Breve storia di una frase sbagliata

primolevi

Ognuno è l’ebreo di qualcun altro. Questa frase ha vissuto la propria fama grazie a una conclusione che non le appartiene, e ha sollevato una piccola tempesta di sabbia che si è trascinata per trentadue anni.

Tra il sedici e il diciotto dicembre del 1982 si sono consumate due delle più tristemente celebri incursioni, o atti di terrorismo, nei confronti del popolo palestinese: i massacri – massacri, non è per dire –  dei rifugiati nei campi profughi di Sabra e Chatila, in territorio libanese. Gli esecutori furono riconosciuti in una falange estremista cristiana, ma il coinvolgimento di Israele andò ben oltre una già opinabile scrollata di spalle. Primo Levi, che allo stato Israeliano non l’aveva mandata a dire già in un paio di occasioni e che non credeva poi tanto nella soluzione separatista, auspicò pubblicamente le dimissioni di Ariel Sharon e Menachem Begin, provocando il cordoglio di chi fino ad allora aveva apertamente ignorato le sue posizioni.