Ricordando la poesia di Sylvia Plath e Amelia Rosselli

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L’undici febbraio è una data fatidica per gli amanti della poesia. Una tragica coincidenza (probabilmente ricercata) avvince due delle più alte voci femminili del Novecento: Sylvia Plath e Amelia Rosselli, entrambe morte suicide lo stesso giorno a trentatré anni di distanza (la prima nel 1963, la seconda nel 1996).

Per ricordarle, ho creduto opportuno interpellare due protagoniste della cultura italiana contemporanea: Leonetta Bentivoglio (firma storica di Repubblica, nota anche per i suoi saggi su Pina Bausch e Wim Wenders) e Sonia Bergamasco (attrice e regista teatrale, tra le cui collaborazioni ricordiamo nomi quali Giorgio Strehler, Carmelo Bene, Franco Battiato, Glauco Mauri, Bernardo Bertolucci e Liliana Cavani).

Il silenzio delle piante: sette anni senza Wisława Szymborska

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Sette anni senza Wisława Szymborska, una delle voci più riconoscibili e amate della poesia contemporanea.

Qual è il segreto dell’incanto esercitato dai suoi versi su innumerevoli lettori non solitamente avvezzi a leggere poesia? Qual è il destino della sua opera in un’epoca di consumo estetico bulimico e distratto?

Ne abbiamo parlato con Luigi Marinelli, intellettuale dalla cultura straordinaria e tra i massimi esperti di letteratura polacca contemporanea, a cui ci lega una profonda e affettuosa stima.

Speriamo che la giocosità con cui ci prendiamo in giro in questa conversazione possa essere in armonia con la proverbiale e adorabile ironia szymborskiana.

La rinascita gnostica, da Matrix a Twin Peaks: conversazione con Paolo Riberi

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Pochi libri mi hanno colpito negli ultimi due anni come Pillola rossa o Loggia Nera? di Paolo Riberi (Lindau) , volume, intelligente quanto agile, che esplora e analizza la proliferazione (benedetta!) di “messaggi gnostici nel cinema tra Matrix, Westworld e Twin Peaks”.

L’autore aveva già affrontato gli scritti apocrifi dei primi secoli del Cristianesimo in testi precedenti, quali L’Apocalisse di Adamo. La Genesi degli Gnostici (sempre per Lindau) e Maria Maddalena e le altre(L’Età dell’Acquario).

Stavolta decide di calare le sue riflessioni nella contemporaneità. E ci riesce in maniera molto convincente. La renaissance gnostico-esoterica (dopo l’esplosione confusa di fine anni’60 che ha fatto traboccare di falsa conoscenza il calderone New Age) ha evidentemente ispirato alcuni delle menti più fervide delle ultime generazioni.

Suspiria di Guadagnino: non un horror ma un saggio sul male

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Confesso che, fin dall’inizio, avevo nutrito una forte perplessità sull’idea di Suspiria diretto da Luca Guadagnino.

Che senso poteva avere un’operazione (in un’epoca di reboot, remake, cover, ologrammi di cantanti morti, edizioni deluxe) rifare il film concettualmente più irripetibile di Dario Argento (per mera questione tecnica, visto la scelta magistrale del Technicolor di Luciano Tovoli), unicum estetico non solo nel cinema italiano o nel genere horror ma della storia cinematografica tout court?

Ricordando David Bowie – L’influenza culturale

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In occasione dell’anniversario della nascita di David Bowie si sono moltiplicate le iniziative in tutta Italia, in memoria di uno degli artisti più iconici e amati al mondo.

Personalmente, avrò il piacere di moderare l’8 Gennaio al Cinema Trevi di Roma (ore 19) la presentazione di Bowienext, libro di Francesco Donadio e Rita Rocca (collegato al documentario realizzato da quest’ultima) e intervenire il 12 Gennaio al Castello degli Ezzelini di Bassano del Grappa (ore 15), all’interno delle celebrazioni del 21° David Bowie Birthday Bash, parlando con Flaviano Bosco dell’esoterismo nell’opera dell’artista inglese.

Come si sta al mondo: conversazione con Davide Martirani

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Conosco Davide Martirani da molti anni. Dunque, conoscevo già il suo talento, la sua profonda cultura letteraria.

Avevo già letto alcune prove precedenti (dei brevi, calibratissimi racconti), avevamo addirittura insieme tentato (assieme ad Alessandro Caroni) esperimenti di scrittura collettiva.

Eppure devo dire che questo romanzo d’esordio mi ha comunque colpito. Nel risvolto dell’edizione Quodlibet è sfacciatamente dichiarato: che il libro è scritto in “maniera magistrale”. Sembra davvero un rilievo enfatico, inopportuno, neppure sulla quarta di copertina dell’ À la recherche du temps perdu si osa tanto: sembra, soprattutto, una sparata in contrasto con l’attitudine sobria e pacata dell’autore.

Il genio di William Blake, da Dante a Alan Moore

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In occasione dell’anniversario dei natali del poeta e artista inglese, affrontiamo due volumi a lui dedicati: La Divina Commedia di Dante illustrata da William Blake della Taschen e From Hell (di Alan Moore e Eddie Campbell) della Magic Press.

William Blake, uno dei geni più ispirati della storia dell’Arte,è stato sempre preso per pazzo.

Destino comune a molte intelligenze infuocate da visioni extra-ordinarie, è vero. Ma nel caso di Blake, il giudizio dei contemporanei appare concorde con quello dei, pur ammirati, critici successivi.

Ben nota è la definizione di Wordsworth: “Non c’è dubbio che questo poveraccio fosse pazzo, ma c’è qualcosa nella sua pazzia che attira il mio interesse più dell’equilibrio di Lord Byron e Walter Scott”.

Chesterton, col suo adorabile gusto del paradosso arrivò a dire: “Io dico che Blake era pazzo perché la sue visioni erano vere”. Edward Fitzgerald lo definì “un genio, senza una rotella”.

Non spargere lacrime. Conversazione con Patricio Pron

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Patricio Pron, scrittore argentino che da anni vive a Madrid, si è imposto da tempo come una delle penne più acute e intriganti della letteratura sudamericana.

Tradotto in dodici lingue, pluripremiato (ricordiamo il Premio Cálamo Extraordinario 2016), viene riproprosto in italia dalla casa editrice Gran Via col romanzo Non spargere lacrime.

Un libro che (dobbiamo dire, purtroppo) è di impressionante attualità: ambientato in Italia, in un arco temporale che va dal 1945 ai giorni nostri, passando per l’epoca incendiaria degli anni di piombo, è strutturato con particolare acume e affronta le contraddizioni dilanianti e mai risolte del tessuto ideologico del Dopoguerra.

L’arte di LRNZ in mostra a Lucca

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In occasione dell’edizione 2018 di Lucca Comics & Games, pubblichiamo alcuni estratti dei testi che guidano la mostra principale dell’evento, LRNZ- la visione rinascimentale di un artista contemporaneo (a cura di Guido Martini, testi di Adriano Ercolani). LRNZ, oltre ad aver realizzato il poster della mostra di quest’edizione (un poster, come spiegato nei testi,senza precedenti per modalità di realizzazione) è anche il curatore grafico del progetto Fumetti nei Musei, premiato quest’anno col Gran Guinigi come Miglior Iniziativa Editoriale.
La mostra è visitabile al Palazzo Ducale fino al 4 Novembre 2018.

La mostra

Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, è uno degli artisti italiani più stimati nell’ambito dell’arte visuale.
L’intento di questa mostra è indurvi ad andare oltre rispetto alla bellezza, di per sé evidente, delle sue immagini.
La straordinaria versatilità artistica che emerge anche solo a un rapido sguardo delle sue opere, infatti, non è figlia di una mera attitudine eclettica.

La miseria nera dell’ultimo Verlaine

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Photo by Jonathan Pielmayer on Unsplash

Come molti grandi autori, Paul Verlaine è rimasto prigioniero, nella percezione pubblica, dei cliché da lui stesso creati.

Difficile leggere i suoi versi in maniera criticamente neutra, affrancati dai vincoli del mito de I poeti maledetti; com’è ben noto, una formula inventata proprio dal poeta francese nel suo omonimo saggio antologico del 1884, in cui includeva le migliori opere di Corbière, Rimbaud, Mallarmé e, in una successiva versione, anche di Desbordes-Valmore, Villiers de l’Isle-Adam e di sé stesso, sotto lo pseudonimo, anagramma del suo nome, di Pauvre Lelian.