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Stranger Things: una guida ragionevole

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di Simone Tribuzio

Manca ancora poco al binge watching più sfrenato per quanto riguarda una nota serie originale Netflix: trattasi proprio dell’attesissima terza stagione di Stranger Things. La serie dei fratelli (gemelli) Duffers, attingendo a piene mani dall’immaginario cinematografico horror e fantastico degli anni ’80, si è conquistata in poco tempo un pubblico vastissimo e grazie anche – in parte – al sano passaparola. La ricetta che ha portato la serie al successo mondiale, e sulle bacheche di tutti i profili social, è ascrivibile in primo luogo a due (tra i vari) elementi che le hanno permesso di accedere a pieno titolo nell’olimpo della cultura pop.

Tutto questo ha spinto Nadia Bailey, autrice ed esperta di cinema e lifestyle, a scrivere quello che è un manifesto, una limpida dichiarazione d’amore verso un prodotto televisivo che unisce tanti altri fan sotto lo stesso tetto.

Da questa passione è nato Stranger things – la guida completa (non ufficiale): scritta proprio di suo pugno e accompagnata dalle illustrazioni di Phil Costantinesco, da noi pubblicato per Centauria libri in un prestigioso cartonato.

Il testo è una guida alternativa (a quella ufficiale) utile per leggere aneddoti e ammirare i dietro le quinte della serie marchiata Duffer Brothers.
Con pieno spirito della serie, Nadia Bailey rende partecipe il fan più esigente, ma soprattutto intrattiene lo spettatore occasionale che ancora non si è avvicinato al mondo edificato dai fratelli Duffers.

Dopo aver letto una doppia pagina del giornale locale, ecco che arriva il primo quiz: “A quale famiglia di Hawkins potreste appartenere?”, chiede Nadia Bailey; esaminando al tempo stesso, e una volta compilato il questionario, i caratteri e i destini delle famiglie protagoniste che vivono nella cittadina dello stato dell’Indiana. E si entra anche – e subito – nel vivo dell’esperienza con il viaggio da compiere ne Il Sottosopra; l’antro che si è rivelato invece un mondo vero e proprio.

Il primo quiz lascia poi spazio alla nutrita guida ai personaggi, che occupa buona parte del libro alternandosi con le diverse rubriche che lo compongono. Come quella dedicata all’outfit di Undici (Lo stile di Undi), dove la penna di Bailey e l’illustratore Phil Costantinesco esaminano i look che rendono ulteriormente affascinante il personaggio conosciuto nel Laboratorio Nazionale di Hawkins. Della protagonista femminile si possono leggere tutte le differenze sui poteri psichici, con cui è ritrovata a togliere le castagne dal fuoco al gruppo di Mike e nelle circostanze più delicate

È possibile anche risalire alla colonna sonora non originale attraverso gli ascolti che i nostri fanno nel corso delle puntate: che sia a ritmo di Should I stay or should I go (e per Jonathan Byers l’ascolto non è stato più lo stesso); o solamente ascoltando la suggestiva Heroes, la versione con soli archi secondo Peter Gabriel, si ripercorre ad occhi aperti le avventure di Mike, Will, Lucas, Dustin, Max e Undici.

E per sentirsi cool come Steve ci pensa la rubrica che suggerisce la capigliatura ideale (La guida top secret di Steve Harrington per capelli perfetti).

Il tratto e i colori di Costantinesco rendono bene il concept, impegnandosi ancor di più nelle doppie splash page che vedono alcune delle scene più topiche ed emozionanti di Stranger Things. L’impiego dell’illustratore francese (presente anche per testate quali Le Figaro, Men’s health e Marie Claire) è dei più consoni per approccio pittorico dai colori tenui, che non alterano, ma anzi, ben enfatizzano il contesto e le figure che popolano Hawkins e Il Sottosopra.

Con gli appunti sparsi sulle scrivanie, e le locandine affisse per la cittadina dell’Indiana, l’esperienza si fa più immersiva rivivendo così le indagini che hanno poi trovato la soluzione nell’inaspettata e conseguente rivelazione nei vari finali.

C’è tempo anche per fare la giusta distinzione tra Demogorgone quadrupede e Demogorgone adolescente, tutte (compreso il mastodontico e più recentemente scoperto Mind Flyer) sintenticamente discettate ne Il libro dei mostri.
Da apprezzare particolarmente è la guida agli episodi, perché non si limita a presentare le sinossi di ogni puntata delle due stagioni finora rilasciate; ma sono qui sviscerate curiosità e le massime memorabile di ogni personaggio.

Il viaggio che si compie con Nadia Bailey e Phil Constantinesco è dei più appaganti se si parte con l’intenzione di rivivere le situazioni più spericolate e salienti dell’ultimo e chiacchierato fenomeno della cultura mainstream.

In tutto questo è giusto domandarsi: e Barbara Holland? Bisogna stare tranquilli, che ce n’è anche per lei, tanto che le è stato dedicato – escluso la qui presente sezione finale – The book of Barbara, una guida inedita dalle nostre parti; o almeno per ora.

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