Recensioni in forma di suggestione 01

Libertà a 450

Comincia oggi una piccola rubrica a cura di Gianluca Cataldo che dai romanzi (o dai racconti) che si propone di recensire subisce, e restituisce, brevi suggestioni. Nate da una frase o da un animo condiviso, da una pagina, o da 1257 (ma anche dal timore di non riuscire a parlarne adeguatamente) non si propongono di setacciarne le strutture, né di collegare relazionare schematizzare, ma semplicemente (o forse arditamente) di incuriosire.

Libertà! (Giovanni Verga)

Il vecchio libraio, Carmelo Viola, chiese a Virgilio se avesse letto la novella che gli aveva prestato. Nel farlo mosse leggermente la mano sinistra dal basso verso l’alto, secondo quel suo gesto tipico che sembrava volesse invitare l’interlocutore a continuare un discorso, anche quando il discorso, a ben guardare, non era che al suo inizio. Si trattava di Libertà, una novella di Verga che lui, il libraio, aveva ricopiato a mano su un paio di fogli perché il ragazzo potesse leggerla senza che gli rovinasse il libercolo che custodiva gelosamente nella sua libreria. Era un libraio ben strano, il cui affetto per i libri lo portava ad assomigliare più a un amanuense che a un venditore.