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La provincia, l’infanzia: il nuovo romanzo di Aldo Nove

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

di Giorgio Biferali

C’è una serie spagnola su Netflix, La casa de papel, dove una banda di pregiudicati, guidati da uno che chiamano Elprofesor, tenta di fare una rapina alla Zecca di Madrid. E la serie somiglia, per certi versi, al nuovo romanzo di Aldo Nove, Il professore di Viggiù, appena pubblicato da Bompiani (pp. 192, 17 euro). Oltre al Professore, figura archetipica, quasi, intorno a cui gravitano i fatti e le vite dei personaggi del romanzo, la nuova “casa di carta” di Aldo Nove prende di mira le banche, le speculazioni, i debiti, i soldi in generale, che da quando sono comparsi nel mondo non hanno fatto altro che renderlo più povero, più corrotto, più sporco.

Tornano la provincia, gli inni dolcissimi all’infanzia, una ragazza di nome Maria, forse la stessa che “qualunque collina avrebbe voluto come sole”, sì, ma siamo lontani dalle sequenze musicali di Amore mio infinito e dalle confessioni tragiche de La vita oscena, e soprattutto dai tempi in cui Aldo Nove vestiva i panni del “cannibale”, che adesso vede come una «pigra, svuotata etichetta». Siamo in un mondo post-apocalittico, un mondo che somiglia tanto a quello in cui viviamo noi oggi, e dei grandi, di quelli che si vedono in tivù e si divertono a disegnare il nostro futuro, come in una puntata qualunque di Black mirror, sembra ormai impossibile avere pietà.

È come se Aldo Nove avesse messo a fuoco i lampi di Anteprima mondiale (uscito un paio d’anni fa per la Nave di Teseo). Di quel libro, tanto discusso, ricordo tante cose belle, dall’epigrafe che attualizzava Primo Levi (“Ditemi se questo è un uomo che a 35 anni ha visto 11.000 fighe in Rete ma non sa parlare con una donna”) alle “modeste proposte” sui pannoloni per gli adulti, perché non perdessero neanche un secondo delle loro serie tv preferite, fino alle invettive sull’Europa, diventata ormai “un posto in cui si arriva morendo”.

In questo nuovo romanzo, nel mondo che viene dopo la fine del mondo, c’è un coccodrillo che divora la Merkel, un’invasione di scoiattoli a Wall Street prima che Scarlett Johansson desse inizio ai lavori, Gianluca Vacchi che si improvvisa squallida controfigura di Di Caprio in The Revenant, un canguro che dichiara la fine dell’Unione Europea, Trump che restituisce l’America ai nativi indiani. Ma questi sono solo fatti secondari, come dei rumori in lontananza. Perché il mondo finisca davvero, non sono necessari tsunami o bombe atomiche, basta che scompaia una “persona buona”, come Il Professore, un ottuagenario che ha avuto il coraggio di rimanere bambino.

Meno male che esistono i ricordi, la memoria, chi ha a cuore le persone buone e non potrebbe mai dimenticarle. Il narratore si affida a un amico d’infanzia, Matteo, a un taccuino degli incontri con il Professore, in cui Matteo ha trascritto tutto quello che si sono detti in quegli incontri. Un taccuino che è come una mappa, una bussola, una guida per orientarsi nel caso il mondo dovesse finire. Immagini, esperienze, idee, da sviluppare come negativi in una camera oscura, per prepararsi a quello che verrà.Può sembrare troppo pessimista, a tratti nichilista, anche, ma dentro, a pensarci bene, si scorgono piccoli bagliori di luce, un invito dolce a uscire da noi stessi, dal nostro ego che ci impedisce di vedere e di sentire i respiri del mondo, perché in fondo “esiste tutto”, basta solo accorgersene.

Il professore, come lo stesso Aldo Nove, si mette da parte, rinuncia persino al suo nome, lascia parlare i poeti, i filosofi, i bambini, quel po’ di umanità luminosa e piena di speranza, quella da cui dovremmo ripartire tutti, se il mondo un giorno dovesse davvero finire. Basterebbe sentirsi “il bambino che tutti siamo stati”, per accorgersi che la fine del mondo non è altro che l’inizio, un nuovo inizio. Il romanzo di Aldo Nove, così, gioca con la luce, confonde il giorno con la notte, il tramonto con l’alba, e viceversa, e si rivela un’educazione sentimentale, dove tutto dipende sempre e soltanto dal cuore.

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