Il tradimento dei chierici e dei chierichetti

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La diffidenza, e incomprensione reciproca, tra intellettuali e tv parte da lontano. E così la tv italiana si condanna alla serie B. Pubblichiamo un articolo di Aldo Grasso apparso sull’ultimo numero di «Link».

di Aldo Grasso

Gli intellettuali vanno volentieri in tv a presentare i loro libri ma fanno poco per la tv, molto poco. Anzi, se possono ne parlano male. Una sera, nel salotto mondano di Daria Bignardi mi è capitato di vedere Giorgio Faletti che insolentiva con una battuta sprezzante Pietro Citati, reo di aver sostenuto che “oggi la lettura tende a diventare una specie di orgia, dove ciò che conta è la volgarità dell’immaginazione, la banalità della trama e la mediocrità dello stile. Credo che sia molto meglio non leggere affatto, piuttosto che leggere Dan Brown, Giorgio Faletti e Paulo Coelho”. Il grande apporto dato alla tv da Faletti è il personaggio di Vito Catozzo o quello di Carlino, ai tempi di Drive in. Alla letteratura non so.

Hemingway a Cortina. Il fascino degli intellettuali da colbacco

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Ora che Cortina è considerata più che la perla delle Dolomiti, la meta dei furbetti, Francesco Longo ha deciso di auto-denunciarsi. Ripubblichiamo il suo reportage da Cortina, pubblicato sul Riformista del gennaio 2010.

Vent'anni fa

Vi proponiamo una selezione di articoli apparsi sulla stampa italiana nei giorni del 1989 immediatamente successivi alla morte di Leonardo Sciascia, il 20 novembre di quell’anno. Una piccola raccolta di parole d’addio di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere questo scrittore dal carattere serioso e insondabile. A vent’anni dalla sua scomparsa, noi di […]