La necessità di Walter Benjamin

1ben

In occasione del recente anniversario della morte di Walter Benjamin (26 Settembre 1940 a Portbou in Spagna), proponiamo una recensione di Esperienza e povertà (Castelvecchi), raccolta di quattro importanti saggi del grande pensatore tedesco, a cura di Massimo Palma.

Riflettere sull’opera di Walter Benjamin, potente e luminosa nella sua vulcanica asistematicità, è un esercizio filosofico sempre più urgente.

Con lucida fedeltà al pensatore berlinese, Massimo Palma nella sua introduzione (chiamata con ironia hendrixiana Walter Benjamin Experience), dopo aver ricostruito gli ultimi giorni, tragicamente rocamboleschi, del filosofo, osserva il fenomeno attuale del Benjamin Expo, cercando però proprio nella sua opera gli antidoti al contagio di una sua superficiale riduzione a santino.

“Il revisore” di Gogol: un classico del grottesco all’Argentina

1bulg

La rappresentazione de Il Revisore. Un versione di Gogol al Teatro Argentina (13 e 14 Settembre) è stata senza dubbio tra le più interessanti andate in scena a Roma nell’anno corrente. Considerata una delle vette teatrali del grande autore de Le anime morte, la commedia è legata a doppio filo all’Italia: riveduta e corretta a Roma (dove Gogol visse dal 1837 e il 1842 e dove compose la sua già citata opera più celebre), l’opera da un lato è ispirata al modello della Commedia dell’Arte nostrana, dall’altro ha a sua volta ispirato due film della commedia all’italiana, classica e moderna, ovvero Anni ruggenti di Luigi Zampa con Nino Manfredi e, più velatamente e recentemente, Baci e Abbracci di Virzì.

Ego Fuffaro: una conversazione

1ego

Alessio Spataro non è certo uno che le manda a dire.
Nella sua ormai più che ventennale attività satirica ha collezionato una serie di medaglie per oltraggio, vilipendio e offesa alle istituzioni da farlo apparire come il Roger Federer dell’insulto politico. Lo scriviamo con una certa ammirazione. Dalla storica serie di fine anni ‘90 della Ministronza, che rappresentava Giorgia Meloni intenta in pratiche scato-masochistiche, alla tristemente profetica denuncia sulle fascinazioni neofasciste all’interno del movimento grillino di Heil Beppe !1! (con Carlo Gubitosa), Spataro ha sostanzialmente violato ogni tabù del politicamente corretto, rimanendo però sempre graniticamente fedele alla sua identità ideologica di estrema sinistra.
Non è da tutti, di questi tempi.

Nostra signora dei Turchi, cinquant’anni fa

nst

In occasione del recente anniversario della nascita di Carmelo Bene vi proponiamo una riflessione sul suo primo lungometraggio presentato alla Laguna 50 anni fa.

50 anni fa usciva Nostra Signora dei Turchi.

Un film letteralmente extra-ordinario, destinato a divenire al contempo opera di culto assoluto per una nicchia di eletti adoranti e sinonimo di cinema inintellegibile per la stragrande maggioranza degli spettatori, talmente respingente nella sua aristocratica autoreferenzialità da destare intolleranza anche in cantori esoterici della cultura alternativa come Battiato (“Giù dalla torre butterei tutti quanti i teatranti e Nostra Signora dei Turchi”).

In omaggio alla visione dell’autore, tributeremo il nostro amore per l’opera con un primo oltraggio, ovvero inserendo un manifesto antistoricista (quale l’opera è) nel contesto culturale ad essa contemporaneo.

Il Sogno di Nietzsche: il capolavoro messo in scena dai Coltorti

nietz

di Chiara Babuin e Adriano Ercolani

Il Sogno di Nietzsche: il capolavoro messo in scena dai Coltorti.
Non esiste figura più indegna di rispetto di chi manipola il pensiero di Friedrich Nietzsche, una delle menti più alte e abissali della storia della filosofia, forzandolo a letture biecamente fascistoidi.

O meglio, a ben pensarci, qualcosa di peggio esiste: coloro che ne fanno un fautore dell’immoralismo tout court, che lo erigono a emblema di una visione egotica e rapace dell’esistenza, quasi fosse un profeta dell’edonismo pseudolibertario che domina e intorpidisce le coscienze in questa fase decadente del capitalismo.

Dieci anni da “Il Divo”: quello che funzionava nel cinema di Sorrentino

1divo

di Chiara Babuin e Adriano Ercolani

Se l’uscita di Loro 2 ha coinciso, imprevedibile coup de theatre, con la clamorosa riabilitazione di Silvio Berlusconi, nei giorni scorsi, segnati da un caos politico sfociato a tratti in una crisi istituzionale, sono scoccati esattamente dieci anni dall’uscita de Il Divo. E tutto quello a cui abbiamo assistito ha illuminato ancor di più l’intelligenza dell’opera di Sorrentino.

Innanzitutto, rivelatore è il sottotitolo: la spettacolare vita di Giulio Andreotti.

Qui c’è tutto l’acume di Sorrentino: la vita di Andreotti, esteriormente, è tra le più grigie e monotone ipotizzabili, consumata in un’ascesi quasi monacale, nel ligio adempimento di perenni impegni istituzionali alternati alla quotidianità di una vita matrimoniale solidissima, ritmata da una salda ritualità cattolica.

Andrea Pazienza, trent’anni senza: Zanardi

1zanardi

In occasione della grande mostra Andrea Pazienza, trent’anni senza, inaugurata in occasione del Festival Arf!, che l’ha prodotta assieme al Comicon, presentiamo un testo tratto dal catalogo della mostra di Adriano Ercolani, su Zanardi, uno dei personaggi più celebre dell’autore. Il Festival Arf!, inaugurato ieri, si terrà fino al 27 Maggio presso il Mattatoio, ex MACRO a Testaccio a Roma; la mostra sarà visitabile fino al 15 Luglio.

di Adriano Ercolani

Perfido, rapace, amorale, vile e sadico: signore signori, vi presentiamo Massimo Zanardi.
Celebre è la dichiarazione dell’autore che meglio definisce l’anima del personaggio: «La caratteristica principale di Zanardi è il vuoto. L’assoluto vuoto che permea ogni azione».

Loro 1 e 2: la fascinazione ambigua di un Sorrentino innamorato

2loro

di Chiara BabuinAdriano Ercolani 

(fonte immagine)

Innanzitutto, il titolo: non “Silvio Berlusconi”, non “Il Cavaliere di Arcore”, ma “Loro”. Già da qui si percepisce l’ambizioso piano dell’opera: non limitarsi a raccontare il politico-impreditore più discusso d’Europa (del Mondo?), ma tutto il sistema che si è creato e ha gravitato attorno alla sua figura.

Berlusconi, nel suo essere incarnazione definitiva e vittoriosa dei difetti tradizionali del carattere italiano, è la summa di tutte le ossessioni di Paolo Sorrentino: la solitudine del Potere nella sua decadenza (Il Divo, The Young Pope), la vecchiezza dilaniata tra rassegnata saggezza e puro desiderio di nuova vita da parte di un uomo che ha tutto, unita alla fascinazione per vite scintillanti ma piene di vuoto (Youth, La Grande Bellezza), l’ossessione erotica mai risolta (Le conseguenze dell’amore), il recupero di un’identità immaginaria (This must be the place). “Abbiamo una gamma limitata di cose che che sappiamo fare, quindi facciamo sempre un unico film con delle variazioni sul tema”, afferma infatti lo stesso regista.

Donne, madri, dee: la mostra al museo archeologico di Udine

1dee

Fino al 22 Aprile al Mueo Archeologico di Udine, situato nel Castello di gaddiana memoria, c’è una mostra straordinaria (purtroppo non pubblicizzata a dovere): Donne, Madri, Dee, esposizione di grande rilevanza scientifica e antropologica sul culto paleolitico della Grande Madre.

Una galleria di immagini e suggestioni che segue l’evoluzione del culto del Sacro Femminino nell’arco di 40.000 anni, dalla Venere di Savignano all’Arte Contemporanea.

Focus Baudelaire – I fiori del male al Teatro Argentina

1baud

di Chiara Babuin e Adriano Ercolani

Il 9 Aprile 1821 nasceva a Parigi Charles Baudelaire, padre della poesia moderna, genio dell’intuizione filosofica paradossale, profetico critico d’arte, maestro tormentato di gnosi e vittima gloriosa della metafisica, supremo virtuoso della parola ridotto all’afasia, cantore dell’elevazione spirituale morto strozzato dalle bestemmie.

Un acrobata ebbro e sprezzante, teso verso l’infinito sull’abisso dell’inferno interiore, devoto così fedele del Bello da cercarlo in fondo al baratro dell’orrore, fascinosa e straziante incarnazione delle contraddizioni umane sublimate nel miracolo artistico di versi (e mirabili prose poetiche) di sovrana eleganza formale, proprio nella testimonianza spietata dell’epifania del Male.