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Senza garantismo non esiste la politica, ovvero l’infinita fase adolescenziale dei Cinquestelle

di Christian Raimo

La giornata romana di ieri, al contrario di quanto forse appare, è stata l’ennesima ingiustificabile giornata della crisi adolescenziale di un movimento 5stelle che non sembra in grado di entrare in una fase adulta.

Di fronte alle critiche e agli attacchi dell’opposizione e della stampa, ma anche soltanto di chi ha votato questa giunta semplicemente convinto di avere finalmente dei referenti politici credibili, i pentastellati hanno deciso di rispondere con un comizio a Nettuno, con una serie di dichiarazioni laconiche ai giornali e sui social, con un video di Virginia Raggi postato sul blog beppegrillo.it, intitolato “Facciamo chiarezza”.

Guardare questo video è impressionante, mette i brividi metterlo a confronto con gli standard che pensavamo fossero condivisi dal M5s su una comunicazione democratica e trasparente.

È uno spot autoreferenziale, livido, mortifero: girato con luci glaciali, un montaggio sincopato, inutilmente compulsivo. Virginia Raggi, una sindaca eletta con un consenso schiacciante che le dovrebbe dare un’autorevolezza indiscussa, si presenta come una vittima sacrificale: emaciata, tenebrosa, falsa come un’attrice impacciata all’ennesimo ciak di un trailer horror o di una parodia dei Visitors.

L’unico elemento di novità che sembra portare è che finalmente, invece di gettare i politici sulla graticola pubblica, si deciderà – è il caso delle indagini in corso sull’assessora Paola Muraro – di aspettare le carte dei giudici, di leggerle, e poi di decidere.

La cosa assurda è che per chi è garantista – come per esempio dovrebbe essere qualunque cittadino consapevole – non ci sarebbe assolutamente bisogno che un politico lasci il suo ruolo se c’è un’indagine a suo carico.
E questo vale nonostante il giustizialismo dei 5Stelle, i due pesi e due misure, eccetera… A chi è garantista non importa nulla che fin adesso i grillini hanno urlato in galera in galera! dimissioni dimissioni! onestà onestà! al primo accenno di interesse giudiziario, e quindi ora tocca agli altri prendersi la loro rivincita. A chi è garantista, come chi scrive per esempio, non viene nemmeno in mente di farlo. La presunzione di innocenza è una premessa irrinunciabile – al contrario di quanto nel 2015 dichiarava Luigi De Maio (“I politici hanno solo la presunzione d’indecenza”)

Le questioni sono altre e sono evidentemente politiche. La debolezza della progettualità politica di questa giunta (sono passati solo tre mesi si dice, ma per esporre delle idee non servono anni), la lampante difficoltà di scegliersi i collaboratori (che causa dimissioni a raffica e incarichi che durano nemmeno un mese), ma soprattutto la pervicacia detestabile nel dire che si è onesti, trasparenti, puri, quando si dicono bugie.

Virginia Raggi in un’agenzia del 10 agosto affermava che era “irreale” che Muraro fosse sotto indagine, e l’ha ripetuto fino all’altro giorno quando, sentita della commissione ecomafie ha dichiarato che l’aveva saputo a fine luglio.

Per chi è garantista non è un problema se un politico è indagato, e non è un problema nemmeno se un politico dice una bugia. La questione diventa seria quando non si riconosce di aver detto una bugia, che è quello che fanno i bambini.
Abbiamo già passato una lunga fase di infantilismo politico: il berlusconismo questo è stato, con i suoi video da imbonitore alla scrivania, l’ostilità al confronto con la stampa, e le dichiarazioni che venivano smentite e controsmentite ogni giorno come se niente fosse. Non abbiamo bisogno di una cupa replica apocalittica, che parta da premesse ancora peggiori – ossia la mancata educazione garantista, un’insofferenza alle premesse democratiche come la divisione dei poteri.

Virginia Raggi ha una grande responsabilità: rendere adulto il movimento 5stelle, dimostrare non di avere le spalle larghe – come dichiara melodrammatica nel video –, ma semplicemente di saper elaborare i momenti di crisi senza rifugiarsi nel vittimismo, passare l’età in cui se facevi un errore dicevi che non era colpa tua.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
11 Commenti a “Senza garantismo non esiste la politica, ovvero l’infinita fase adolescenziale dei Cinquestelle”
  1. Linda scrive:

    Molto bello quello che scrivi. Ma perché non leggo queste stesse riflessioni quando Renzi dice che il paese cresce mentre i dati Istat lo smentiscono un secondo dopo? Il movimento 5 stelle deve uscire dalla sua fase infantile, è vero, hai ragione. Ma in cosa sono diverse le bugie di Renzi?
    Non mi convice molto l’associazione Berlusconi-Raggi.
    Credo che Berlusconi prima e Renzi oggi debbano essere indagati con gli strumenti propri della psichiatria e non della pedagogia. Non sono bambini recuperabili temo.

  2. Marinella scrive:

    Il Grillo comico, anni fa, dedicò al tema dell’inquinamento un suo spettacolo; tra le tante questioni inerenti, aveva parlato delll’idrogeno. Perché non veniva utilizzato come carburante per le auto? Perché le potenti lobby si opponevano, era la risposta. Avremmo potuto curare le riniti chiusi nel box con il naso incollato al tubo di scappamento della nostra auto. Ridevamo ma il dubbio restava, perché.. ? Mi è stato spiegato.
    Durante un altro spettacolo, forse precedente, il comico distruggeva un computer, origine di molti mali.
    Cito questi notissimi episodi come metafora dell’approccio alla realtà dell’istrione e dei suoi sostenitori: dare una lettura semplice e parziale di fenomeni complessi.

  3. SoloUnaTraccia scrive:

    D’accordo con Linda (tranne sul “molto bello”, a meno che non fosse sa’rcazzico).

    Renza non ha nemmeno l’alibi di essere un vecchio sessuomane rincoglionito che deve difendere il suo impero imprenditoriale fondato coi finanziamenti e gli appoggi della mala (ormai Silvio si studia con gli strumenti della geriatria). Non racconta le barzellette. Porta sfiga. Ha perso tutte le elezioni a cui ha partecipato come endorser. E’ stato incaricato da un ex presidente della Repubblica famoso per non aver lavorato un giorno in vita sua (come Renza: affinità ‘elettive’?) da zero a 90 anni (record mondiale per i paesi senza monarchia) e aver fatto la cresta sui biglietti aerei per Bruxelles. Governa con i voti parlamentari degli ex alleati di Berlusconi e ha designato ministri ex ministri dei governi Berlusconi. Promette di recuperare soldi ovunque tranne che dagli evasori fiscali.

    Ultima: rimprovera, in differita televisiva (la differita essendo aggravante) i giornalisti (come non sapesse che sono prostitute da due soldi) per gli ‘omessi controlli’ sui disastri finanziari di banche e compagnia criminale. Ignobile è un eufemismo.

    E mentre si trastulla facendo la parte dello statista che non sarà mai (peccato non averlo visto all’opera sotto la presidenza Bush: sarebbero stati buoni amici) il paese affonda in ogni aspetto del vivere civile.
    Roma non fa statistica: è una cloaca ora e lo sarà sempre. Però al posto degli attuali deficienti bisogna ripristinare di corsa l’amministrazione di mafiosi, corrotti e palazzinari.
    Schizofrenia PD: il sindaco c’era già, per quanto antipatico e goffo, ed è stato dimesso all’uopo.

    Quello che stupisce è l’impaccio di un’avvocatessa di 38 anni che pure ha prestato i suoi servigi professionali in un covo di pelosi sullo stomaco: ennesima conferma della perniciosità della categoria.

  4. Stewie scrive:

    Tutti questi articoli contro la Raggi mi fanno pensare che stia davvero dando parecchio fastidio ai mafiosi che ci sono stati fino a ieri e che non vedono l’ora di ritornare, almeno voi giornalisti non fate il loro gioco.

  5. Susanna scrive:

    Stewie, ti do ragine sul fatto che si stia esagerando nel dare eccessiva risonanza mediatca a questa vicenda e spesso lo si fa come mera “ripicca” (per quanto meritata) ai 5stelle.
    Detto ciò: farsi due domande sul fatto che forse non è sempre solo colpa di qualcun altro se non si è in grado di gestire il compito che si è ricevuto? Facile dare la colpa a complotti altrui organizzati per riprendersi in mano il potere e non prendersi alcuna responsabilità di quanto successo…

  6. Undog scrive:

    Rivolgo allo stimato Raimo, che seguo e ascolto spesso con attenzione, qualche osservazione sulla reale infanzia della forza politica di cui trattiamo. Un movimento che non arriva all’età della pubertà, che quindi giudico pudico e gracile, per molti aspetti ingenuo, per troppi illuso. Se così non fosse non credo avrebbe il seguito che ha, specie nella fascia dei cosiddetti giovani. Non avrebbe avuto altra forza se non l’ingenuità caparbia dell’adolescente. Non credo risieda nella qualità e nelle fattezze del video della Raggi la questione del vittimismo o dell’immaturità, né che esistano davvero margini di paragone con quanto ci trasmettevano gli stucchi di Forza Italia.
    I grillini, infanti, fragili, suscettibili (ne conosco diversi nelle città che frequento), sono orgogliosi, rabbiosi, tesi. Come non capirli, quando di loro, i più lungimiranti, hanno già colto l’impossibilità – per chiunque – di governare virtuosamente realtà castali, corrotte, colpevoli, da così tanto tempo, da così tanta storia, che da il capogiro solo a volerlo pensare? Arriverà l’età matura del Movimento, e non sarà migliore.

  7. Stefano Trucco scrive:

    Insomma, il povero Raimo passa anni a scrivere contro Berlusconi e Renzi poi basta scriva un articolo un po’ critico sui pentastellati che passano due bravi militanti felicemente ignoranti a rimproverarlo severamente, dandogli del pazzo e del corrotto ma soprattutto di non aver mai parlato di Berlusconi e Renzi. Evviva l’intelligenza collettiva.
    E in omaggio alla piccola ‘Linda’ un invito a ballare:https://www.youtube.com/watch?v=BQLAJA1eWrA

  8. Osservatore Romano scrive:

    Trucco, sei un coglione, e mi auguro che qualcuno riesca a spiegartelo perchè difficilmente ci arrivi da solo.

    Nel frattempo chiedi a qualcun’altro capace di leggere quanti pezzi di prima pagina il Diario di De Benedetti (aka Repubblica) ha dedicato alla vicenda Raggi e alle sue cazzate mentre il paese va in rovina alla velocità della Mercedes di Formula1 (Roma non è il paese, spiacente per quei parassiti dei romani).
    Poi chiedi di fare il paragone con il numero dei pezzi dedicati al Renza e alle sue cazzate. Quindi prendi una calcolatrice e scopri la differenza.

    Raimo rimprovera a degli ‘adolescenti’ di comportarsi da adolescenti mentre se gli ‘adulti’ sono pezzi di merda è tutto ok.
    Il che, in una riga, spiega la sparizione della sinistra italiana dalla faccia della Terra.

  9. redazione minima&moralia scrive:

    Senza entrare nel merito delle legittime considerazioni che ognuno vorrà fare, invitiamo tutti i partecipanti alla discussione a moderare i toni, consapevoli che l’utilizzo degli insulti contribuisce a squalificare di per sé chi vi ricorre.

  10. S. T. scrive:

    Beh, io non sono andato oltre ‘ignoranti’.

    Ora, se siete la redazione avrete notato da tempo che il livello dei commenti, un tempo discretamente elevato benché rissoso, è diventato ormai trascurabile e quindi facilmente occupato dai troll, come nel lungo thread su Fusaro in cui un militante dopo l’altro viene a informarci che Fusaro è carino e tutti sono invidiosi, nemmeno avesse vinto Amici.

    Generalmente quando si frequenta un locale (come pure un sito o blog) ci si comporta bene e una come la povera Linda (sempre che non sia uno dei mille volti di O.S.) che accusa Raimo di non aver mai parlato male di Berlusconi e Renzi merita che la si tratti come merita.

    Vista questa povertà di commenti dovreste seguire l’esempio di tante altre riviste in tutto il mondo e farne a meno. Se si lamentano che si facciano un blog loro oppure vadano su Facebook (dove del resto passano già la maggior parte del tempo).

  11. Linda scrive:

    Caro Stefano Trucco io ho fatto un commento molto pacifico e non ho dato del pazzo e del corrotto a nessuno, figuriamoci. Seguo ‘il povero Raimo’, come lo chiami tu, da tempo, so cosa scrive e mi piace sennò non lo seguirei. Proprio per questo lo invitavo, in un momento in cui tutto il mondo si scatenava sulla bugia della ‘piccola’ Raggi a non perdere di vista il contesto di bugie in cui quella bugia diventava, secondo me, cosa da poco.
    Mai scritto che lui non si sia mai occupato di Renzi o Berlusconi.
    Prima di erigerti a paladino e difensore di chissaché sarebbe meglio leggere. E anche prima di sproloquiare sulla povertà di commenti scrivi tu qualcosa che illumini il blog di saggezza! Anzichè passare il tempo a commentare i commenti degli altri.

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