Gli anni della Tav raccontati dalla letteratura contemporanea

(fonte immagine)

di Miriam Aly

Negli ultimi mesi del 2018 è ritornata al centro del dibattito politico la questione Tav, con tutto lo strascico di domande più o meno lecite che la riguardano. Il treno ad alta velocità, di interesse italiano perché collegherebbe Torino e Lione, viene trattato in una certa comunicazione istituzionale come una infrastruttura già capitalizzata ma anche già capitalizzante, ovvero viene percepito e analizzato in una sua dimensione algebrica: l’analisi costi e benefici, giudizi che perlopiù si fermano alla superficie della questione, pensare ad un ipotetico referendum, risparmiare quaranta minuti per andare in Francia, pensare ai quarantacinque chilometri di territorio italiano, affidare la questione ad una dicotomia di governo.

I Mondiali e il tempo che passa

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Pubblichiamo un articolo di Andrea De Benedetti uscito sul portale Treccani.

di Andrea De Benedetti

«Mondiali»: basta la parola, e ne basta una sola. Troppo lungo, troppo inutilmente pleonastico «campionati mondiali» per spiegare un concetto che sta tutto dentro un aggettivo sostantivato.

Un aggettivo sostantivato e soprattutto un’antonomasia. Perché quando si parla di «Mondiali» si intendono solo ed esclusivamente quei Mondiali: quelli che si disputano negli anni pari non bisestili, quelli che per un mese scaraventano qualunque problema, anche il più serio, alla periferia della nostre preoccupazioni, quelli che l’Italia ha vinto quattro volte e che se Baggio, in un lontano pomeriggio americano del ‘94, non avesse sbagliato un certo rigore, allora chissà.