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Ricordando Ettore Scola

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(fonte immagine)

«Io sono molto pigro, perciò il lavoro che ho amato di più è stato lo sceneggiatore. È stato Vittorio Gassman a farmi fare il regista, un mestiere da bugiardo, devi fingere di sapere tutto, ognuno della troupe ha una domanda e vuole la risposta da te. Come se il regista fosse un oracolo, ma anche l’oracolo di Delfi era approssimativo, al povero Edipo disse “vai a letto con tua madre ma lei non lo saprà, ammazzi tuo padre ma tu non sai chi è tuo padre”, si barcamenava. Per faticare meno avevo la complicità e l’amicizia con gli sceneggiatori, le maestranze, gli attori, con tutti. Poi ho avuto il privilegio di conoscere persone migliori di me, Amidei, De Sica, Fellini, che ho potuto emulare, copiare. Il segreto è essere un po’ ladri. Ho rubato da tutti».

Così Ettore Scola, morto lo scorso 19 gennaio, in una delle sue ultime interviste. Era nato il 10 maggio 1931 a Trevico, vicino Avellino, oggi avrebbe compiuto 85 anni. L’autunno prossimo, al museo Carlo Bilotti di Roma, dal 16 settembre al 23 ottobre, una mostra – “Piacere Ettore Scola”, è stata presentata ieri – ricorderà l’autore di Brutti, sporchi e cattivi (1976) e Una giornata particolare (1977) 

E di tanti altri capolavori. Per esempio C’eravamo tanto amati, diretto nel 1974. Questo è il trailer del film (in sottofondo la colonna sonora di Armando Trovajoli):

«È un film che ha suscitato le ire funeste di tutti gli dei dell’Olimpo degli intellettuali». Qui, sul sito delle Teche Rai, un’intervista sulla realizzazione del film La terrazza, pellicola che partecipò al festival di Cannes vincendo il premio per la migliore sceneggiatura.

Questa sera Rai Movie ricorderà Scola trasmettendo, a partire dalle 19, tre suoi film: C’eravamo tanto amati, La famiglia (1987) e Una giornata particolare. Vederli (o rivederli) non sarebbe una brutta idea.

 

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