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Qualcosa, non sai cosa, si è staccato, spaccato

Qualcosa, non sai cosa, si è staccato, spaccato –
tematizzi: non riesci; simbolizzi: non riesci; fai
qualcosa: non sai cosa, non riesci – e la casa è
di carta, ti pare, tutta una scoperta; e sollevi la
coperta: ci sei, come ieri, come eri – come eri
sempre stato, ti pare: ma poi ti appari come un
te prima di essere nato e hai coscienza, ora, di te,
e hai paura: hai freddo, hai caldo, non sai quanto
dura – tematizzi: non riesci; simbolizzi: non riesci;
fai qualcosa: non sai cosa, non riesci; esci.

Ti resta lo stacco, lo spacco – il grido
lasciato silenziato nelle cuffie,
la bottiglia piena lasciata andare,
il poco pavimento impraticabile,
apri, esci, stacchi, spacchi,
sei come un tempo: solo: non hai paura:
nell’affanno sospetto fai alla svelta,
anche se i treni passano
tutti uguali, passano, ogni mezz’ora:
“Cosa dirti?”, ti dici: “A te la scelta”.

Ritorni. La porta lasciata aperta.
Chiudi. Fai innanzitutto l’inventario
del tuo privato che hai distrutto. Poi
scoperchi armadi e cassetti – in realtà
cerchi un qualcuno a cui dire «Ci sono,
non so cosa ho fatto, si è rotto tutto»
[trovi (come già eri sicuro) solo
te, nello specchio a muro].

(2019, fonte foto)

Andrea Donaera (Maglie, 1989) vive a Bologna. È laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università del Salento, dove è segretario del Centro di ricerca “PENS: Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”.Dal 2016 dirige la collana di poesia Billie della casa editrice ‘Round Midnight. È il direttore artistico del festival letterario “Poié” di Gallipoli, e del Festival della poesia dialettale “Oju lampante”. Dal 2017 collabora con il magazine di approfondimento culturale “Midnight”, curando la rubrica Urban dedicata alla giovane poesia italiana.
Ha pubblicato alcune raccolte di poesia. Tra le ultime: “Il latte versato” (Sigismundus, Ascoli Piceno, 2012, postfazione di Elio Pecora); “Certe cose, certe volte” (Marco Saya, Milano, 2013, introduzione di Nicola Vacca); “Occhi rossi” (‘Round Midnight, Campobasso, 2015, prefazione di Davide Rondoni). Ha inoltre pubblicato il saggio “Su una tovaglia lisa. Nell’Inventario privato di Elio Pagliarani” (L’Erudita, Roma, 2017). Suoi testi e interventi sono stati ospitati su diversi blog e riviste, come La Lettura del “Corriere della Sera”, “Nazione Indiana”, “Crapula Club”, “Inutile”, “Atelier”, “Argo”, “Critica impura”, “Vibrisse”, “Interno poesia”, “Poetarum Silva”, “Poesia 2.0”.
Nel 2018 ha vinto il Gran Premio Assoluto della Giuria del premio internazione di poesia “Ossi di seppia”.
Commenti
2 Commenti a “Qualcosa, non sai cosa, si è staccato, spaccato”
  1. sergio falcone scrive:

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  1. […] Una poesia che ho letto qualche giorno fa, innanzitutto. Non so nemmeno se mi piace, a dirla tutta: mi sembra un po’ sfacciata, un po’ spiattellata, forse. E però mi piace, lo so: altrimenti non mi sarebbe rimasta in testa così come mi è accaduto, in tutti questi giorni, come un ritmo, come un ritornello un po’ sincopato, come una poesia quando (almeno un po’) mi piace e non mi lascia più stare. Comincia così, ma va anche avanti e finisce poi in quest’altra pagina: […]



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