Minatori (John Berger)

berger_minatori

In occasione del 25 aprile pubblichiamo un testo di John Berger: si chiama Minatori ed è tratto da Presentarsi all’appuntamento. Narrare le immagini (Libri Scheiwiller, traduzione di Maria Nadotti). Buona lettura, e buon 25 aprile. * Quando la giusta causa è sconfitta, quando i coraggiosi sono umiliati, quando uomini collaudati sul fondo e all’imbocco delle […]

Lettera aperta a un giornale della sera sul 25 aprile

montesole

Caro Marco Cianca,

leggo il tuo articolo sul 25 aprile mentre, in treno, sto andando a Marzabotto.

Ho deciso infatti di trascorrere lì, quest’anno, il giorno della Liberazione. L’ho deciso per tanti motivi, non ultimo il fatto che a Monte Sole si presenteranno nuovi documenti sui processi ai criminali responsabili delle stragi del 1944, processi le cui sentenze, emesse in anni recenti, troppo recenti, non sono mai state eseguite.

Ho preso il treno, dunque, perché qualcosa di vivo e tremendamente attuale ancora mi lega, ci lega a quella storia, nessuna muffa, nessuna retorica, ma storie di persone tenute in vita da storici, familiari, avvocati e giornalisti che ho trovato uniti in una sala gremita di giovani e anziani, in uno dei giorni di pioggia più bui e tristi che io abbia mai visto a fine aprile.

Il senso della resistenza ideale

25-aprile-1945-pavia

Riportiamo la parte conclusiva di Resistenza e Costituzione, un intervento del 1965 di Norberto Bobbio, contenuto nella raccolta di discorsi Eravamo ridiventati uomini (Einaudi) (fonte immagine).

di Norberto Bobbio

«[…] Questa è la resistenza reale, quella che si è realizzata nei fatti. Ma accanto alla Resistenza storica e reale c’è una Resistenza ideale, una resistenza perenne alla quale ci richiamiamo nei momenti difficili come a una forza morale, superiore agli eventi.

Così è spesso avvenuto nel Risorgimento: accanto al Risorgimento reale (spesso meschino) c’è stato un Risorgimento ideale che è stata la grande forza ideale che ha mosso le generazioni dei nostri padri.

Buon 25 aprile, festa della liberazione

01-00074537000064 - 25 APRILE 1945 LA LIBERAZIONE - SECONDA GUERRA MONDIALE - CANTO FESTOSO DI UN GRUPPO DI PARTIGIANE FIORENTINE DOPO LA LIBERZIONE DELLA CITTA' .

La redazione di minima&moralia augura a tutti un buon 25 aprile, festa della liberazione.
Nella foto, un gruppo di partigiane a Firenze, il 25 aprile 1945.

Buon 25 aprile

cltspalla due-U1030485054809FxG-U1030494610371qOD-378x190@LaStampa-NAZIONALE-kCl-U1030494610371qOD-568x320@LaStampa.it-1

Aleggiava da sempre intorno a Johnny una vaga, gratuita, ma pleased and pleasing reputazione d’impraticità, di testa fra le nubi, di letteratura in vita… Johnny invece era irrotto in casa di primissima mattina, passando come una lurida ventata fra lo svenimento di sua madre e la scultorea stupefazione del padre. S’era vertiginosamente spogliato e rivestito del suo migliore abito borghese (quell’antica vigogna), passeggiando su e giù in quella ritrovata attillatezza, comodità e pulizia, mentre i suoi l’inseguivano pazzamente nel breve circuito.

Contro l’oppressione fascista che voleva ridurre l’uomo a cosa

PARTIGIANI-FIRENZEFC

Con questa foto di un gruppo di partigiani fiorentini e con questo brano tratto da Passato e avvenire della Resistenza, discorso tenuto da Piero Calamandrei il 28 febbraio 1954 al Teatro Lirico di Milano, alla presenza di Ferruccio Parri, vogliamo augurare buona liberazione a tutti: buon 25 aprile!

di Pietro Calamandrei

[..] Ma fino da allora cominciò la Resistenza: contro l’oppressione fascista che voleva ridurre l’uomo a cosa, l’antifascismo significò la Resistenza della persona umana che si rifiutava di diventare cosa e voleva restare persona: e voleva che tutti gli uomini restassero persone: e sentiva che bastava offendere in un uomo questa dignità della persona, perché nello stesso tempo in tutti gli altri uomini questa stessa dignità rimanesse umiliata e ferita. Cominciò così, quando il fascismo si fu impadronito dello Stato, la Resistenza che durò venti anni. Il ventennio fascista non fu, come oggi qualche sciagurato immemore figura di credere, un ventennio di ordine e di grandezza nazionale: fu un ventennio di sconcio illegalismo, di umiliazione, di corrosione morale, di soffocazione quotidiana, di sorda e sotterranea disgregazione civile.