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Quelli che vanno a combattere con l’Isis, perché lo fanno?

Questo pezzo è uscito in Germania sulla TAZ. Ringraziamo l’autore e la testata.

di Marco D’Eramo

È straordinario come nessuno si soffermi davvero a chiedersi perché tanti giovani che vivono in Europa, Canada, Australia, persino Cina, vadano ad arruolarsi per combattere in Siria e in Iraq con il cosiddetto Stato islamico (Isis), o con altre milizie musulmane. Nei giorni scorsi il New York Times ha pubblicato un diagramma impressionante sulla provenienza geografica dei volontari stranieri presenti sul terreno. Le cifre sono sempre scivolose e spesso contraddittorie, ma la presenza straniera in Siria e Iraq è valutata intorno ai 17.000 combattenti (la confusione nasce perché alcune stime si riferiscono al solo Iraq o alla sola Siria, alcune al solo Isis, altre all’intera galassia di gruppi combattenti nei due paesi). I contingenti più nutriti provengono naturalmente dalla Cecenia e Nord Caucaso (circa 9.000) e dalla Turchia (1.000), dove l’Islam è religione dominante, come in Kosovo (400 volontari), ma ben 1.900 vengono dall’Europa occidentale (700 dalla sola Francia, 340 dalla Gran Bretagna, una sessantina dall’Irlanda), un centinaio dagli Usa, e tra i 50 e i 100 persino dall’Australia. L’interpretazione corrente è che questi volontari siano emarginati e fanatici, cioè “pazzi”. La follia è stata usata come spiegazione storica dai tempi di Caligola fino a Hitler e poi Amin Dada, Saddam Hussein e tutta la compagnia di leader e/o dittatori abbattuti o da abbattere. Ma è una spiegazione che non spiega niente e che anzi indica che siamo incapaci di spiegare il fenomeno. Bisogna maneggiare con estrema cautela le “eterodefinizioni”: così nessuno definisce se stesso “terrorista” (come nessuno definisce se stesso “populista”). Parafrasando una vecchia massima, il terrorista degli uni è il martire irredentista degli altri: “terrorista” è sempre la definizione che il nemico dà dell’avversario, il vincitore del vinto. Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi chiamavano “terroristi” i maquisards, ma dopo la vittoria alleata nessuno li ha più chiamati così. Nello stesso modo, i francesi chiamavano “terrorista” l’Fln algerino, ma dopo l’indipendenza nessuno ha usato più questo termine, semplicemente perché l’Fln aveva vinto. Così nessuno ha chiamato “terroristi” Begin od Ho chi min, perché anch’essi hanno imposto la “narrazione del vincitore”.
Perciò andrebbe ponderato con attenzione il fenomeno di queste nuove brigate internazionali, tanto più dopo una monografia resa pubblica solo di recente, ma preparata nel 2010 dal Rand National Defense Research Institute e intitolata An Economic Analysis of the Financial Records of al-Qaeda in Iraq che analizza i dati contabili di Al-Qaida tra il 2005 e 2010, ma che Rand considera ancora validi anche per l’Isis, almeno nei caratteri fondamentali. Le due conclusioni di Rand sono che 1) la retribuzione non è il movente principale che spinge ad arruolarsi nelle milizie islamiche (Rand afferma che il reddito di un combattente è di gran lunga inferiore a quello percepito dalla media delle famiglie nelle regioni interessate, mentre le probabilità di morte sono assai superiori); 2) i terroristi hanno livelli d’istruzione e patrimonio superiori alle attese, il che indebolisce le teorie che spiegano la partecipazione alla militanza con una carenza finanziaria, una instabilità mentale o una scarsa educazione” (the observed higher-than-expected education and wealth levels of terrorists weakens theories explaining participation in militancy as being due to financial deprivation, mental instability, or poor education): non sono emarginazione, follia, povertà a motivare i volontari, parola di Rand.
Insomma queste nuove “brigate internazionali” sono un fenomeno che va preso sul serio e che pone un interrogativo ancora più serio. Non dimentichiamo che i primi “volontari stranieri” moderni furono coloro che nel primo ‘800 andarono a combattere e morire per l’indipendenza della Grecia cristiana dall’islamico impero ottomano. I più famosi furono il conte italiano Santorre di Santarosa (morto a Sfacteria nel 1821) e il poeta inglese George Byron (morto a Missolungi nel 1824). Il simbolo del volontariato internazionale ottocentesco fu Giuseppe Garibaldi non a caso chiamato “l’eroe dei due mondi” perché combatté in Brasile, Uruguay, Italia e Francia (nel 1871, contro i tedeschi). Tutti costoro facevano proprie le parole del saint-simoniano Emile Barrault: «Un uomo, che, facendosi cosmopolita, adotta l’umanità come patria e va ad offrire la spada ed il sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannia, è più di un soldato: è un eroe».
Nel ‘900 questa tradizione fu ripresa dalle brigate internazionali, anarchiche, repubblicane, comuniste, nella guerra di Spagna che tanta traccia hanno lasciato nella letteratura: da Per chi suona la campana di Ernest Hemingway a Omaggio alla Catalogna di George Orwell.
Dopo la seconda guerra mondiale questa tradizione s’interruppe. Nessun volontario europeo partì per il Vietnam o per l’Africa del Sud dell’apartheid.
Il fenomeno riprese all’inizio degli anni ’90 con la guerra in Bosnia e poi in Afghanistan, fino all’arruolamento attuale nell’Isis che desta molta più attenzione. Ma c’è una novità enorme nella motivazione di questo nuovo volontariato internazionale. Non è più l’irredentismo patriottico o la solidarietà di classe, ma è un nuovo irredentismo religioso che vuole liberarsi dal giogo degli infedeli occidentali. I volontari europei dell’Isis potrebbero far proprie le parole di Barrault, solo che al posto dell’umanità porrebbero l’Islam.
L’interrogativo è allora: come è avvenuto che a motivare il sacrificio di tanta gioventù europea non sia più l’umanità, la patria, il socialismo, ma la religione? Che cosa abbiamo fatto a questi ragazzi per portarli a questo punto? Quello che fa imbestialire nel discorso dominante sul fondamentalismo islamico, soprattutto quello in Europa, è che glissa sulle cause strutturali, sull’alienazione sociale e riduce tutto a un’improbabile e inutile categoria di “insania e fanatismo”.
E che all’Isis tanto insani non siano, lo dimostra il fatto che con due “sole” decapitazioni pubbliche un gruppo di scalzacani è riuscito a farsi riconoscere come il nemico principale della maggiore superpotenza mondiale.

Commenti
37 Commenti a “Quelli che vanno a combattere con l’Isis, perché lo fanno?”
  1. Paolo scrive:

    Che cosa abbiamo fatto a questi ragazzi? Nulla a parte dargli una istruzione e un tenore di vita di buon livello (se ci basiamo sui dati di Rand questi ragazzi non sono nè poveri nè ignoranti nè emarginati). Comunque mi colpisce come proprio non si voglia accettare il fatto che questi ragazzi abbiano fatto consapevolmente una scelta politica e ideologica..no, in una sorta di “eurocentrismo compassionevole” bisogna vederli per forza come vittime dell’Occidente, vittime nostre (“cosa gli abbiamo fatto”), D’Eramo assomiglia a quelle mogli maltrattate che incolpano se stesse per le botte del marito, siamo come il ragazzino preso a calci dal bullo che si chiede “Ma che gli ho fatto?”. Se fossi in D’Eramo mi rileggerei quello che Slavoj Zizek ha scritto sulla invidia mista a fastidio, fascinazione e repulsione che molti integralisti islamici provano verso la civiltà occidentale e le sue libertà.

  2. Piero Petri scrive:

    Quindi se poche centinaia di giovani -l’ordine di grandezza è questo- sono spinti a sfogare in un conflitto lontano i propri peggiori istinti, con omicidi di massa, stupri, torture, decapitazioni, la responsabilità è nostra?

    L’autore avrebbe speso meglio il suo tempo (evitando di sprecare quello del lettore) se, piuttosto che sproloquiare per metà articolo sulla corretta demarcazione tra ragione e follia, cercando di equiparare il giorno e la notte, si fosse sforzato di spiegarci queste fantomatiche “cause strutturali”, e questa non meglio precisata “alienazione sociale” che spingerebbero “tanta gioventù europea” a voltare le spalle al vecchio continente e ai suoi valori. Ma invece che intraprendere seriamente questa analisi doverosa sulle cause -doverosa, data la gravità delle sue tesi- egli getta il sasso e ritrae la mano.

    Non bastasse questo l’articolo ci regala un interessante discorso cripto-nichilista sulle “eterodefinizioni”, che (forse non si è accorto) ha delle pesanti conseguenze sul piano della moralità e della giustizia, piano che mi pare egli voglia in fondo difendere.

    Dire che “il terrorista degli uni è il martire irredentista degli altri” significa dire che non esistono giustizia né verità morale, esiste solo la volontà del vincitore. Dunque ci sono solo istanze vincitrici, ed istanze sconfitte? Non c’è differenza tra il combattere per Salò o per la liberazione, per la libertà dei popoli o per la loro oppressione; nessuna differenza tra il chiede maggiori diritti per gli emarginati o perseguitarli; soprattutto non c’è differenza tra il fare strage di popolazioni infedeli, mettere in schiavitù le loro donne e quant’altro, o promulgare ideali di tolleranza e di rispetto?

    Contro l’avanzata dell’integralismo religioso potremmo riscoprire e riproporre gli ideali costitutivi dell’Occidente, contro cui gli islamisti si scagliano: quelli illuministi di libertà, tolleranza, democrazia, progresso. Potremmo ammettere una semplice evidenza: che andare a combattere in Siria per l’egemonia islamica, o farsi portatori di ideali di libertà ed uguaglianza non è la stessa cosa, o almeno: non lo è per noi. L’autore di questo articolo, insomma, preferisce mettere in dubbio che una tale distinzione di valore esista; preferisce sostenere che non dovremmo tacciare di pazzia ed irrazionalità certe scelte, non dovremmo giudicare, e che dovremmo sforzarci di CAPIRE. Per me vale il discorso opposto. Forse è venuto il momento di iniziare a SPIEGARE.

  3. Andrea Dusio scrive:

    Raramente ho letto qualcosa di così idiota

  4. Ester de Miro scrive:

    Fin dall’attacco alle torri gemelle mi sono chiesta quale motivazione abbia potuto spingere chi ha deviato gli aerei, ad esempio. Persone che non andavano a combattere in una guerra dove avrebbero potuto morire, ma anche restare indenni, mentre in quel caso la morte era CERTA. E mi sono detta che forse soltanto uno stato allucinatorio indotto da un credo religioso sarà stato in grado di farli agire. Sulla funzione oppiacea della religione del resto è stato già scritto. Ed ogni potere non ha mai potuto far a meno di allearsi con un qualsiasi credo, supporto capillare della sua volontà. In questi arruolamenti nell’ISIS, come del resto era accaduto in Bosnia, c’è poi l’inevitabile attrattiva della violenza: finalmente un luogo dove poterla esercitare ottenendo approvazione invece che sanzioni. Per quanto quella occidentale si mascheri da società civile e legalizzata, rimane comunque una società violenta, ed ecco riemergere dal suo seno chi questa violenza la esplicita e vuole esercitarla, sposando un credo che le dà man forte.

  5. jacopo scrive:

    L’articolo non è affatto “idiota” però: 1) è incompleto (pone un problema senza dare alcuno spunto per la risposta) 2) tende ad ammettere che ogni punto di vista sia capovolgibile nel suo opposto a seconda di chi vince (il che è storicamente scorretto: per esempio attualmente il concetto di “terrorista” si collega con l’idea di colpire in maniera indiscriminata gli obiettivi civili, cosa che p. es. i maquisards non facevano). D’Eramo farebbe bene a scriverne un secondo, di articolo.

  6. Vulfran scrive:

    L’articolo parte bene in quanto sembra determinato ad affrontare il problema dei miliziani islamici al di fuori dei soliti schemi narrativi polarizzati con cui la questione viene di solito affrontata (terroristi! vittime!). Purtroppo poi si rinchiude nell’eurocentrismo, rifiutandosi di riconoscere il fatto che la differenza tra chi decide di andare a “combattere per l’Isis” (un tipo di combattimento fatto non di droni ma di guerra vecchio stile, con una presenza del corpo fondamentale non solo per sparare e tirare mortai ma anche per stuprare, schiavizzare, decapitare, accoltellare…) e chi decide di non farlo esiste, considerare l’Isis il semplice risultato di azioni occidentali non corrisponde al concreto. Non a caso l’obiettivo dell’Isis non è costituito, nell’immediato, dall’Occidente, ma dai “falsi credenti”, un po’ come durante la Guerra dei Trent’anni, in cui in Europa centrale ci si scannava l’un l’altro senza minaccia di invasioni esterne. Ricordo gli interventi, molto intelligenti a mio avviso, di Homi Bhabha ai tempi della fatwa contro Rushdie, interventi in cui l’autore sottraeva il problema alla narrazione mediatica, a un tempo aggressiva e rassicurante, del “sono rimasti al medioevo”: no, sono qui e ora, siamo qui e ora, insieme. Rinchiudersi nel “cosa gli abbiamo fatto a questi ragazzi” non spiega cosa “abbiamo fatto” a quei ragazzi che decidono di NON andare a uccidere altre persone, illudendosi così di poter aver un controllo su una situazione che invece richiede un confronto, anche interiore, con la differenza, un confronto non necessariamente piacevole, così come non lo fu a suo tempo quello con il “dark side” dell’illuminismo.

  7. Umberto Equo scrive:

    Chi va a combattere con l’IS non lo fa per un eccesso di identità ma all’opposto perché se ne sente in deficit, l’adesione all’Islam di molti di questi giovani è tutta ideologica ergo non “naturale”, è una posa, un abito e non pelle. In un mondo con troppe chanches, troppe decisioni da prendere, la libertà di scegliere cosa essere e cosa diventare molti scelgono di non scegliere ma di adottare, di introiettare meglio, un corpus monolitico e prestabilito una volta per tutte di dogmi con i quali stabilizzare il proprio sé frammentato. Così rispondono i deracines, i senza (più) casa, all’anomia della loro condizione di esuli esistenziali, tornando ad una supposta tradizione in realtà tutta contemporaneità. Non è certo solo questo, vi sono anche ragioni di orgoglio ed odio, ma queste attengono maggiormente a mio avviso ai volontari partiti da paesi islamici, per gli altri vale quanto detto, non pazzi ma fragili in cerca di illusorie indistruttibili identità.

  8. bato scrive:

    Concordo con Umberto.

    Mi stupisce però che nessuno sollevi il discorso Capitale ? Lo Stato e le sue perversioni (le mafie) non erano blande forme di difesa dal capitale?

  9. GIANNI scrive:

    Forse una delle cause può essere, secondo me, il razzismo islamofobo identitario e antiimmigrati di buona parte delle società occidentali e di altri paesi. Questo razzismo dà poche possibilità agli immigrati musulmani di partecipare alla vita democratica dei paesi avanzati nonchè di esercitare la libertà di culto (vedi campagne antimoschee). Infatti tanti appartenenti dell’Isis provengono dall’Europa. Come la Shoah ha prodotto lo Stato d’Israele, l’Islamofobia ha prodotto l’Isis. Nel 48 le vittime sono state i palestinesi nel 2014 i curdi soprattutto yezidi. Anche i coloni americani, che sterminarono i pellerossa, provenivano da minoranze religiose perseguitate in Europa.

  10. Silvia Salamon scrive:

    Marco D’Eramo sdogana allegramente il terrorismo dello Stato Islamico come la dolce mammina sua sdoganava allegramente il terrorismo delle Brigate Rosse.

    Vado a vomitare.

  11. Fabrizio scrive:

    L’articolo pone la questione nel giusto modo.
    Chi conosce sufficientemente dall’interno (non sono islamico ma conosciuto sufficientemente il mondo duodecimano Shiita e quello Sunnita e Waabita) comprenderebbe bene il potenziale di trascendenza che modifica la vita da: ordinaria e materialista, piatta e legata a simboli infiacchiti; a: straordinaria, e fusa nella Volonta’ Noumenica di “Dio che Vuole” il Riordino del Mondo.
    Attenzione; non dico che questi sono valori.
    Non dico che siano giuste considerazioni.
    Dico soltanto che sono efficaci, potenti e (purtroppo per l’Occidente) sono concreti strutture simboliche.
    Tanto forti come lo erano quelle dei cavalieri crociati in Terrasanta che non accosto ma confronto ai Samurai giapponesi e alla riedizione Kamikaze durante la II Guerra Mondiale, e aggiungo, ma soltanto per coerenza storica, le Waffen SS che combattevano sapendosi gia’ sconfitti in battaglie il cui scopo era acquisire tempo contro chi avanzava verso Berlino.
    Intendo dire, che anche i combattenti israeliani dei primi momenti di vita della patria, o della Guerra dei Sei Giorni, affrontavano il conflitto nella stessa Fede Noumenica (convinti a livello neuronale che Dio fosse con Loro).
    Il problema non e’ la pazzia. Siamo pazzi tutti noi, anche quando siamo estatici al concerto della stellina di turno.
    Il punto e’ che la Fede Noumenica (il simbolo interiorizzato nella rete neuronale) e’ talmente forte che trasforma i guerrieri dello ISIS in una sorta di (passatemelo, serve a sdrammatizzare) “Agente Bourne” il frutto dello MK Ultra, che non e’ farmacologico e pavloviano ma e’ molto piu’ intenso e integrato all’uomo.
    E’ la fede nel volere assoluto di Dio.

  12. Vulfran scrive:

    @Fabrizio
    Quello che descrivi mi sembra essere il fenomeno del fanatismo, che ovviamente ha delle costanti nelle sue manifestazioni. Ciò che contestavo nell’articolo di D’Eramo era quel rinchiudersi nel “cosa abbiamo fatto a questi ragazzi”, che a mio avviso corrisponde a spiegare il Nazismo esclusivamente con il trattato di pace di Versailles al termine della Prima guerra mondiale e con la minaccia sovietica. L’occidente ha contribuito ha far prendere forza all’Isis? Sì. L’Isis è compatibile con il mondo non occidentale? Sì. Pensare che tutto dipenda da “noi” (soggetto quanto mai difficile da identificare, tra l’altro) mi sembra un residuo dell’eurocentrismo.

  13. Umberto Equo scrive:

    @GIANNI paragonare l’IS ad Israele è semplicemente disgustoso, complimenti. Cosa che pare fare anche @Fabrizio (se pur con altre argomentazioni) inoltre sbagliando nel rappresentare le motivazioni dei sionisti che tutto erano fuorché religiosi, si ricordi il sionismo fu un movimento secolare e socialista, i governi recenti d’Israele in gran parte hanno tradito quei valori spostandosi verso posizioni (paradossalmente ma neanche troppo) non dissimili da quelle dei loro “nemici” del vicinato.

  14. Fabrizio scrive:

    Rispondo a Vulfran E Umbero Equo mischiando un po’ le questioni.
    Proprio perche’ secolarizzato, il sionismo -in Israele- e’ diverso dall’ortodossia israelitica e quindi non e’ un paragone, ma (se mi seguirai fino in fondo) parte di quel confronto storico in cui ho dovuto includere anche le Waffen SS. Ovverosia: Non di fanatismo stavo parlando.
    Intendevo -ma e’ qui il punto in cui mi colloco- OVER FANATISMO.
    Mi spiego definitivamente: La pazzia; la suggestione; il fanatismo e altre qualita’ della medesima categoria che chiamerei (sempre se volete seguirmi dove vorrei) ossessioni e forme di nevrosi ossessiva. Non sono. Ripeto: non sono, cio’ a cui mi riferisco.
    Allora che cosa intendo con: Fede Noumenica (convinti a livello neuronale) INTENDO che la fede NON E’ FANATISMO.
    E peche’? (sempre in una via un po sottile, se vi pare) perche’ concordo con quel: “Che cosa abbiamo fatto a questi ragazzi per portarli a questo punto?”
    Perche’ la FEDE E’ ALTRO DALLA FOLLIA FANATICA.
    E’ qui certamente ci spacchiamo, se non in due, almeno in tre o quattro pezzi. I laici; i religiosi; gli spiritualisti; gli esoteristi gnostici e via dicendo.
    NON MI INTERESSA CLASSIFICARE IN BASE A CATEGORIE, cio’ che veramente voglio e’ lanciare in quest’agone una parte del dibattito che e’ rimasta indietro: LA FEDE qualunque fede … pur di sentirne l’immenso potere vivificatore, che NON E’ FANATISMO. E’ percezione noumenica -sentire l’esistenza del supremo ENTE METAFISICO COME REALE (ma lo dico ancora al modo di C.G. Jung, cosi’ nessuno si offendera’). Nella realta’ dei fatti, invece, oso dire che. Da laico; che ha, piu’ che visitato, conosciuto profondamente l’Islam sunnita, e la visione ismaelita duodecimana, e per esperienza diretta ho vissuto con gli islamici invitato a pregare con loro, percepire Dio nel loro modo, vivere la forma della Fede insieme a loro, diciamo affratellato a diversi livelli, MA NON CONVERTITO (anche con i Sufi -quelli che sanno-) vi posso trasferire (ma e’ la mia sensibilita’, delimitata a me medesimo) che puo’ effettivamente convincere fortemente. L’Islam e’ parte della Tradizione Monoteista e procede dall’ebraismo ortodosso, e fluisce nel cristianesimo delle Chiese d’Oriente (nella preghiera esiste un riferimento al Profeta Gesu). Signori. Riflettete sul mondo in cui viviamo. (non sono uno che studia solamente, mi sono molto divertito, e ero un fan della Pop Art, ma si cambia…) Riflettete sulla “liberta” apparente e su quella essenziale.
    “Che cosa abbiamo fatto a questi ragazzi per portarli a questo punto?” E’ un altra domanda: significa: “cosa facciamo a questo punto???” Perche’ la Civilta’ Occidentale si sta rivelando soltanto civilizzazione e decade. E alcuni ricercano l’essenza della vita, nel rischio di morte (fisica) ma immortalita’ per FEDE. IMMAGINATE CHE ALCUNI DI LORO SI SENTONO VIVERE PER LA PRIMA VOLTA. Questo (non dico che sia un valore, dico che succede realmente). Non penso che siano pazzi. Altrimenti cosa ero io che ballavo tutti i sabati in discoteca? E ancora mi piace, devo dire. O quelli che s’infervorano di divismo per la stellina americana? (vivo a Shanghai; sono stato al concertone Storm…Erano tutti pazzi, come al tempo della Rivoluzione Culturale!). INSOMMA, il senso e’: FANATISMO? No. Molto di piu’ dello sventolio delle bandiere rosse al tempo di Mao, che gia’ era fede totalizzata nell’Uomo Nuovo, ma quando tornavano a casa loro e guardavano i loro figli desideravano una vita piu’ sensata dello spettacolone a cui avevano appena assistito. I ragazzi dell’ISIS quando tornano al campo, se vedono bambini attorno a loro, li guardano come la speranza di Al Fata, La Vittoria (divina) -che verra- perche’ Inshallah, Dio lo Vuole! Dentro di loro, Dio Vuole realmente (a livello neuronale simbolico) che sia fatta piazza pulita di noi tutti materialisti. Quindi, signori. Preparatevi.

  15. Vulfran scrive:

    @Fabrizio
    Avevo usato la parola “fanatismo” consapevole della semplificazione, ma siamo in un forum di discussione, non in un testo accademico. Comunque. La “fede noumenica” è un termine filosofico occidentale che possiamo appiccicare a quel tipo di esperienza di cui, da sempre, l’uomo è in ricerca. Il punto è che quelli dell’Isis, che a quanto scrivi cercano un’esistenza fatta di fede noumenica, questa esperienza la trovano nell’uccidere e nello schiavizzare; Conrad analizzò bene il fenomeno in “Cuore di tenebra”. Continui a mischiare danza, musica e psichedelismo con una ritualità fatta di carneficine, un po’ come quelli che confusero Zarathustra con Buchenwald. Quanto a “cosa abbiamo fatto a questi ragazzi”, non significa “cosa facciamo a questo punto”, né a livello sintattico né a livello di significato, fattene una ragione.
    La conclusione del tuo post (“Quindi, signori. Preparatevi.”) esprime quello che, stringi stringi, stavo cercando di dire, ossia che esiste una differenza radicale con cui dobbiamo confrontarci e che non possiamo inserire nella rassicurante costellazione del “think different” o della “differenza che ci arricchisce” (termine-sintomo di una precisa mentalità capitalista, tra l’altro). L’Islam oggi è anche Isis, non a caso il confronto tra differenze è iniziato internamente all’Islam.

  16. Fabrizio scrive:

    Simpatico…Sta diventando una Chat…ma questa di Vufran non me la perdo.
    stante al fuso orario tu sei su Monte mario intorno alle 13,15 e io sono su quello di Pechino alle 19,15.

    Questo ci colloca gia’ in mondo temporalmente differente.

    Dove non concordiamo:
    1)_In un forum di discussione si puo’ essere anche accademici, nes pa’?
    2)_Non confondiamo. Non ho detto che la Fede e’ solo portatrice di buoni propositi e buone azioni.
    Nel mio lessico, le Waffen SS agivano per Fede, assoluta e totale. Erano iniziati, quelli di grado elevato lo erano con un preciso rituale. Il loro dio non era il Fhurer che ne era le’esecutore, Wothan. Erano convinti (per Fede) che uccidere tutti gli eberi li avrebbe portati ad occupare uno spazio spirituale di maggiore potenza. La Shoa’ e’ stata un’ecatombe progettata come un vero sacrificio umano colossale. Queste cose le puoi fare solo se credi interamente. Totalmente.
    3)_Non mischio. Distinguo. La danza, lo spettacolo catartico sono appunto poca cosa, Vulfran, veramente suggestione collettiva. Gia’ le adunate della Hitlejugend erano maggiormente strutturanti a livello inconscio.
    Le uccisioni che nomini. Le violenze. Li il punto. Tale efferatezza e’ possibile (per gli esseri umani) ed e’ possibile reiterare tali atti con continuita’ senza essere psicotici; soltanto spinti da una Fede assoluta (non quella pronta e ceca di mussoliniana memoria che si e’ squagliata l’8 di settembre), qualcoda di OVER FANATISM appunto.
    4)_”un po’ come quelli che confusero Zarathustra con Buchenwald” E qui arrivo, grazie a te al punto…Non lo avevano confuso. Lo Zharatusta nietchano e’ proprio OLTRE IL BENE E IL MALE IN RAGIONE DELL’ASSOLUTO che il mito Zoroastriano riporta nella purezza. Ma altri uomini, portano alle estreme conseguenze. E ti dico. Non sono psicotici. La malattia vera e’ rara. questi (anche se relativamente pochi) sono troppi per essere dei casi clinici.

    Vediamo dove concordiamo:
    e concordiamo parecchio.
    1)_Se l’Arabia Saudita, non consente alle comunita’ cristiane (se ce ne fossero) di erigere chiese, o portare simboli cristiani come il crcefisso, perche’ noi permettiamo la costruzione delle moschee e tolleriamo che la nostra tradizione (poi ogniuno ha la propria) sia dismessa?
    2)_Se i cinque pilastri della fede islamica prevedono la convesione dell’intero pianeta (con le buone o le cattive) perche’ permettiamo che in Italia questi signori si moltiplichino?
    3)_Se esiste il Dar Al Islam, che dice: ogni territorio in cui ha pregato il Profeta e’ di diritto terra islamica e va redenta. Perche’ non esiste il Dar Al Italy, che dice: nella terra della tolleranza e della bellezza non permettiamo di risiedere a coloro che non sono tolleranti e si oppongono alla nostra storia ?

    Quindi come vedi, guardiamo il veliero nella bottiglia, uno dal collo e l’altro dal fondo, ma che quella e’ una nave in bottiglia lo sappiamo sia tu che io.

    Insisto solo un po’ di piu’ rispetto a voi, sulla intensita’, sulla potenza, sulla realta formante della Fede (infatti non la qualifico come fede nell’Islam, ma scrivo Fede con la maiuscola per dire che e’ la Fede -la potenza- in se.)
    Voglio aggiungere, ma poi torno a casa e mentre qualcuno, forse Vulfran, mi rispondera’ (nel suo tempo spazio di sei ore dopo…E’ un lazzo, in effetti e’ simpatia per te che che vedi il pericolo, consentimelo, era troppa la tentazione -almeno facciamo Forum-)
    Cheee…”cosa abbiamo fatto a questi ragazzi” e’ sintatticamente: “cosa abbiamo fatto”. E davvero: ma cosa abbiamo fatto! Abbiamo tolto a molti giovani l’essenza della vita che non e’ il futuro, ben retribuito. E’ l’essenza.
    “Cosa facciamo” (qui sulla terra) “a questo punto?”
    E l’Islam (lo comprendi se ci esntri dentro profondamente) dice (a chi crede pure parecchio) cosa gli uomini DEVONO fare per il Dio.
    Qui ci lasciamo. Ma non senza un passaggio, che tu stesso stimoli, menzionando la fondamentale questione della confusione tra “Zarathustra con Buchenwald”. Se (ma e’ accademico) affronti, fenomenologia dell’Individuo Assoluto e poi (non prima come si dovrebbe) capirai come e’ facile CONFONDERE ma solo confondere…
    La fede e’ quella struttura mentale che sposta l’uomo in cielo ma adamo…ha creduto…e guarda come e’ finita!

    Avevo usato la parola “fanatismo” consapevole della semplificazione, ma siamo in un forum di discussione, non in un testo accademico. Comunque. La “fede noumenica” è un termine filosofico occidentale che possiamo appiccicare a quel tipo di esperienza di cui, da sempre, l’uomo è in ricerca. Il punto è che quelli dell’Isis, che a quanto scrivi cercano un’esistenza fatta di fede noumenica, questa esperienza la trovano nell’uccidere e nello schiavizzare; Conrad analizzò bene il fenomeno in “Cuore di tenebra”. Continui a mischiare danza, musica e psichedelismo con una ritualità fatta di carneficine, un po’ come quelli che confusero Zarathustra con Buchenwald. Quanto a “cosa abbiamo fatto a questi ragazzi”, non significa “cosa facciamo a questo punto”, né a livello sintattico né a livello di significato, fattene una ragione.
    La conclusione del tuo post (“Quindi, signori. Preparatevi.”) esprime quello che, stringi stringi, stavo cercando di dire, ossia che esiste una differenza radicale con cui dobbiamo confrontarci e che non possiamo inserire nella rassicurante costellazione del “think different” o della “differenza che ci arricchisce” (termine-sintomo di una precisa mentalità capitalista, tra l’altro). L’Islam oggi è anche Isis, non a caso il confronto tra differenze è iniziato internamente all’Islam.

  17. Umberto Equo scrive:

    @Fabrizio intimorito dalla verve oratoriale dalla quale pari esser posseduto (sarà mica qualche favella mistica di stampo para apostolico ve’?) provo ad aggiungere qualche considerazione riguardo ai punti da te toccati ampliamente nella tua trattazione.
    La Fede di cui parli esiste, è un dato direi quasi empirico storicamente esiziale, i crociati ne erano mossi alla stessa maniera di Saladin (forse di più), così El Cid campeador, i cavalieri teutonici ecc. Ma è pur vero che perché essa possa sussistere vi è bisogno di determinate condizioni ambientali, le categorie del dubbio e della prova cardini della modernità sono antitetiche a quel tipo di forma mentis quantomeno nel suo status “naturale” altrimenti si ha solo una “posa”, una copia senza naturalezza alcuna di ciò che quel singolo pensa sia quell’alterità agognata. E’ la differenza abissale che intercorre tra chi fu socializzato ad una visione irrazionalistica dell’esistenza come i nostri antenati politeistici e una post hippie californiana dedita alla Wicca. Da un lato sì è “inconsapevolmente” (dunque sinceramente) dall’altro si mima un modo di essere attraverso una metodologia che è tutta moderna, da antropologo da tavolino ergo sconfitta in partenza. Per questo mi ostino a dire che siamo di fronte ad un fenomeno fortemente influenzato dalla forma mentis dell’uomo occidentale moderno che poco a che vedere con trascendentalismi di varia natura. Anche nelle SS agì questo meccanismo, è indubbio, persone socializzate in un altro ambiente decisero di ri-programmarsi cercando di ottenere un nuovo set di valori cercando di occultare in primis a sé l’artificiosità dell’operazione, si raccontavano ariani ma erano semplici tedeschi cristiani, insomma poco più che un elaborato carnevale. Ben diverso fu per quegli sfortunati ragazzini che dentro quel set di nuovi valori dovettero crescere, in loro sì quella fede era sincera.
    Tornando ai sionisti, continuo a non condividere minimamente l’associazioni con gli esempi da te portati. Essendo il sionismo nient’altro poi che una variante del “socialismo in una sola nazione” ergo poggiando le proprie radici nella dialettica marxiana dunque in assoluta antitesi con quei “concetti senza parole” su cui si basano i fascismi (ai quali si deve certo aggiungere l’IS ed il suo Califfato) non vi può essere similitudine alcuna. Vi era in quegli uomini certo un sogno ma prima ancora la consapevolezza di una necessità storica reale dietro alle loro azioni, nessuna missione per conto di dei celesti ma i reali realissimi pogrom zaristi. Mentre i jihadisti provenienti dalla galassia geografico/valoriale occidentale(non li chiamo europei perché tranne quelli provenienti dall’Albania o dal Caucaso tali non sono) sognano il campo dell’onore annoiati da una vita fatta di sega su youporn/partita alla play/divano quelle donne e uomini lottarono per salvare sé e soprattutto i propri discendenti, meglio, la speranza di una discendenza sana e finalmente prospera e sicura. Poca trascendenza e molta materia dunque.

    Quanto al preparatevi, è di questi giorni la notizia di alcune ragazzette bosniache residenti in Austria che dopo essere fuggite per mai più ritornare in Siria allo scopo di farsi ingravidare dai martiri, hanno deciso che no, meglio tornare a casa che là non è poi così fico come pareva guardando i video su youtube. Ergo, fuffa pre-politica, anomia da tardo capitalismo che tenta di donarsi un senso attraverso orientalismo e invenzione di una tradizione, niente di nuovo insomma, niente che non si possa sconfiggere (anche senza FEDE, bastano uomini e donne coraggiosi come i curdi e magari un po’ di droni che non fanno mai male). :)

  18. Vulfran scrive:

    @Fabrizio
    (E pensare che volevo andare a letto prestissimo.)
    Non so, ma mi sembra di interloquire con un videogame.

    Partiamo da quello che in Occidente è divenuto la metafora del male: Buchenwald (a pochi chilometri di distanza dalla dimora di Goethe). Le Waffen SS vi giocarono uno sporadico ruolo attivo, il grosso venne fatto da un apparato statale che si mise in moto e progredì con efficienza industriale. Chi vi lavorava non aveva esperienze di fede noumenica (riservate alla Waffen SS e alle loro azioni sul genere di quella a Sant’Anna di Stazzema), ma delle continue rimozioni che lo portavano a considerare quegli esseri umani dei semplici prodotti da sottoporre alla catena di smontaggio, tutt’al più, forse, con quel genere di imbarazzo morale che può avere l’operaio che lavora in un allevamento di polli; la banalità del male, insomma. Quando parlavo di confondere Zarathustra con Buchenwald mi riferivo allo iato che esiste (esiste!) tra l’eremita che danza e canta in contatto sinaptico con il cosmo, generando linguaggio e pensiero, e una fabbrica di sterminio con operai, capi reparto e amministratori delegati. So anch’io come il nietzschiano andare al di là del bene e del male possa condurre in dimensioni ingiudicabili perché inconcepibili, ma un campo di sterminio è un campo di sterminio è un campo di sterminio è un campo di sterminio, non è Zarathustra.
    Per quanto riguarda lo spettacolo catartico e le adunate della Hitlerjugend “maggiormente strutturanti a livello inconscio”, la differenza fondamentale è che il primo è un rito cui si partecipa da spettatori, le seconde un rito cui si partecipa e si viene partecipati. Un po’ come andare a un concerto e andare a un rave: si tratta di due esperienze collegate a livello mediale ma diverse a livello esistenziale (stavo per scrivere “corporeo”), ossia in sostanza due esperienze affini ma diverse. Un conto è proiettarsi in un’attrice che interpreta (è) una baccante, un altro è essere una baccante.

    Il fatto che il fenomeno dell’Isis presenti caratteristiche comuni a quella categoria che tu definisci over fanatism e fede noumenica, inoltre, mi pare che alla fine non definisca l’Isis, che non è solo la manifestazione di un idea astorica come sembri postulare tu, ma è anche Islam e qui-e-ora, sebbene vi si possano rintracciare delle affinità con i tanti esempi, storicamente diversi, di costrutti esistenziali simili, dalle Waffen SS ai Khmer Rossi, senza dimenticare i genocidari indonesiani con il loro immaginario filmico e drag (se hai visto “The act of killing”).

    Veniamo poi a quello che secondo te unisce le nostre riflessioni. Tu, fallacianamente, vedi il pericolo in tutto l’Islam, io più nell’Isis, che non a caso ‒ lo ricordo ‒ sta combattendo adesso all’interno del mondo arabo, all’interno dell’Islam e pure all’interno del macro-gruppo di appartenenza, i sunniti. Non che non prenda in considerazione delle differenze tra il pensiero islamico e quello occidentale, ma le vedo più sfumate a livello culturale nelle zone di confine: il mondo mediterraneo ha affinità sia con l’Occidente sia con l’Islam, ad esempio.

    Quanto al “cosa abbiamo fatto a questi ragazzi” che fai diventare “cosa abbiamo fatto” e pure “cosa facciamo (qui sulla terra) a questo punto”… che dire… sembri Derrida! In ogni caso continuo a pensare che quella che secondo te è la fede noumenica o l’over fanatism non è qualcosa che noi (ripeto: noi chi?) abbiamo impedito o tolto; quel tipo di esperienza rimane comunque difficile da fare. In molti ‒ anche in molti antropologi ‒ rimane radicato quel tipo di pensiero esoticista che porta a pensare che fuori dalla modernità esistano forme sociali in cui l’individuo è in contatto totale e ininterrotto con il mondo, ma spesso si tratta di una forma di proiezione delle proprie aspirazioni e frustrazioni. Quindi, stringendo e semplificando, quel tipo di esistenza nella Fede che secondo te è la molla dei guerriglieri dell’Isis non è che sia stata impedita o tolta loro dall’Occidente, ma dall’esistenza stessa, Islam compreso. Non a caso gli Yazidi, una comunità totalmente chiusa e arcaica (divenuta celebre tempo fa per la lapidazione di una ragazzina che frequentava un musulmano), vengono sterminati al pari dei giornalisti occidentali.

    p.s. Non sono sul Monte Mario, bensì a qualche migliaio di chilometri di distanza…;-)

  19. Enrico Marsili scrive:

    Risposta semplice, manichea, e renziana: si sono bevuti il cervello. E ho risparmiato la lettura del solito pippone giustificazionista :)

  20. Fabrizio scrive:

    Bellissimo questo Minima Moralia. Notevoli gli ospiti. Felice di continuare…E’ un momento un po’ fiacchino di lavoro e posso dedicarmi con vero interesse. Quindi; niente “videogame” andiamo a fondo.

    Rispondo a Umberto Equo.
    Alla sua prima parte, aderisco completamente o quasi.
    Umberto distingue, pensiero moderno e antico e fa l’esempio (azzeccatissimo) della sciamana finta della Wicca.
    MA
    Sembrerebbe assumere che il mondo (non piu’ tanto mentale simbolico) globalizzato sia stato pienamente raggiunto e non esistano piu’ sensibilita’ realmente (e in questo tempo) impiantate nell’uomo medioevale (anche se ammette la capacita’ indottrinatrice che ebbe il Nazismo).

    Qui ci separiamo.

    Io sono tra quelli che stanno con chi scrisse “l’uomo a rischio”; un testo dei tardi ’80 o primi ’90. Studi etologici che spiegano come l’uomo (l’animale uomo, la nostra base di partenza, prima di ogni inculturazione) ha una struttura stabile (e anche un po’ pericolosa). Mi sento anche di condividere il pensiero di Aldous Huxley, espresso in “Ritorno al mondo nuovo”.
    Secondo me…e altri…L’uomo, non -e’ moderno- perche’ e’ nella -temporalita’ moderna-.
    L’uomo (diciamo i gruppi di uomini che crescono all’interno di gruppi non totalmente metropolitanizzati e assorbono una determinata cultura) vive nel suo proprio Tempospazio Relativo e non c’e’ televisione che tenga. La sua struttura mentale (a livello neuronale) e’ disponibile a re-assorbire il Medioevo quando quello e’ il Tempospazio in cui cresce perche’ intrinsecamente connaturata (nel suo mondo profondo e C.G. Jung direbbe inconscio) ad un Mondo-Antico. E questo e’ tanto piu’ vero perche’ l’uomo etologico vive di simboli e non di informazione, ovvero interiorizza significati su piu’ livelli e quello profondo, puo’ angosciare o illuminarsi; quando riemerge la FEDE. La potenza di una (conversione) rivelazione incapsulata nell’inconscio piu’ profondo, meno razionale ma anche….Il PIU’ DIRETTO. (volevo scrivere, il piu’ vero, ma non voglio essere frainteso, allora diciamo: il piu’ autenticamente UMANO ETOLOGICAMENTE).
    Da cui:

    1)_Il mondo arabo, puo’ superficialmente de-islamizzarsi (quando i ricchi mussulmani fanno una puntata in Occidente) ma poi (magicamente) rientra -anima e corpo- nella sua vera Cultura.
    2)_Ecco perche il Nazismo ha attecchito cosi’ tanto.
    La struttura antropologica ed etologica dei sassoni (12000 anni fa) e’ quella tribale delle foreste di Teutoburgo.
    Attenzione non scatenatevi: non dico che gli anglosassoni sono adatti ad iscriversi in blocco al Withe Power Mouvement, solo perche’ “dentro” sono barbari tribali, dico invece che esiste un sottostrato incoscio in cui la Germania Hitleriana ha scavato il Monstrum Eroico dei Teutoni.

    Parentesi accademica, ma si fa per esprimere, riflettere apertamente, non per ammannire gli altri ospiti.

    Aggiungerei che anche noi abbiamo dentro (fortuna nostra) un meraviglioso inconscio; profondo e di marca Etrusco-Romana, che spinge sul pater familias, sulla poliespressione di Dio nella Prisca Sapientia (unico ma con molteplici forme). Pensa soltanto un momento alla venerazione dei santi che riforma i culti tardoromani necessari a riconoscere l’unita della perfezione divina nella molteplicita’ delle sue espressioni terrestri.
    Pensa alla venerazione del Culto Mariano, che nella profondita’ della sapienza cattolica e’ stato particolarmente evocato durante la Controriforma; quando l’uomo evolveva verso un’anima meno mistica (Astrazione dai sacramenti dei Protestanti Razionalizzatori). La Madonna e’ connaturata alla Madre Terra, alla sua potenza d’intercessione. La Terra con la sua essenza di vita ed equilibrio, indica all’uomo la via alla salvezza di Cristo -Maria, intercede per l’Umanita’ verso il Figlio.
    Sono simboli. ma non sono SOLO SIMBOLI. Sono la VITA INTERIORE PROFONDA DELL’UOMO.
    E piu’ l’uomo lascia i simboli per la sua funzione razionale (l’Umanita’ capisce che la Terra partecipa attivamente col genere umano al Creato e scrive il Protocollo di Kioto -poi lo viola perche il business ci rimette-) e piu’ l’uomo razionalizza, perdendo il contatto con il DUPLICE INTERIORE DEL SE-UNIVERSALIZZATORE E L’EGOICO-IO-SEPARATORE.
    Ma alcuni uomini (i mistici) sono attivamente, fisicamente, neuronalmente e metafisicamente connessi. Bernadette -VEDE- la Madonna. La Madre Terra, incarnata nel simbolo, e SENTE dire che l’Umanita’ e’ al suo limite estremo, al suo Punto di Non Ritorno Animico. VEDE Maria che DICE che Dio e’ offeso dall’Orrore umano. Il Figlio non ascoltera’ la preghiera degli uomini e l’uomo anneghera’ nel sangue.
    Dopo il 1917 e’ venuta la Rivoluzione Russa, La Febbre Spagnola, la Seconda Guerra Mondiale e via a correre sulle armi di distruzione di massa, che rendono l’uomo e il SUO PROFONDO SEMPRE PIU’ IMMANENTE E PERICOLOSO PER L’UMANITA’ (anche C.G. Jung ammette che potrebbe essere connesso alla metafisica -in pratica Jung dice, da scienziato, non e’ possibile negare o confermare l’esistenza di Dio).

    Lasciamo la parte accademica e torniamo a Umberto Equo
    Scuse sincere, sulla faccenda sionista. Probabilmente mi sono intrecciato. La penso come te.
    I sionisti sono una cosa. L’ebraismo e’ la rivelazione, sta su un altro piano, quello biblico, e’ (almeno per me) lo stesso livello mistico di Bernadette, ma potenziato dall’arcaicita’ dell’uomo di 6000 anni fa.

    La questione importante e’ e rimane questa. Fanatici o Credenti?
    Secondo me non sono come la mitomane della Wicca.
    I sunniti sono contrari agli shiiti su un punto fondamentale della religione.
    LA TRASFORMAZIONE DEL MONDO VOLUTA DA DIO E’ SUL PIANO SPIRITUALE. NON OCCORRE DISTRUGGERE IL MONDO, OCCORRE CONVERTIRLO E L’INFINITA POTENZA DI ALLAH LO FARA’ ATTRAVERSO L’ISLAM -MA INFONDENDO LO SPIRITO NEGLI INFEDELI UN PO’ ALLA VOLTA- QUINDI BASTA L’ESEMPIO E LA TENACIA.
    Gli schiiti duodecimani, ismaeliti, Jiadisti invece dicono:
    LA TRASFORMAZIONE DEL MONDO E’ DOVERE DEL MUSSULMANO, QUI ED ORA, I SEGNI DELLA FINE DEL MONDO SONO EMERSI E IL TEMPO E’ VICINO. L’ISLAM DEVE AGIRE, IN ATTESA DEL SOPRAGGIUNGIMENTO DEL 12-IMO IMAM, IL NASCOSTO, CHE DALLE CENERI DEL MONDO (ARMAGHEDDON) RIFORMERA’ L’UOMO NEL SUO PROFILO PERFETTO.

    Il primo e’ un Islam di stampo paracattolico, attende che l’islamizzazione del mondo venga da se. Se bisognera’ tirare qualche zampata ai piu’ riottosi, lo si fara’ a momento debito, quando ne son rimasti pochi, ma scatenare ora tutto questo disturbo che inficia -peraltro- il pacifico pompaggio del petrolio e’ proprio sbagliato.
    Per il vero sunnita, lo shiita e’ peggio dell’ebreo.
    Il secondo e’ un Islam risorgente, sul mito del Grande Califfato di Saladino e ci vuole tutti convertiti, o tutti ammazzati, nell’arco delle prossime 12 ore.

    MA CI CREDONO. E i nostri ragazzi dei videogame, non vanno li perche’ il videogame e lo Youporn e’ piu’ -interattivo-

    Ci vanno perche’ la Fede opera uno stravolgimento interiore, rispetto al quale nessun simulatore elettronico puo’ reggere. Libera l’energia interiore, immagazzinata neuronalmente, nell’Inconscio profondo e la converte nel Superconscio. Hai il Risvegliamento (ti sembra di averlo…Confondi…Costruisci il dio Olimpico di Evola in Te)
    Sei En Theos. Entusiasta nel senso (appunto) antico. VIVI DIO DENTRO.
    Insomma: sei molto piu’ che convinto.

    Niente fanatismo.
    I nazisti (non tutti: io ho detto le SS “preparate” a Wewelburg -Panzer Division Aadolf Hitler – gente cosi’) erano molto piu’ che convinti. Avevano avuto il loro Risvegliamento, ed erano tornati DEFINITIVAMENTE ANTICHI.
    Tanto antichi come sono i giapponesi contemporanei, che benedicono la prima tra nuova Honda, della serie in produzione…Shintoismo…Veda Lei.

    Capite che, se osserviamo questa prospettiva, in quei miliziani non c’e’ una propria sensibilita’ alla Compassione umanitaria e/o cristiana (Cattolica) che pure ha avuto qualche bello scossone da “DIO LO VUOLE!”.

    Quindi il ‘preparatevi’ era un concreto e fattivo, preparatevi perche’ ci sara’ la guerra di religione quella vera; e in Siria e’ solo l’incipit.

    Rispondo a Vulfran
    (ma perche’…”mi sembra di interloquire con un videogame”, meglio “mi sembra di parlare con Derrida” No?…:))

    Si hai ragione e direi, se ti ci metti hai ragione su tutto. Le sfumature ci sono ma concordo, quindi di base siamo sulla stessa barca…Magari remiamo un po’ qua e la ma la barca e’ quella…

    Divertiamoci con le sfumature, ……..ma sono sottili (roba da videogame)

    1)_ SS; e Waffen SS iniziati da Wewelsburg = credenti
    2)_Macellai sadici e poveri diavoli inebetiti dalla propaganda (eccidio di S’Annna) = degli idioti.
    3)_Adolf Eichmann…In persona…Piu’ Complesso, anche di cio’ che scrisse la Anna Arendt

    1)_Zarathustra e’ Zarathustra
    2)_I grandi massacri dell’antichita’ erano anche “Zoroastriani”
    3)_I credenti nazisti vedevano la Shoa nella prospettiva del massacro Zoroastrano -liberazione dello spazio animico qualificato- sulla Terra. Piu’ chiaramente: eliminazione di tutti i popoli denotati spiritualmente. Sarebbe toccato poi nel tempo anche ai cattolici, e via cosi’. Volevano essere gli unici POTENZIATI da una FEDE in senso Zoroastriano, di potenza illuminante; riunificante; gnostica.

    1)_La superficie dell’ISIS e’ come dici tu
    2)_Nel profondo esoterico dell’ISIS (i sempre pochissimi che la muovono) c’e’ la confusione tra Dio e l’ambizione degli uomini che vogliono essere i POTENZIATI DALLA FEDE mentre tutti gli altri, schiavi. E’ l’Impero Sacro di antichissima memoria, sistemato in caste di stampo superbraminico e cosi’ andando.
    3)_Gli europei che vanno a combattere (cosa abbamo fatto…!) sono coloro che [dotati di una sufficiente istruzione e schifati da Youporn e dai videogame, ma anche da tante altre cose che noi tolleriamo, caro Vulfran, ma ci fanno comunque schifo (forse non tutte ma parecchie), ] vanno perche’ risuonano dell’energia dell’eroe, mistico, ovvero SENTONO LA FEDE. E sono talmente depauperati, a livello interiore, che SENTITA UNA FORZA-DI-FEDE…Rimbambiscono e diventano Weffen SS (credenti). E raggiungono la catarsi della convinzione perche’ ammazzano. Il che produce incubi solo se sei compassionevole, o “normalmente sensato” ma se sei convertito in credente-duodecimano, no.

    1)_conosco the act of killing…
    2)_quelli sono orientali e gli orientali sono speciali (anche nel rimbambitismo fideistico neuronale)
    3)_che facciamo, apriamo il Capitolo Orientale? NOOOooOOOoOOOOOooOOOoOOOOOOOOOOOOO!!!

    1)_PORCA L’OCA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!LA FALLACI NO EH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    2)_IO STO CON TERZANI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    3)_ANZI…TI DIRO’ CHE HO RISOLTO IL DUBBIO DI TERZANI (vivendo in Estremo Oriente dal 2005 ho capito dove Terzani, comunista sotto schock, si e’ intrippato e confuso…MA FA PARTE DEL Capitolo Orientale, quindi andiamo per questa strada? ….NOOOooOOOoOOOOOooOOOoOOOOOOOOOOOOO!!!

    1)_Comunque…Il pericolo esiste…a tempo debito, in tutto l’Islam
    2)_Supponiamo che le petromonarchie riescano a sconfiggere Theran
    3)_Il giorno dopo girano i kalashnicov su di noi (ma ora dicono che ci islamizzeranno attraverso gli emigranti e la conversione…e stai a vedere che tra un 150 anni e’ fatta -Allah e’ Grande e puo’ attendere- e ridurranno la nostra bella Italia in coacervo di macerie senza -immagini- (questo mi fa star male)

    1)_I ragazzi…la colpevolezza…l’eurocentrismo…
    2)_L’americanismo…le differenze europee…la globalizzazione rincoglionente…la BCE…
    3)_Siamo colpevoli di stare qui a parlarne (io pure da lontano; tu da migliaia di chilometri di distanza da Monte Mario [ma dove stai? dimmelo. Espatriato pure tu? Ma allora il contagio e’ pesante!]) e riparlarne, senza organizzare le nostre Brigate Al Kazzim della Dar Al Italy e andare a Montecitorio a tirarli giu’ dallo scranno a sganassoni…

    Scherzo un po’ e non e’ molto democratico…Ma forse ti sei illuso, che io sia un democratico (solo con chi lo merita altrimenti e’ impossibile) Ovvero.
    Me ne sono andato.
    Se restavo ero pronto a mettere la mimetica.
    Se restavo organizzavo le Brigate Rossonere…(politicamente indifferenti agli steccati)
    Se fossi rimasto sarei divenuto pericoloso…Pure parecchio.
    Sai…Forse sarei scaturito in un -fenomeno noumenico etologico-…Come uno di quelli che si sono veramente stufati…Praticamente un fascista…Esagero, ma ero tra quelli a rischio duro…Ero GIO-VA-NE.
    Ho scelto la discoteca…imbarazzante…Meglio la danza dionisiaca (per me era cosi, nente fumo droga alcol, piu’ Kasher di un islamico).
    Ho scelto gli anniottanta…Piu’ imbarazzante ancora…Ma quando cantava Battiato (quello de na volta, no l’assessore alla cultura)…e quando si leggeva Rene’ Guenon, nel Circolo Dei Poeti Morti…beh…Eravamo giovani, c’era il riflusso, c’era il revisionismo, c’era Karl Popper, C’era il Barone Evola…C’era un sacco di gente…
    Cosi’ ho rinunciato. Niente violenza. Niente processo democratico politico. Niente Comunismo o Fascismo. Niente Comunione e Liberazione.
    Ho fatto quello che “ma cosa abbiamo fatto!” NIENTE HO FATTO!
    HO SOLO PROVATO SENSAZIONI DA VOMITO E STUDIATO IL POSSIBILE PER CAPIRE -IL PERCHE’- NON ERA L’ISIS LA SOLUZIONE (molto prima dell’ISIS ovviamente).
    E poi, ma ero gia grandoccio…e’ successo quel che accade a tutti quelli che nell’ISIS non ci andranno mai.
    Hho incontrato la mia bella moglie…Basta You Porn…Basta videogame…Basta organizzare la rivoluzione…basta mulini a vento…Ho deciso che non potevo combattere, ne con l’ISIS, ne contro la mia bella Patria…
    Come avrei potuto sparare contro i nostri politici, rischiando di sbucciare una statua antica di 500 anni…che significa piu’ di tutti loro messi insieme???

    Quindi come vedi, e dici -stringi stringi- hai ragione tu…I miliziani dell’ISIS sono solo dei mitomani incazzati…e fanatici.

    Ma attento. Tra loro ve ne sono alcuni che son freddi come le lame d’acciaio.
    Vedono e sentono come gli antichi.
    Non gli basta la compassione dell’amore, filiale, fraterno, coniugale, o dell’amore umano.
    Hanno dentro un amore piu’ potente (Zoroastriano) un amore metafisico SENTONO LA PRESENZA DI DIO.

    Non del Cristo, Dio che ama gli umani e i loro peccati perche’ e’ voluto divenire umano egli stesso e ne capisce lo stato miserevole, confuso…solo.

    Il Dio Antico dei Giorni…Quella parte della Trinita’, che se isoliamo dal Figlio, allora ci guarda come le crature un po’ troppo “fai da te” e diverse da “a Sua immagine e somiglianza”… dei degenerati da re-alluvionare…Tranne quei pochissimi che VIVONO SENTONO COME VUOLE LUI E LO -PERCEPISCONO- E NON LO IGNORANO…GLI ELETTI che fanno il Suo volere.

    E infine una domanda……………………..

    Ma perche’ Vulfran?

    E non che so…Giovanni, Attilio, Umberto, Leonardo, Sergio…

    Ignoranza mia…Da videogame…

  21. Vulfran scrive:

    @Fabrizio
    Non so perché ti avessi paragonato a un videogame, la metafora m’è venuta così, spontanea. Mi avevi fatto venire in mente Derrida per quel tuo srotolare le espressioni cambiandole di continuo (cosa abbiamo fatto a questi ragazzi, cosa abbiamo fatto, cosa facciamo adesso…), tanto da (far) perdere un po’ il filo, visto che uno parte per contestare una cosa che nel frattempo è diventata un’altra.

    Sì, credo anch’io che non diciamo cose così divergenti, sebbene occorra tener presente che più due note si avvicinano all’unisono e maggiore è la dissonanza.

    Ho fatto qualche lettura sul nazismo “magico” e so che, più o meno, è come dici tu, ma quella che io stavo facendo non era un’analisi del pensiero misticheggiante nazista o dei suoi invasati estatici noumenici, bensì della trasformazione operata sulla realtà da parte del nazismo, la realtà in cui si trovarono a vivere tutti, vittime e carnefici. Se al nazismo togli l’elemento di modernità costituito dall’efficienza capitalista della fabbrica fordista rappresentato dai campi di sterminio, ottieni uno dei tanti “cuori di tenebra” di cui è costellata la storia umana, ma non ne cogli la specificità storica, la sua essenza ontologica che lo rende così occidentale e quindi così mitopoietico per l’occidente.

    Alla fine non so chi siano gli europei che vanno a combattere per l’Isis. Ho capito cosa intendi tu, ma, come ha spiegato anche Umberto Equo, è possibile che la loro visione dell’Islam sia una semplice deformazione da “viziati” occidentali. Io mi limitavo a rilevare una differenza di fondo dell’Isis con i princìpi su cui si è basata la modernità occidentale e mi chiedevo quanto questa differenza sia in rapporto con l’Islam.
    Mi fa piacere che tu non ti consideri “fallaciano”, però, abbi pazienza, se fai l’elenco di tutto ciò che secondo te ci aspetta (la mancanza di reciprocità tra comunità islamica in Europa e comunità cristiana in Arabia Saudita; la conversione dell’intero pianeta come previsto da uno dei cinque pilastri delle fede islamica etc.) arrivi diritto diritto allo scontro di civiltà: qualsiasi musulmano non può che essere nostro nemico e quindi dobbiamo farli fuori tutti. Che era poi la sostanza inespressa del discorso della Fallaci, seguendo la quale buttare le bombe sui civili equivaleva a combattere il terrorismo, in quanto anche un bambino una volta cresciuto non avrebbe potuto far altro che tentare di annientarci, una specie di genetica sociale.

    Interessante la tua storia personale, molto endorfinica. (Evola comunque proprio no, via, è tutta fuffa!). Mi ha fatto sorridere la tua “conversione” ad opera della moglie, mi ha fatto venire in mente un racconto di Maupassant, in cui un uomo narra a un altro di come tutti gli strani problemi psicologici ed esistenziali che aveva siano improvvisamente scomparsi da quando si è sposato! (Non mi ricordo il titolo e non sono riuscito a trovarlo via google, mannaggia.)
    Per quanto riguarda il luogo da cui scrivo e il mio nick, be’… manco sono su facebook. Mi limito a lasciare tracce qua e là sul web. Il nome, comunque, l’ho trovato per caso su un libro di nomi, non rimanda a qualche illustre personaggio.

    A proposito di curiosità, ma come mai fai gli elenchi e quando arrivi a 3 riparti da capo?

  22. fabrizio scrive:

    Dibattito con Vulfran e in continuita’ con Unberto Equo.

    L’interessante del confronto che ne e’ scaturito, sta nell’avere attraversato la parte piu’ scarna di un dibattito sul blog.
    Normalmente, se non si e’ daccordo subito, si va sulle stoccate veloci e si chiude per mancanza di tempo.

    Mi piace che si sia invece approfondito, con una certa tenacia, che avvalora il senso stesso di queste conversazioni. Che gusto c’e’ a interloquire con chi la pensa -assolutamente- come te?

    Nel nostro caso la complicazione puo’ diventare complessita’ (E qui starebbe Derrida).

    L’esoterismo Nazista e’ proprio uno dei nuclei -scomodi- della questione -fondamentalismo-

    Se hai letto tre libri, o comunque qualcosa al riguardo:

    1)_”Nazionalsocialismo Esoterico”; di Marco Dolcetta, un buon manuale
    2)_”Hitler e il Nazismo magico”; di Giorgio Galli, accurato e sorprendentemente informato sulla parte britannica della faccenda
    3)_Il terrifcante “Satana e la Svastica”; un po’ romanzesco e ricorrente, ma coraggioso

    allora saprai che, sono esistite le SS islamiche; come saprai anche che, Sua Eminenza, il Gran Mufti di Gerusalemme; Hayamin Husseini e’ stato ospite nella Cancelleria a Berlino e aveva avuto un ruolo nei servizi segreti al tempo della I G.M. e infine era lo zio materno di Arafat.

    E qui, altra svolta. Per niente fallaciano; ti diro’ che quando sono in Medio Oriente, sono completamente coinvolto e assorbo il mondo mussulmano, che rispetto profondamente, tanto che io (in modo Derridiano) sono-con-loro. Metaforicamente, ovvio. Nel senso che ne comprendo il Principio.

    Non voglio assolutamente ricominciare, ma dire soltanto che; vedo l’interezza del problema nella confusione che -la modernita’- comporta, nei processi di incontro di civilta’, fino allo schianto di civilizzazioni.
    (e alle bombe sui bambini).

    Quindi, sono contemporaneo, ma riconosco che un problema INSUPERABILE e’ nello sfascio di relazioni tra culture, che sono delicatissime, e vivono perfettamente nei luoghi (e nel genius loci) loro deputato.

    PIATTAMENTE: … STAR TREK E’ BELLO; … MA SULLA TERRA DIVENTA SCONTRO DI CIVILTA’ E L’INTERCULTURALITA’ E’ UNA ILLUSIONE PERCHE’ E’ POSSIBILE SOLTANTO TRA PERSONE DI ELEVATISSIMA CULTURA E APERTURA MENTALE,.
    QUELLI CHE LEGGONO IL PRINCIPIO COMUNE NEI DIVERSI SIMBOLI DELLE DIVERSE CULTURE.
    I (TRE) RE MAGI (che sono il simbolo della saggezza degli ambasciatori).

    Purtroppo questo e’ un sogno, di cui sono perfettamente consapevole.
    Quindi l’unico rimedio del momento attuale e’: Riuniamoci a coorte. Blindiamo la nostra Tradizione. Ma intendo strategicamente, perche’ il laicismo porta alla liquidita’ e saremo penetrati come fa il famoso coltello nel burro.
    Sono consapevole anche del fatto che non si possa “tornare cattolici per salvarci dall’assorbimento culturale”.

    Quindi: Il contrasto no. La guerra men che meno. La deportazione? NooOo. L’assimilazione? Non esiste, ti assimilano loro.
    Che facciamo Vulfran?
    NON-FACCIAMO-NIENTE

    Scompariremo (culturalmente intendo). Saremo parte di quel Human-Mix che anche la compassione delle Chiesa richiama, ma che non sara’ certo come ti aspetti, nemmeno nei tuoi brutti sogni.
    Molto piu’ simile all’inferno di Dietroit o, around Washington. Peggio delle Banlieau parigine.

    Perche l’uomo contiene quel fattore particolare, che….i positivisti, razionalisti, scientisti, sociologi (un po’ meno gli antropologi e gli etologi)…..non considerano. E INVECE IN EUROPA E’ PARTICOLARMENTE CONCENTRATO.
    Quel fattore che -se andiamo fino in fondo ad Evola- comprendiamo.
    PER ESSERE VIVO, L’UOMO VUOLE CHE DIO-SIA-CON-LUI, PRIMA CHE CON GLI ALTRI.
    TRADOTTO: VUOLE CHE I SIMBOLI DEL MIX-UMANO SIANO PER LUI RICONOSCIBILI, QUINDI DOMINANTI.
    ALTRIMENTI QUELL’UOMO NON ESISTE PIU’: SCOMPARE PUR VIVENDO (SI CONVERTE)

    Tu ce li vedi i veri credenti in Allah, che si fanno il segno della croce la domenica, per farti contento?
    Tu ti inginocchieresti cinque volte al giorno, dall’alba al tramonto, interrompendo tutto quel che fai, appena il muezzin chiama dal minareto; e solo per il rispetto interculturale?
    Tu solleveresti la mano al cielo ogni volta che ti passa davanti una Camicia Nera della Rivoluzione?
    Tu pregheresti in Yddish il Sabato perche’ non puoi scomporre l’armonia del tuo vicino ebreo?
    tu, laico-Liberal, sopporteresti il dogma continuo di questo e quello, che ti impone di vivere come in una corsa ad ostacoli; mentre cammini nella tua citta’ multiculturalizzata, con il tuo bel prontuario nell’IPad del: questo non si fa in questa piazza; questo non si fa in quell’altra piazza; questo invece si deve fare lungo il corso…La puzza che senti e’ perche’ qui e la…eccetera.

    ESAGERO, CERTO -IPERBOLIZZO- DERRIDIZZO…ma intanto…mattone dopo mattone, tra noi che siamo della stessa cultura di provenienza, e pur con idee diverse, comunichiamo e MIRACOLO: ci comprendiamo.

    1)_Mi piace il tre, ma poi ho sempre tre punti da discutere…che faccio, inserisco il Quarto come C.G. Jumg?

    2)_La questione della moglie….Nel mio mondo di idee…L’Uomo, incontra la Donna e si fonde nell’Uomo-Integrale quando e’ PRONTO, ovvero: non e’ la moglie che lo salva dalle sue nevrosi, ma e’ lui: L’AUTOSALVATOSI; che proprio perche’ s’e’ denevrotizzato, allora incontra finalmente una donna, con cui si possa REALMENTE sposare.
    (mito di Ercole, Nozze Chimiche, e via cantando).

    3)_Il luogo! il Luogo da cui scrivi…Metaforicamente a migliaia di km dal parallelo del nostro fuso orario (Monte Mario) non lo avevo capito (ma ora l’ho capito?) e il Nick…Ma che delusione. Inventa qualcosa…VULFRAN.
    E’ un nome che non si accosta…Freni Brembo…Freni Vulfran, che ne so. Non mi torna….Vurfran; figlio di Thor; nipote di Wothan; fratello di Yurzghurdz….

    Vabbe’; facciamo cosi’
    Una SFIDA BLOG

    Vulfran sceglie un articolo; o qualcos’altro, qui sul Minima Et Moralia…E ci invita. A Noi (estendo la sfida a Umberto Equo, un po’ perche’ e’ simpatico e va a fondo di tutto, un po’ perche’ senno’ non facciamo il TRE!) NOI SI RI-COMMENTA…E RICOMINCIAMO A FARCI -TRE- BARBE LUNGHE FINO A……..MONTE MARIO!

    Ciao

    Fabrizio

  23. Umberto Equo scrive:

    @Fabrizio

    Sì, esistono sensibilità altre ma non sono certo quelle dei militi dell’Is né a mio avviso (ma forse mi allungo troppo) forse in molti paesi (e suoi e-migrati in giro per il mondo) di cultura islamica da secoli (colonizzazione prima, oggi parziale globalizzazione) a contatto con se non l’Altro levinasiano quantomeno con “altri”. In quel mondo vi è ormai un costante agire di un pensiero antagonista irriflesso che informa tutto, dagli Stati ai singoli si agisce in reazione ad un concetto-mondo l’#Occidente (quasi un orientalismo alla rovescia, con connotati eguali di fascinazione e repulsione). Questo, va da sé, è incompatibile con questa sensibilità “pura” che pari invocare. Dalla studentessa universitaria iraniana espatriata al negoziante pachistano qua in Italia fino al taliban afgano apparentemente nel mondo di cultura islamica qualsiasi cosa è causata o è giustificata dall’#Occidente. Si agisce e quasi si costruisce un’identità nuova in risposta a qualcosa d’altro, in rapporto all’altro, a ciò che “ci ha imposto”, a ciò “con cui cerca di cambiarci/avvelenarci/indebolirci/ucciderci” e così via. Non proprio dunque l’alterità di un boscimane o di un Osa Nobunaga che all’apparire dei primi convertiti al cattolicesimo lungimirantemente (?) li crocifigge tutti chiudendo il discorso definitivamente.
    Insomma troppa è la conoscenza (o l’idea di questa), la presenza del mondo occidentale nella vita del musulmano medio perché questi non sia ibridato almeno un po’ con questa e allora l’IS è già post-moderno nel suo recupero citazionistico di una tradizione che proprio per questo definitivamente morta. I jihadisti sono cosplayer del fideismo. E’ direi che con questo ho esaurito il mio argomentare in materia (che peccato, piccola digrassione personale che anch’io provo a permettermi, essere troppo pigro per riordinare questi pensieri in modo più esteso altrove!).

    Alcune considerazioni sparse: 1) su Nietzche: non credo di possa parlare in modo assoluto del suo pensiero, troppi i non detti, troppi i punti oscuri o ambigui. Il suo ermetismo e la fama post mortem non consentono di dire una volta per tutte cosa fosse per lui l’Oltreuomo piuttosto che la volontà di potenza. E’ chiaro però a mio avviso che non si trattasse di ciò che i nazisti (e mi pare tu con loro) intendessero, si dimentica in quella esegesi il fanciullo e la sua gioia che sì può essere distruzione ma è soprattutto anarchia.
    2) sul misticismo e simila che trapelano dai tuoi interventi: temi affascinanti di cui anch’io mi sono interessato e m’interesso ma che (ahimé?) hanno valenza nulla al momento di misurare/comprendere empiricamente il reale. In questi giorni sto leggendo un testo assai istruttivo chiamato “Razza e Destino” di Maurice Olender che chiaramente spiega i danni che considerazioni del tutto perniciose poco più che pregiudizi da mercato possono fare quando uniti al rigore scientifico. Gente come Heidegger credeva ai savi di Sion per la miseria!

    Bella discussione, peccato che ancora apparentemente qua non sia nata la consapevolezza di quanto questo tipo di siti possano fare in termini di qualità del dibattito pubblico. Si lascia commentare ma così, quasi per dovere, un’appendice negletta. Mentre negli USA (ad esempio) disquss ha preso piede ed i blog/siti che ne fanno uso diventano quasi una scusa per trovarsi e commentare e non lo scopo ultimo con il quale si accede a tale o tal’altro url. Provai a far ciò su tale Ilpost ma l’illiberalità dei suoi gestori lo resero impossibile, non c’è cultura vera del dialogo e poi le finalità sono altre (lucro, legittimo per carità). Detto ciò, sempre disponibile allo scambio e al confronto!

  24. Umberto Equo scrive:

    ops, Oda Nobunaga!

  25. fabrizio scrive:

    A Umberto Equo, con eco riflesso orientato a Vulfran…

    Dal punto finale, in su.

    Non ho mai replicato su di un blog, in vita mia. E’ la prima volta che lo faccio e sono sorpreso che produca qulcosa di bello.

    I social non so cosa sono.

    Lavoro e mi muovo in questo tecnologico universo, come tutti ovviamente, ma vivo nella strenua convinzione che il dialogo non sia completo -al telefono- perche’ manca l’intero spettro della persona e di cio’ che, intorno, partecipa e induce -percezione-intuizione-sentimenti-

    La scrittura aiuta molto.

    Quindi? Non credo che i blog siano -qualcosa- credo invece che gli ospiti -nel blog- possano divenire… …Qualcuno… …l’uno per l’altro e produrre anche quel -rispetto- -interesse- che si sta disfacendo in altri ambienti…(la scuola, le universita’…)

    Credo nelle persone. Negli individui, uno per uno: Umberto Equo; Vulfran…cosi’ via…Neanche nel Gruppo, nella Comunita’ credo piu’ molto.
    Resta, l’Individuo.

    E da questo Individuo, potrei veramente estendermi come l’onda circolare dello specchio d’acqua colpito dal sasso.

    L’intera gamma delle sfumature che abbiamo denotato: Fanatismo; mitomania; Fede; ISIS cosplay (di Vulfran-questa e’ stata magistrale, ma come gli e’ venuta fuori!), eccetera.
    Questa gamma: Fanatismo; mitomania; delusione; frustrazione; speranza; e’ compressa in una struttura individuale dove c’e’ prevalenza ora di una ora dell’altra sfumatura… … …ma la Fede riesce a comprimere la gamma in un colore densamente concentrato che diviene per qualcuno -scelta ISIS-

    il ragguppamento degli individui, accelera la compressione di senso in UN SIGNIFICATO attraverso cosa?
    Suggestione, esaltazione e similari, ma io dico anche: Eggregore.
    Cos’e’ lEGGERGORE?
    E’ proprio quella forma di INTEGRAZIONE SPIRITUALE -ATTUATA NELLA FEDE-
    ………………………che “visualizza” nell’interiorita profonda, nel -BLUR- FISICO-METAFISICO, nel limite tra INCONSCIO JUNGHIANO CON L’OLTRE, DELLA COSCIENZA MISTICA (idealismo trascendentale evoliano), che noi NON POSSIAMO CONOSCERE, SE NON DIRETTAMENTE, SE NON INDIVIDUALMENTE.
    ma che e’ realmente sollecitato nell’insieme delle esperienze e catarsi che il Modello Mistico Evoca.
    diventa il SUPERDOVERE (Derrida).

    Come si ottiene l’EGGREGORE?
    Cosi’:
    Preghiera in gruppi ristretti; ritualita’ e concentrazione in ritmiche monacali; ripetizione continuata e virilizzata della sublimazione di aggressivita’ e odio, in Superdovere; alimentazione ritmata da digiuni, che potenzia la tensione fisica; respirazione ritmata da canto e sfogo e gesti, marziali.

    Tutte tecniche perfezionate da Gurdjieff, i Sufi, Stainer; CHE FUNZIONANO…SIA PER L’ILLUMINAZIONE, COME PER LA SATANIZZAZIONE -INDIFFERENTEMENTE- DIPENDE DAL MAESTRO E DALLA FORZA/DEBOLEZZA interiori DEGLI ADEPTI.
    applicate con rigore insieme alla continua lettura del Nobile Corano…E infine il rituale piu’ terribile e conclusivo…
    Un battesimo di combattimento e distruzione efferate.

    E questo, signori, ha un effetto sugli uomini e sui ragazzi, anche se non e’ tecnicamente perfetto (ma c’e’ chi laggiu’ lo sa fare tecnicamente bene)

    E ora concedetemi la sterzata finale…

    Ecco come si spiega il “cosa abbiamo fatto a questi ragazzi”…NIENTE, APPUNTO.

    In un mondo che e’ in Guerra Economica Globale e parzialmente in Guerra Combattuta.
    In un mondo in cui si e’ raffinata la Guerra Psicologica ai massimi livelli: in cui si usano i Brands e la Milano da Bere, per rimbambire i cinesi ex poveretti; si usa la religione escatologica dell’Armagheddon, per rimbambire gli europei; si usa e si e’ usato il sogno della democrazia made in -U.S.A./Trekkies- coi suoi bei filmetti Wresling contro il Nemico Assoluto, per rimbambire i quattordicenni e prepararli al Rimbambimento Brands; si usa il Neonazionalismo della Santa-Madre-Russia/Controtutti, per rimbambire il Neosovietblok….

    Si usa, si usa, si usa…tutto e di tutto…E NOI EUROPEI???
    Noi, europei, cosa abbiamo fatto per salvarci, salvando, i nostri ragazzi dal rimbambimento?
    NIENTE, O PEGGIO:
    Abbiamo sviluppato delle vere Universita’, o le abbiamo ridotte a Centri di Addestramento tecnico per poveri Polli Yuppies?
    Abbiamo creato vera Cultura Europea, oppure degli steccati KomunistLiberal e/o RevionismSocialRepublicans?
    Abbiamo salvato una Vera Chiesa Cattolica o l’abbiamo Anglicanizzata, abolendone la simbologia Fisica, nella Resa al Protestantesimo, vissuta nel Concilio Vaticano Secondo?

    Insomma, abbimo generato AUTENTICI PENSATORI? O DEGLI INFRAGILITI CONFUSI IN CERCA DI UN SENSO -EUROPEO- DELLA LORO PRESENZA NEL PROCESSO DI CONTINUAZIONE DI UNA dico io VERA TRADIZIONE? Che non puo’ essere nella scienza perche’ porta dovunque e in nessun luogo (poi arriva Popper col falsificazionismo, e siamo fatti)

    Niente abbiamo fatto, quindi.

    E rispondo a Marco D’Eramo, che spero ci legga.

    Niente hanno fatto gli uomini della mia generazione X, della sua generazione (X, Y? ’68?)
    Gli ultimi a fare qualcosa sono stati gli uomini che si confrontavano sul Campo di Battaglia (reale) della Guerra Fredda.

    Con onesta’ e AUTENTICA CATTIVERIA da guerrieri intellettuali SENZA PIETA’, per nessuno.

    Nominiamone solo alcuni e per carita’ perdonatemi per quelli che non cito.

    Segni; Togliatti (che odio con franchezza, perche’ ha lasciato marcire in Russia i Nostri prigionieri di guerra per uccidere una frazione del voto fascista) Almirante; Berliguer (che rispetto moltissimo); Pasolini (che imparato ad amare) ; Andreotti (un campione di Guerra Fredda Freddissima, senza pari); Craxi (molto piu’ determinato a restituire all’Italia la sua sovranita’ , schiaffeggiando gli U.S.A. a Sigonella e rimanendo centrale al Patto Atlantico); Cossiga (il maestro…colui che sapeva tutto) Altri…Tutti rispettabili, tutti corrotti; tutti soldati in trincea, nei Campi Opposti della NATO e Patto di varsavia. Tutti in guerra; con tutti i mezzi.

    Quelli erano politici? No quelli erano soldati. Quella era la Guerra a Bassa Intensita’…

    Dopo di loro, (morto il Gattopardo) le Jene…
    E chi se ne frega piu’ se i giovani crescono rincoglioniti…La guerra ha spostato il campo; l’Italia non e’ piu’ il Fronte di Contatto. L’URRS e’ caduta; la Guerra e’ divenuta Globalizzazione…A chi frega avere ottimi Soldati Mentali (a destra e a Sinistra).

    Vogliamo dei CONSUMATORI IMBONITI…piu’ scemi e distratti sono, e meglio e’…

    QUINDI NON FACCIAMO NIENTE E SOPRATUTTO NON DIAMOGLI UN VESTITO-ALLA-MENTE

    Un senso, una logica, una Via, una IDENTITA’ potrebbero magari USARLA…

    E i ragazzi…(pochi per fortuna, gli altri non hanno neanche piu’ la forza fisica, drogati di tutto, come son diventati) …si contorcono dentro, nell’insulso di una esistenza che non e’ solo vuota e frustrante, e’ pure difficile da compiere perche’ il benessere se ne sta andando velocemente sul Nuovo Fronte di Guerra Globale Economica e il teatro Italiano serve a poco…Dal 1989 infatti non e’ piu’ foraggiato…ne dalla NATO ne dall’URRS.

    C’est la Vie; Ces’t la real politique; C’est l’ISIS

    Ciao Umberto Equo; Ciao Vulfran…spero che andiate a commentare qualcos’altro e se andrete, vi prego invitatemi……………………………………………….. da QUI…Da “Quelli che combattono nell’ISIS…perche’ lo fanno?”

    Fabrizio

  26. Vulfran scrive:

    @Fabrizio + Umberto Equo
    Anche a me piace la discussione che abbiamo creato in questo spazio (grazie minimaetmoralia!).

    Non so, essendomi sentito da sempre molto alieno rispetto alla società in cui mi sono trovato a vivere, non riesco ad avere le visioni distopiche di Fabrizio sulla convivenza tra differenze, anche perché pare che tutti ci sentiamo alieni alla società in cui viviamo, pertanto può darsi che valga il sartriano “l’enfer c’est les autres”. Tendo a pensare che il problema nasca nel momento in cui si sente il bisogno di voler ‘essere’ una cultura e di voler ‘essere’ con-fusi con tutti gli altri membri di tale cultura, ricercando una fusione che già è difficile tra due persone, figuriamoci tra moltitudini. Capisco questo bisogno di fusione con gli altri e/o con il cosmo, ma le società per ovviare a questo hanno già i riti collettivi e individuali, che normalmente bastano e avanzano: chi va allo stadio, chi va a Medjugorie, chi va in montagna, chi va in moschea, chi va al rave, chi va al mall e via elencando. Tutti modi di trovare il nostro eggregore quotidiano, anche in modo del tutto insano, certo.

    Credo anch’io che le culture ‒ intese come cluster di elementi comuni e strutturanti ‒ siano legate ai luoghi in cui si sono sviluppate. Tale tipo di legame oggi, quando ammesso, viene interpretato come mistico, ma potrebbe semplicemente trattarsi di una connessione che non siamo in grado di comprendere e analizzare e che allora concepiamo come gli antichi concepivano il fulmine, misticamente.

    La globalizzazione è un processo ormai innescato e a livello sociale ed epigenetico non sappiamo cosa accadrà. Ci saranno problemi, certo, ma mi rifiuto di rifugiarmi nell’illusione di un passato arcadico in cui le singole comunità vivevano felici, ognuna compenetrata della propria purezza. Se proprio devo scegliere, meglio un sabato all’Ikea che la lapidazione. Quanto alle tragedie future, vedremo. In fondo siamo appena all’inizio di questa specie di crollo dell’impero romano, è ovvio che vediamo figure cui non sappiamo attribuire senso.

    Il ritratto della società multiculturale che Fabrizio fa, mi ricorda il regno di Pndapetzim di “Baudolino” (non del nostro Umberto, bensì dell’altro tro ro o): ogni cultura vive accanto all’altra e ognuno pensa che gli altri siano uguali ma pensino sbagliato. Ovviamente al momento dell’attacco di un nemico esterno il regno si squaglia in quanto gli “uguali” non s’intendono nemmeno l’un l’altro. Finiremo così? Boh. E poi, se tutto finisce dentro il calderone, quale sarà il nemico esterno? La peste? Sarebbe una soluzione interessante, annientati da un batterio e non dall’Islam, per tanti una vera fregatura.

    Poi vediamo, ah: “Satana e la svastica” non l’ho letto; il titolo lo trovo un po’ alla Tarantino, ma prima o poi lo leggerò. Consiglio anche “Une anthropologie du nazisme” di Conte e Essner (una parte è stata tradotta pure in italiano).
    La moglie: stavo scherzando, ovviamente; sapevo che l’avevi trovata perché eri “guarito” ed era il momento giusto. Comunque il racconto di Maupassant è carino lo stesso.
    Luogo: ti giuro che non sto spargendo indicazioni utili al mio rintracciamento, pertanto non è che ci sia qualcosa da capire! Nick: il libro dei nomi dava come significato “che corre coi lupi” e mi era piaciuto, tutto qua (in ogni caso, considerata l’etimo, non lo accosterei proprio con “freni”, diventerò la marca di qualche altra cosa!).
    Credo anch’io che sia bello se restiamo in contatto commentatorio. Umberto mi pare il più esperto in ambito social, ci dichi!
    p.s. “Isis cosplay” è di Umberto! M’ha fatto scompisciare pure a me.

  27. fabrizio scrive:

    Bentornato a Vulfran e richiamiamo Umberto Equo al……CLUB COSPLAY MINIMAETMORALIA……

    ISIS Cosplay…Infaatti e’ stata il Top delle varie analisi che abbiamo proposto…Le batte tutte, anche secondo me…Quindi Umberto Equo e’ -ad acclamazione- (2 su TRE) alla barra, e lui che porta la barca….

    Scegli Qualcosa e dacci la Via, Umberto Equo!

    Hai una grande responsabilita’……..Vista l’endurance commentatoria del Culb!

    (Anche: “Freni Vulfran”; lo trovo un gran brand, meglio che Vulfran, figlio di Thor…ecc…)

    Alla prossima…

    Fabrizio

  28. girolamo de michele scrive:

    Scusate il ritardo, ma almeno qualcuno certe cose doveva dirle. Marco D’Eramo basa le sue analisi sul rapporto del Rand National Defense Research Institute An Economic Analysis of the Financial Records of al-Qaeda in Iraq, affermando che questo rapporto «analizza i dati contabili di Al-Qaida tra il 2005 e 2010, ma che Rand considera ancora validi anche per l’Isis, almeno nei caratteri fondamentali», e ne conclude che, come per Al-Qaeda, anche per l’Isis «il movente economico non è il movente principale che spinge ad arruolarsi nelle milizie islamiche (Rand afferma che il reddito di un combattente è di gran lunga inferiore a quello percepito dalla media delle famiglie nelle regioni interessate, mentre le probabilità di morte sono assai superiori».
    A quanto pare, nessuno dei commentatori ha letto il rapporto Rand. Chi lo avesse fatto, avrebbe scoperto che:
    1. il rapporto Rand copre il periodo 2005-2006, non 2005-2010, come afferma D’Eramo;
    2. il rapporto Rand si limita a un’unica area geografica, la provincia di Anbar, Iraq. Per quanto sia estesa, questa provincia ha circa il 5-6% della popolazione totale dell’Iraq (della Siria neanche se ne parla): la rappresentatività del campione è sotto gli occhi di tutti.
    Il calcolo sulla convenienza o meno dell’arruolarsi in Al-Qaeda è condotto a partire dalla stima di circa 491$ di salario annuo, a fronte di una stima del PIL pro capite iraqeno di 1770$. Tralascio l’affidabilità del metodo di calcolo Rand, che presuppone che un soggetto valuti una scelta utilizzando come base la proiezione negli anni della percentuale di PIL (non del reddito medio: tanto per fare un esempio banale, ila percentuale del PIL pro capite in Italia è più del 50% del reddito pro capite) e sappia calcolare le percentuali di rischio tradotte in cifre e il percentile del rapporto tra dati, e sappia orientarsi con formule di calcolo integrale (“parole di Rand”, dice D’Eramo) perché in ogni caso questi sono dati del 2006: rispetto all’Iraq attuale, un’altra era geologica.
    Fonti di stampa internazionali hanno parlato di un salario mensile pagato dall’Isis (che, per inciso, non è Al-Qaeda) che varia da una base di 400-800$ mensili, fino a 1200$ (il re di Giordania ha parlato alla Clinton Global Initiative dello scorso 22 settembre di 1000$): da 10 a 30 volte la cifra presa in considerazione dal rapporto Rand.
    Domanda: ma di che state parlando?
    (PS: anche il riferimento al New York Times è scorretto, e risalendo ai rapporti da cui è desunto il grafico che a sua volta il NYT cita da altra fonte non si evince né quella cifra di volontari stranieri, né il metodo di calcolo che ha consentito di raggiungere la cifra: ma a questo punto, queste sono bazzecole).

  29. anima lista scrive:

    ciao , entro in punta di piedi, perche ‘ non avrei potuto seguire il discorso senza vocabolario.

    avete davvero fatto chiarezza e sviscerato il delicato problema in questione ,
    era come essere un bambino in preda agli incubi
    tra le voci tranquillizzanti degli adulti nella notte del mondo ,

    .anche se capito qui, mentre cercavo invece di persone che vanno a combattere volontariamente “contro” l ‘isis.
    ce ne sono , ma per ora solo l’uno o il due per cento rispetto agli altri.
    sara’ una questione di qualita’? e’ a questi che bisogna guardare per “prepararsi”?

  30. Fabrizio scrive:

    Rivisto e ripensato………………………………………….

    Ma qual è la vera strategia globale dell’ISIS?

    Gli USA hanno, di fatto, sostenuto l’azione della stessa Arabia Saudita contro la Siria, ritenuta l’”anello debole” del sistema sciita nel Grande Medio Oriente, ma i Sauditi, e i Servizi di Re Abdallah hanno di certo aiutato l’ISIS di Al Baghdadi contro il regime filo-iraniano di Bashar El Assad.
    Ma i sauditi hanno sostenuto anche Al Nusra, l’altro gruppo di tradizione qaedista, e i mujaheddin che sono arrivati dalla Libia, da tutto il Maghreb, dalla Cecenia e dall’Indonesia.
    Primo cerchio strategico: la creazione di un fronte sunnita contro il sistema sciita incentrato su Teheran, secondo cerchio, per Riyadh, la internazionalizzazione di questa tensione regionale per utilizzare l’aiuto degli amici occidentali, ossessionati (giustamente) dal nucleare civile-militare iraniano che peraltro è indebolito dall’isolamento di Teheran nel quadrante globale e dalla sua invadenza nelle aree sciite, spesso di minoranza, nei Paesi legati alla tradizione maggioritaria dell’Islam.
    C’è un jihad preventivo contro l’asse Europa-USA-Israele e un jihad permanente nei confronti degli “apostati” sciiti.
    Una doppia minaccia, dato che lo stesso mondo sciita potrebbe rivalersi contro il sistema europeo-americano, e generare un jihad contro i sunniti e gli “infedeli” che sarebbe ancora più pericoloso, date le caratteristiche dell’universo sciita, di quello dei seguaci della “sunna” muhammadica.
    Prima un jihad per stabilire chi è egemone nell’universo islamico, poi il secondo e definitivo jihad contro “gli infedeli e gli Ebrei”, per usare le parole di Bin Laden, ovvero contro di noi in Europa e in USA e contro lo Stato di Israele, per annullarlo definitivamente.
    Ovvero, ancora, potremmo avere a che fare qui con due jihad, probabilmente simultanee, di diversa struttura strategica, ma entrambe dirette contro di noi all’Ovest, e che riguardano interessi sauditi o sciiti e creano la Paura in Occidente.
    I jihadisti nel sistema iraqeno sono comunque sostanzialmente sostenuti dall’Arabia Saudita, anche se le loro necessità di founding sono ormai largamente autonome: durante la battaglia per la conquista di Mosul l’ISIS ha acquisito circa: 308 milioni di Euro, mentre si calcola che, oggi, i militanti del Califfato di Al Baghdadi posseggano un “tesoro” di oltre due miliardi di Dollari Usa.
    I due Stati che finanziano primariamente l’ISIS, sono senza dubbio l’Arabia Saudita e il Qatar, con Riyadh che si muove per egemonizzare la grande rivolta sunnita, e il Qatar che opera anche attraverso i Fratelli Musulmani. Il Kuwait genera anch’esso un flusso di denaro per il Califfato.
    Usare gli States come “muro” contro la rivolta sciita, far ritornare l’Iraq sotto la tutela dell’universo sunnita e, quindi, regionalizzare l’Iran prima, con ogni probabilità, di attaccarlo militarmente.
    Il Principe Bandar ha commesso un altro errore, agli occhi dell’attuale classe dirigente saudita: ha sostenuto, in odio ai tradizionali nemici di Riyadh, i Fratelli Musulmani, ilgolpe di Al Sisi in Egitto.
    Gli errori strategici occidentali sono ormai daevidenti:
    una ingenua (ma molto redditizia) adesione agli interessi sauditi nell’area, che peraltro non sono mai i nostri, che dura fin dalla Prima Guerra del Golfo, nella speranza, del tutto vana, che i Sauditi stringessero i jihadisti in una morsa.
    Tutt’altro: il jihad della spada è stata una forma di strategia indiretta saudita e sunnita sempre più rilevante, dopo che gli occidentali hanno destabilizzato, con le “Primavere Arabe”, il punto debole del sistema mediterraneo, il Maghreb, e ha colpito aree come la Libia e l’asse Tunisia-Egitto, che il jihad della spada voleva destabilizzato per sempre, come la Libia, per porre sotto il controllo jihadista-sunnita il Canale di Suez, la vena giugulare dell’Europa Occidentale.

    Che infine è quello che il Jihad vuole………Chuderci la via ai mercati dell’Oceano Indieano e dell’Oceano Pacifico…

    Preparetevi….

    Ad Anima lista….Dico….Non so quanti anni possa avere tu, che ti senti intimidita, ma ora non è questo il caso.
    Niente timidezza…

    Preparati significa studia la situazione e le situazioni da ogni punto di vista…Creati un opinione fuori dal Main Stream…Guarda con chiarezza ai fatti…

    La guerra esiste ed è vigente…La gente muore…Soldi e fede sono i collettori dell’energia del mondo…anche la fede torce il tempospazio, quanto lo scoppio di una granata.

    questo dobbiamo recuperare. Fede.
    Fede in noi stessi e nell’Occidente.

    ciao a tutti

    Fabrizio

  31. Vulfran scrive:

    @Fabrizio
    La tua analisi della situazione attuale mi sembra corretta, perlomeno per quanto mi è dato di capirci. È interessante osservare come il contesto che si è prodotto ‒ sostanzialmente: una forte instabilità in tutto il medio oriente e la nascita di un esteso territorio, dal Pakistan alla Nigeria, di guerra civile in cui far prosperare una galassia di fanatici islamici in guerra tra loro e con gli stati islamici più forti e stabili dell’intera regione ‒ sia in perfetta continuazione e armonia delle teorie elaborate a suo tempo presso il celebre PNAC.
    In ogni caso, mi sembra che le analisi geopolitiche colgano solo alcuni aspetti del fenomeno. Visti i recenti sviluppi, mi pare che, al pari del nuovo tipo di guerra imposto dai droni, i guerriglieri dell’Isis stiano abendo attraverso un tipo di guerra nuovo. Analizzarla con i metodi del Risiko, per quanto raffinati essi possano essere, è paragonabile ad analizzare le guerre del ventesimo secolo tramite i parametri di quelle medievali. Certo, alcune costanti ‒ anche pratiche ‒ rimangono, ma cambiano le modalità, le forme, la sostanza tecnologica, l’immaginario (che è la cosa fondamentale) dei combattenti.
    Infine, considerando i recenti eventi, mi sembra che la nostra discussione e i nostri timori non fossero infondati.

  32. claudia scrive:

    io non ho studiato tanto,ma voglio dire la mia lo stesso;ho 57 anni,ho visto le donne emanciparsi,e mi sembra che agli uomini questo non piace,non solo ai mussulmani; penso che tanti uomini europei vorrebbero vedere le donne di nuovo zitte e sottomesse,anche quelli che in pubblico si dimostrano aperti, alrimenti non si spiegherebbe tanta violenza verso le donne,di tutti i ceti sociali.Non è solo una questione di religione,è che gli uomini cercano di riprendersi con ogni mezzo,quello che da sempre hanno considerato una loro proprietà,la donna.

  33. ale scrive:

    combattono xchè tutto quello che gli viene promesso viene mantenuto l italia invece promette e non mantiene mai le promesse mai

  34. GeertWilders4President scrive:

    Quelli sono anche musulmani, altrimenti che motivo avrebbero di unirsi all’isis?

  35. Giovanni scrive:

    Sarò monotono e ripetitivo, ma tocca mandarli via e non farli entrare e i musulmani che restano devono adattarsi loro alle nostre usanze e religioni altrimenti a casa….a nuoto….

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