Essere Alan Moore

1moore

In occasione della pubblicazione del volume Alan Moore. 5 interviste, che raccoglie conversazioni inedite o di raro reperimento in Italia, pubblichiamo l’introduzione al volume firmata dal nostro Adriano Ercolani. Il volume, a cura di smoky man, tra i massimi esperti mondiali dell’autore inglese, può essere ordinato qui

Non c’è bisogno di dover spiegare la sua incalcolabile influenza sull’immaginario collettivo, lodare il suo magistero narrativo o illustrare il suo fecondo interesse per le pieghe più inquietanti della storia umana e per gli abissi magnetici dell’occultismo e della conoscenza esoterica.

Ciò che è forse più interessante, nelle brevi note che hanno il compito lieto eppure arduo di presentare alcune sue interviste finora inedite al pubblico italiano, è indicare quelli che sono i punti d’interesse di questa pubblicazione.

Riprendiamoci l’immaginazione – Come combattere la propaganda populista conoscendone le strategie e l’immaginario

1moore

Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

Come può l’immaginazione plasmare la realtà?
E, soprattutto, cos’è l’immaginazione?
Come può l’insegnamento di maestri spirituali influenzare la politica contemporanea?
Come possiamo ribaltare le menzogne della propaganda populista?
E, soprattutto, cosa c’entra tutto questo col mondo del fumetto?

Alan Moore, il cantore dell’immaginazione nel fumetto

“Io sono l’idea dell’immaginazione umana che, a pensarci bene, è l’unica cosa di cui possiamo essere certi che NON sia immaginaria”. Questo faceva dire vent’anni fa al personaggio di Promethea (pubblicato in Italia da Magic Press) il suo creatore, Alan Moore, in una delle sue opere più intrise di riferimenti alla conoscenza magica ed esoterica.

Il genio di William Blake, da Dante a Alan Moore

1blake

In occasione dell’anniversario dei natali del poeta e artista inglese, affrontiamo due volumi a lui dedicati: La Divina Commedia di Dante illustrata da William Blake della Taschen e From Hell (di Alan Moore e Eddie Campbell) della Magic Press.

William Blake, uno dei geni più ispirati della storia dell’Arte,è stato sempre preso per pazzo.

Destino comune a molte intelligenze infuocate da visioni extra-ordinarie, è vero. Ma nel caso di Blake, il giudizio dei contemporanei appare concorde con quello dei, pur ammirati, critici successivi.

Ben nota è la definizione di Wordsworth: “Non c’è dubbio che questo poveraccio fosse pazzo, ma c’è qualcosa nella sua pazzia che attira il mio interesse più dell’equilibrio di Lord Byron e Walter Scott”.

Chesterton, col suo adorabile gusto del paradosso arrivò a dire: “Io dico che Blake era pazzo perché la sue visioni erano vere”. Edward Fitzgerald lo definì “un genio, senza una rotella”.

Le sfumature della letteratura erotica

Tropic-Of-Cancer-010

L’articolo che segue è uscito su Pagina 99, che ringraziamo.

“Quel che pornografia e oscenità sono dipende, come al solito, interamente dall’individuo. Ciò che per uno è pornografia, per un altro è la risata del genio”. Iniziava così la difesa dalle accuse di oscenità e pornografia scritta da D.H. Lawrence nel 1929 all’indomani dello scandalo e delle polemiche suscitate da una mostra di suoi quadri alle Warren Galleries di Londra.

La difesa era un veloce e intelligente saggio dal titolo Oscenità e pornografia e insisteva sulla libertà dell’individuo di decidere rispetto alla folla cosa fosse pornografico e osceno e cosa no. Censurati, processati, mandati al rogo, i romanzi di Lawrence ritornano oggi ad affollare gli scaffali delle librerie a fianco di recentissimi best-seller che come unico comun denominatore con L’amante di Lady Chatterly o L’arcobaleno hanno l’appartenenza all’oggi più che mai vasto e vario genere “letteratura erotica”.

Un supervillain non ha passato: Rust Cohle, Walter White e John Locke a confronto

Walter White (Bryan Cranston) - Breaking Bad _ Season 5b _ Gallery - Photo Credit: Frank Ockenfels 3/AMC

di Marina Pierri

Questo articolo è contenuto nella pubblicazione Storie (in) Serie, a cura di Carlotta Susca e Antonietta Rubino, consultabile qui:

È anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. È una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.

Hannah Arendt, La banalità del male

Quando penso all’incarnazione del male al cinema mi vengono in mente due esempi. Il primo è il Joker del Cavaliere oscuro di Christopher Nolan, così come interpretato da Heath Ledger. Il secondo, possibilmente più complesso e feroce, è Anton Chigurh di Non è un Paese per vecchi dei fratelli Coen.

Il desiderio di morte come progetto politico

Barbara-Spinelli

Quello che la prima volta si manifesta in tragedia, la seconda lo fa in farsa. E la terza – la definitiva, la terminale – come lettera da Parigi. Lo psicodramma Spinelli e l’esperienza della Lista L’Altra Europa con Tsipras sono finiti ieri, nel modo peggiore che si poteva immaginare: un suicidio mascherato da sopravvivenza. Barbara Spinelli, dopo giorni di silenzio andropoviano, ha inviato una mail da Parigi, che potete leggere qui. E invito a farlo, a leggerla, dico, per intero; perché è uno dei documenti più rappresentativi della sinistra italiana, della sua incapacità a comunicare, della sua deresponsabilizzazione patologica, del suo narcisismo laschiano conclamato, del suo desiderio di morte, della sua fame saturnina.

Ritorno a Oz

mago-oz

“How can I help being a humbug,” he said, “when all these people make me do things that everybody can’t be done? It was easy to make the Scarecrow and the Lion and the Woodman happy, because they imagined I could do anything. But it will take more than imagination to carry Dorothy back to Kansas, and I’m sure I don’t how it can be done.

L. Frank Baum

Le cose dovrebbero andare più o meno in questo modo. Intorno al 13 marzo prossimo vi recherete nel multisala più vicino a casa vostra; dapprima penserete di dover scegliere tra chissà quali film, poi realizzerete di esser lì per lui dal primo istante. Spenderete tra le otto e le dieci euro, forse il doppio e il triplo se sarete con moglie e figlia, e ancora qualcosa in più se deciderete di prenderete da bere (le probabilità che prendiate da bere aumentano se siete con moglie e figlia, in effetti). Entrerete. Non è da escludere che vi vengano consegnati dei piccoli occhiali di plastica per ammirare la pellicola in 3D, oppure, se il proprietario del cinema è animato da una qualche ortodossia o riverenza nei confronti del vecchio mago, ecco che gli occhiali vi verranno legati direttamente sulla nuca e trasformeranno il bianco e ogni colore in verde.