiano dei mezzi busti e dei prezzolati ben pagati della carta stampata che ci hanno rifilato ( e ci rifilano!) il verbo e i diktat dei vari “mercati” FMI BCE UE ..e agenzie di rating ( cioè di tutti quelli che sono responsabili della CRISI e che ora stanno facendo e vogliono continuare a far pagare ai soliti noti e all’ambiente….) dicendo , tra l’altro che è l’unico modo per “ ricominciare come prima”…come fosse oro colato e non una totale follia . Ecco finalmente in piazza la vera opposizione . Quella cresciuta nelle lotte di questi anni . E’ indipendente è autonoma è autorganizzata è autogestita . Non si affida a capi o leader ed è distante da tutte le caste. Per LORSIGNORI è troppo. Mistificare disinformare oscurare manipolare distruggere dividere terrorizzare…diventa obiettivo unanimemente condiviso da tutto il regime e dai suoi servi. Così , prima i gendarmi non intervengono sui ragazzi vestisti di nero che “usano” il resto del corteo mentre lo stanno di fatto attaccando , poi li si lascia scorazzare , e poi si caricano “tutti” alla genovese in Piazza San Giovanni . Anche perché , a quel punto chi dirige le operazioni ha la certezza che il gioco politico sta riuscendo . Infatti il regime mediale unificato apparecchia e esegue la fase finale…passando e ripassando immagini di scontri incendi e scene di guerriglia…Così che l’1% deve criminalizzare oscurare inficiare svalorizzare rovesciare il senso e il valore della manifestazione del 99% .- Che ha cercato in tutti i modi di espellere i vestiti di nero dal “suo” corteo -. Di cui si mostrano , in via subordinata, immagini fugaci che non rendono conto della sproporzione tra gli uni e gli altri e dell’immensità della manifestazione vera …che è stata di fatto attaccata dalle caste politiche e mediali e da piccoli gruppi vestiti di nero…appunto..
    In questa vergognosa operazione si sono distinti Sabato sera il Tg3 della Sig. a Berlinguer , figlia di un padre che forse meritava di meglio, e il TG 7 di Mentana che dopo la fase Craxiana del lancio è stato 17 anni al servizio del pagliaccio di Arcore . E se il Tg3 , alle 11,10 (!) di sera ha mostrato “qualche” immagine delle altre 1000 manifestazioni tenutesi nel mondo la 7 di Mentina non ha sentito il dovere di farlo neanche il giorno dopo alle 13,30 quando ha ripassato e ripassato gli scontri del Sabato . Anche la Sig. ANNUNZIATA a mezzora ha mostrato e rimostrato scontri ed altro senza mai mostrare nessuna immagine della manifestazione del 99%. Tutti i restanti mezzi busti e le penne prezzolate si sono fiondate .. ed hanno applicato la linea ormai generalizzata .
    Solo il manifesto e liberazione si sono distinti dal coro . Anche il fattoquotidiano è stato allo stesso gioco del regime.
    Resta il fatto che il movimento è mondiale . Ha già disvelato demistificato informato. Ha già fatto “egemonia”. E se si solidifica e dura …segna l’inizio di una nuova fase storica In Italia si è dimostrato che l’unica vera opposizione è quella che ha sfilato a Roma . Che è una realtà culturale politica sociale autorganizzata che se non si fa impressionare dalle manovre di LORSIGNORI tutti ..se si articola si dà una piattaforma COMUNE e un modus operandi …può cambiare l’Italia . Basta praticare DEMOCRAZIA e articolare le forme di lotta in modo da impedire i Blitz di piccoli gruppi e quelli del REGIME .
    g. s. UN INDIGNATO

  46. Larry Massino scrive:

    @Lorella Zanardo

    Sì, sì, avevo visto che parlavi di altro, di sfascio della scuola, di crisi della famiglia, di videogiochi, di internet… Continuo a pensare che la tua intenzione è forse lodevole, ma la tua analisi è sicuramente sbagliata. E penso, come ho scritto sopra, che è sbagliata l’analisi dell’intero movimento degli indignati. La mancanza dell’analisi fa del resto il pari con la mancanza di proposte. Però, limitandosi alla questione tv, domandiamoci cosa c’era prima… Io penso che l’imperio della tv abbia velocizzato i processi di crescita della società, che fosse stato per lei i deboli e le minoranze tutte starebbero messi ancora peggio. Non mi scordo nemmeno che prima si diceva è colpa del rock, prima ancora del cinema, prima ancora dei romanzi… ché si processavano i romanzieri e i poeti perché corrompevano la sana morale delle comunità… Mi dispiace dirtelo, ma il tuo modo di fare rischia di essere assimilabile a quello dei benpensanti, è un modo di pensare moralistico e borghese, del tutto favorevole alla conservazione. Per farti un esempio pratico: io vorrei più nudo, non meno nudo; più sesso, non meno sesso; più libertà dei corpi, non meno. Nello stesso tempo vorrei vivere in un mondo nel quale non gliene frega niente a nessuno se uno è più o meno coperto, come magari già avviene nei civilissimi campi nudisti.

    A scuola con te ci verrei volentieri, ti farei vedere che so arringare i ragazzini e farli avvicinare alle questioni dell’arte e della cultura con divertimento. Trattando temi a loro ostici, sarei infatti capace di farli pure ridere, scandalizzando però gran parte dei loro abbastanza scoraggiati insegnanti, che per esperienze passate sono certo ti rimprovererebbero di avermi dato la parola.

    Ps: magari tu pensavi solo di farmi assistere alla tua lezione e io mi sono pensato chissà cosa, che volevi darmi addirittura la parola…

    Ps2: il vuoto e il nulla, stando come stanno le cose, non vanno così disprezzati…

  47. Robbi scrive:

    A Larry non manca la modestia :))) mò gli insegnanti in quanto tali non sono in grado di divertire e coinvolgere i ragazzini e bisogna chiamare lui a fare il simpatico.
    Ti ci chiuderei volentieri in certe seconde medie poi vediamo a chi viene da ridere.
    Lorella, fai spazio che è arrivato l’arrotino!

  48. Antonio scrive:

    Come il ’77? No e’ peggio.
    Questa gente non e’ contro il potere ma aspira solo a prenderlo, a guadagnarsi quel pezzo di posto al sole, a salvare il proprio sgangherato orticello. Bisogna ritornare a parlare di destra e sinistra, a separare i buoni dai cattivi, chi vuole “riprendersi la ricchezza” (come diceva Furio Colombo a Fahre) da chi avverte realmente il disgusto per la corruzione politica, c…hi cavalca il revisionismo da chi vuole rivalutare i bisogni, la sensibilita’ e la materialita’ dell’uomo. Bisogna tornare a schierarsi apertamente denunciando un impegno di trasformazione e di attivita’ rivoluzionaria. Ritrovare una vera identitita’ politica abbandonando questo pensiero unico omologante e devastante. Se mai ce ne fosse bisogno denunciare la nostra forma genetica di pensiero. Il problema culturale e’ diventato ormai centrale. L’ impegno politico deve tornare a essere un gesto esistenziale. Vedo parlare della sinistra ancora come del mostro che mangia i bambini! Vedo parlare della sinistra o come violenza o facendo riferimento a questi personaggi annacquati che si muovono per l’Italia e che non sanno i più neanche cosa significhi “sinistra”, una sinistra che teme di prestare il fianco ad accuse di nostalgie classiste. Colorati e cantanti, incappucciati e violenti mi sembrano entrambi inadeguati al momento storico e politico che stiamo vivendo.
    Intanto mi permetto di consigliare a tutti la lettura di questo libro: Carlo Formenti FELICI E SFRUTTATI Egea Edizioni euro 18, un po’ difficile da trovare ma interessantissimo specialmente per chi frequenta la rete. Come dicevo, il problema culturale e’ tornato a essere centrale.

  49. walter scrive:

    Stella@
    mettetevi daccordo, sul blog della Zanardo si legge oggi di 10000 20000 gggiovani intenti a devastare, altro che 500!!!

    (pudicamente si dice che “esprimevano il loro dissenso” Ah! Però!!)

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