Il tennis alla tv. Quanto è difficile leggere Wallace (ma ne vale la pena)

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Questo è un estratto dal terzo capitolo del libro omaggio e introduzione a David Foster Wallace, scritto da Alessandro Raveggi, uscito per la collana digitale Starter di Doppiozero edizioni. Qui maggiori informazioni. (Fonte immagine)

 di Alessandro Raveggi

Quando si commenta che è difficile ciò che scrive un autore, possiamo dare molti sensi a questa aggettivazione. Difficile perché fuori dallo spirito dell’epoca e dalle mode, irricevibile, inattuale. Difficile perché astruso e barocco, forse anche infausto, incompleto, persino mal scritto – sebbene a qualcosa che definiamo come difficile si consenta spesso il beneficio di una dignità artistica, o letteraria, che sia. Difficile poi può essere detto di qualcosa che è doloroso, doloroso ciò che vi si dice, che tocca le corde più sensibili e profonde del lettore – al di là di come arrivi a toccarle, come nel caso del nostro autore alla ricerca di una nuova sensibilità autentica oltre le postmoderne case stregate: David Foster Wallace, pur sempre un prototipo di Mr. Difficult. La difficoltà di un autore o di un testo può dipendere poi dal piacere immediato della lettura, la lettura sonora o una lettura solo inizialmente comprensiva-costruttiva. Che tipo d’esperienza è quella di leggere, leggere a voce alta, leggere in solitaria, leggere a letto o in bagno, se volete, David Foster Wallace? È bene dedicare qualche riflessione al tema.

Studio sulle possibilità del vuoto

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Pubblichiamo una recensione di Federico di Vita su «Escribir el hueco / Scrivere l’incàvo» di Miguel Angel Cuevas.

Meter una pala en el aire y sacar el aire
Introdurre una vanga nell’aria e tirar fuori l’aria
Jorge Oteiza

Una sera della scorsa primavera è stato presentato a Firenze un libro di poesie che è più di un libro, si tratta di un oggetto capace di trascendere la consueta attesa che monta nel lettore quando si approccia a un volume, poetico e non solo. Escribir el hueco / Scrivere l’incàvo di Miguel Angel Cuevas (poeta e traduttore spagnolo) con le illustrazioni di Massimo Casagrande (le cui opere, dedicate ai singoli frammenti, li completano e li accompagnano – senza limitarsi ad illustrarli), è proposto come uno studio e un omaggio all’opera dello scultore basco Jorge Oteiza. Non c’è rapporto didattico tra poesie e tavole, come allo stesso modo mancano legami espliciti tra l’opera libresca e quella scultorea: Cuevas (e in qualche misura “al quadrato” Casagrande) hanno tentato di recuperare lo spirito della creazione artistica di Oteiza, proponendo un lavoro tutto giocato sul tentativo di “mettere una vanga nell’aria e cavarne fuori l’aria”, sulla possibilità, (in)comunicativa e paradossale, di rendere uno spazio al vuoto, e di farlo creando.

Diventa anche tu un autore!
Appunti su self-publishing e pseudoeditoria

di Andrea Libero Carbone, Alessandro Raveggi, Vanni Santoni, Giorgio Vasta, per Generazione TQ.

Gli appunti che seguono vogliono essere rappresentativi di un modalo di procedere al quale Generazione TQ intende quanto più possibile attenersi. Constatata la relazione che connette tra loro fenomeni anche all’apparenza diversi e irrelati, pensiamo sia indispensabile che una riflessione prenda sempre le mosse dalla consapevolezza di questa reciproca interdipendenza.

Non multa sed multum. Qualità della vita, qualità letteraria

Questo testo è la seconda parte di un’introduzione alla collana di narrativa Novevolt, curata da Enrico Piscitelli e Alessandro Raveggi, a partire dal 2011, per la casa editrice Zona. Il primo testo può essere letto qui, ed ha il carattere di un’apertura violenta del vaso di Pandora. Questo secondo testo, dopo l’apertura del vaso, ci […]