Anatomia di una scomparsa

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Questa recensione al romanzo di Hisham Matar, «Anatomia di una scomparsa», è uscita per «il Riformista».

Vergogna, desideri e addii. Sensi di colpa che durano una vita, bugie che non verranno mai alla luce e rivalità. Moltissime rivalità. Il romanzo di Hisham Matar, Anatomia di una scomparsa (Einaudi, pp. 187) ha la capacità di riconciliare il lettore con la Letteratura. In una fase storica in cui i romanzi spesso cedono al puro intrattenimento, oppure, andando fuori strada dalla parte opposta, cedono alla denuncia sociale, la lettura di un  romanzo vero, letterario, è l’occasione per accorgersi che quando la letteratura ha come unico scopo se stessa riesce anche magicamente a intrattenere il lettore e a farlo interrogare sulla realtà. Anatomia di una scomparsaparla di un padre, e del vuoto che lascia un padre quando svanisce nel nulla. L’incipit è un terremoto: «Ci sono volte in cui l’assenza di mio padre mi pesa sul petto come se ci stesse seduto sopra un bambino».