Barbara-Spinelli

Il desiderio di morte come progetto politico

Quello che la prima volta si manifesta in tragedia, la seconda lo fa in farsa. E la terza – la definitiva, la terminale – come lettera da Parigi. Lo psicodramma Spinelli e l’esperienza della Lista L’Altra Europa con Tsipras sono finiti ieri, nel modo peggiore che si poteva immaginare: un suicidio mascherato da sopravvivenza. Barbara Spinelli, dopo giorni di silenzio andropoviano, ha inviato una mail da Parigi, che potete leggere qui. E invito a farlo, a leggerla, dico, per intero; perché è uno dei documenti più rappresentativi della sinistra italiana, della sua incapacità a comunicare, della sua deresponsabilizzazione patologica, del suo narcisismo laschiano conclamato, del suo desiderio di morte, della sua fame saturnina.

Con questa lettera, Spinelli accetta ciò a cui aveva rinunciato: ossia di diventare parlamentare europea in caso fosse stata eletta. Dopo aver fatto una lunga campagna elettorale spiegando il senso delle candidature (che abbiamo accettato di chiamare testimoniali per essere buoni e dovevamo chiamare civetta per essere precisi), il 26 maggio – all’indomani del risultato del 4,03% -, mentre Marco Furfaro (di estrazione Sel) e Eleonora Forenza (di estrazione Rifondazione) festeggiavano il loro secondo posto dietro Spinelli e quindi la loro elezione a Bruxelles, Spinelli apriva il telefono della doccia fredda e urticante, insinuando che invece no, contrordine compagni, forse era meglio che andasse lei. Il resto è la cronaca di quindici giorni deliranti. Va, non va, esclude Furfaro, esclude Forenza, ci sarà una lotteria fra i due, ci sarà una consultazione alla base, ci sarà una discussione… Così alla fine questo rimuginio psicotico ieri ha prodotto la lettera. Una comunicazione che mescola la peggiore retorica della società civile con la peggiore retorica da comitato di partito e che è arrivata dopo poche ore che si era svolta a Roma l’Assemblea Nazionale dei comitati della lista, assemblea alla quale Barbara Spinelli non si era manifestata né in carne né in voce, e la cui discussione era stata ovviamente molto focalizzata anche sulla vicenda Spinelli va-non-va, e dalla torre chi viene spinto giù Forenza-o-Furfaro. Assemblea che, sottolineamolo, aveva anche chiaramente espresso la volontà di far sì che questa decisione così delicata passasse per un dibattito allargato, un processo di decisione minimamente democratico. E invece, la lettera; in cui la risposta debita a chi era rimasto allibito da questa marcia indietro si limita a poche righe, queste:

So che molti sono delusi: il pro­po­sito espresso all’inizio di non andare al Par­la­mento euro­peo sarebbe disat­teso, e que­sto equi­var­rebbe a una sorta di tra­di­mento. Non sento tut­ta­via di aver tra­dito una pro­messa. I patti si per­fe­zio­nano per volontà di almeno due parti e gli elet­tori il patto non l’hanno accet­tato, accor­dan­domi oltre 78.000 pre­fe­renze. Mi sono resa conto, il giorno in cui abbiamo cono­sciuto i risul­tati, che sono vera­mente molti coloro che mi hanno scelto nep­pure sapendo quel che avevo annun­ciato: anche loro si sen­ti­reb­bero tra­diti se non tenessi conto della loro volontà.
Inol­tre, come garante della Lista, ho il dovere di pro­teg­gerla: le logi­che di parte non pos­sono com­pro­met­terne la natura ori­gi­na­ria. Pro­prio le divi­sioni iden­ti­ta­rie che si sono create sul mio nome mi indu­cono a pen­sare che la mia pre­senza a Bru­xel­les garan­ti­rebbe al meglio la voca­zione, che va asso­lu­ta­mente sal­va­guar­data, del pro­getto – inclu­sivo, sopra le parti – che si sta costruendo.
Per quanto riguarda la scelta che sono chia­mata uffi­cial­mente a com­piere, annun­cio che essa sarà in favore del Col­le­gio Cen­tro: è il mio col­le­gio natu­rale, la mia città è Roma. È qui che ho rice­vuto il mag­gior numero di voti. A Sud non ero capo­li­sta ma seconda dopo Ermanno Rea, e da molti ver­rei per­ce­pita come «para­ca­du­tata» dall’alto. Mi assumo l’intera respon­sa­bi­lità di quest’opzione, che mi pare la più giu­sta, nella piena con­sa­pe­vo­lezza dei prezzi e dei sacri­fici che essa comporterà.

Ora, chiunque abbia conoscenza del dietro le quinte, sa che la filigrana di tutto questo, il non-detto, riguarda i rapporti tra Sel e Rifondazione, tra chi vuole andare col GUE e chi vuole dialogare con il PSE, i vecchi rancori tra compagni, gli sciocchi regolamenti di conti tra chi seguì il progetto fallimentare di Rivoluzione Civile con Ingroia e gli altri militanti, ma di questo che per me è un mondo mefitico di retropensieri che non esiste, non voglio discutere. Perché invece io voglio stare al detto, e leggendo la lettera, chiunque abbia un minimo di logica, riesce a vedere la surrealtà di questo comunicato. A partire dall’affermazione “i patti si perfezionano per volontà di almeno due parti e gli elettori il patto non l’hanno accettato, accordandomi oltre 78.000 preferenze”.

Dunque: tu dichiari più volte che la tua candidatura è solo testimoniale e che quindi sei una portatrice d’acqua e che quindi quei voti serviranno per qualcun altro (“Abbiamo voluto dar voce, con la nostra presenza attiva in campagna, ai tanti «invisibili» e alle tante competenze della lista Altra Europa con Tsipras. Non per ultimo, mandiamo un preciso messaggio agli elettori: scegliendo le nostre persone, e sapendo che non abbiamo un passato partitico, avranno la garanzia che voteranno per il carattere veramente unitario del progetto”, Spinelli dixit) e quando gli elettori, tipo un sacco di gente che conosco, tipo anch’io, si convincono obtorto collo di questa tua strategia elettorale, tu non solo cambi le regole di un patto che tu sola hai imposto e le cambi ex-post, ma dichiari che siamo stati in due a volerle modificare?

Buona parte di quelle 78.000 preferenze, proprio alla luce di quello che avevi dichiarato (“Ci si domanderà a questo punto perché votare capilista come Moni Ovadia o Barbara Spinelli. Rispondo che vale la pena votarli, perché l’impegno di tutti e due noi continuerà anche dopo l’elezione. Sia Moni che io vigileremo su quel che faranno i candidati della lista per cui ci siamo battuti, nella legislatura che comincerà dopo il 25 maggio.”, sempre Spinelli dixit), ti sono state date per rivestire un ruolo di garanzia e di vigilanza. Non per fare come cazzo ti pare.

Risultano quindi ancora più assurde le righe in cui Spinelli scrive “Come garante della Lista ho il dovere di proteggerla”. Perché il risultato di questa protezione sarà chiaramente l’implosione. Perché questa protezione è stata esercitata con un fare da padrini se non da lenoni da parte dei garanti. La pressione perché Spinelli andasse a Bruxelles non è solo venuta dalla base (quale?) come afferma Spinelli o dalla lettera quanto mai inopportuna di Tsipras, ma dagli altri garanti stessi (da Luciano Gallino a Marco Revelli) che di fatto si sono trasformati da figure super-partes a piccoli oligarchi. Del resto, ce lo si poteva aspettare, Quis custodiet ipsos custodes?, recitava certo Giovenale e gli faceva eco Alan Moore (nell’epigrafe di Watchmen), che come il poeta satirico latino conosce bene le miserie dell’animo umano, soprattutto quando si erge a paladino della giustizia. Questi watchmen, questi garanti, si sono dimostrati alla luce dei fatti un dispositivo farraginoso, autocontradditorio e terribile dal punto di vista del funzionamento democratico, tanto che il paragone con i garanti-padroni Grillo & Casaleggio va a favore di questi ultimi. Spiace dirlo, spiace essere così duri conoscendo le biografie politiche di Guido Viale, di Marco Revelli, di Luciano Gallino, di Barbara Spinelli stessa (noi, che non l’abbiamo voluta ridurre a “figlia di Altiero”), ma proprio riconoscendo questo valore aggiunto, si resta allibiti e furibondi di fronte a questo metodo politico.

Giorni fa rileggevo Uomo invisibile di Ralph Ellison, tradotto proprio da un giovanissimo Luciano Gallino cinquant’anni fa. Gli vorrei rimettere davanti quelle pagine su cui avrà evidentemente sudato non poco da giovane. Perché l’impressione che mi hanno lasciato è simile – questo comitato direttivo autoproclamato si è comportato come il direttore Bledsoe e i suoi compari: fingono di voler aiutare il protagonista del libro, di volerlo sostenere negli studi e nel lavoro, ma in realtà le lettere di raccomandazione che gli riscrivono sono un tragico bluff. Quando “Uomo invisibile” ne aprirà una di queste lettere, sgranerà gli occhi; tutte le lettere dicono in realtà ai destinatari l’opposto di quello che si pensava: ‘Fingete di accogliere questo ragazzo, fingete di poterlo e volerlo aiutare, in verità questo ragazzo non deve avere un’altra possibilità’.

Il messaggio dei garanti ha avuto lo stesso senso: a essere delusi sono (e spero che questo sia ben chiaro ai garanti) soprattutto quelli di una generazione, non anagrafica ma politica, differente. I ventenni/trentenni/quarantenni, coloro che sono stati esclusi tanto dal welfare quanto dalla rappresentanza politica. E che consideravano il voto – almeno il voto – un possibile minuscolo strumento di restituzione di questa rappresentanza. Una generazione che pensava finalmente che Furfaro e Forenza fossero l’espressione di una possibile, rinnovata, minima unità progettuale, a sinistra. E non un pacchetto Sel + Prc. Due candidati eletti secondo nessuna logica Cencelli, ma a partire dal riconoscimento di un lavoro ormai decennale sul campo. E invece Spinelli persino questo patto generazione informale ha voluto rompere: scegliendo in maniera anti-salomonica tra i due chi sacrificare. Giù dalla torre Furfaro, a cui viene dedicata nella lettera una riga che ha il sapore del saluto di un boia.

Ma persino in quest’atto si può scorgere la cupio dissolvi. La decisione di Spinelli ricorda, e qui l’evidenza del disastro si può fare ancora più palmare, quella della Scelta di Sophie, il film di Alan Pakula del 1982. Sophie, messa di fronte in un lager alla scelta di militari nazisti di chi far sopravvivere tra i due figli, opta per quello apparentemente più debole. Perderà ovviamente entrambi.
Anche in questo caso, la logica di questa opzione è folle e autodistruttiva. Slavoj Žižek analizza questo film e mette in guardia dalla falsa alternativa della scelta. È evidente che un’opzione del genere è da rifiutare in sé, va rispedita al mittente; il prezzo da pagare è – altrimenti – la distruzione di tutti e tre (madre e figli). Fuor di metafora, chi voterà un accrocchio come Tsipras la prossima volta? O ancora, chi si sbatterà a fare campagna elettorale, a raccogliere le firme? O anche: chi voterà Sel o Rifondazione? O persino, chi voterà a sinistra? O infine, chi voterà? Se il mio voto dev’essere così strumentalizzato, preferisco non votare. Persino Matteo Renzi con i suoi modi spicci giganteggia di fronte a questo pastrocchio. Persino il Movimento Cinquestelle con il suo concetto di rappresentanza preso in prestito da qualche popolo di Star Trek risulta più affidabile.

Ed ecco alla fine di questo sfogo, resta solo l’amarezza. Siamo cresciuti nel Novecento, nel secolo del pensiero critico, e non possiamo rimuovere il lato umano. Per questo dico: mi dispiace molto, umanamente. Quando leggo, nella penultima riga della lettera di Spinelli, il suo appello al “pro­se­gui­mento di una bat­ta­glia uni­ta­ria e inclu­siva al mas­simo”, rivolto ai “delusi dalla pre­sente demo­cra­zia rap­pre­sen­ta­tiva”, mi sale alla bocca un ghigno, è un gesto quasi involontario. Il contagio di psicosi. Perché capisco che non è una questione di sgarbi tra vecchi compagni. Ma un problema di verità. La percezione di un dato reale, un’intelligenza di tipo empatico, sentimentale che manca totalmente a questa sinistra. In bocca al lupo a chi, nonostante tutto questo, sceglierà di vivere veramente invece di sopravvivere come uno zombie.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
54 Commenti a “Il desiderio di morte come progetto politico”
  1. Stefano scrive:

    ” chi voterà un accrocchio come Tsipras la prossima volta?” ci voleva ancora questa lista per capire di quali persone stiamo parlando? sinistra arcobaleno e rivoluzione civile non hanno insegnato nulla? Credo che a questo punto il problema sia non tanto dei personaggi in causa, che cercano ogni volta che c’è un’elezione di cambiare abito, di “ammucchiarsi” ma di chi ogni volta si fa abbindolare.

  2. Solounatraccia scrive:

    “Oh, dear, i’m still looking hardly for someone who gives a shit…”

  3. Monica scrive:

    Per cortesia, ma che si aspettava dalla ex -compagna di Padoa Schioppa, uno che ha contribuito alla distruzione della democrazia sociale e al prevalere del liberismo cancrenoso (“Gli italiani devono riscoprire la durezza del vivere”), e lei una che palesemente ripete a pappagallo elementi di economia quantomeno discutibili?

  4. SimoneB scrive:

    Capisco lo scoramento, ma sapevamo che era un grande carrozzone e la candidatura civetta fu una scelta criticabile quanto quella di accettare, oggi, il seggio.

  5. Pietro Bianchi scrive:

    Caro Christian, sono d’accordo con lo spirito e la lettera di quello che scrivi. Aggiungo tre cose:
    1. Questo dibattito sembra avvenire su un altro pianeta rispetto a quello che è stato l’esito *reale* delle elezioni europee. Non un successo per uno striminzito 4% (che mette insieme giusto quel poco di intellettualità urbana che non è andata con Renzi…basta guardare i voti che ha preso la lista Tsipras fuori dalle città), ma una *sconfitta politica* su scala europea e un’avanzata della destra peggiore, che esclusa la Grecia, riguarda tutti i paesi europei. A me sembra che in questo surreale dibattito di queste due ultime settimane non ci si rendesse conto di quanto i rapporti di forza reali, siano, ça va sans dire, in questo momento tra i più sfavorevoli che possiamo immaginare. La lista Tsipras a questo riguardo era insufficiente, ininfluente, ma forse aveva una possibilità di crescita sul medio periodo. Anche con una Barbara Spinelli vice presidente del parlamento europeo (un riconoscimento puramente *simbolico* in un organo che a parte dare la fiducia alla commissione fa poco altro), mi chiedo di che tipo di vittoria si tratti, se il prezzo da pagare è quello di uccidere l’unica cosa da era davvero da preservare in questo momento: la possibilità di crescita nel futuro di quest’esperienza.
    2… ma naturalmente i garanti non erano lì per fare “da garanti”. E non me ne stupisco. È stata una pessima idea quella di far mettere la faccia a gente come Guido Viale e Marco Revelli, che sono espressione del peggior ceto politico da “società civile” che è senz’altro ben peggiore di ogni classe dirigente di partito. Personalmente ne ho una pessima opinione e considero le loro posizioni politiche a una distanza siderale dalle mie. Come al solito, quando si mischiano con confusione e dall’alto posizioni politiche poco chiare la ciambella non esce mai col buco. E ora ne paghiamo le conseguenze.
    3. Senza Rifondazione la lista Tsipras non avrebbe mai e poi mai raccolto le firme necessarie. E visto la pochissima trasparenza dei processi decisionali dei garanti ci sarebbe da fare una riflessione sul rapporto tra progetto politico e organizzazione. Perché al di là della pochezza conclamata della Spinelli, c’è un problema di fondo che riguarda la confusione di questi cartelli elettorali pensati a 6 mesi dalle elezioni che hanno dimostrato di essere sempre uno peggio dell’altro.

  6. Nick Mentafredda scrive:

    a me invece del ghigno sale alla bocca un vaffanculo.
    Mi avete fatto passare davvero ogni voglia di votare.

  7. carmelo scrive:

    a sinistra del pd c’è il deserto e una spinelli qualsiasi che sfrutta il nome del padre vero sport trasversale italico: ereditare la professione del padre a prescindere.

  8. alessandro scrive:

    questo articolo mi sembra poco onesto intellettualmente .. la lettera della spinelli, che nn conoscevo prima di questo casino, è legittima e ragionevole … sul piano morale pessima era la scelta di candidati che poi dovevano farsi da parte, tradendo già in partenza il mandato degli elettori e l’idea di democrazia … meglio mandare una personalità libera da schemi che un funzionario di partito .. sopratutto se il partito già contratta per confluire nel PD a livello locale e nazionale… la vergogna sono gli attuali vertici di rifondazione e Sel non certo chi accetta il mandato conferitole dagli elettori .. se gli elettori volevano Furfaro lo avrebbero votato direttamente, senza alchimie di partito … la disonestà di intellettuali di sinistra e dei suoi politici giornalisti ecc si vede da questo episodio .. non a caso anche in francia il FN prende il 25% e la sinistra se la prende nel c…. non sono credibili e i voti di protesta vanno altrove.. la gente si è rotta i coglioni delle solite pippe e preferisce votare dei coglioni pur di non votare i soliti partiti

  9. Sant Antonio Rocker scrive:

    Sbaglio o è il caro vecchio PARTITO che decide quel che gli pare in barba all’inclusività ed al consenso?
    Mi spiace, mi spiace parecchio per chi ha creduto a queste persone (io no, evitate come la peste). Siamo veramente oltre il berlusconismo. Almeno, chi lo votava, sapeva bene che avrebbe fatto il cacchio che gli pare.

  10. marcello scrive:

    Certo fare il de profundis da parte di chi non ha creduto e. Votato la lista siciuramente surreale non che poco credibile. Rocordo con lucidità l’entusiasmo di molti per l’apppogio iniziale della spinelli alla lista coprattutto come valore aggiunto ecco qiesto non mi pare possa richiamare il de prodidis del progetto che comunque andrà. Avanti che che ne pensiate

  11. Luigi scrive:

    Caro Christian Raimo,
    non mi convince affatto il tuo ragionamento. I 78000 che hanno dato la preferenza a Spinelli lo facevano in chiaro dissenso con il suo desiderio di non andare al Parlamento Europeo, mi sembra assolutamente legittimo che Spinelli tenga conto di questa indicazione. Invece assolutamente non comprendo i motivi da tu adduci per spiegare la preferenza a Spinelli per “portare acqua”,. Chi voleva solo portare acqua non aveva motivo di apporre preferenza, io ho votato quella lista ma la mia preferenza non l’ho dato alla Spinelli ma ad altri.
    Poi consentimi di dire che mi danno molto fastidio quegli intellettuali che vogliono dare le regole di comportamento alla “sinistra” senza farne parte, mi ricordano gli atei che decidono quali debbano essere i comportamenti di un buon cristiano.
    Cordialmente.
    Luigi Esposito

  12. christian raimo scrive:

    Scusate. Per chiarezza. Ho votato Tsipras convinto e mi sono fidato di Barbara Spinelli.

  13. Lalo Cura scrive:

    raimo, so di procurarti uno shock (lo sto procurando anche a me stesso) ma sono completamente d’accordo con quanto hai scritto

    lc

  14. Biagio Carrano scrive:

    Quanti voti la Spinelli non ha fatto prendere alla Lista Tsipras quando ha dichiarato ripetutamente che non sarebbe stata europarlamentare e quanta delusione ora suscita tra coloro che si sentono traditi dal mancato rispetto degli impegni.
    Solo menti infigarde o intossicate dal peggior intellettualismo potevano proporre di votare Spinelli, la prestigiosa intellettuale figlia di uno degli ideatori dell’idea di Europa politica, per mandare in Europa giovani cascami di apparati di partiti in disarmo come Furfaro o Forenza. Si tratta dell’ennesima conferma dell’inadeguatezza, morale, politica, organizzativa di tutta la sinistra italiana, sia essa intellettuale che partitica. Certo, in qualche elezione si potrà raggiungere qualche risultato meno insignificante, ma tutto sarà in funzione di attese molto modeste, in uno scenario politico dove a livello nazionale come internazionale conterà sempre più saper raggiungere grandi numeri per poter pensare di modificare, se non contrastare, processi e azioni di estensione globale.
    Eppure subito vi dite pure “ripartiamo”. Ma che supponenza! Sono 25 anni che in Italia tutte le opzioni politiche di sinistra vengono devastate da una classe dirigente, che, per un motivo o per un altro, si dimostra miserrima. Anche la moralissima e profondissima Barbara Spinelli vi ha deluso (in differita dalla sua casa di Parigi): non vi basta?
    La sinistra politica in Italia è scomparsa. A questo punto anche il più testardo dei parenti amorevoli rinuncerebbe all’accanimento terapeutico e inizierebbe a sospettare che dietro di esso vi è la volontà di dividersi meglio, nel prolungarsi dell’attesa, quel po’ di eredità che è rimasta.

  15. Stefano scrive:

    @ Luigi Esposito

    Io ho messo la preferenza a Spinelli ( e Zanardo e Casarini ), e non l’ho fatto in chiaro dissenso con l’idea iniziale di Spinelli, neanche lo sapevo che prevedeva di non andare. Inoltre il ragionamento non ha proprio senso. Se metti in chiaro che la candidatura è funzionale a prendere più voti del candidto reale poi non puoi ripensarci nel momento in cui ottieni quel che perseguivi. Perché o non dicevi nulla o non ti candidavi. Io la preferenza non l’ho data a Furfaro perché lo conosco mediaticamente di meno, ma avendo votato in passato Sel lo avrei messo fra le preferenze se me ne fossi ricordato o se fosse stato più visibile.

  16. Paolo scrive:

    io ho votato la lista senza mettere preferenze per nessuno ma credo che il problema stia alla base: le candidature civetta sono state un errore in sè, l’errore originario da cui poi discendono gli altri. chi si candida al parlamento, se eletto, ci deve andare punto e basta altrimenti non si candida questo è il mio pensiero. Ma se come nel caso in questione, fai l’intera campagna elettorale ripetendo che ti dimetterai, che lascerai il posto ad altri e resterai a vigilare allora lo devi fare, altrimenti sei una persona che non si assume la responsabilità di ciò che dice.
    ripeto. fosse per me le candidature “di testimonianza” non dovrebbero esserci ma se si decide di ammetterle allora bisogna che siano davvero di testimonianza.

  17. alessio vioa scrive:

    continuiamo a fingere di ignorare perché è nata la lista. serviva una scialuppa di salvataggio per rc e sel. da sole nessuna delle due avrebbe raggiunto il quorum. e siccome non si parlano un gruppo di provvidenziali intellettuali firmatutto ha tolto loro le castagne dal fuoco. il resto lo hanno fatto i militanti che continuano.ad aspettare i re magi. cosi frettoloso ed improvvisato il tutto che non si erano neanche preoccupati di definire i dettagli del post voto. ora il deserto. può essere che sia la migliore notizia per noi tutti da anni

  18. Enrico Marsili scrive:

    Cos`e`, un altro post surreale per festeggiare la maternita` della Spinelli? Stavolta non ci casco :)

  19. Lorena Melis scrive:

    io non ho mai creduto nelle capacità di una Sinistra italiana con Tsipras. Un non sense dall’inizio

  20. julian scrive:

    A leggere prima Raimo e poi tutte le riflessioni penso che questa “sinistra radicale” e’ destinata a diventare sempre più’ esigua, perche’ parolaia e vuota..proprio come Bertinotti l’ha ridotta ,a propria immagine..e poi ci si meraviglia se Renzi ha avuto il 40,08 ,crescete compagni crescete , che e’ ora ..

  21. sabrina scintilla m. scrive:

    in questa vicenda sono rappresentati in pietra i 3 mali estremi ” tirannide, sofismi e ipocrisia”.
    bleah!

  22. Mario Vergano scrive:

    Caro Raimo,
    la prossima volta vota…vota…e vota il meno peggio.
    meno male, e lo dico con le lacrime agli occhi, che Renzi c’è.
    Mario

  23. vincenzo sisto scrive:

    Quando si sente il rumore di zoccoli che calpestano una strada io, se non riesco a vedere l’animela che sta passando, penso a dei cavalli non a delle zebre. I responsabili di questa situazione sono Migliore e Vendola: mi dispiace per Furfaro

  24. spinash scrive:

    A me i sofisti come te nell’era di le pen salvini e farage grillo renzi e berlusconi mi fanno semplicemente pena.
    l’ho sentita al comizio di presentazione a milano la spinelli e m son detto ma questa chi ce l’ha mandata ? l’ho trovata logorroica e solo un miracolo poteva farci superare il 4% ma non per questo ,anzi per questo proprio per questo . sapevo che il rischio ingroia 2 lavendetta era dietro l’angolo. mi son impegnato nella campagna elettorale anche senza troppo entusiasmo .però a me interessa da anni importare il progetto di tsipras in Italia. se qualcuno pensa di sciacallar quel progetto ha sbagliato e credo che la scelta della spinelli non è nessuna tragedia greca .Mi fido delle parole di moni ovadia che dice che in un parlamento di xenofobi e neo fascisti la spinelli darà dura battaglia . vedremo .il resto son dibattiti vecchi e vetusti di chi ama autodistruggere la sinistra .CE stamo a scannà per un seggio .Facciamo ridere. il problema e’ che bisogna impegnarsi per averne 100 di seggi . Ma vediamo di non frantumarci i maroni . La mia candidata era nicoletta dosio e son contento lo stesso nonostante chi rema contro mi sento di aver contribuito allo 0,3%. vorrei tanti operai e precari tra i candidati della sinistra . giovani perchè c’avete voi rotto il cazzo

  25. spinash scrive:

    A me i sofisti come te nell’era di le pen salvini e farage grillo renzi e berlusconi mi fanno semplicemente pena.
    l’ho sentita al comizio di presentazione della lista tsipras a milano la spinelli e mi son detto ma questa chi ce l’ha mandata ? l’ho trovata logorroica e solo un miracolo poteva farci superare il 4% ma non per questo ,anzi per questo proprio per questo mi son impegnato . sapevo che il rischio era veramente alto di non superare il 4 . mi son impegnato nella campagna elettorale anche senza troppo entusiasmo .però a me interessa da anni importare il progetto di tsipras in Italia e per quello ho visto tanti che si sono impegnati e molto piu’ di me ( forse non s’erano baccati il comizio della spinelli) . se qualcuno pensa di sciacallar quel progetto ha sbagliato e credo che la scelta della spinelli non è nessuna tragedia greca .Mi fido delle parole di moni ovadia che dice che in un parlamento di xenofobi e neo fascisti la spinelli darà dura battaglia ( magari li ammorba e si liquefano i fascisti ). vedremo .il resto son dibattiti vecchi e vetusti di chi ama autodistruggere la sinistra .CE stamo a scannà per un seggio .Facciamo ridere. il problema e’ che bisogna impegnarsi per averne 100 di seggi . Ma vediamo di non frantumarci i maroni . La mia candidata era nicoletta dosio e son contento lo stesso nonostante c’è chi e son parecchi come te, che rema contro. mi sento di aver contribuito allo 0,3%. vorrei tanti operai e precari tra i candidati della sinistra . giovani al prossimo giro . perchè voi che siete antichi dentro c’avete rotto il cazzo. adesso almeno la spinelli ammorba i facisti e son cazzi loro,,,,,”

  26. Umberto scrive:

    Nemmeno Almirante si sarebbe comportato così .. Povero Enrico … :(

  27. luca scrive:

    Lancio una provocazione. Ma non sono stati invece proprio l’assenza di un partito, l’aver lasciato l’iniziativa politica a dei non-politici, la solita idolatria della società civile, ad aver determinato questo full di mosse improvvisate e contraddittorie?
    Se ci fosse stato un partito serio, partecipato e democratico, anziché una lista che non aveva organi realmente democratici a controllarla, credo che la Spinelli né avrebbe annunciato al momento della candidatura che poi si sarebbe dimessa, né oggi scriverebbe una lettera che contraddice quella scelta, né si permetterebbe soprattutto di non partecipare all’assemblea dei sostenitori. I partiti hanno tanti difetti, ma almeno non permettono di fare a ciascuno come gli pare. E questo è un bene. Sia per gli iscritti che per gli elettori. Ora, è facile prendersela con SeL e Rifondazione. Ma sono stati interpellati quando la Spinelli ha deciso fare i suoi avventati annunci? Dirò qualcosa controcorrente, ma a me sembra il tipico esempio di impreparazione politica e bisognerebbe veramente cominciare a riflettere se si è fatto bene in tutti i questi anni a disprezzare così tanto il professionismo dei politici a vantaggio di neofiti spesso troppo impreparati. Di fronte al caso Spinelli, io – che ho trent’anni e non sono mai stato iscritto a un partito – questa domanda sto cominciando a pormela.

  28. teresa d feo scrive:

    Scusate ma io non capisco tutta questa indignazione. @Christian Raimo e tutti gli indignati, ma non vi ricordate le intenzioni iniziali della Lista di escludere categoricamente partiti e chi ne avesse fatto parte? E non vi ricordate lo scalpitare di Sel e di Rc e compagni/a riguardo a questa scelta e come si siano rintozzati per infilarsi nel progetto quasi imponendo la loro presenza, in modo a mio parere ridicolo ed un po’ pietoso? Questo ve lo siete dimenticato? Gli errori sono stati fatti in partenza. Ed io ragiono esattamente al contrario: uno) che la Lista non avrebbe dovuto disattendere le premesse iniziali (di rimanere fuori dalla partitocrazia e Vecchie Beghe e Parrocchie); due) Non avrebbe mai dovuto accettare il giochino delle candidature Civetta ma procedere seguendo, sul serio, il criterio di un’agglutinazione dal basso, senza scambio di regali, favori, di una mano lava l’altra con i vecchi apparati. Certo magari sarebbe stato necessario più tempo per far crescere il progetto, qualora avesse avuto chance di proseguire, ma quel tempo avrebbe rappresentato l’unico effettivo collante e garante di valore, tenuta, effettivi consensi. E invece no, è successo il contrario, che (come nel PD) sul carrozzone del nuovo sono volute salire le vecchie maschere (e non mi parlate sempre di questa generazione TQ che lagna di essere stata fatta fuori dal geronte invincibile perchè veramente ne ho pieni i c., se viene sempre inculata ci sarà un perchè, mi si perdoni la finezza) al di là dell’anagrafica, perchè si parla di logiche, non di giovani e vecchi. E le logiche rimangano sempre quelle, vecchie, vecchie, vecchie: interessi, livori, dispetti, accordi discutibilissimi. Ma di che stiamo parlando?? Io la lista non l’ho votata, me ne sono stata a casa, esattamente per la presenza di SEL e le candidature civetta. L’errore o il problema è uno più di tutti: la VOCAZIONE PARASSITARIA DI QUESTA SINISTRA BALBETTANTE E VECCHIA, vecchia, vecchia dentro. E queste letterine rancorose dei ragazzetti di SEL me ne danno la conferma. La levatura è bassa. A questo punto viva il geronte. Spero che la Spinelli si sia ravveduta dell’errore iniziale: di aver tradito la vocazione dalla Lista in nome di alleanze opportunistiche e contaminanti. Siamo onesti e rileggiamoci le letterine di quelli di SEL che frignavano e scomodavano l’Ingiusto rispetto alla loro esclusione iniziale. Gli sta bene.

  29. Frankojann scrive:

    A scanso di equivoci ho votato e fatto votare Spinelli Zanardo Furfaro. Si usano parole da cui sembra di assistere ad una tragedia greca, invece è solo il duello finale tra i polli di Renzo (i)…..

  30. Luigi Ruggeri scrive:

    Sel. Accattoni di voti. Tsiparassiti. Alle politiche entrati in parlamento abusivamente attaccatii alle morroidi del pd. Tsiparassiti!

  31. Mikez scrive:

    Un fantasma si aggira per l’Europa: la Farsa.

  32. Roberto Marro scrive:

    Sono un elettore della lista Tsipras. semplicemente perché non c’era nessun altro, a sinistra (e voglio proprio dire “sinistra”, quella rossa; piano piano, tanto non ci sente nessuno sussurro: comunista), da votare (ma non mi dilungo su questo punto, per questione di pietas). Confesso però che, a differenza di Raimo, ero molto scocciato del fatto che Spinelli e Ovadia si presentassero già sapendo che a Strasburgo non ci sarebbero andati. questo sì mi sembrava un giochino da vecchia politica (al limite del berlusconismo). dopodiché, mi sono turato il naso e ho votato Ovadia. Avrei volentieri votato Spinelli, se fosse stata in lista nel Nordovest, perché ho la massima stima di Spinelli. Come ho la massima (MASSIMA) stima dei “garanti” contro cui si scaglia Raimo: Revelli, Gallino, Viale. Le loro biografie politiche (e di pensiero, di profondità di azione sociale ecc.), permettetemelo, valgono un po’ di più (eufemismo) di quella di Raimo. Dunque, diciamolo: se c’è stato un piccolo successo della lista, non lo dobbiamo certo a Furfaro o Raimo, ma anche e soprattutto allo sbattimento di SpinelliGallinoOvadiaRevelliViale. Sono ben contento che Spinelli vada a Strasburgo. Spinelli è tosta e pensa bene. Poi è vero che un processo democratico è un’altra cosa, anche all’interno di un partito. ma qui il partito ancora non c’era, e se lo lasciamo in mano ai Furfaro (massimo rispetto per Furfaro, sia chiaro; il problema è che non so chi sia, e come me tanti altri che hanno votato la lista), sparisce subito. Dunque pazienza se c’è stato un minus di democrazia: sarà statp, leninisticamente, un atto strategico. E che Raimo, quando paragona SpinelliGallinoOvadiaRevelliViale, si sciacqui la bocca per favore. Ne saremo tutti felici. Amen.

  33. Elena scrive:

    Non sono una stratega e non amo nè capisco le strategie: A me sembrava più un controsenso il dire: “mi presento come capolista ma se mi votano non vado in parlamento” che non quella di dire “Sono la prima come numero di voti e vado in Parlamento”. La cosa che mi dispiace è la pessima prova di attenzione verso le persone che non può essere garantita dagli slogan ma da piccoli gesti di cura nei rapporti umani,a quella penso Barbara Spinelli debba proprio rimediare, confrontandosi e scusandosi con chi era coinvolto dalle sue decisioni. Forza Marco Furfaro, Con la Spinelli al Parlamento Europeo diventi tu il garante della Lista Tsipras in Italia!

  34. Paolo Rabissi scrive:

    Accidenti Raimo, quanta acribia! Ma hai ragione, ci portiamo dietro contraddizioni, un miserabilismo legato perlopiù alle vecchie sigle. Ma vivaddio sembra improvvisamente che tutto il positivo che tu stesso avevi accolto sia stato vomitato a bella posta svelando il complotto a danno dei gonzi! Andiamo, lasciamo che si decanti questa storia e stiamo a vedere. Continuo a curare i dieci punti.

  35. Luigi Amodio scrive:

    Raimo come sempre lucidissimo. Condivido tutto

  36. Vulfran scrive:

    Il problema è all’origine. Nel momento in cui si accetta che un candidato si presenti ufficialmente alle elezioni per non andare al parlamento cui si candida è ovvio che si accetta, nella migliore delle ipotesi, una buffonata. Sarebbe come esporre fuori da un teatro una locandina con una bella foto di Mina accompagnata dalla seguente didascalia: “Accorrete numerosi, stasera non canterà Mina”. Spassoso è il ragionamento della Spinelli: ho ricevuto tantissime preferenze. E come distinguere quelle date a lei per sostenere Furfaro e quelle date a lei in quanto lei? Con tutto il rispetto per Furfaro, semplicemente non avrebbe dovuto accettare di candidarsi come primo-dopo-il-candidato-ufficiale-che-però-tanto-starà-casa. Ma non lo capite che è proprio l’impostazione di tutto il ragionamento ad essere sballata? La chiarezza è il passo fondamentale verso la ragione.

  37. Antonio Petrocelli scrive:

    Ogni volta che vado a votare sono sempre indeciso tra Sel e Rifondazione. Con la lista Tsipras questi problemi non li ho avuti.

  38. marc scrive:

    “mi sale alla bocca un ghigno”, questo sì che piacerebbe a Cordelli questa scrittura da giornalista consumato.
    Uno che definisce se stesso scrittore più di quanto sia necessario, pare. Del resto “indubbiamente” stessa fattura dei preferiti del recensore teatrale (e non dei migliori) e tutti gli altri così tanto invidiati. Ma del resto della mafia romana che giunge fino agli amichetti di destra, il gruppetto da chiamare per corcare i buoni a vantaggio dei cattivi, quelli fuori dal gruppo. Tutta questa stizza, tutto questo sgomitare solo per il grande ego Raimo, la letteratura è un abito con cravattino da indossare e quando il caso vuole si diventi direttore di Orwell non resta che dare da lavorare unicamente alla propria famiglia.

    http://www.huffingtonpost.it/michele-dantini/spinelli-furfaro-europee_b_5471602.html

  39. Ignazio scrive:

    Sicuramente la lista Tsipras ha superato la soglia del 4 per 100 per merito della presenza in lista di Barbara Spinelli e Moni Ovadia, anzi senza di loro probabilmente la lista non avrebbe neanche raggiunto le 150.000 firme necessarie.
    Trovo giusta la scelta di accettare il seggio: Barbara non e’ un capo partito che possa far politica fuori dal parlamento dove e’stata eletta.
    SEL e RC dovrebbero ritrovare una linea politica chiara e accattivante, che gli consenta di reggersi da soli, altrimenti si sciolgano e confluiscano in una forza politica nuova.
    Per ora vedo solo il desiderio di morte di queste 2 forze: vorrei vedere anche la voglia di risorgere! Forza Tsipras

  40. Jacopo scrive:

    cioè:
    spinelli si candida; annuncia che, anche in caso di elezione, rinuncerà al seggio (dichiarazione che, ovviamente, non ha alcun valore politico nè tantomeno giuridico);
    spinelli prende 78000 preferenze, cioè tante, anzi tantissime se proporzionate alla percentuale presa dalla lista tsipras (fatte le debite proporzioni, i candidati più votati del pd avrebbero dovuto prenderne 780000, e non risulta);
    spinelli decide quindi di andare, forte del grande consenso ricevuto; decide anche – con logica disarmante e quindi assai fastidiosa per chi è renziano – di scegliere la circoscrizione centro, la sua zona d’origine nonchè (conseguenza anche naturale), quella dove ha preso il grosso dei voti essendo – fra l’altro – anche capolista;
    caso vuole che il secondo classificato nella circoscrizione centro sia stato il bravo giovine furfaro, uno dei meno fermi fra quelli di sel, uno di quelli, pare, più possibilisti sul fatto di aderire al pse di schulz invece che al gue di tsipras (che per il candidato di una lista chiamata l’altra europa con tsipras è tutto dire).

    e quindi, renziani spettabilissimi, ci dite quale è il vostro problema)?

  41. Beppe scrive:

    Sono uno dei 78.000 che xò ha votato Barbara proprio perchè si sarebbe autoesclusa, il mio candidato preferito e votato era Gesualdi, esponente del mio territorio nonchè esperto di debito. Sono sicuro che gli elettori di Tsipras fossero al 90% informati della candidatura “civetta” (non nel senso olimpico, simbolo della dea più amata, ma nel senso di “donna leggera e vanitosa”), in quanto elettori mediamente acculturati che seguono la politica. Con l’inesistente esposizione mediatica di Tsipras non credo che la lista abbia raccolto molti consensi “popolari” fra le fasce sociali più emarginate. Insomma, quei voti appartengono a Barbara solo in qualità del “gran giuramento” tradito. Questa è davvero l’ultima volta (ma me l’ero già promesso con Bertinotti, ci sono ricascato!!!) Smetterò di portare l’inutile acqua in quel deserto di idee e comportamenti responsabili che è a sinistra (?) del PD.

  42. riccs scrive:

    non capisco bene la situazione (qualcuno me la spieghi!).
    in una persona che si candida, che riceve voti e che occupa il seggio, non ci vedo niente di strano: è proprio così che funzionano le elezioni!
    Il problema a me sembra stare in principio: perchè candididarsi per una posizione che non si vuole occupare? Non stiamo facendo una partita a freccette, mettimi in lista ma non gioco.
    Ci si lamenta che la legge elettorale in italia ha levato la possibilità di dare la preferenza ai candidati e invece quando ce ne è la possibilità, ci si gioca snaturandola del suo significato e importanza rappresentativa.
    Qua mi sembra che nessuno ci capisce piu una mazza..

  43. Giovanni scrive:

    Ridicola la Spinelli. Assolutamente spropositata la lunghezza del commento di Raimo. Ma al tempo stesso illuminante: la vera Sinistra parla, parla, parla… di niente, per lunghe pagine, dottamente…
    Sveglia!

  44. Stefano scrive:

    @ riccs

    Il senso di candidarsi al posto di un altro sta nell’idea che in questo caso, dato che era anche una lista nata di recente e che quasi nessuno conosceva, si potevano raccogliere più voti. Essendo alcuni personaggi già conosciuti si sono fatti portavoce delle idee della lista, facendo conoscere Tsipras. Il voto è funzionale a portare le idee più che le persone. Infatti alcuni riconoscono che sono molto più utili ad attirare voti e a far diffondere le idee, mentre altri sono più bravi a stare poi in parlamento. In questo caso il problema è che una persona dichiara di fare x perché oltretutto ammette di non saper fare y, e poi fa y.

  45. stefano scrive:

    Fra citazioni letterario-cinematografiche che farebbero tremare la buonanima di Beniamino Placido, mi sembra si ricada nel vecchio vizio di usare cento volte le parole necessarie, come se ciò rendesse più motivata la critica: a rappresentare gli elettori ci va chi viene votato, tuttalpiù si può criticare l’idea di candidature multiple che rendono poi obbigatoria la rinuncia. Non ho votato la Lista perchè Barbara Spinelli era candidata, ho votato ottime persone purtroppo poco conosciute ma che avrebbero sicuramente ben portato le idee della lista in Europa. Se qualcuno ha votato Spinelli perchè certo della sua rinuncia è uno sciocco, chi lo ha fatto per “convicerla” ad accettare l’elezione ha avuto ciò che voleva. Il resto sono miagolii….

  46. Giovanni scrive:

    Un partito ha candidato una persona affinché attirasse voti.
    Questa persona era già d’accordo a farsi da parte per far andare al Parlamento Europeo chi avesse preso meno voti di lei…
    Questa per alcuni è democrazia, per me è prendere per i fondelli la gente!
    Chi critica la Spinelli potrebbe avere ragione perché la “signora” aveva dato la sua parola; ma non ha ragione in quanto voleva usare il nome Spinelli solo per attira voti e fare poi una scelta contraria a quanti avessero votato; insomma, una truffa!
    Quindi, non ho votato per Lista Tsipras; non mi piace SEL perché non è affatto diversa dagli alti partiti; e tutto ciò conferma i miei pensieri!

  47. giuseppe scrive:

    Ma è sinistra quella roba lì ? E’ quella che discende direttamente dai partigiani in montagna ?

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  3. […] e a sottolineare il valore morale e intellettuale di chi l’ha scritta, ci hanno pensato Christian Raimo e Leonardo Mazzei.Auspichiamo solo che su questi temi non si debba tornare a parlare. È un […]

  4. […] gli interventi-necrologio di Christian Raimo, http://www.minimaetmoralia.it/wp/spinelli-rinuncia/, http://www.minimaetmoralia.it/wp/spinelli-va-a-bruxelles/ , certi pezzi di Alessandro Gilioli (qui l’ultimo, una “summa”, tratta dal suo ultimo libro […]

  5. […] Chi sia Barbara Spinelli lo si può leggere qui, ma anche qui. […]

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