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Prima le persone

Riceviamo e ripubblichiamo questo articolo da un militante di Sel e della Lista L’Altra Europa con Tsipras.

di Enrico Sitta

“Prima le persone” (slogan della lista Tsipras)
“Il Paese in cui è bello riconoscersi è quello fatto dai comportamenti, non dai monumenti” (Altiero Spinelli)

Predicare lo ius soli per la cittadinanza e praticare lo ius sanguinis per le rappresentanza politica. Io avevo capito che i candidati della lista Tsipras erano tutti figli di Altiero Spinelli, della sua idea di Europa. Invece, ancora una volta, avevo capito male: conta il dato biologico.

Invece dei cv la prossima volta (ammesso che per voi ce ne sarà un’altra) chiedete la prova del DNA, così fate prima.
Poco conta che quando Marco Furfaro va in tv riaccende una speranza a sinistra in questo paese, mentre la Spinelli non si capisce neanche quello che dice. Poco conta se ha promesso ovunque che avrebbe rinunciato al ruolo. Poco conta che i voti li ha presi perché l’hanno fatta votare tutti i candidati, sapendo che si sarebbe dimessa. Poco conta che ci sia gente che si è candidata proprio perché sapeva che si sarebbe dimessa; sticazzi giocare con la vita delle persone. Chi se ne frega.

In una situazione come questa arrivo a rivalutare addirittura la figura di Marianna Madia, che quando l’hanno chiamata per fare il ministro stava guardando Peppa Pig. Almeno è una che ha più senso della realtà, del verosimile, del possibile, del discreto.
Ma andiamo con ordine, perché è giusto che si sappia tutto.

Subito dopo il voto, la mattina del 26, viene fatta una conferenza stampa. Alla Spinelli viene chiesto esplicitamente dai giornalisti se rinuncerà al seggio, e lei – come al solito – non si capisce bene quello che dice. Per alcuni giorni il caos. Lei è irraggiungibile, è a Parigi (dove ancor a si trova senza che nessuno l’abbia mai vista). Ciò nonostante Marco Furfaro continua ad andare in tv come neo eletto della lista Tsipras, tenendo la barra dritta e ricevendo encomi e congratulazioni da tutti, compreso Melanchon. Poi arriva la prima proposta dei garanti ai segretari dei due partiti: Barbara accetterà, risolvetevela fra voi. Se serve anche con una roulette russa. Prima le persone. Grande senso di responsabilità politica. Poi viene davvero il bello: Massimo Torelli, coordinatore della lista, la notte fra giovedì e venerdì 5 giugno alle ore 2.00 chiama Marco Furfaro ed Eleonora Forenza dicendogli: “Complimenti, siete europarlamentari. Barbara ha scritto una lettera che si dimette”.

Poi, la mattina dopo, succede che Gallino esce dall’ospedale, chiama la Spinelli e le dice: “Ma che sei matta?”. Allora si rimangiano la parola un’altra volta. Guido Viale apre l’assemblea del 7 a Roma dicendo che la Spinelli potrebbe già aver accettato e optato per un seggio. L’assemblea è in rivolta, e chiede che ci sia una decisione democratica. La sera arriva il comunicato della Spinelli, che si rimangia la parola per la seconda volta, che sconfessa Gallino e i garanti sul sorteggio, che non tiene conto di quanto deciso dall’assemblea nazionale e che fa fuori Marco Furfaro senza neanche avergli fatto mai una telefonata in 20 giorni di supplizio, personale e politico.

Una persona misera Barbara Spinelli, una borghese piccola piccola, priva della facoltà politica e forse anche umana di intendere e di volere, in mano a dei mascalzoni che hanno sfruttato l’occasione per un unico scopo politico che andava delineandosi fin dall’inizio: fare fuori Sel. Per invidie, vecchi rancori, politicismi, opportunismi d’accatto.

Si sacrifica ancora una volta Marco Furfaro, una delle speranze della sinistra di questo paese per miopia, personalismi, tracotanza, tradimenti, cerchiobottismi. Tutti i peggiori istinti di questo povero paese. Gli istinti dell’élite di quella Repubblica (il giornale) e dintorni che non sta con Renzi e che magari avesse anche solo un grammo dell’intelligenza politica dell’ex sindaco di Firenze. Che io politicamente non stimo, sia chiaro. Ma che gigante in confronto a questi abietti!

Due o tre cose, in ordine sparso, che colgo occasione di dire in questo frangente: Eleonora Forenza, ora sei tutti noi. Spero che tu faccia bene in Europa e che porterai lì le nostre battaglie ma soprattutto che (una volta firmato le carte, sia chiaro!) troverai il modo di raccontare anche tu la miseria e lo schifo di questi giorni.

Poi volevo fare i miei complimenti sinceri a Moni Ovadia, unico in questa greppia di sciagurati dei garanti e dintorni ad aver fatto bella figura mantenendo la parola data.

Di tutti gli altri, esponenti di una generazione di perdenti nati, figli di, mariti di, la vecchia classe dirigente che sia quando è stata maggioranza che opposizione, giornalisti, intellettuali, tutti messi insieme non siete stati in grado in 40 anni di cambiare di una virgola per il meglio questo paese. Cresciuti e pasciuti con stipendi d’oro, vitalizi e (doppie) pensioni ridicole. Rappresentate il peggio della nazione, e ammesso che abbia mai stimato personalmente in passato qualcuno di voi la cosa oggi finisce qui.

A noi il compito, ancora una volta, di ricominciare da capo senza padri, padroni, padrini. Senza rete. Né con il Pd di Matteo Renzi né con l’abominio di Barbara Spinelli. Nella terra di nessuno, quella in cui la vostra grettezza, la vostra mancanza di prospettiva  e soprattutto di generosità e politica vorrebbe confinarci. Ma avete già perso, un’altra volta. Perché, in fondo, nella vita avete sempre fallito anche quando vincevate. E il fatto che ora tocca a noi rimettere in piedi questo Paese non sarà, ancora una volta, uno scranno a Bruxelles a decretarlo. E se qualcuno pensava di averci fatto fuori ve lo diciamo chiaro e tondo: rassegnatevi perché noi siamo più forti di ieri. Avete scritto per anni articoli sugli operai senza mai averne conosciuto uno. Una sinistra che ambisce oggi ad essere tale è una sinistra che sia in grado di dare voce, rappresentanza e risposte a chi non ne ha mai avute: i precari, i disoccupati, i lavoratori autonomi, gli esodati. Chi ha e chi sa di meno.

Ci candidiamo noi a fare questo. Voi cominciate a scansarvi.

 
Commenti
34 Commenti a “Prima le persone”
  1. Giorgio scrive:

    Ancora che li votate. Ancora. Spero che questo scempio porti finalmente a soluzioni drastiche nei confronti di questa mentalità. Per voi, perché io non voto a sinistra da anni a causa di tutto ciò (i prodromi erano chiari).

  2. Comunque si scrive Melenchon

  3. abraxas scrive:

    Chi ha fatto prendere voti a questa lista? SEL e Paola Bacchiddu. Entrambi sono stati fatti fuori. Prima usati e poi fatti fuori. Per sel la nemesi di chi usa gli intellettuali organici e poi viene fottuto a freddo.

  4. Lino scrive:

    La solita propensione al suicidio della sinistra….poi ci si stupisce se manca il consenso. Questi storie sono piuttosto squallide. Già aver “processato” la Bacchiddu è stato ridicolo, ora questa minchiata, forse è meglio diventare populisti. Che palle però!

  5. Francesco scrive:

    Godo come un matto a leggere queste parole! Da parte di chi? Un militante? Ma quale militante?! Sel non ha mai avuto militanti ma solo dirigenti, ed è quello che è il compagno Sitta… il quale fa parte di un gruppo che non ha ancora detto nulla su certe accuse di lauti compensi con soldi pubblici… insomma gente arrivata! No come noi squadristi che ancora contestiamo il pd andando a spaventare le persone: come dice il leader maximo, col pd ci si governa! E gli si obbedisce pure…
    Comunque povero furfaro, non potrà far parte di uno sputo europarlamentare in cui lo stesso Vendola non vuole credere, dato che azzoppa l’unico progetto di sinistra che passa un quorum da non so quanto.
    Ridicoli. Solo questo mi viene in mente. Politicamente, vi meritate tutto il peggio che i vostri improbabili alleati vi possano mai fare, perché siete diventati dei servi.

  6. Antonio Bonomi scrive:

    L’articolo è velenoso quasi come quello firmato da Repubblica in rete che è illustrato con uno scatto della Spinelli ritratta come la strega. Le malevolenze sulla candidata erano cominciate da prima del voto, soprattutto dai partitini, ma anche dall’esterno che non ha mai accettato una sinistra (Per il PCI PDS DS PD vale sempre: “pas d’ami a gauche” – il contrario di quello che dicevano i vecchi socialisti). Non credo sia importante sapere se una difficile decisione sia stata assunta in un giorno, due o in tre minuti, in solitudine o in compagnia, ma mi interessa che nasca un corpo di cittadini partecipanti che possa decidere democraticamente. Non c’è ancora e stiamo lavorando insieme, in tanti, per costruirlo. Quando potrà esprimersi deciderà serenamente se gli eletti sono fissi o a rotazione e quale sia il loro margine di decisione. Ora la Spinelli è una risorsa e si insedia nel GUE. Se va avanti il nostro progetto malgrado gli zanzaroni che punzecchiano, ci saranno pesto altre elezioni e ci sarà posto anche per i compagni che ora non sono stati eletti, se avranno ancora lavorato con noi.

  7. Mancini manu scrive:

    Tutto condivisibile a parte una cosa: la prossima volta rischiate in prima persona invece di utilizzare specchietti con nomi altisonanti, così evitate di rimanerci male se vi scaricano…della serie voi volevate usare loro e loro da bravi scaltri radical di sinistra hanno usato voi scaricandovi all’occorrenza.

  8. Giuseppe Luciano Meineri scrive:

    Cascano veramente le braccia: Da un lato un esponente di SEL, il giorno dopo le elezioni, ventila la possibile aggregazione di SEL al PD per sostenere il governo Renzi (e viene però successivamente smentito da Vendola); dall’altro lato la Spinelli, dopo aver solennemente e ripetutamente dichiarato di non volersi insediare al Parlamento europeo, se eletta, ora cambia idea ed occupa il seggio, e per giunta decide in solitudine!
    Può anche darsi che questa decisione possa consentire momentaneamente alla Lista di assumere maggior peso a Strasburgo però la decisione si sarebbe dovuta prendere a valle e nell’ambito di una discussione democratica con chi ( i Comitati) ha sostenuto il progetto, raccolto le firme, dato voce, gambe e risorse per la campagna elettorale e non autocraticamente in solitudine, come ha fatto la Spinelli.
    Oggi come oggi sono molto deluso, anche da questi commenti espressi con linguaggio tanto astioso e maleagurante, e non so se valga la pena continuare in questo impegno.

  9. Manuel anselmi scrive:

    Condivido molte delle critiche al personalismo narcisistico di questi personaggi glamour radical kitsch, meno la delusione di chi scrive: se ti affidi tutto a questo genere di brontosauri post-sovietismo illuminato devi aspettarti anche che possano fare di te carne da macello
    Che questo caso serva ad aprire una riflessione tra potere, intellettuali e rinnovamento a sinistra.

  10. Marco Imbeni scrive:

    Ma da quando un portaborse di Umberto Guidoni ha costituito una speranza per la sinistra? Ma i comunicati su Beverly Hills di Furfaro ve li siete dimenticati? E Obama lodato per le amnistie, che manco ha chiuso Guantanamo? Ma de che stamo a parlà? Di un funzionario di partito, che in vita sua non ha mai lavorato, e che a 33 anni sarebbe ora iniziasse a farlo.

  11. Marco Imbeni scrive:

    http://www.regione.lazio.it/Organigramma/per.do;jsessionid=A4F1C597018BAF511093A5061F4F75B0.rllas02?12152

    L’autore dell’articolo è a sua volta funzionario di Sel presso la regione Lazio, nella fattispecie in quota Massimiliano Smeriglio. Funzionari di tutti i paesi unitevi!

  12. girolamo de michele scrive:

    Ma la metà, un quarto, un ottavo di cotanta sacra indignazione di voi vendolisti quando mezza SEL boicottava la lista Tsipras e faceva campagna elettorale per il PD – per dire: convocando iniziative per le elezioni locali a sostegno del sindaco PD in contemporanea con iniziative della lista Tsipras – e dichiarava senza vergogna che avrebbe votato PD perché quello era il futuro, no? Che se la lista Tsipras invece che 3 deputati ne prendeva 5 il problema della seggiola sotto il culo di un funzionario di partito si risolveva da solo. Ma già, non ve ne siete accorti, impegnati come eravate a guardare le repliche di Beverly Hills 90210.

  13. Paolo scrive:

    io non lo so se Furfaro sia la nuova speranza della sinistra o no (ma se i “capi d’accusa” contro di lui sono quelli elencati da Marco Imbeni allora mi dispiace di aver votato solo la lista senza esprimere la mia preferenza per furfaro che stava nella mia circoscrizione), la mia obiezione è di principio: se un politico (e chi si candida per me è un politico anche se viene da altri mondi) dice una cosa per tutta la campagna elettorale poi deve almeno provare a farla (e qui caro Imbeni si parlava semplicemente di dimettersi cosa molto più facile che chiudere Guantanamo): Spinelli aveva promesso una cosa senza mai cambiare idea per tutta la campagna elettorale, e dopo le elezioni ha fatto l’opposto di quel che aveva promesso all’elettorato, questo per me è sufficiente per esprimere un giudizio negativo.
    Spero almeno che tale penosa vicenda serva di lezione: la prossima volta niente candidature di bandiera o di testimonianza, candidate gente che fin dall’inizio si impegna ad andare in Parlamento se eletta..sempre che sia ancora qualcuno disposto a votarvi cosa di cui non sono più tanto sicuro

  14. renatolli52 scrive:

    caro enrico capisco che veder svanire di un colpo un lavoro come portaborse di Furfaro in Europa è dura da digerire ma dopo questo tuo commento devo dire che ne sono felice !
    - Sentire un commento come il tuo : ” la Spinelli non si capisce neanche quello che dice ” è veramente solo frutto della tua rabbia e risentimento ! Ti vorrei ricordare che non ha preso 76.000 preferenze perchè le hai portate tu ma le ha prese la sua figura che purtroppo Furfaro non ha !
    -E’ ora di smetterla con queste logiche di ‘spartizione’ a tavolino che hanno decimato la sinistra in questo paese !
    -Penso che forse è più importante in questo momento capire cosa vuole fare da grande SEL visto che come al solito continua ad oscillare tra alleanza con il PD addirittura con Renzi ( che c’entra con la sinistra ?) ed una posizione Altra Europa !

  15. Colorado scrive:

    Certo che se tutta questa indignazione venisse da una fonte un po’ più pura e non coinvolta… magari poteva essere un minimo più credibile. Che il coordinatore della campagna elettorale vada in acido se il suo candidato arriva secondo è anche normale. La prossima volta provi a prendere più voti della Spinelli.

  16. Jacopo scrive:

    Tanto lucido l’articolo non mi sembra: tratta la Spinelli come un fantoccio nelle altrui mani e vede tutto in chiave anti-Sel. A me sembra che la Spinelli agisca secondo un progetto politico comprensibile, ma che ha il torto di scatenare molti più problemi di quanti non ne risolva. Scelta infelice di per sé, e per giunta presentata come peggio non si potrebbe. Contrariamente alla maggioranza degli altri interventi qui pubblicati però ne concludo che è proprio questo il momento di starci dentro: a un certo punto la Spinelli dovrà per forza passare il testimone e se in quel momento si troverà dietro un raggruppamento fatto solo di suoi portaborse o di funzionari riciclati, davvero tutto il lavoro dei militanti veri sarà stato inutile.

  17. S.G.F. scrive:

    Penso che Peppa Pig, nella parte iniziale dell’articolo e seppur di passaggio, sia stata trascinata del tutto ingiustamente in questa polemica.

  18. Dino Buzzetti scrive:

    Almeno nella lettera di Furfaro, un argomento politico — uno solo, ma è già qualcosa — c’era: « Io a Barbara Spinelli non ho niente da dire. Anzi, la ringrazio per aver avuto l’intuizione della lista ». Nella tua lettera nemmeno questo. Ma se per te Renzi è un « gigante », si capisce bene quanto tu apprezzi il non-pensiero. Studia, ragazzo, studia, che male non ti farà…

  19. paolo hutter scrive:

    con un linguaggio cosi crudo crudele e arrabbiato non si va da nessuna parte

    leggo nel tuo testo le critiche che anche io condivido ma esasperate in un linguaggio
    intollerabile insostenibile incompatibile con la speranza che ti dovrebbe animare

    ti consiglio di ritirare questa lettera e di ri scriverla con un linguaggio diverso

  20. Luca S. scrive:

    Ma coglioni siete piuttosto voi che ancora vivete di ideali e vi spaccate la testa contro ogni mulino a vento che cercate di assaltare. Fatevi furbi in futuro. Se siete stati sempre forza di minoranza è perchè nei decenni ve la siete sempre presa nel culo dalle varie Spinelli di turno, ma ogni volta ci ricascate di nuovo “volemose bene, siamo una grande famiglia, l’ideale della sinistra” … buoni solo per farvi mangiare dagli avvoltoi di turno.

  21. Cristina Bongiorno scrive:

    Desta raccapriccio, in questa livorosa missiva di Enrico Sitta, notare il ricorrere al tradizionale – ma evidentemente sempre a portata di mano – armamentario del maschilismo che si credeva appannaggio di tutt’altra sponda politica. Si liquida la Spinelli come “la figlia di”, negandole il valore personale, che risalta ancor più se messo a confronto con la biografia da apparatcik di Furfaro. Ammesso che della Spinelli non si capisca quello che dice – ma temo per i limiti intriseci di qualche lettore – quello che dice Sitta si capisce perfettamente: demolire l’avversario con la maldicenza, ma soprattutto con il sessismo più vieto. Davvero attendibile un partito che si riempie la bocca di diritti delle minoranze, dei diversi e delle donne. A loro volta, tacendo sul trattamento riservato a Spinelli da un loro dirigente, le donne di Sel svelano il loro ruolo subalterno. Se lo condividono si portano allo stesso infimo livello di Sitta, dove la violenza verbale nasconde esclusivamente la solita, banale, misera, sete di poltrone.

  22. Sara scrive:

    Maddàai, dire “la figlia di” qui è come dire “il figlio di”. Nell’ag0

  23. Teo scrive:

    Dall’articolo in poi, un interessante campionario di pavidità trasformista, di miopia passivo-aggressiva, di insipienza tragicomica, di astrusa furberia imbelle e autolesionista che tanto BENE hanno fatto e continuano a fare – per tacere della pervicace mentalità medievale e al finto buonismo che ammanta l’istinto rapace – al patrio suolo. Fortuna stavolta che nella farsa siano coinvolti quattro gatti.
    Bravi, continuate a fare i vostri giochini manipolatori e imbecilli. Vi porteranno alla completa sterilità e alla scomparsa di quel poco di idea socialdemocratica che ancora resta.
    Solo una cosa: la parola data, se si è data, si onora.
    Se poi non ve ne frega niente…

  24. Stefano Galli scrive:

    Sono elettore di Sel circoscrizione nordest Bologna quartiere Saragozza ho votato lista Tsipras contribuendo a raggiungere nel quartiere il 14% dei voti ( quattordicipercentooooooo).
    Ho votato lista Tsipras non perché voto Sel ma perché credo nel l’idea di europa di Tsipras e di barbara spinelli che leggo tutte le settimane sulla famigerata Repubblica renziana.
    Io ho votato lista Tsipras per la Spinelli e non per questo furfaro che non so chi sia e non mi interessa, se è un bravo dirigente politico farà il bravo dirigente politico in Italia.
    Spinelli ha commesso un errore ( nel mio piccolo lo dissi) accettando la farsa del candidato che si ritira ma con 76 mila preferenze più la mia che non potevo esprimere a nordest DEVE andare a Bruxelles nel GUE a fare il lavoro per cui l’abbiamo votata.
    Voto Sel, ma non me ne frega nulla dei suoi dirigenti

  25. Pino scrive:

    Grande delusione (per me ancora piu grande poi che ho votato Spinelli e Furfaro!)-
    L’operazione Tsipras mancava di un forte collante e la bassa percentuale raggiunta ha evidentemente -con i pochi posti a disposizione – eccitato appettiti di visibilità.
    Per carità , non dubito che Barbara Spinelli sarà un ottimo deputato europeo, migliore di sicuro di Iva Zanicchi e di Licia Ronzulli….ma certo credo che abbia sottovalutato l’effetto boomerang del suo gesto ( e per una persona che si occupa di comunicazione non è il massimo)
    Devo dire non per ragioni di partito o partitino, avrei preferito Marco Furfaro, giovane, competente, già con esperienza in Europa dove ha lavorato.
    Brutto segnale per tutti noi che vorremmo un polo disinistra in Italia–

  26. Marmartin scrive:

    Come faremo senza questo Furfaro in Europa? e con la Spinelli? Ma chi é questa gente? Intellettuali sanguisughe inutili e dannosi, comunisti fuori tempo, approfittatori della peggiore specie!!! Fanno schifo loro e chi li ha votati!!!!!

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  1. [...] chi crede ancora che il progetto della Lista Tsipras sopravviva suggerisco di leggere l’articolo di Enrico Sitta, militante di SeL, che spiega perfettamente come sono andate le cose, poi di leggere il pezzo di [...]

  2. [...] scoppiato il caos che negli ultimi giorni covava silenzioso sotto la cenere. La miccia la accende una lettera firmata da Enrico Sitta, militante di Sel e “coordinatore della campagna elettorale di Marco Furfaro” come si [...]

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  5. [...] Il coordinatore della campagna elettorale di Furfaro, tale Enrico Sitta,  sbrocca e scrive una lettera velenosa (e vergognosa), piena di insulti da bar e scritta in un italiano piuttosto approssimativo, da uno [...]

  6. [...] della diaspora congenito alla sinistra non venga immediatamente alla luce. Un militante di Sel - la cui lettera di accusa a Medea Spinelli di essersi mangiata il figlio Furfaro per un seggio è stata una delle micce che [...]

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  8. [...] “coordinatore della campagna elettorale di Marco Furfaro” che ha scritto una durissima lettera, pubblicata dal blog della Minimum Fax, che dipinge la Spinelli con le seguenti [...]



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