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Il grande Gatsby di J.R. Moehringer

Questo pezzo è uscito su Europa.

Quando Andre Agassi lesse il primo libro di J.R. Moehringer, Il bar delle grandi speranze (Piemme), lo trovò straordinario e contattò l’autore. Da quell’incontro nacque un secondo libro, Open, scritto da Moehringer e Agassi: un caso editoriale internazionale. Il terzo libro di Moehringer si intitola Pieno giorno (Piemme, pp. 471, euro 19,50) è appena uscito in Italia e Agassi è il primo tra i ringraziati. Autobiografia di un aspirante scrittore il primo, biografia di un tennista controverso il secondo, il terzo racconta la storia di Willie Sutton: rapinatore di banche che ha attraversato il Novecento americano. Sutton è uno scassinatore leggendario, un disonesto contrario alla violenza e amante della grande letteratura. Le tre vite raccontate da Moehringer sono diversissime ma hanno in comune l’amore per donne inaccessibili. Giovanissimo, Willie Sutton si innamora di Bess: «Lei è biondo cenere (…), ma nella luce autunnale i suoi capelli hanno ogni possibile sfumatura di giallo». Nel destino di Agassi c’era l’incontro con Steffi Graf e nel Bar delle grandi speranze la crescita di Moehringer avveniva per strettoie sentimentali. Con Pieno giorno Moehringer completa dunque una segreta trilogia sull’amore.

Uscito di prigione da vecchio, Willie trascorre un giorno intero con un fotografo e un giornalista, i tre tornano sui luoghi di New York cruciali per la sua vita. Si rievoca tutto. L’infanzia a Brooklyn con i pestaggi e le nuotate nell’Hudson. Le scuole, il primo lavoro, il primo licenziamento, le serate passate a cercare ragazze a Coney Island. Anche se «nel 1917 e nel 1918 le ragazze carine vogliono i soldati», l’incontro con Bess ha successo: «Dopo settimane di corteggiamento Bess prende da parte Willie accanto al loro albero preferito e lo abbraccia, il viso sul petto di lui. Bene, Willie Sutton, spero sarai contento. Mi sono innamorata di te». Si baciano. La vita di Sutton cambierà per sempre.

Il Sutton raccontato da Moehringer è un Grande Gatsby con la saggezza dei gangster: «Non esiste un problema che non sia colpa dei soldi o dell’amore. E non esiste problema che non si possa risolvere, con i soldi o con l’amore».

Quando il padre impedirà a Bess di frequentare Willie sarà lei a proporgli il primo colpo: la cassaforte del padre. Il furto riesce, i due scappano. Stanno per sposarsi quando la polizia li prende e Willie finisce in cella. Da lì in poi la vita di Sutton passerà tutta dentro o fuori dai penitenziari. Scassi, manette, celle sempre più buie dove escogita evasioni ogni volta più rischiose. Quando le cose vanno bene – come nel 1931 – mette insieme trentasette rapine in un anno. «Davvero un uomo può svaligiare 37 banche solo per conquistare una donna?» gli chiede il Fotografo. Quando le cose vanno male, vive nelle topaie, fa colazione con l’acqua di rubinetto.

Willie considera il tradimento l’azione più malvagia in assoluto: «Ci ricordiamo ancora il nome di Giuda e non quello del soldato che inchiodò Cristo». La domanda del libro, per oltre 400 pagine, è: Sutton fu anche responsabile di un omicidio?

Da quando esistono i libri di Moehringer è difficile capire perché siano aperte le scuole di scrittura creativa. Ogni suo testo è una lezione sulla narrazione, un ricettario su come costruire l’intreccio perfetto. Moehringer non entrerà nelle antologie letterarie ma sa precisamente quali elementi introdurre in una storia e quando farlo. Sa da dove far arrivare la luce per scolpire i personaggi e il punto in cui tagliare le frasi.

Quando la storia di Sutton termina (non prima di aver descritto lo stesso fuoricampo della partita di baseball che ha dato vita ad Underworld di DeLillo), i riflettori si spostano sul giornalista e si intuisce una sovrapposizione tra Moehringer e il giornalista. Proprio ripensando alla biografia di Agassi, infatti, qualcosa suona familiare: «Giornalista ha dedicato gran parte della sua vita a due ricerche vagamente interrelate – le buone storie e l’amore».

Francesco Longo (Roma 1978), giornalista, è autore del libro Il mare di pietra. Eolie o i 7 luoghi dello spirito (Laterza 2009) e di Vita di Isaia Carter, avatar (Laterza 2008, con C.de Majo). Ha pubblicato la monografia Paul de Man (Aracne 2008). Collabora con La lettura del Corriere della Sera e con le pagine culturali del quotidiano Europa. Scrive su Nuovi Argomenti.
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