Trance. La lettura come arte d’intonazione, sincronismo e unisono secondo Alan Pauls

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“No, non si legge con lo stesso corpo con cui si vive.[..] Questo trionfo sul corpo è forse la prova più irrefutabile dell’intensità della trance in cui cade chi legge, nonché, per quanto sia una parola di cui diffida e che tende a escludere dal suo lessico personale, della sua autenticità: solo ripiegamento e oblio, l’indifferenza quasi zen in cui la lettura avvolge chi legge”.

L’omaggio di Alan Pauls alla lettura con Trance (Sur, trad. Gina Maneri), risiede anzitutto nella necessità di riconoscere il grande debito che la scrittura, che definisce una “compulsione strategica”, ha nei confronti di essa. Una forma di autobiografia resa con un parziale distanziamento nella scelta della terza persona per parlare di sé attraverso il lettore-protagonista.

Discorsi sul metodo – 10: Alan Pauls

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Alan Pauls è nato a Buenos Aires nel 1959. Il suo ultimo romanzo edito in Italia è Storia del denaro (SUR 2014)

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Quante ore lavori al giorno e quante battute esigi da una sessione di scrittura?

Non ho un numero fisso di ore o battute, anche se ci sono delle regole: anzitutto cerco sempre di lavorare tutti i giorni, di mettermi a sedere e aver fatto qualcosa alla fine del giorno. In un giorno faccio due o tre pagine, sulle cinquemila battute. In un buon giorno faccio due o tre pagine buone. Ci sono anche giorni in cui ci metto molte ore per farle, a volte quando si scrive è importante anche perdere tempo, sono momenti in cui si tira il fiato e sono funzionali a quelli più produttivi. In ogni caso, nei giorni in cui le due o tre pagine faticano a venire, mi costringo a sedere, cerco di orbitare in qualche altro modo attorno a quello a cui sto lavorando: faccio schemi, prendo appunti, leggo cose collegate al libro a cui sto lavorando oppure nel peggiore dei casi mi mento a revisionare parti fatte in precedenza. La cosa cruciale è stare sul pezzo ogni giorno.

Sogni che il denaro può comprare. Il romanzo di Alan Pauls.

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Pubblichiamo la postfazione di Giorgio Vasta a Storia del denaro di Alan Pauls uscito in questi giorni per le edizioni SUR. Il romanzo conclude la “trilogia della perdita” dello scrittore argentino, dopo Storia del pianto (Fazi, 2009) e Storia dei capelli (SUR, 2012). (Fonte immagine)

Ricostruire un albero genealogico sostituendo alle ramificazioni familiari i flussi di denaro. Mettere da parte la superstizione ingenua delle storie individuali e dei loro incroci e dare forma a una stirpe collocando semplici transazioni economiche al posto di matrimoni nascite e morti. Pensare alla propria origine come a un investimento, molto probabilmente avventato, a tutta la propria vita come a uno scoperto che la banca ci segnala allarmata ma che si rivela incolmabile (noi versiamo, continuiamo a versare ma lo scoperto non si riduce, al contrario progredisce, si fa abisso).

Chi non ha vissuto l’epoca della dittatura non può parlarne. Intervista ad Alan Pauls

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Pubblichiamo un’intervista di Gabriella Saba, comparsa su «La Nuova Sardegna» nel 2009 e ripresa dal blog di Sur, ad Alan Pauls, in questi giorni in Italia per presentare «Storia dei capelli». Oggi  Alan Pauls sarà alle 17.15 a Fahrenheit su Radio3 e alle 21.15 insieme a Nanni Moretti alla rassegna Bimbi belli del Nuovo Sacher.

di Gabriella Saba

Benché non sia un patito della natura e si definisca, anzi, un tipo urbano, allo scrittore argentino Alan Pauls non verrebbe mai in mente di passare le sue vacanze in un posto diverso da Cabo Polonio: villaggio sperduto sulla costa uruguayana, una “via di mezzo tra una comunità hippy e una villa miseria”, in cui non c’è acqua né luce elettrica e dove, per tre settimane si diverte e guardare il mare, a leggere e a tirar su l’acqua da un pozzo e, a volte, fissa per ore una duna la cui forma cambia, impercettibilmente, per il costante lavorio del vento.

La vita cambiata da un taglio perfetto

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Alan Pauls, autore di «Storia dei capelli» (in uscita per Sur), da domani sarà in Italia per incontrare i lettori. Il primo appuntamento sarà a Sarzana alla libreria Il terzo luogo insieme a Marco Cassini e Benedetta Marietti, di cui vi riproponiamo l’intervista uscita  sabato scorso su «D – la Repubblica delle Donne».

di Benedetta Marietti

Grigi, folti e a spazzola, corti ma scompigliati: sono i capelli la prima cosa che osservi di Alan Pauls, lo scrittore, giornalista e critico argentino che ha intitolato proprio Historia del pelo, Storia dei capelli, un intero romanzo (in uscita in italiano ai primi di luglio per SUR, traduzione di Maria Nicola). Una sorta di memoir pseudoautobiografico e squisitamente letterario che filtra la vita e gli incontri di un uomo, a Buenos Aires, dall’infanzia e adolescenza negli anni 70 fino ai giorni nostri, attraverso un’unica ossessione, quella della chioma (vera o finta che sia, dato che nel libro si parla anche di parrucche).