iPhone Retina GUI PSD

StatsZone: La solitudine dei numeri nelle analisi calcistiche

Stamattina la rubrica sulle analisi calcistiche di Daniele Manusia esce dal campo di gioco e approda nel terreno delle App, presentandoci Stats Zone, un concentrato di statistiche riguardanti le partite di Champions League e della Premier League inglese creato dal sito Four Four Two.
Qui potete trovare il suo precedente pezzo dedicato ad André Villas-Boas, e ancora la prima e la seconda parte del lungo approfondimento su Zlatan Ibrahimović.

Stats Zone è un’applicazione creata dal sito Four Four Two con la quale è possibile consultare le statistiche riguardanti tutte le partite di Champions League e della Premier League inglese. La stagione passata è interamente gratuita e scaricabile come demo, quella attuale, con le partite aggiornate in tempo reale, a pagamento. La base dati è fornita da Opta, società che raccoglie e organizza statistiche sportive dal 1996. Lo slogan della Opta è: “Finding beauty in the detail” e tra i suoi clienti ci sono emittenti tv, giornali, siti internet, gestori di scommesse e squadre di calcio.
Stats Zone rende accessibili al pubblico un genere di dati che prima era a stretto appannaggio dei professionisti, di cui di solito ci viene offerta una piccola parte, per giunta già filtrata ed elaborata. Sotto forma, ad esempio, della griglia che a fine primo tempo e al termine della partita riassume i tiri in porta, le percentuali del possesso palla, i falli e i cartellini. Più o meno gli stessi dati delle statistiche ufficiali della  Lega Calcio Serie A. Ultimamente vanno di moda i chilometri percorsi  dai singoli giocatori, ma le statistiche più utilizzate sono per lo più quelle riguardanti la striscia di vittorie consecutive di una squadra, l’imbattibilità, o il numero di partite in cui un attaccante è andato in rete consecutivamente. E così via fino a curiosità tipo attaccanti che segnano spesso contro un determinato portiere, allenatori che vincono o perdono a seconda del mese dell’anno in cui ci si trova. Dati di questo genere, utili agli scommettitori che devono prevedere le probabilità che un determinato evento accada, di per sé aggiungono poco a un discorso articolato sul calcio. Danno l’illusione della conoscenza, in modo indiretto e quasi del tutto privo di contenuti, senza informare veramente. Stats Zone, invece, fornisce gli strumenti per la comprensione e un tipo di interpretazione che richiede creatività.

Oltre ad organizzare le statistiche in modo sensato (distinguendo ad esempio tra passaggi corti e lunghi, tra quelli eseguiti in avanti, all’indietro e in orizzontale) e alla quantità di dati utili che mette a disposizione, Stats Zone trasforma i numeri in linee e segni colorati all’interno di un terreno da gioco virtuale. In questo modo le statistiche diventano una cosa intuitiva interpretabile a colpo d’occhio.
Ad esempio, io posso dire che il Barcellona, lo scorso 14 febbraio in Champions League, fuori casa contro il Bayer Leverkusen, ha tenuto palla per il 75% del tempo tessendo una trama di 860 passaggi (di cui 769 andati a buon fine, cioè l’89%) contro i 280 della squadra di casa (con una percentuale di riuscita molto più bassa: 62%).
Oppure posso farvi vedere questo:

(Le frecce blu corrispondono ai passaggi andati a buon fine, le rosse a quelli sbagliati, e quelle gialle si riferiscono ai passaggi che si sono trasformati in assist).
Durante quella partita, però, ho avuto l’impressione che il Barcellona sia stato molto meno incisivo del solito in area di rigore. Con Stats Zone posso confrontare qualsiasi parametro con un altro della stessa partita o, volendo, persino di una partita della stagione passata. Per cui vado a ripescare in archivio una partita in cui l’attacco del Barça mi è sembrato molto più efficace: la finale della Champions League 2011, con il Manchester United. E confronto i tiri: contro il Bayer quelli nello specchio sono stati meno della metà che nella finale dello scorso anno.

Così, un’applicazione di statistiche sportive mostra, se ce ne fosse bisogno, che confrontare dati scientifici tra loro può essere un gesto creativo e persino divertente. E che sapersi porre le domande giuste è più interessante che dare risposte a tutti i costi. Nel calcio le statistiche contano molto meno che in altri sport come basket e baseball, caratterizzati da azioni brevi e una frequenza punti maggiore, ma possono rivelarsi uno strumento utile per ampliare il campo dell’analisi sportiva anche a livello amatoriale.
Di seguito, farò alcuni esempi di ricerche che sono state pubblicate su Twitter con l’hashtag #Statszone, e che mi sono sembrate particolarmente riuscite. Siccome l’applicazione è in grado di generare link automatici, per non appesantire troppo la pagina, in alcuni casi mi limiterò a copiare il link.

Tornando a Bayer Leverkusen-Barcellona, qualcuno si è divertito a confrontare i passaggi del portiere blaugrana Victor Valdes con quelli del giocatore del Bayer che ne ha eseguiti di più, Renato Augusto.

17 passaggi giusti del portiere contro i 24 del centrocampista. Cioè, Appena 7 in più.
Sergio Busquets, nella stessa partita è arrivato a 110 passaggi totali sbagliandone appena 8, con una precisione del 93%.

In maniera simile un tifoso del Manchester City ha voluto analizzare l’esordio di Pizzarro, ex giocatore della Roma, entrato in campo a 23′ dal termine contro il Blackburn Rovers e capace di effettuare 27 passaggi sbagliandone uno solo. 4 passaggi utili in più del miglior centrocampista avversario in tutta la partita.

Invece, una delle chiavi per spiegare l’insuccesso del Tottenham nel derby di Londra con l’Arsenal (2-5) potrebbe nascondersi nel confronto tra primo e secondo tempo di Gareth Bale (la schermata che vedrete si chiama Player Dashboard e riassume tutte le situazioni di gioco in cui il giocatore in questione è stato coinvolto):

Lo spostamento dell’ala gallese da sinistra a destra coincide con la sconfitta pesante della propria squadra. Oltre a notare come anche nel secondo tempo per rendersi pericoloso Bale debba portarsi sul sinistro (il solo tiro rosso, la freccia con la doppia punta), analizzando gli attacchi effettuati dall’Arsenal nella tre quarti avversaria (Attacking Third) nel secondo tempo, si vedrà come il lato debole del Tottenham corrisponda a quello lasciato scoperto da Bale (dove tra l’altro agiva Sagna, autore di un gol e un assist):

Mi sarebbe piaciuto, per il prossimo numero di questa rubrica, analizzare Chelsea-Napoli, ottavo di finale di ritorno di Champions League e confrontarlo con l’andata, visto però che Villas-Boas è stato esonerato questo pomeriggio non ha più molto senso. Se però qualcuno fosse ancora interessato alle possibili ragioni tattiche della sconfitta di Napoli, mostrerò una statistica che si chiama Player Influence che ingrandisce il nome dei giocatori di una squadra a seconda della loro rilevanza col gioco:

La zona di campo in cui compare il nome è quella in cui ha agito il giocatore in questione. Come si vede, Villas-Boas a Napoli ha modificato il suo abituale 4-3-3 spostando Mata al centro, dietro ad un quasi invisibile Drogba, al centro di Malouda e Sturridge come ali. In sostanza il Chelsea ha giocato con una specie di 4-2-3-1 con Drogba solo contro tre difensori e Mata al centro della gabbia del Napoli (guardate come sono posizionati Zuniga, Gargano, Inler, Maggio e i tre difensori).
E non c’è niente di meglio com l’Attacking Third del Chelsea per mostrare tutti i difetti di una manovra troppa orizzontale. L’onda del Chelsea, le frecce dei loro assalti, si infrangono su una barriera invisibile e pressoché impenetrabile:

Mi rendo conto che potrei andare avanti all’infinito.

Conclusioni

Michael Cox è un giornalista sportivo inglese che collabora con FourFourTwo, Espn e il Guardian. Sul suo blog Zonal Marking, oltre a creare grafici illuminanti come quello che mette a confronto il numero di gol realizzati dalle squadre inglesi e i risultati ottenuti dalle stesse in Europa (ponendo la domanda di fondo se la componente spettacolare del calcio non sia inversamente proporzionale rispetto alle vittorie), analizza tatticamente, con l’ausilio delle statistiche, un paio di partite a settimana.
Riesce, ad esempio, a parlare di Milan-Juventus (1-1) senza quasi fare riferimento al gol fantasma di Muntari. Adesso, io non ho sentito nessun commentatore italiano sottolineare la mossa di Allegri notata da Cox: lasciare le fasce alla Juventus attaccandola al centro in una situazione di parità numerica contro la difesa a 3, con Emanuelson che impedisce a Pirlo di fare il suo solito gioco (facendogli effettuare meno passaggi giusti rispetto alla sua media).
Un esempio di come si può parlare di calcio in modo razionale e creativo, senza dover tirare in ballo l’allenatore in crisi, la moviola e i mali interni al “sistema calcio” (inteso come insieme di presidenti, dirigenti, arbitri e giocatori) di cui il sistema dovrebbe fare autocritica, e prendere provvedimenti, anziché trasformarli in argomenti di discussione. A me di Galliani che scende nello spogliatoio dell’arbitro non interessa. Lo trovo sbagliato, ma non mi interessa parlarne e Cox dimostra che sul piano tattico la partita, nonostante tutto, è stata giocata. La sua è un’analisi che può interessare anche chi non tifa per nessuna delle due squadre in questione, non scommette e non fa il Fantacalcio con gli amici.
Nelle trasmissioni italiane di approfondimento non si approfondisce davvero. Durante la Domenica Sportiva, o 90° Minuto, anche quando si parla di una partita appena giocata lo si fa in maniera retroattiva, nel tentativo di confermare giudizi passati, il più delle volte da tifosi. Ogni commentatore è schierato, se non altro per questioni di antipatie personali, e appare estremamente sicuro di sé, con un’idea leggermente contrapposta rispetto a quella del commentatore precedente. Una mentalità di questo tipo ha bisogno degli errori arbitrali per giustificare il proprio pregiudizio anche di fronte all’evidenza contraria, per coprire la pochezza della propria capacità analitica.
L’unica eccezione è il settimanale tentativo di Adriano Bacconi. Preparatore atletico al fianco di Lucescu, nella stagione 97/98, dopo l’esonero dell’allenatore precedente, siede sulla panchina delle Brescia per le ultime tre partite, vincendole tutte e tre e sfiorando la salvezza per un punto. Più o meno nello stesso periodo, crea insieme ad alcuni ingegneri del Cnr di Pisa un software a riconoscimento vocale in grado di raccogliere ed elaborare dati sportivi, e fonda la DigitalSoccer poi venduta alla Panini. Continua a lavorare come analista sportivo e, in qualità di tattico, fa parte dello staff della Nazionale che nel 2006 vince il Campionato del Mondo. Oggi, oltre ad avere un blog sul Post e a collaborare con diverse società di analisi dati e la FIGC, interviene a 90° Minuto e alla Domenica Sportiva.
Quando Paola Ferrari si collega con Bacconi sembra si stia collegando con un astronauta sullo Shuttle. In uno studio a parte, con una scenografia di mensole blu in 3D sul cui sfondo ogni tanto vengono proiettate delle immagini di regia (con enormi gomiti che spuntano dietro la sua testa riccioluta), Bacconi annuisce aspettando l’occasione per poter dire la sua. Le sue analisi sono già elaborate e interpretate, in forme grafiche di sua invenzione come il  Radar Perfomance (un pentagono con, per vertici, alcuni valori come qualità e empatia). Sembra quasi che i suoi sforzi si siano concentrati per semplificare il più possibile un discorso di per sé complesso. Bisogna dire che lo studio lo prende in maggior considerazione rispetto a qualche tempo fa, ma la maggior parte delle volte i commentatori  faticano a nascondere l’ilarità che suscita in loro la presenza di Bacconi.
In questo video del 2010 (con una scenografia redazionale più sobria di quella attuale) è riassunto lo stato dell’analisi sportiva in Italia. Al minuto 2.50 Bacconi analizza la prestazione di Sneijder contro il Chievo. Sta provando a  mostrare come il problema del calo delle prestazioni dell’olandese dipenda dal fatto che non riesce a farsi servire dai compagni tra il centrocampo e la difesa avversaria, dove l’anno passato con Mourinho era più determinante. Quando ha finito, al minuto 4, Bagni commenta: “Si però, non è questo il discorso. L’anno scorso han detto tutti che Mourinho giocava in fase difensiva. Aveva due piantati lì davanti alla difesa ed erano decisivi i quattro davanti, cosa che adesso non sono”. Dopo un momento di confusione interviene Collovati che dice: “Salvatore rassegnati, stavolta l’analisi di Bacconi è stata perfetta”.  Il pubblico applaude. “Nel senso, non puoi continuare a giocare, tic-tic tic-toc, nella metà campo avversaria”. Tic-tic, tic-toc. Esiste un modo peggiore per parlare di calcio?

Daniele Manusia è direttore e cofondatore dell’Ultimo Uomo. È nato a Roma (1981) dove vive e lavora. Ha scritto Cantona. Come è diventato leggenda (add, 2013).
Commenti
8 Commenti a “StatsZone: La solitudine dei numeri nelle analisi calcistiche”
  1. globuaz scrive:

    Cox vs DS
    Impietoso (ma veritiero) il confronto tra i diversi approcci.

    L’analisi di una partita in Italia sovente si risolve in una polemicuccia pretestuosa tra fasci di luce e paillettes.
    Non disdegno la polemica e il calcio è (un) circo, ma gli elefanti in gabbia mi fanno una gran tristezza …

    Molto bella questa serie di articoli, grazie.

  2. Daniele Manusia scrive:

    Grazie molte. Non mi piacciono molto i confronti e credo che il giornalismo sportivo italiano si commenti da solo (come molte altre cose nostrane), ma in questo caso mi pare interessante mostrare una persona che ha molti meriti, che ha inventato un software avanguardistico, che guarda al calcio in modo interessante, che potrebbe portare avanti un suo discorso senza preoccuparsi di quello che ha attorno e invece finisce in tv con Bagni e Collovati. A proposito, ieri Collovati dopo tipo il 4° o 5° gol di Messi dice: “Non c’è niente da dire, meglio che non commento. Mi alzo in piedi e smetto di commentare”. Ecco, bravo, ho pensato io.

  3. globuaz scrive:

    Anche a me sarebbe piaciuto pensarlo ma non ho avuto modo di poterlo pensare, perché il sito Rai era in overflow e la partita l’ho seguita in streaming in russo, idioma che non so decifrare.
    Una goduria.

    ps: ieri sera osservare le metamorfosi e i sincronismi dei movimenti difensivi del Barça è stato come attraversare la storia degli ultimi cinquant’anni del calcio in poco più di un’ora e mezza. mi sembrava una squadra allenata dal loco Bielsa 😉

    A rileggerti

  4. Daniele Manusia scrive:

    A proposito, hai visto l’Athletic di Bielsa? Che partita a Manchester!

  5. Andrea scrive:

    Grazie, sono un appassionato di calcio ed ho sempre odiato il fatto che in questo sport ognuno sembra saperne sempre più di te e per dimostrare le mie ragioni “tecnico-tattiche” ho iniziato a conoscere i dati e le statistiche. Di solito leggo quelle della Lega Serie A ma poi ho scoperto Panini Digital e Opta, ma non capisco come si fa ad a cedere ai dati. (so che esiste anche un’app per iPad iDigitalScout di Panini Digital).

    Comunque è grazie a questo post che ho scoperto Zonal Marking e il nome del fondatore di DigitalSoccer. Vorrei creare un sito dove fondere le mie passioni calcistiche e grafiche in particolare infografiche e isotype.

  6. Renato scrive:

    Una domanda: esiste un sito dal quale scaricare le informazioni sul numero di passaggi tra ogni coppia di giocatori della stessa squadra in una specifica gara? Grazie

  7. Axel Shut scrive:

    @Renato: Fourfourtwo.com, ecco un esempio
    http://www.fourfourtwo.com/statszone/21-2013/matches/717597

Trackback
Leggi commenti...
  1. […] di 60.2 a partita. La sua influenza sull’inerzia della partita è evidente nel grafico Player Influence (ho preso ad esempio lo 0-0 col Chelsea), che ingrandisce il nome dei giocatori a seconda della […]



Aggiungi un commento