Dance me to the end of love

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Questo racconto è uscito su Vicolo Cannery. (L’immagine è un fotogramma del film “Non si uccidono così anche i cavalli?”)

di Flavia Gasperetti

Dance me to the children who are asking to be born
Dance me through the curtains that our kisses have outworn
Raise a tent of shelter now, though every thread is torn
Dance me to the end of love

-01.00

Davvero la festa degli innamorati quest’anno la passeremo qui nel centro commerciale Porte di Roma della Bufalotta insieme ad altre – quante saranno? – cinquanta, sessanta coppie?

L’idea è stata tua, d’accordo, ma io ho accettato. Io ho accettato.

Sarà divertente, hai detto.

Sarà una cosa che racconteremo per anni, hai detto.

Soprattutto è una cosa che mi hai presentato come fosse un regalo, un regalo di San Valentino per me. Ho aperto una busta di cartoncino rosso credendo di trovarci un biglietto della Hallmark pieno di cuoricini e invece dentro c’era l’attestato di iscrizione, con tanto di logo del Guinness Book of World Records e i nostri nomi stampigliati sopra.

Ci saranno un sacco di sponsor, hai detto tu

Alle brutte ci stufiamo e ce ne torniamo a casa pieni di roba gratis.

La roba gratis, la vediamo ora che siamo tutti in attesa di cominciare e ciondoliamo tra i vari stand tanto per passare il tempo, è soprattutto cioccolata, cioccolata a perdita d’occhio. E ovviamente fiori, bigiotteria, tariffe promozionali you&me reclamizzate da compagnie telefoniche. Strana incongruità: c’è anche un’agenzia di speed-dating, che regala preservativi e bottiglie mignon di spumante.

Tempo fuori sesto. Guy Debord contro la Modernità 7

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Pubblichiamo la settima parte del testo di Raffaele Alberto Ventura su Guy Debord. Qui le puntate precedenti.

Se il pensiero politico moderno concepisce lo Stato come macchina e «magnum artificium» (in Hobbes per esempio) la critica antimoderna sta nel considerare che questa macchina non è in grado di funzionare. In verità Thomas Hobbes metteva già in guardia dal vizio che avrebbe paralizzato la macchina: la divisione dei poteri. Ma questa divisione è inesorabile dal momento in cui la giurisdizione statale tende a estendersi a un numero sempre crescente di fenomeni e rapporti. Questo processo di estensione e suddivisione, per mezzo della proliferazione di funzionari addetti al controllo e all’amministrazione della società, caratterizza la storia della Modernità politica.

Varcare le frontiere

Questo ariticolo è stato già postato su Innocenti evasioni. Ci sono frontiere visibili e frontiere nascoste. Frontiere reali e frontiere immaginarie. Frontiere di cui percepiamo tutta l’ignominia, l’inutilità, il non senso. E frontiere che si nascondono nelle pieghe della società, ed è anche peggio: perché questo nascondimento produce un rafforzamento delle divisioni, ingigantisce la loro […]