Milano: un paesaggio mentale?

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Questo articolo è uscito su Gli Altri nel 2010.

“Milano – si legge in una breve intervista a Elvio Fachinelli del 1989, l’anno sua morte – “è una città in qualche modo astratta, asettica, ‘non’ provinciale e proprio per questo molto attraente per un intellettuale”. A me è capitato spesso, negli ultimi anni, di definirla “un paesaggio mentale”: un luogo dove i sensi si eclissano, perché non hanno niente a cui appoggiarsi e su cui sostare, e dove, al contrario, i pensieri possono viaggiare indisturbati, affondare nella memoria o aprirsi a soluzioni nuove, impensate. Ma è sempre stata così, per me, per Elvio, per tutti quelli che, arrivati qui dalla provincia negli anni cinquanta o sessanta, hanno poi respirato la ventata libertaria del ’68, del movimento non autoritario e del femminismo? È vero che i “gruppi affinità, di simpatia, di  bizzarria” che si formarono allora, intolleranti dei vincoli imposti dalla tradizione e desiderosi di creare “nuove istituzioni d’amore”, si sono rapidamente dissolti come “cristalli liquidi”. Ma cosa ha poi impedito che si ricristallizzassero altrove? Da quando, per molte donne e uomini che l’abitano come me da oltre quarant’anni, e che si sono abituati a pensarla come “casa”, Milano è diventata così evanescente, così famigliare e sconosciuta al medesimo tempo?

O ti meno o ti proteggo. Ovvero parlare di violenza di genere tra sedicente femminismo e maschilismo benevolo.

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Questo articolo è uscito sull’edizione online di Europa. di Christian Raimo La violenza di genere è diventata un argomento mainstream. Termini come stalking, femminicidio sono parole che oggi conoscono anche i ragazzini di dieci anni. I cartelloni sei per tre, le fiancate degli autobus anche negli ultimi mesi hanno ospitato una serie di campagne pubblicitarie, […]

Senza l’Ilva e gli operai, questa (non) è Taranto

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Questo pezzo è uscito su La Gazzetta del Mezzogiorno.

di Oscar Iarussi

«Questa è Taranto». Ed è sottolineato due volte in rosso «questa». L’annuncio orgoglioso e festoso campeggia sulle fotografie e nel video di una campagna pubblicitaria della Regione Puglia, appena varata dall’assessorato e dall’ente che si occupano di turismo. Le immagini propongono spiagge «caraibiche » con un giovanotto disteso al sole come un naufrago felice, un’allegra tavolata nei pressi di un trullo, passeggiate assolate nella città dei due mari… Ogni volta una chiosa specifica: «Il mare che non ti aspetti», «La natura che non ti aspetti», «La città che non ti aspetti».