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Proviamo a stemperare una polemica sui premi? Una risposta pacata e articolata

Riprendiamo quest’intervento dal blog di Jumpinshark.

In questi giorni trovano ampia circolazione in rete una lettera aperta di Raul Montanari “agli organizzatori del Premio Scerbanenco, nell’ambito del Festival Noir di Courmayeur” e le successive repliche e controrepliche dell’organizzazione del premio e dello scrittore (riprodotte in una nota Facebook di quest’ultimo). Montanari lamenta con grande forza la bassa considerazione del giudizio popolare nella selezione della cinquina dei finalisti allo Scerbanenco e pure la “procedura macchinosa, grottesca, mortificante” di voto che prevede persino l’indicazione degli estremi della carta d’identità.
La pagina ufficiale del premio spiega la composizione del voto, “ponderato” tra giudizio popolare e di esperti, e ne difende la validità:

“La cinquina dei finalisti viene determinata dalla somma dei voti dei lettori espressi sul sito e di quelli della Giuria che sono ponderati, ovvero in un rapporto matematico che dipende dal numero dei giurati e dal numero dei voti del sito. La Giuria ha votato quest’annno in 7 mentre i voti sul sito sono stati 1123. Il rapporto tra questi due numeri e’ 160 (virgola 42 per la precisione), dunque ogni voto della Giuria “pesa” 160 nella conta finale. Ad esempio, se un titolo ha avuto 484 voti finali è perché lo hanno votato tre giurati ovvero 480 voti ponderati e 4 lettori sul sito, la somma è dunque 484. Mentre un altro titolo che abbia avuto ugualmente 4 voti dai lettori, se ha avuto 6 voti dai giurati, ovvero 960, avrà un totale più alto. Nel caso in cui più titoli abbiano avuto lo stesso voto dai giurati, il titolo vincente è quello che avrà più voti dai lettori. Allo stesso tempo, i titoli che non abbiano avuto nessun voto dai giurati, anche se risultassero i più votati dai lettori non potrebbero entrare in classifica. Questo metodo, dopo anni di esperimenti, è l’unico in grado di garantire un giudizio scevro da interessi personali ed editoriali ma insieme di ascoltare la voce dei lettori, temperandola con un’opinione di qualità.”

Marina Fabbri, nella prima replica a Montanari, dichiara inoltre che “il voto sul sito serve moltissimo, perche’ se un libro non ha tanti voti dalla giuria o se piu’ libri ottengono lo stesso voto dalla giuria, sara’ il voto dei lettori a decretarne l’ingresso in cinquina”.

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Il voto assegnato a un dato libro, v(L), si ottiene determinando prima il coefficiente k con:

k = somma totale dei voti popolari / numero degli esperti
e quindi calcolando
v(L) = voti popolari per L + (k * voti esperti per L)
k è quest’anno 160.4286 arrotondato a 160, ma va subito precisato che il voto popolare espresso sul sito è limitato a un solo libro, mentre i giurati votano una cinquina di libri (derivo la limitazione del voto popolare da Montanari, mentre per il voto dei giurati si vedano i calcoli più sotto).
Il totale dei voti esprimibili, Tv, è dato dal totale voti popolari, Tp, più il totale dei voti degli esperti, Te, con Te dato da 5 * numero esperti (quest’anno 7) * k
Tv = Tp + Te = Tp + 5*7*k
sciogliendo k abbiamo quindi
Tv = Tp + 5*7*Tp/7 = Tp + 5Tp
Da ciò si comprende subito come il voto popolare assommi a 1/6 e quello dei giurati a 5/6 del voto totale (salvo approssimazioni). Nel 2013 il totale dei voti è 1123 voti popolari + (7 giurati * 5 voti a giurato * 160 di fattore k) = 6723 e il voto popolare totale costituisce il 16.70385% del totale.
Il voto popolare del singolo (ad es. Montanari) vale quest’anno 1 su 6723, ovvero partecipa per lo 0.01487431% al totale, mentre un giurato contribuisce per 800 (5*160) voti su 6723, ovvero per l’11.89945%. 
 
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È inoltre chiaro che, fermo restando il numero dei giurati, all’aumentare della partecipazione popolare diminuisce il peso del singolo voto popolare in rapporto a quello dei giurati, in quanto il fattore k, cioè il “moltiplicatore” dell’esperto, aumenta. Se 14.000 persone avessero votato allo Scerbanenco, k sarebbe stato 2000, mentre il voto popolare totale continuerebbe a costituire 1/6 del voto totale (salvo arrotondamenti).
k mi pare inoltre dover soddisfare queste condizioni:
  • il numero degli esperti deve essere maggiore di zero,
  • un libro deve avere almeno un voto dagli esperti per entrare nella cinquina dei finalisti,
  • k deve essere maggiore di 1 (sarebbe minore nel caso in cui la somma dei voti popolari fosse inferiore al numero degli esperti; questa condizione c non è esplicitata, ma credo vada inserita nel sistema).
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Veniamo ai risultati di quest’anno. Montanari cita i cinque più votati dai lettori:

1. Massimo Donati, Diario di spezie, Mondadori [222]
2. Fabrizio Canciani, Acqua che porta via, Todaro Editore [156]
3. Erica Arosio & Giorgio Maimone, Vertigine, Baldini & Castoldi [113]
4. Claudio Paglieri, L’enigma di Leonardo, Piemme [98]
5. Romano De Marco, A casa del diavolo, Fanucci [69]

E quindi lamenta che nella cinquina finale l’unico “sopravvissuto” sia Paglieri; a lato indico che Donati è invece l’unico ad avere un numero di voti (222) superiore a k di quest’anno (cioè è il solo che con il totale dei voti popolari supera il singolo voto, sui cinque disponibili, dato da un giudice).
Riporto ora la lista ufficiale del sito con l’intera classifica definitiva e “ponderata”:

LA CLASSIFICA DEI 23 ROMANZI IN VOTAZIONE
Nelle parentesi, la somma dei voti dei lettori e della giuria
¤ Donato Carrisi, L’ipotesi del male, Longanesi [964]
¤ Simone Sarasso, Il paese che amo, Marsilio [701]
¤ Claudio Paglieri, L’enigma di Leonardo, Piemme [578]
¤ Massimo Gardella, Chi muore prima, Guanda [492]
¤ Marco Malvaldi, Milioni di milioni, Sellerio [484]
¤ Romano De Marco, A casa del diavolo, Fanucci [389]
¤ Matteo Strukul, Regina nera, Edizioni E/O [366]
¤ Dario Buzzolan, Se trovo il coraggio, Fandango Libri [339]
¤ Elisabetta Bucciarelli, Dritto al cuore, Edizioni E/O [326]
¤ Francesco Recami, Il segreto di Angela, Sellerio [320]
¤ Roberta De Falco, Nessuno è innocente, Sperling & Kupfer [227]
¤ Giuliano Pasini, Io sono lo straniero, Mondadori [224]
¤ Massimo Donati, Diario di spezie, Mondadori [222]
¤ Mario Paternostro, Le povere signore Gallardo, Mondadori [186]
¤ Massimo Cassani, Zona franca, Tea [176]
¤ Antonio Manzini, Pista nera, Sellerio [176]
¤ Mariolina Venezia, Maltempo, Einaudi [161]
¤ Fabrizio Canciani, Acqua che porta via, Todaro Editore [156]
¤ Erica Arosio & Giorgio Maimone, Vertigine, Baldini & Castoldi [113]
¤ Tony Laudadio, Esco, Bompiani [50]
¤ Andrea Fazioli, Uno splendido inganno, Guanda [44]
¤ Giuseppe Naretto, L’orizzonte capovolto, Ponte alle Grazie [20]
¤ Marco Polillo, Villa Tre Pini, Rizzoli [9]

Con la divisione euclidea tra il singolo voto e 160 otteniamo i singoli voti popolari e degli esperti (escluso Donati che rimane sempre invariato). Di seguito quindi la classifica con i voti dei lettori e dei giurati distinti in coppie di parentesi quadre:

LA CLASSIFICA DEI 23 ROMANZI IN VOTAZIONE
voti dei lettori e della giuria
¤ Donato Carrisi, L’ipotesi del male, Longanesi [4 popolari][6 esperti]
¤ Simone Sarasso, Il paese che amo, Marsilio [61][4]
¤ Claudio Paglieri, L’enigma di Leonardo, Piemme [98][3]
¤ Massimo Gardella, Chi muore prima, Guanda [12][3]
¤ Marco Malvaldi, Milioni di milioni, Sellerio [4][3]
¤ Romano De Marco, A casa del diavolo, Fanucci [69][2]
¤ Matteo Strukul, Regina nera, Edizioni E/O [46][2]
¤ Dario Buzzolan, Se trovo il coraggio, Fandango Libri [19][2]
¤ Elisabetta Bucciarelli, Dritto al cuore, Edizioni E/O [6][2]
¤ Francesco Recami, Il segreto di Angela, Sellerio [0][2]
¤ Roberta De Falco, Nessuno è innocente, Sperling & Kupfer [67][1]
¤ Giuliano Pasini, Io sono lo straniero, Mondadori [64][1]
¤ Massimo Donati, Diario di spezie, Mondadori [222][0]
¤ Mario Paternostro, Le povere signore Gallardo, Mondadori [26][1]
¤ Massimo Cassani, Zona franca, Tea [16][1]
¤ Antonio Manzini, Pista nera, Sellerio [16][1]
¤ Mariolina Venezia, Maltempo, Einaudi [1][1]
¤ Fabrizio Canciani, Acqua che porta via, Todaro Editore [156][0]
¤ Erica Arosio & Giorgio Maimone, Vertigine, Baldini & Castoldi [113][0]
¤ Tony Laudadio, Esco, Bompiani [50][0]
¤ Andrea Fazioli, Uno splendido inganno, Guanda [44][0]
¤ Giuseppe Naretto, L’orizzonte capovolto, Ponte alle Grazie [20][0]
¤ Marco Polillo, Villa Tre Pini, Rizzoli [9][0]

I voti degli esperti sono in totale 35, quindi è ragionevole assumere che ogni giudice abbia votato non un singolo titolo ma una cinquina di titoli finalisti (5*7=35). Al contrario il voto popolare è limitato a un solo titolo (almeno questo comprendo da Montanari).
Quest’anno i primi cinque titoli hanno ottenuto 19 voti degli esperti sui 35 disponibili, il 54.286%, e 179 voti popolari su 1123, il 15.939%.
Per la cinquina finalista il peso percentuale del voto popolare è:

¤ Donato Carrisi, L’ipotesi del male, Longanesi 0.4149378
¤ Simone Sarasso, Il paese che amo, Marsilio 8.7018545%
¤ Claudio Paglieri, L’enigma di Leonardo, Piemme 16.9257340%
¤ Massimo Gardella, Chi muore prima, Guanda 2.4390244%
¤ Marco Malvaldi, Milioni di milioni, Sellerio 0.8264463%

Si noti infine che quest’anno il voto popolare non ha avuto alcuna influenza nella determinazione della cinquina, già perfettamente determinata dal voto dei giurati:

¤ Donato Carrisi, L’ipotesi del male, Longanesi [6]
¤ Simone Sarasso, Il paese che amo, Marsilio [4]
¤ Claudio Paglieri, L’enigma di Leonardo, Piemme [3]
¤ Massimo Gardella, Chi muore prima, Guanda [3]
¤ Marco Malvaldi, Milioni di milioni, Sellerio [3]
¤ Romano De Marco, A casa del diavolo, Fanucci [2] (fuori dalla cinquina)

Quindi male argomenta Marina Fabbri nella sua difesa del sistema di voto quando scrive:

“La prova che questo sistema e’ il piu’ giusto sta nell’entrata in cinquina di Paglieri che ha avuto 3 voti dai giurati, dunque 480, ma ben 98 dai lettori e questo gli ha permesso di entrare in cinquina con 578 voti totali, superando altri autori con lo stesso numero di voti dei giurati ma numero inferiore di voti dei lettori.”

Il sistema può essere certamente il migliore ma le preferenze accordategli dai lettori non hanno “permesso” a Paglieri di entrare nella cinquina. L’autore sarebbe infatti entrato nella finale anche con quattro voti popolari, come Malvaldi, anzi sarebbe entrato pure con zero voti dalla giuria dei lettori (160*3=480 è maggiore dei 389 voti totali del sesto classificato, Romano De Marco).

[Ho svolto, sulla base delle informazioni disponibili, i calcoli con e sarò grato a chi mi volesse segnalare qualsiasi errore materiale o concettuale.]

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
5 Commenti a “Proviamo a stemperare una polemica sui premi? Una risposta pacata e articolata”
  1. bidé scrive:

    Che abbia ragione Montanari a me sembra evidente.
    Qui tutto il botta e risposta, molto esplicativo, tra Montanari e gli organizzatori del premio:
    http://www.ilprimoamore.com/blogNEW/blogDATA/spip.php?article1825

  2. giallonero scrive:

    Non capisco dove sta la pacatezza Raimo nel calcolo di Jampinshark, che da perfettamente ragione a Monatanari.

  3. Raul Montanari scrive:

    Confermo la conclusione di Jumpinshark: diversamente dai lettori, i membri della giuria tecnica avevano a disposizione cinque voti, equivalenti a 800 voti dei lettori.
    Dunque due soli giurati tecnici su sette (diciamo uno e mezzo!) si mangiano via tranquillamente tutta la potenza di voto della giuria popolare, e questo è un particolare che è stato accuratamente taciuto da Marina Fabbri nelle sue repliche stizzite alle mie obiezioni, così come è assente dalle spiegazioni sul sistema di calcolo postate sul sito del Noir in festival di Courmayeur solo DOPO che avevo espresso le mie critiche, sostenuto da centinaia di allocchi come me che si erano sottoposti alla trafila per poter votare convinti di avere una qualche influenza anche minima sulla formazione della cinquina finale.
    Approfitto dell’ospitalità di Christian per una sola precisazione. Diversamente da quanto sostenuto dalla Fabbri in una serie di attacchi personali che sono la classica, vecchissima strategia per delegittimare l’interlocutore in mancanza di argomenti, io non penso affatto che questo assurdo sistema di voto nasconda chissà quali intrighi. Conosco bene metà dei giurati tecnici e sono convinto che votino secondo coscienza. E’ semplicemente un pasticcio, una cosa malfatta che si risolve in una truffa ai danni dei poveri fessi che vanno sul sito a votare. Sarebbe più onesto dire che lo Scerbanenco è un premio di giuria, come tanti altri, ma fa gioco avere un migliaio e più di contatti sul sito.
    Grazie e complimenti a Jumpinshark e al per me misteriosissimo R (non è Raul di sicuro: la divisione euclidea mi ha tramortito!).

  4. anita scrive:

    Che mal di testa! Posso dire la mia in sintesi? Abbasso questo Premio disonesto e imbarazzante, non è certo un vanto nemmeno per chi lo riceve, che autori e editori ci riflettano.

  5. Staff scrive:

    Imbarazzante, purtroppo.

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