Sanremo-2020-Conferenza-stampa

Quell’immagine di Sanremo è irremediabile

di Christian Raimo

Il problema non sono le cose che ha detto Amadeus.
Il problema è la televisione italiana, in cui la presenza femminile è praticamente sempre ancillare, in cui di questioni di genere non si parla mai, mai, in cui gli esperti, le persone autorevoli sono sempre uomini, in cui alle donne viene dato al massimo uno spazio testimoniale, le donne presentano, ascoltano, fanno sì con la testa, fanno lo sguardo attento, accondiscendente, divertito, complice, in cui ci si chiama per nome, si danno ricette, si cucina tanto, gli studi sono illuminati come se si fosse in spiaggia, e donne sorridenti e accoglienti fanno le padrone di casa, stanno un passo indietro, un passo avanti, basta che non siano eccessive, trabordanti, realmente presenti mai: Caterina Balivo, Bianca Berlinguer, Barbara D’Urso, Maria De Filippi, Barbara Palombelli… Si chiacchiera di relazioni, di come conquistare lui, mettere su famiglia e fare figli, come scegliere il vestito da sposa e “migliorare il lato b”, perché “dopo il nido d’amore c’è da pensare alla cicogna”: Amadeus è solo il prodotto di risulta di un’educazione emotiva, relazionale, culturale che avviene 24 ore su 24, e in cui chi avrebbe la capacità di rovesciare questi rapporti di forza culturali non lo fa per inerzia, paura, convenienza, conformismo a un linguaggio onnipresente, perché non si rende conto che c’è un altrove, che è al di là del mondo televisivo, che è un altrove che è da inventare e da conquistare.
Quell’immagine da ultima cena con il cristo demenziale di Amadeus in conferenza stampa è un’immagine irrimediabile. E fa specie che una persona intelligente come Stefano Coletta, nuovo direttore di Rai Uno ne minimizzi la portata, che la questione rimanga come una delle tante polemiche che accompagnano il festival – una settimana Rula Jebreal sì o no, una settimana le dichiarazioni di merda di Amadeus, la prossima? – o che addirittura magari sia utile a un marketing social che si mangia tutto, fanghiglia e opinionismo come un mostro che tutto trasforma in attenzione. Basta rivedere una puntata di un festival del 1980 o del 1981 (quarant’anni fa), per dire, per capire come basta poco per incidere su certe retoriche, o per riconoscere che fare televisione non deve per forza rappresentare lo specchio del paese, ma creare un’immagine che non c’era, anche perché il paese in tante cose fa molto cagare.

 

Commenti
4 Commenti a “Quell’immagine di Sanremo è irremediabile”
  1. sergio falcone scrive:

    Troppe chiacchiere su una questione inutile e nociva.
    La qualità dei programmi televisivi porta ogni persona che abbia buon senso, cultura e buon gusto a premere l’interruttore OFF.
    Sanremo? Un pateracchio orribile, una fonte di guadagno per qualcuno. Da evitare con ogni possibile accuratezza.

  2. Marisa scrive:

    irremediabile?

  3. Almo Pieragostini scrive:

    Io saro piu transcand di Cristiano Raimo che mi ha preceduto e, devo dire che ha analizzato il Festival in maniera molto accorta e precisa! Vorrei solo aggiungere che purtroppo oltre altre cose, quest’anno sono state sbagliate molte cose, a partire proprio dal conduttore, il quale, secondo me, è proprio uno “scemo” e non adatto per condurre un Festival e direi nessun altra cosa! Gli manca una certa cultura, l’intelligenza per capire quando fermarsi dalle fare le sue risate idiote, l’enfasi finta del quale è dotato e non ultima la sua faccia nata 8non so se con u clisce predefinito) per dire che bisogna ridere per forza, tipo l’addetto al divertimento nei luoghi di villeggiatura! Insomma, io non vorrei un Festival serioso, ma serio, anche perche si sa che il pesce comincia a puzzare dalla testa, sarebbe bastato che avessero portato in scena la Jula Jebreal, donna bellissima ma pensante, avrebbe portato via lascena ad Amadeus…….. Deo gratias!

  4. Maurizio scrive:

    …fa molto cagare…mi trovo sempre in perfetta unione di sensi_bilita’ con Raimo…mi devo proccupare?
    La foto e’ inquietante senza dubbio…moriremo tutti democristiani durante il festivall di Sanremo e al governo Ric dei rinnovatori italiani comunitari e Gian del gruppo italiani avanti no…indietro si(nda)

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