GianColombo

L’americana a Roma. Le lettere di Carol Gaiser

GianColombo

Questo pezzo è uscito sul Venerdì di Repubblica. (Fonte immagine.)

“La prima volta che sono andata in Italia è stato nell’estate dei primi anni Sessanta. Venivo direttamente dall’America degli anni Cinquanta dove il sesso era ancora un tabù. E ricordo che rimasi inorridita nel vedere questi ragazzi italiani convinti che noi americane fossimo ragazze facili. La verità era che le italiane erano molto più facili di noi”. Parlare con Carol Gaiser è come viaggiare nello spazio e nel tempo. Poetessa e reporter americana, ha un’eleganza nel raccontare luoghi e persone che rimanda alla grande letteratura.

In Italia nel secolo scorso con una borsa di studio Fullbright, Gaiser frequentò Alberto Moravia e Pierpaolo Pasolini, lavorò insieme a Pietro Germi, soprattutto diventò amica di Silvana Mauri, con cui iniziò una relazione epistolare destinata a durare fino alla morte di Mauri. Delle due donne scrive oggi Maria Pace Ottieri, figlia di Silvana Mauri e Ottiero Ottieri, in un libro struggente e appassionato costruito partendo dalle ritrovate lettere di Carol a Silvana (Promettimi di non morire, nottetempo, 14 euro).

Gaiser oggi vive nel Queens, a New York, insieme al compagno Roger, in una casa affollata di pile di libri e ninnoli. In alto a una pila una vecchia edizione del Grande Gatsby dell’amato Fitzgerald citato in una lettera a Silvana: “Ho vissuto il più bello sogno fitzgeraldiano, con persone simpaticissime in un ambiente sofisticato come Tender is the Night, il mio libro più preferito su tutti”. Così era ai suoi occhi quell’Italia dove non è più tornata (“In Italia ci vado nei sogni”, dice oggi senza troppi rimpianti), abitata da poeti, registi e romanzieri, accattivante e troppo bella per lasciare indifferente una giovane e brillante americana. Da allora non ha mai smesso di scrivere poesie. “Le scrivo a mano”, dice, “poi le mando a un’amica che le ricopia al computer. Non ho computer né internet. E nemmeno li voglio”.

Le sue poesie sono bellissime (alcune sono tradotte in italiano e pubblicate in appendice al libro) ed è evidente che la sua resistenza alla contemporaneità sia dettata più da indole che da ostinazione. “La vita di una poetessa americana è frustrante, quasi altrettanto incolore di quella di un musicista jazz. L’America ha il culto della celebrità e del denaro e la poesia ha poco sia dell’uno che dell’altro”, scrisse Gaiser a un punto di mezzo della sua vita. E in una poesia intitolata In Italia: “Sono troppo alta per questo paese”.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
Aggiungi un commento