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Ricordando Luca Rastello

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Due anni fa ci lasciava Luca Rastello, intellettuale e scrittore capace come pochi di incidere sul nostro tessuto. Per ricordarlo, pubblichiamo la definizione della parola “penultime” scritta da Rastello per il Dizionario affettivo della lingua italiana, pubblicato da Fandango nel 2008, curato da Matteo B. Bianchi e co-curato da Giorgio Vasta.

di Luca Rastello

PENULTIME

Sono le cose di cui si può scrivere e di cui verosimilmente vale la pena scrivere. Forse le sole a soddisfare entrambe le condizioni. Non le ultime, perché non sono esperibili o, almeno lo sono quando è difficile ormai tenere una penna in mano o maneggiare una tastiera. Non le prime, perché avvolte in un passato immemore, anteriore al risveglio della consapevolezza.

Esiste un tratto quasi terminale della corsa – quando l’inizio è dimenticato e la fine è certa e verosimilmente prossima ma non ancora arrivata – rischiarato da una sorprendente lucidità, come da una luce più forte. Franco Ferrucci lo esemplifica parlando del rapporto fra l’Iliade – che racconta soltanto il decimo di una guerra di dieci anni e neppure l’esito – e la guerra stessa. L’impresa titanica di dire la fine o ciò che precede il risveglio della coscienza non è neppure tentata da Omero, che pure dispone di tutte le armi del narratore: il mito, il fantastico, dei, eroi, mura e cavalli. Uscire da questi confini è prerogativa del titano, o più facilmente del ciarlatano, non dello scrivano. A cui non restano dunque, nel migliore e più alto dei casi, che le cose penultime.

Fra queste l’Aloe Vera. (Sost. f.) Piantina simile all’agave a cui è difficile sfuggire. Svolge la funzione che fu del Fungo Cinese, del Pompelmo di Jaffa, dei Fiori di Bach e dell’Eliotropia. In caso di decremento della salute, viene proposta con veemenza da amici benintenzionati. Credenti, illuministi, scettici o trasandati mentali, non fa differenza: l’A.V. è universale, presente, eternamente disponibile, come il mito (cfr.).

Essi stessi ne assumono quantità adatte ai loro bisogni, altrettanto fa in persona il loro omeopata, e comunque tutti hanno un cognato iniziato ai misteri dell’A.V. miracolosamente guarito da malattie formidabili. Nella mia città viene venduta da un vivaio di Pecetto che la importa dal Brasile, per 350 euro a piantina o, sapendolo, da un vivaio di Nichelino, che rifornisce quello di Pecetto per 15 euro a piantina. È provato che l’A.V. svolge notevole funzione lassativa. Non altro.

Ma sottrarsi a essa è sospetto indizio di una colpevole scarsa volontà di Autoguarigione (cfr.), altra notevole penultima. Fra le penultime di rilievo, mi verrebbero da citare la cellulite, l’ascendente astrologico, i flussi e i treni ultraveloci, le politiche per la famiglia e, ovviamente, il testamento biologico e i suoi fans. Ma forse peccherei di cinismo…

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