A girl walks home alone at night, punti luce per ricomporre la memoria

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Cosa accadrebbe se una storia illustrata di Marjane Satrapi incontrasse l’adattamento cinematografico di Quentin Tarantino? E se un polveroso  campo lungo alla Sergio Leone si sovrapponesse al primo piano di un personaggio creato da Jim Jarmusch? Se il deserto dell’Iran venisse trasportato nei sobborghi industriali della provincia americana? Gotham City diventerebbe una fusione di oriente e occidente, un non luogo dentro a un altro non luogo; diventerebbe la Bad City di A girl walks home alone at night, miscela cinematografica di candore e violenza, epica e quotidiano, rigore e leggerezza, sempre con una sorprendente continuità nel linguaggio espressivo.

Lo chador è qui l’uniforme della ragazza in cerca di giustizia, la tuta gialla di Bruce Lee reindossata da Uma Thurman in Kill Bill. Questo è lo scenario del film di esordio dell’iraniana-americana Ana Lily Amirpour, presentato alla Festa del Cinema di Roma del 2014 e ora distribuito anche in Italia. A girl walks home alone at night, oltre a possedere un fascino irresistibile, ha tutte le caratteristiche per diventare un film di culto.