Verso dove eravamo partiti: il cuore oscuro dell’Europa

villenoire

Questo pomeriggio alle 18, presso la galleria Carlo Virgilio in via della Lupa, Roma, si inaugura “La Ville Noire – The dark heart of Europe“, mostra fotografica con gli scatti di Giovanni Troilo. Pubblichiamo il testo che Lorenzo Pavolini ha scritto per il catalogo della mostra.

di Lorenzo Pavolini

Il gomito di un gasdotto si staglia sul cielo rosso, sopra i tetti più neri dell’ardesia e la cortina di mattoni velata di fuliggine. Non sembra pesare sulle grondaie e sugli infissi delle finestre chiuse, né sulla vita dietro le tende. Nella sua scomoda virata il tubo incatramato appare collegato al nulla. Il bagliore di un tramonto siderurgico illumina la scena ideale per le sequenze di un Blade Runner europeo. Ma il racconto a cui introduce non si svolge in un prossimo futuro indesiderabile. Non ha nulla di profetico. Il mondo che abita dietro quelle finestre è qui adesso, a pochi chilometri dalle sedi politiche d’Europa, e consuma psicofarmaci in quantità, traffica con le armi e con i corpi in una cruda quotidianità da cui il sogno stesso di un’istituzione capace di far fronte alla sua crisi è stato espulso da tempo, e ormai senza rimedio.

Non ai tea party né ai radical chic: Minervini, Pallaoro e gli altri

Stop-the-pounding-heart_portrait_w858

Da martedì 3 dicembre comincia a Roma Tertio Millennio, il festival cinematografico organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Qui il programma.
La maggior parte delle proiezioni si terranno alla Sala Trevi. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti (info 06.96519.200). Consiglio a tutti di andarci, anche perché (da Pelo Malo, che ha vinto la Concha de Oro a San Sebastián e proprio ieri il premio per la miglior attrice e la miglior sceneggiatura al Torino Film Festival, a Wolfskinder, a tanti altri) ci saranno dei film molto interessanti. Ci saranno anche i film “esteri” di Andrea Pallaoro e Roberto Minervini (che sempre a Torino ha vinto il premio speciale della giuria) di cui parlai in questo pezzo per IL uscito qualche tempo fa.

di Nicola Lagioia

È triste constatarlo per un settore dove fino a qualche tempo fa sfioravamo l’egemonia continentale, ma se si vogliono vedere alcuni dei migliori film italiani dell’ultimo anno, bisogna andare all’estero. Roberto Minervini, Andrea Pallaoro, Uberto Pasolini, Alessio Cremonini. Segnatevi questi nomi. Il più giovane ha trentun anni, il più anziano non arriva ai cinquanta. I primi due hanno girato negli Stati Uniti, Pasolini in Inghilterra, Cremonini immergendosi nelle atmosfere dell’attuale conflitto siriano.

I film in questione si intitolano Stop the Pounding Heart (storia di una famiglia ultracristiana in un Texas molto a destra di Cormac McCarthy), Medeas (anche qui, atmosfere da profondo Sud con echi faulkneriani), Still Life (un nowhere man nell’Inghilterra più grigia cerca i parenti di chi muore in solitudine per restituire qualche effetto personale), Border (girato con italio-siriani, script a firma Susan Dabbous, la giornalista sequestrata e rilasciata dai ribelli anti-governativi la scorsa primavera).