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Stamattina ho messo le tue scarpe

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di Elena Mattioli, Saul Marcadent e Flavio Perazzini 

C’e un confine e Stamattina ho messo le tue scarpe permette di ascoltarlo, vederlo e toccarlo. Lo scopo è immergersi in una realtà sconosciuta, quella della malattia mentale.

Il progetto nasce due anni fa come risposta a un’esigenza finta, un’esigenza che in pochi sentono nella propria quotidianità: conoscere la pazzia. È un’esigenza finta perché è retorica, buonista, di sinistra, perché il giorno dopo ti scordi tutto.

La malattia mentale può sembrare affascinante ma in realtà è dura, complessa, emotivamente sfiancante, snervante come un bambino ripetitivo e logorroico. È un confine.

Abbiamo risposto a questa esigenza finta per renderla vera costruendo un racconto che è un percorso in cui calarsi dentro, strutturato in tre momenti distinti. Chi partecipa non può limitarsi ad ascoltare ma deve agire ed esserci in prima persona poiché le mediazioni sono sfumate e il sentire individuale, il cosa-faccio-adesso diventano elementi chiave nello sviluppo del racconto.

I tre momenti che scandiscono il percorso li abbiamo chiamati assenza, scoperta e ritorno. Assenza è un’immersione in una struttura residenziale riabilitativa svuotata il giorno prima dei suoi abitanti; i partecipanti sono soli e guidati dalla propria sensibilità, che indica loro se e come aprire, toccare, esplorare la struttura, dalle stanze private alla cucina e l’ufficio degli operatori. Sono gli spazi a parlare, i pieni e i vuoti, gli oggetti e i segni che restituiscono la storia di un luogo vissuto. Lasciata la struttura, i partecipanti sono accompagnati nel centro di Pesaro e inizia il secondo momento, la scoperta. Le storie degli abitanti degli spazi svuotati del primo momento riempiono ora le vie del centro con proiezioni video che sono racconti a cui tendere l’orecchio, da cercare nello scorrere della routine quotidiana. L’ultimo momento, il ritorno, è un prendere parte a un momento di confronto collettivo: le sensazioni vissute nelle fasi precedenti sono rielaborate e tradotte in materia di dibattito al quale partecipano specialisti rappresentanti delle realtà coinvolte e autori attivi in ambito scientifico e culturale.

Il nostro obiettivo non è che tutti partecipino, il nostro obiettivo è che voi vogliate partecipare. Ci piacerebbe che in quel confine voi, veramente, vogliate starci, almeno per qualche ora. L’esigenza finta può trovare un pubblico vero, pronto a confrontarsi con qualcosa che non conosce.

Stamattina ho messo le tue scarpe sarà a Pesaro il 20 e 21 settembre. Ogni giorno 100 persone potranno calarsi nei panni di qualcun altro, la partecipazione è libera e gratuita ma è necessario iscriversi sul sito homessoletuescarpe.it o telefonicamente al numero 320 8454734 perché i posti sono limitati.

Per costruire questo racconto sono state coinvolte molte persone e tutte hanno paura di sbagliare. Noi ne siamo felici pur essendo i primi ad essere spaventati perché raccontare la vita degli altri fa paura. Perché è una storia, e una storia è sacra.

Stamattina ho messo le tue scarpe è un’iniziativa a cadenza biennale che si svolge in città sempre diverse, ideata e diretta da Elena Mattioli e Flavio Perazzini del collettivo di narrazione visiva LeleMarcojanni. È promossa e prodotta da cooperativa sociale Alpha, con il supporto e contributo del comune di Pesaro, è patrocinata dal Comune di Pesaro, Provincia di Pesaro Urbino, Regione Marche, Dipartimento di Salute Mentale Area Vasta 1 Asur Marche. 

Stamattina ho messo le tue scarpe
Pesaro, 20 e 21 settembre 2014

Fonte immagine: Illustrazione di Giordano Poloni per Stamattina ho messo le tue scarpe

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  1. […] Ne hanno parlato Repubblica FrizziFrizzi minima&moralia […]



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