Dove finiscono le parole: un estratto

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Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal libro di Andrea Delogu Dove finiscono le parole, uscito per RaiLibri. Il testo racconta la scoperta, la convivenza e il confronto con le difficoltà legate alla dislessia, ed è stato stampato con una font ad alta leggibilità, EasyReading, adatta sia ai dislessici che ai non dislessici.

di Andrea Delogu

Papà, ho trovato un amico (1991). Ovvero quando non conoscevo la differenza tra mamma e mucca

Che strana cosa, penserete voi. Come si fa a confondere la mamma con una mucca? Impossibile. Certo, sono due parole di cinque lettere ed entrambe cominciano per emme, ma le somiglianze finiscono qui. Qualsiasi bambino già a un anno è capace di cogliere la differenza tra la sua mamma e una mucca, sa che la mucca fa “muuu” e adora stare tra le braccia della mamma. Ebbene, per me evidentemente la differenza non era così palese.

E dire che all’epoca di anni ne avevo sei e da poche settimane avevo cominciato a frequentare la prima elementare. Be’, è stato proprio alle elementari che, insieme alla maestra, ai compagni di classe e ai grembiuli è arrivato anche il mio primo vero nemico: il libro degli esercizi.

“La collina” di Delogu e Cedrola

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di Mimmo Cangiano

Molto si è parlato (e si parlerà ancora) del romanzo La Collina, pubblicato circa un mese fa da Andrea Delogu e Andrea Cedrola. La materia trattata (la comunità di San Patrignano e le ‘tecniche’ in essa in atto) hanno convogliato l’attenzione dei media verso un materiale che, inevitabilmente, si presenta ancora infuocato (fra feroci detrattori e strenui difensori) e vivo nel quadro di un problema che, dentro e fuori i tribunali, è ben lungi dall’essere chiuso.

Qui, invece, anche stimolato dall’epigrafe che apre il romanzo (tratta dal bellissimoAd avere occhi per vedere di Leonardo Pica Ciamarra), vorrei riflettere un attimo su quest’opera proprio in quanto romanzo, vale a dire sulle strategie narrative e tematiche che i due autori hanno messo in atto per raccontare questa storia che, a mio giudizio, è anzitutto una disanima di ciò che ha permesso ‘San Patrignano’, e, di conseguenza, un’analisi storica dei rapporti di potere e persuasione che hanno caratterizzato, almeno, uno scorcio del secolo scorso.