L’Eritrea è più vicina di quanto pensiamo

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“Noi pensiamo di essere dei piccoli tassi. Nient’altro che dei piccoli tassi che rosicchiano i quattro pilastri di legno su cui poggia il regime eritreo. Il nostro obiettivo è farlo cadere.” Parla per metafore Amanuel, uno dei giovani eritrei che stanno creando in Europa un coordinamento di tutte le forze di opposizione al regime di Isaias Afewerki, il dittatore che tiene in pugno il paese fin dall’indipendenza dall’Etiopia, ottenuta nel 1991 e sancita ufficialmente nel 1993. Amanuel non è il suo vero nome; è lui a chiedere di essere chiamato in un altro modo (richiesta che faranno sistematicamente anche tutti gli altri intervistati) per evitare di essere identificato dai servizi segreti del regime.