Storie dal mondo nuovo: intervista a Daniele Rielli

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Daniele Rielli è uno degli autori più interessanti emersi negli ultimi tempi. Noto anche con lo pseudonimo che dà il nome al suo blog, Quit the Doner (riferimento all’abbandono della sua precedente attività e alla decisione di dedicarsi completamente alla scrittura), Rielli si è imposto in breve tempo all’attenzione dei lettori per il brillante piglio satirico della sua prosa, in cui concilia l’osservazione delle dinamiche sociali con la dote, squisitamente letteraria, di evocare atmosfere peculiari, come quelle che fanno da scenario ai suoi reportage.

Si può essere facilmente in disaccordo con le sue opinioni, sempre molto connotate e articolate, ma senza dubbio il punto di vista espresso nei suoi scritti (articoli e racconti) merita considerazione, sia per le ragionate argomentazioni, che per il modo non scontato di esporle.

Ora, Adelphi ha da poco pubblicato Storie dal mondo nuovo, raccolta di reportage (con due inediti) in cui si conferma il suo talento nel cosiddetto “giornalismo narrativo”.
Rielli si muove in una zona difficilmente catalogabile in generi ed etichette, la sua scrittura sfugge alle suddivisioni delle targhette sugli scaffali delle librerie. Questo, di per sé, lo rende interessante per (non) definizione.

Qual è stata la genesi di questo libro?

Quando circa tre anni fa il mio agente incominciò a fare girare il manoscritto del romanzo Lascia stare la gallina, il primo a richiamare fu un editor di Adelphi, Matteo Codignola, a cui era piaciuto molto e che non mi aveva mai letto prima.

Diciotto anni senza Fabrizio De André

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Diciotto anni fa Fabrizio De André ha attraversato “l’ultimo vecchio ponte”. Ormai, siamo orfani maggiorenni della sua presenza schiva eppure prepotente, “ostinata e contraria”, irriverente eppure a suo modo spirituale.

Per ricordare il grande cantautore ho parlato con chi lo conosceva bene, Doriano Fasoli (un intellettuale in grado di scrivere un libro con Elémire Zolla e tenere testa a Carmelo Bene oltre che allo stesso Faber), del quale Alpes ha ristampato recentemente Fabrizio De André. Passaggi di Tempo, uno studio rigoroso a cui collaborò lo stesso artista genovese. Il libro è tuttora un punto di riferimento ineludibile per chi voglia approfondire l’opera di De André, impreziosito da una lunghissima conversazione con il cantautore e dai contributi di Mauro Pagani, Dori Ghezzi, Fernanda Pivano, Paolo Villaggio e Francesco De Gregori.

L’uomo che cadde sulla terra

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Quest’oggi David Bowie avrebbe compiuto settant’anni. Un anniversario reso ancora più significativo e memorabile per un’ovvia considerazione: il primo compleanno dopo la scomparsa, genialmente teatrale, del grande artista inglese, avvenuta 48 ore proprio dopo il suo compleanno.

Commentai a caldo un anno fa il complesso gioco simbolico che il Duca Bianco aveva predisposto nei suoi ultimi video e nell’ultimo disco uscito a ridosso dell’improvvisa,sconvolgente notizia della sua morte.

Un anno dopo, ne parliamo con Francesco Donadio, autore di Fantastic Voyage. Testi commentati (Arcana) imponente analisi filologica delle liriche bowiane, attualmente disponibile in edicola a un prezzo ridotto in allegato con le pubblicazioni Mondadori. Donadio presenterà quest’oggi la nuova edizione del suo libro a Roma (alle ore 18 allo Spazio Cima, nel Quartiere Coppedè).

Tra Pasolini e Roth: intervista a Massimo Popolizio

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Massimo Popolizio è in scena (accanto, tra gli altri, a Fabrizio Gifuni e Massimo De Francovich) al Teatro Argentina di Roma fino al 18 Dicembre con la celebrata Lehman Trilogy, ultima grande messa in scena di Luca Ronconi, tratta dall’omonimo testo di Stefano Massini.

Come riassunto da Marta Marchetti nel suo saggio Guardare il romanzo. Luca Ronconi e la parola in scena (Rubettino): “La storia dell’ascesa e del declino di una grande famiglia di banchieri americani è raccontata in una fusione di spazio, tempo e azione che mette attori e spettatori di poterne fruire solo se disponibili a rischiare di rimanere bloccati su un dettaglio o di perdere proprio il particolare che può dare un senso al tutto (…) In questo modo procede tutto lo spettacolo, più di un secolo di storia economica e politica per la durata integrale di cinque ore e mezza…”.

Fato e furia: intervista a Lauren Groff

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Lauren Groff da alcuni anni si è imposta all’attenzione del pubblico mondiale come una delle scrittrici americane contemporanee più degne di attenzione, ben prima del clamoroso di apprezzamento di Barack Obama che su People ha definito Il suo ultimo libro, Fato e Furia (edito in Italia da Bompiani) il migliore del 2015.

L’opera rappresenta indubbiamente uno sforzo creativo notevole, non solo per le centinaia di pagine profuse, ma per la costruzione complessa e non banale dell’impianto narrativo.

All’apparenza, il libro sembrerebbe narrare la storia di una coppia ricca e felice: Lotto e Mathilde, lui fascinoso e stimato scrittore di successo, lei moglie splendida, impeccabile, fedele e discreta compagna di tutta la vita.

Cosa c’entra dunque l’evocazione di due forze tragiche come il Fato e la Furia (plurale nell’originale)?

C’entra, eccome, perché tale è solo la superficie di un racconto ardito, falsamente speculare, giocato volontariamente su una dialettica sghemba e non riuscita, inseguendo le deviazioni impreviste del reale più che la perfezione fittizia e idealizzante dell’adattamento letterario.

Phantasmagorica: intervista a Teho Teardo e MP5

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Senza dubbio è un periodo di grande fermento per Teho Teardo, il prolifico compositore friulano noto per importanti colonne sonore e prestigiose collaborazioni, oltre che per le peculiari atmosfere che le sue opere sono in grado di evocare.

Dopo l’uscita del nuovo disco, Nerissimo, realizzato con Blixa Bargeld (leader dello storico gruppo sperimentale tedesco  Einstürzende Neubauten), il musicista ha da poco pubblicato la colonna sonora di La verità sta in cielo, il film di Roberto Faenza sulla morte misteriosa di Emanuela Orlandi, e continua a girare l’Italia con Elio Germano, proponendo la loro interpretazione del Viaggio al termine della notte, il capolavoro di Louis-Ferdinand Cèline.

Da Anna Politkovskaya a Edipo: intervista a Elena Arvigo

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In occasione dei dieci anni della morte di Anna Politovskaja, la giornalista russa uccisa mentre tornava a casa con le buste della spesa in seguito a reiterate minacce da parte dei vertici militari del regime, Elena Arvigo ha riportato in scena lo spettacolo Donna Non Rieducabile al Teatro Manzoni di Calenzano.

Un racconto teatrale di notevole intensità, in cui la vita della coraggiosa reporter è narrata attraverso i brani più significativi dei suoi scritti di denuncia. Con l’occasione abbiamo incontrato l’attrice e regista, che ci ha parlato anche dei suoi progetti futuri.

Sono Pasolini. Intervista a Giovanna Marini

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Tra i numerosi omaggi che il Teatro di Roma, sotto la direzione di Antonio Calbi, ha offerto alla memoria di Pier Paolo Pasolini, lo spettacolo di Giovanna Marini Sono Pasolini, in scena al Teatro India fino al 30 Ottobre scorso, è stato senz’altro tra i migliori.

Lo spettacolo esplora la zona meno conosciuta della vita dell’autore, la gioventù friulana, ed ha il merito di spazzare via i luoghi comuni infamanti che ne hanno macchiato per decenni la reputazione.

Giovanna Marini, infatti, fa chiarezza sulle accuse di corruzione di minori che portarono Pasolini a lasciare il suo amato Friuli, dove era un insegnante adorato da studenti e genitori.

La libertà di leggere secondo Paco Ignacio Taibo II

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Paco Ignacìo Taibo II è tra gli scrittori più popolari al mondo in lingua spagnola. Antifascista nel DNA (la sua famiglia dovette scappare dalla Spagna franchista nel ’58 per rifarsi una vita in Messico), Paco, come si fa chiamare con grande affabilità, è autore feticcio per la sinistra nostrana. Oltre alla sua vastissima produzione storica (celebre la sua biografia di Che Guevara Senza perdere la tenerezza), il suo nome è legato alla fortunata serie di gialli che hanno per protagonista l’investigatore Héctor Belascoarán Shayne.

Ma c’è un motivo ulteriore per il quale lo scrittore è divenuto un punto di riferimento ineludibile dei  lettori progressisti: il concreto impegno sociale. Paco Ignacio Taibo II ha dedicato gli ultimi cinque anni della sua vita a un grande progetto culturale: la Brigada para leer en libertad, la Brigata per leggere in libertà. Un’avventura straordinaria, nata per passione, in grado di raggiungere una diffusione maestosa e capillare, che ha presentato in Italia un anno fa in un incontro alla Casetta Rossa della Garbatella, a Roma.

Pasolini, cercando la verità nascosta

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A quarant’anni dalla sua morte, Pier Paolo Pasolini fa ancora paura. Ci sono però alcune figure che, con coraggio e tenacia, in diversi ambiti, stanno lottando per far riemergere le verità nascoste sulla sua morte.

Uno degli ultimi a cimentarsi con la questione è stato il resgista David Grieco, amico e collaboratore del grande intellettuale, vicino a lui anche negli ultimi giorni, con il suo film La Macchinazione.

Il film di Grieco, non impeccabile dal punto di vista estetico, è importante come testimonianza coraggiosa e controcorrente rispetto ad uno dei misteri, paradossalmente, più discussi e occultati della Prima Repubblica.