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Roger Federer come esperienza non religiosa

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Un tempo il tennis lo seguivo, moltissimo, poi ho smesso, qui e là a spruzzi, negli ultimi giorni ho visto la semifinale e la finale di Wimbledon e vi dico, con il distacco della lucidità: voi siete matti.

Voi che sbrodolate a ogni movimento di Roger Federer, giocatore fenomenale e bravissimo, che ho visto in due giorni contro altri due giocatori fenomenali e bravissimi: Rafa Nadal e Nole Djokovic.

Forse non ve ne accorgete ma sono dei mostri: tutti e tre. La differenza la fanno certamente i punti importanti, giocati meglio o insomma vinti, e il fisico; e sì, ha trentotto anni, allora sia lode al dio dei corpi e della longevità, gli si tributi un immenso applauso ma poi si badi al dritto e al rovescio, all’incrocio delle righe, sia che lo tiri uno che lo faccia l’altro.

«Che cos’ha fatto!!», romba Bertolucci, «Che cos’ha fatto!!», mentre lo spettatore dalla maglia blu sul centrale s’innalza in piedi per la 897esima volta a punto vinto dal non-dio Federer, occultando l’erba con la sua schiena. E niente – caro Bertolucci, ha fatto una demi volée come ne riuscivano a centinaia, con la medesima, angelica eleganza a Stefan Edberg e Boris Becker quando si andava a rete. Ha vinto un quindici, come Djokovic.

«Quel pallettaro di merda», mi tocca leggere oggi, su Djokovic: come fosse un Perez Roldan o un Muster qualunque, e sì che l’ho letto sui social dove la parola non si nega a nessuno, e però era in risposta al post di uno scrittore che invocava una specie di giustizia divina, come fosse avvenuto un deicidio, ieri, e non, peraltro, semplicemente, che la testa di serie numero uno ha battuto la numero due, e il due vien dopo l’uno e non prima, né lo trascende. Ma lasciamo stare la classifica: come si può ridurre un talento come Djokovic al più basso grado di aggettivazione del lessico tennistico, «pallettaro»? E pure fosse, che dio è il vostro, che negli scontri diretti con un «pallettaro» è sotto 22 a 26? Che dio può mai essere uno che è sotto, anche e pure peggio, con l’altro «pallettaro» Nadal, 16 a 24?

A un certo punto, venerdì, ho scritto agli amici: Elena Pero è sempre così sfacciatamente pro Federer? «Al contrario, di solito è per Nadal». Pensa te. Ora, sarò io prevenuto? Ho pensato a Maiellaro.

Maiellaro fu un calciatore che faceva, nel Bari, grandissime cose, non c’era domenica che non segnasse con un tiro da 40 metri, su punizione, in rovesciata. Novantesimo minuto e La domenica sportiva aprivano con i suoi gesti tecnici, eppure nessuna grande squadra si interessò mai a lui. Finì alla Fiorentina, un anno solo e quell’anno fu un mezzo fallimento. Ogni tanto qualche sito pubblica il supergol del tizio in seconda categoria e ne parla come fosse Cristiano Ronaldo. La differenza tra il gesto improvviso di un Giacosa qualunque e il colpo di magia di Michel Platini è questa: il colpo di Platini è frutto di un processo, il risultato di un procedimento che mescola talento, intelligenza, allenamento, ostinazione. Mi dicevo: possibile che Federer sia Padre, e Djokovic e Nadal siano Pietro Maiellaro o i Giacosa dell’Interregionale?

«Bel colpo», o al massimo: «Gran bel colpo», dicevano Pero e Bertolucci accompagnati dall’entusiasmo raccolto del pubblico di Londra, ladies and gentlemen che applaudivano senza troppo strofinio, e però così soltanto per Nadal e Djokovic. Se il medesimo punto – sì, rassegnatevi: il medesimo «bel colpo» – lo faceva il vostro non-dio, allora il panzone londinese vestito di blu dimenticava l’applauso raccolto ed esplodeva in piedi, osanna osanna nell’alto dei cieli, questo sì che è un punto, e Wimbledon tremava come i sismografi hanno censito i sommovimenti della città di Napoli al gol del Napoli in Champions.

No, non sono Maiellaro e non giocano in Eccellenza: Djokovic e Nadal sono giocatori mostruosamente talentuosi, incredibilmente vincenti e straordinariamente belli a vedersi. Poi certo, uno gioca emettendo suoni fastidiosi come facesse l’amore con l’ansia di dimostrarsi uomo, ha tic imbarazzanti e riti noiosi, l’altro è simpatico come una raccomandata giudiziaria, non particolarmente bello né pare affascinante, e però si giudica il colpo, il tennis, o chi lo fa? Si giudica lo scritto, il testo, o lo scrittore?

La finale è stata una delle partite più belle che abbia mai visto, e anche la semifinale uno spettacolo raro. Ho visto Federer e però non ne ho avuta emozione mistica, anzi ho visto limpida la vostra, la vostra ingiustificata esaltazione, che è tifo. «Nel tennis non c’è tifo», dicono. Sarà. Però tutto quest’agitarsi per il grande campione, volendolo dio, quand’è stato ed è uomo, per anni «primus inter pares» come lo sono Nadal e Djokovic, cos’altro è se non semplice, terreno, umanissimo, banale tifo?

Nato nel 1974 a Bra, è cresciuto nelle Langhe e vive a Torino.
Ha pubblicato “L’occhio della mucca” per MarcoValerio Editore, “Disasterchef” e “Il pranzo di nozze di Renzo e Lucia” per Miraggi Edizioni, “L’Italia dei sindaci” per add editore. Giornalista pubblicista, collabora con La Stampa. Ha scritto su pagina99 e pubblicato su quotidiani e riviste sia cartacee che per il web.
Commenti
7 Commenti a “Roger Federer come esperienza non religiosa”
  1. Aldo scrive:

    Pur essendo un religioso federiano concordo nel sottolineare gli eccessi e un certo fondamentalismo che non lascia spazio al giusto apprezzamento per la grandezza di altri giganti della storia del tennis. Mi spingo a dire che mi da anche fastidio quando non si apprezzano avversari “minori” di Federer nelle partite in cui poi lui vince, perché ci sono sempre cose belle da notare e apprezzare… Cosi’ e’ solo tifo…
    Un’attenuante: tutto quello che fa Federer è di una eleganza e fluidità senza pari e questo porta soprattutto noi amatori, che non possiamo che essere goffi, ad andare in visibilio e a chiedere alla Sorte di salvaguardare il nostro prediletto da tutto e da tutti!!

  2. Marco scrive:

    Caro Giacosa, a certi livelli è evidente che non ci si arriva senza talento e determinazione e classe, intesa quest’ultima come l’abilità a porre la pallina laddove lo si vuole nei 15 più importanti.
    Quello che le sfugge è che quanto a Bellezza, ossia quella dimensione in cui le persone o le loro gesta suscitano negli altri un’emozione e una consapevolezza del valore dell’estetica non convenzionali, il signor Roger è oggettivamente inarrivabile.
    Viva la Bellezza, quando non occasionale e quando accompagnata da valori tecnici all’altezza!

  3. Carlo maria fialdini scrive:

    Grazie Marco avrei voluto scrivere le tue stesse parole. Caro Giacosa, a parte l’aspetto Estetico(che lei non può notare) una cosa mi ha sempre colpito della partite perse di Federer che ho visto(ovviamente un centesimo di quelle da lei visionate) :rarissimamente gli altri le hanno vinte, le ha perse lui, appunto. Ad oggi nessuno può e sa interpretare il Tennis come lui ed unire passato, presente e futuro. Certamente due di questi lo supereranno… nei numeri. Punto

  4. Giuseppe scrive:

    Sono un tennista tifoso del tennis, ed avendo la fortuna di vivere in quest’epoca tennistica ho ammirato, in diverse occasioni, i tre campioni dal vivo. Ognuno ha una peculiarità, Nadal è forza, potenza allo stato puro, Nole è una macchina perfetta che puó giocare per giorni interi lo stesso colpo, Federer è perfetto stilisticamente. Federer è in testa a tutte le classifiche possibili, ha uno stile di gioco unico che trasmette, a chi lo osserva in campo, emozioni. Rafa e Nole,(ormai li chiamo per nome!) due mostri di bravura, non hanno lo stessa capacità di farti sentire così vicino alla perfezione. Se pensi al diritto, pensi al movimento di RF, se pensi al rovescio pensi al rovescio di RF, se pensi al servizio pensi al servizio di RF ecc… Sono pochi ad avere una perfezione stilistica di questa portata. Rafa e Nole hanno il loro stile e gioco. Concordo con lei con il fatto che spesso la telecronaca esalta i colpi di RF in modo molto vistoso e non cosí con altri giocatori. Nole ha vinto 15 slam!! Rafa 18! Roger 20! In campo, poi, come dice lei contano i numeri, ed i numeri dicono RF, purtroppo per me che tifo Rafa.

  5. Marco scrive:

    Visto che nel titolo lei cita il famoso libro di Wallace, le chiedo come mai nè il prodigioso scrittore (morto nel 2008, quando Nadal aveva vinto già 3 RG), né altri scrittori o artisti degni di nota si siano mai ispirati ad uno degli altri due grandi. Negare la diversità dei colpi di RF può avere solo due spiegazioni: non capire alcunché di tennis od avere un cattivo rapporto con tutto ciò che è unico ed eccezionale. Personalmente non credo che lei non capisca di tennis, piuttosto con le sue domande fuori luogo (gli ammiratori di federer raramente sono sedotti dall’uomo, piuttosto adorano la sua idea di tennis, le scelte sempre diverse con cui cerca di ottenere i punti) mi lascia il dubbio che sia uno dei tanti che cercano il loro momento di celebrità denigrando chi è ammirato e rivolgendosi al nutrito gruppo dei rosiconi a vita

  6. Celestino scrive:

    Mi è capitato di leggere soltanto adesso il suo articolo e vorrei aggiungere un mio personale commento. Le dico in tutta onestà che il suo scritto è, a mio parere, del tutto sconsiderato e si potrebbe considerare una provocazione o un paradosso se non fosse un argomento leggero e futile. Fa soprattutto confusione tra l’analisi tecnica rigorosa e gli umori popolari, tra gli estremi del tifo e l’obiettività nel giudizio mischiando i piani e senza arrivare ad una conclusione logica e plausibile. Utilizza una stupida parola tratta dal web, “pallettaro”, postata su chissà quale social e su quella imbastisce tutto l’articolo. E’ chiaro a tutti che sia Nadal che Djokovic sono entrambi dei fenomeni ed è persino banale doverlo sottolineare. Poi possono non piacere come è naturale che sia ma questo è un altro discorso. Ma è altrettanto chiaro, e non capisco come sia possibile che lei non lo riconosca, che RF sia superiore sotto tutti gli aspetti agli altri due. Sul piano squisitamente tecnico è un tennista completo in grado di raggiungere la perfezione in tutti i colpi ( diritto, rovescio, a rete, da fondo campo) e su tutte le superfici di gioco; la purezza del gesto, l’eleganza e la grazia del movimento ( vuole mettere il rovescio di RF con quello a due mani degli altri?), l’intelligenza tattica raggiungono espressioni sublimi in RF. D’altra parte non dovrebbe sfuggirle che tutti i più grandi esperti di tennis (ex giocatori e commentatori) sono concordi nel riconoscere l’ineguagliabile grandezza dello svizzero. Se poi nello sport contano i risultati allora dobbiamo affermare che RF è al momento quello che ha vinto più di tutti nella storia del tennis e pertanto è al momento il più grande di tutti i tempi. Nel suo articolo fa riferimento all’ultima finale di Wimbledon: anche li ha dominato, ha dato spettacolo, ha avuto due match-point, ha conquistato più punti (games) dell’avversario, i colpi più belli sono stati i suoi arrivando fino al V set e tutto questo all’età di 38 anni. Un altro record. Il match non lo ha vinto Djokovic ma lo ha perso Federer.
    Questi sono i fatti poi ognuno si tiene le proprie opinioni ovviamente anche se le sue mi sembrano davvero “stravaganti”.

  7. Aldo scrive:

    Aggiungo solo qualche altra considerazione alle mie precedenti. Ho visto Federer giocare dal vivo (a pochi metri di distanza) ed è effettivamente un incanto, non sembra reale il modo suo di muoversi, e’ così fluido che sembra muoversi a rallenty mentre tutto accade velocemente…davvero una strana percezione…come se lui avesse un molto tempo mentre la palla arriva a 130 km/h!!
    Sul punto relativo al fatto che sia Federer o meno il più grande di tutti i tempi direi che la discussione non mi appassiona: racchette, superfici, palle, tutte diverse nei vari periodi hanno creato sport molto diversi che noi accumuniamo in un’unica denominazione col termine tennis, ma di sport molto diversi di tratta.
    Sulla bellezza estetica del gesto tecnico non credo si possa negare la bellezza del rovescio a due mani quando il rovescio bimane sia quello, ad esempio, di Agassi, Djokovic, Nalbandian, Paire, ecc.
    Negare poi l’acume tattico di Nadal e Djokovic non è proprio possibile, forse in questo sono superiori a Federer (che dal 2009 ha dovuto attendere Liubcic per poter ricominciare a vincere in modo non episodico con Nadal!!!).

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