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Il valore del lavoro culturale. Un messaggio dalla Grande invasione

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di Marco Cassini e Gianmario Pilo

Roma e Ivrea, 1° maggio 2020

Tutti abbiamo beneficiato di quell’enorme, gioiosa diffusione di contenuti gratuiti che durante il lockdown ha riempito ogni canale social, e alla cui offerta peraltro molti di noi editori, scrittori, librai, traduttori, attori, registi, musicisti, artisti hanno contribuito in prima persona.

È stato bello, emozionante, confortanteveder fiorire iniziative di “solidarietà digitale”: abbiamo visto distribuire, spesso usufruendone in prima persona, ebook gratuiti, letture gratuite, concerti gratuiti, spettacoli gratuiti, film gratuiti.

La discussione e il dubbio sul fornire o meno contenuti culturali gratuitamente ha animato molte riunioni anche fra noi due, Gianmario e Marco, gli organizzatori della Grande invasione; fino a che, sin già dalla prima edizione (il cui intero programma era stato offerto al pubblico gratis), è stata una richiesta da parte di una fetta consistente del pubblico del nostro festival a convincerci che (accanto a una serie nutrita di eventi aperti a tutti) imporre l’acquisto di un biglietto, anche simbolico, di pochi euro per alcuni degli eventi fosse necessario per rendere percepibile a tutti il valore dei contenuti cui quel biglietto dava accesso.

Ricordiamo benissimo quella sera del giugno 2013 quando, rimasti fuori da un ristorante in cui, a partire da mezzanotte, una lettura di Giuseppe Battiston poteva essere fruita da una trentina di persone, facemmo compagnia alle oltre centocinquanta che erano rimaste fuori. A gran voce la gente ci chiese: per favore, l’anno prossimo mettete un biglietto, siamo disposti a pagare pur di avere accesso a un contenuto di qualità.

Abbiamo dato ascolto a quella richiesta, e da allora anche grazie agli incassi degli eventi a pagamento (oggi circa un terzo del programma totale) il nostro festival ha potuto crescere e offrire al pubblico contenuti ogni anno maggiori (e ci auguriamo migliori).

È per questo che oggi, Primo Maggio, il nostro pensiero è andato ai tanti, tantissimi lavoratori della cultura e dello spettacolo: oltre alle ovvie difficoltà che ci si prospettano nei mesi o negli anni a venire, ci sarà per loro – per noi – una difficoltà in più: in un Paese in cui, come sentiamo dire da anni, da sempre, i consumi culturali sono bassissimi, tornare all’idea che il contenuto culturale abbia un valore, e perciò la sua fruizione un costo, ci sembra più che mai necessario.

È un concetto tanto elementare quanto in pericolo di essere del tutto disatteso nel futuro incerto che ci si prospetta. E proprio perché la gara a regalare cultura durante il lockdown è stata bellissima, e continueremo tutti il più possibile a prodigarci per alimentare la solidarietà digitale, crediamo al contempo che ci si debba porre ora l’ambizioso obiettivo di tornare a considerare i contenuti culturali come qualcosa per cui spendere, o meglio un valore su cui investire.

A qualcuno toccava il ruolo antipatico di essere il primo a provarci, e così abbiamo voluto prenderci l’ingrato compito di essere noi quel qualcuno.

In attesa che l’ottava edizione della Grande invasione, quella “vera”, dal vivo, possa svolgersi nelle date che vi comunicheremo appena ci sarà possibile, vogliamo dunque lanciare una piccola serie di eventi che saranno necessariamente online, ma non gratuiti.

Il prezzo del biglietto sarà contenuto, di 5 euro. Le somme raccolte andranno in parte agli autori che inviteremo a parlare, e in parte in beneficienza all ASL TO4 e specificamente al Centro diurno di salute mentale di Ivrea, con cui La Grande invasione ha già collaborato in passato.

In quelle che sarebbero state le date del nostro festival (dal 30 maggio al 2 giugno), alcuni dei più amati ospiti delle precendenti edizioni faranno una lezione ciascuno, della durata di un’ora: Silvia Bencivelli, Matteo Nucci, Luca Scarlini, Andrea Staid, Chiara Valerio.

Sui canali social della Grande invasione vi diremo orari, temi e modalità di partecipazione.

Grazie e buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori della cultura.

 

Marco Cassini (1970) è il co-fondatore di minimum fax. È autore di una monografia su Raymond Carver (Carver, Gribaudo Paravia 1997) e ha curato per minimum fax Beats & bites (1996), una raccolta di citazioni, interviste e saggi sulla beat generation. Insieme a Martina Testa ha curato l’antologia Burned Children of America (minimum fax, 2001), una raccolta di racconti inediti scritti dai più promettenti giovani autori americani di oggi. Nel 2008 è uscito Refusi, Diario di un editore incorreggibile, edito da Laterza.
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