L’arte di raccontare di Alberto Garlini

pordenone

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di Pierfrancesco Matarazzo

In una Pordenone giallo-nera come nelle migliori tradizioni di pordenonelegge, festa del libro con gli autori giunta alla sedicesima edizione, attraverso corso Vittorio Emanuele con i suoi palazzetti gotici e rinascimentali, gli archi dei suoi portici con le colonne tutte diverse e i chioschetti in legno del festival. Intorno a me odore di pietra bagnata e angeli sorridenti (i volontari del festival che con la loro maglietta gialla con le ali bianche stampate sulla schiena, aiutano la macchina di pordenonelegge). Di fronte a me il trecentesco palazzo comunale di Pordenone, con il suo orologio con sopra i due paggi in pietra che battono le ore, colpendo una campana di bronzo. È qui che ho appuntamento con Alberto Garlini, curatore di pordenonelegge, scrittore e da anni insegnante di scrittura.

Come si racconta una storia: l’incipit secondo Jhumpa Lahiri

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È in libreria per nottetempo L’arte di raccontare, dieci interviste di Caterina Bonvicini e Alberto Garlini a John Banville, Emmanuel Carrère, Javier Cercas, Jhumpa Lahiri, Petros Markaris, Yasmina Reza, Colm Tóibín, Edward St Aubyn, Elizabeth Strout e Luis Sepúlveda. Le conversazioni riguardano metodi di lavoro e tecniche di scrittura, dalla costruzione dei personaggi ai dialoghi, dall’ambientazione al punto di vista. Pubblichiamo di seguito l’intervista di Caterina BonviciniJhumpa Lahiri: il tema è l’incipit di una storia(fonte immagine)

di Caterina Bonvincini

Jhumpa Lahiri, una delle migliori scrittrici americane contemporanee, Premio Pulitzer nel 2000, di origine bengalese ma cresciuta negli Stati Uniti, da un paio di anni ha lasciato New York per trasferirsi a Roma e studiare la nostra lingua. L’ha imparata così bene che ha pubblicato un libro in italiano (In altre parole).