Professione criminale. La Londra dei gemelli Kray John Pearson

“Professione criminale”, un estratto

Pubblichiamo un estratto da “Professione criminale – La Londra dei gemelli Kray” di John Pearson. Il libro è edito da Milieu, che ringraziamo.

di John Pearson

Fin dal diciottesimo secolo, l’East End era stata la famosa culla di pugili e criminali, due razze che venivano su dalla povertà. La maggior parte dei criminali dell’East End si occupava di furti, violenze e scontri tra bande, malavita da ghetto, buona solo per quelli che hanno ben poco da perdere. Nelle zone più povere di Londra, il crimine era considerato un modo abbastanza normale di vivere e la polizia individuava alcune “aree di delinquenza”: King’s Cross per i ladri, Hackney per scassinatori e topi d’appartamento, Stepney per ladruncoli e truffatori, Bethnal Green e Whitechapel per i criminali violenti.

Il “delinquente” è un combattente che vive della sua reputazione: non importa quel che fa o cosa gli succede. Si guadagna da vivere in ogni modo possibile, soprattutto con reati minori. La sua arma è l’intimidazione. Le sue virtù, come le chiamano, sono il “fiuto per i raggiri” e una totale mancanza di rispetto per il denaro una volta ottenuto. Il delinquente dell’East End, secondo un anziano ex ladro di Bethnal Green, «di solito moriva giovane e non faceva mai una lira. Viveva da animale e moriva da animale». L’esempio più azzeccato era Bill Sykes. Nonostante questo i delinquenti dei tempi andati dell’East End avevano un fascino tutto loro. Vivevano vite “sgradevoli, brutali e brevi”, ma almeno se ne stavano fuori e al sicuro dal mondo grigio che li circondava. Tutti parlavano di loro e Charles li conosceva uno per uno, Jimmy Spinks, Timmy Hayes, il vecchio Dodger Mullins: non erano affatto uomini da ammirare, ma erano riconosciuti per quel che erano e avevano fatto ciò che molti grandi uomini avrebbero voluto fare. Non avevano mai lavorato. Spaventavano a morte allibratori, proprietari di pub e commercianti di successo e ci facevano un sacco di soldi. […] Perfino la loro brutalità era memorabile. «Jimmy Spinks aveva ordinato un fish and chips, e quando quelli gli hanno detto di cambiare aria visto che non voleva pagare, ha preso il gatto del locale e l’ha infilato nella friggitrice.» «Il vecchio Wassle aveva l’abitudine di lanciare in aria dei mattoni e prenderli a pugni quando cadevano per indurirsi le mani.»

All’inizio i delinquenti venivano dalle zone più povere dell’East End. C’erano quelli che venivano proprio da Bethnal Green, che erano considerati degli “splendidi”, cioè dei tipi arroganti. Poi c’erano quelli della Watney Street di Whitechapel e le bande locali di Brady Street e Dossert Street, che ancora negli anni Novanta del XX secolo deteneva il più alto numero di omicidi di tutte le via di Londra. «Ai vecchi tempi qui si vedeva la faccia peggiore della povertà e il lato peggiore dell’ignoranza. Si vedevano vecchie donne sedute per strada a fumare la pipa. Erano spesso le donne a mandare avanti la famiglia fabbricando pennelli o fiammiferi. E qui si ritrovava l’irlandese più povero sposato con l’ultimo degli ebrei. Watney Street dava i natali ai delinquenti più menefreghisti di tutti.»

[…] Le scuole erano state chiuse per via dei bombardamenti e i gemelli godevano di totale libertà. Passavano la notte nel tanfo cockney del rifugio antiaereo sotto il viadotto di Vallance Road. Nonno Lee aveva dato una svolta alla sua vita e si era messo a organizzare gare canore tra i vicini ogni sera. Si occupò personalmente di costruire un palcoscenico e il suo pezzo forte era una poesia che aveva intitolato “Hitler, falla finita”.

Durante il giorno i gemelli giocavano sulle macerie. «A nostra madre pareva che non avessimo mai fame, anche se a volte era molto dura. Ma ad ogni modo a cena c’era sempre stufato e patate. Io e Reg eravamo due bimbi pidocchiosi e molti di noi avevano la scabbia. A volte esplodevano delle bombe tra i cumuli di macerie dove giocavamo e l’ufficiale medico venne più volte a sgridarci.» Non che i gemelli se ne preoccupassero: la loro vita era tutta un’emozione via l’altra. «Iniziammo varie guerre tra bande. Fu quella la nostra prima banda, da quel che ricordo. Io e Reg organizzavamo attacchi e sassaiole sui bambini della strada accanto. Fuori da casa nostra sembrava di essere sempre in trincea. Combattevamo contro tutti i bambini del circondario. Alla fine ci facemmo una nomea tale che ogni volta che qualcuno si faceva male o si rompeva qualcosa, ci finivamo di mezzo noi. Ci chiamavano “i gemelli terribili”.»

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